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6 novembre 2024

L'orticello del Fotografo EGOCENTRICO

Non so se ci avete fatto caso, lo chiedo perché di solito nessuno ci pensa... tutti danno per scontato che sia normale farlo, ma... TUTTI i fotografi, siano essi amatoriali che professionisti, indipendentemente dal livello e dal genere... espongono il MEGLIO del loro MEGLIO.

Tutti pensano di aver raggiunto chissà che vetta.

Tutti i fotografi di qualsiasi livello pensano di essere bravi, magari anche soltanto bravi nell'aver avuto fortuna nel cogliere un certo momento preciso e attimo magico...

quando in realtà TUTTI dobbiamo migliorare.

Nonostante ci siano tantissimi fotografi e quindi ce ne siano di tanti più bravi di te, ecco che tu cosa fai? Esponi in qualsiasi social e magari spazio pubblico, le tue foto, spacciandole per opere importantissime.

Ma è ovvio che tu le reputi belle e importanti: le hai fatte te.

Il PROBLEMA di fondo è che chi si mette a realizzare fotografica soffre spesso di egocentrismo.

Quindi anziché evolversi rimanere nel proprio orticello.

4 novembre 2024

La Fotografia è un foglio BIANCO

Perché ho titolato questo post così: 

"La Fotografia è un foglio bianco?"

Perché molto spesso un fotografo, sia esso pro che semi-pro, è costretto a realizzare immagini già pensate (pensate per modo di dire) da altri, quindi non può dire la sua, ma deve soltanto limitarsi ad eseguire.

Un fotografo, invece, dovrebbe agire e dovrebbe essere visto come una sorta di artista che dice la sua, che vede il mondo in un certo modo e te lo mostra in un certo modo, sia freddo e distaccato, sia pieno di pathos, energia, ecc.

In ambito strettamente professionale-commerciale, tipo quando lavora per aziende, un VERO fotografo (quindi non il bravo tecnico che ama 'smanacciare' sulle macchine fotografiche e attrezzature varie), può andare ben oltre il limitarsi a riprendere ciò che viene prodotto e messo sul mercato dall'azienda di turno.

Può invece far suoi i valori, i concetti, le idee, i valori, ecc., dell'imprendit-ore/rice e dell'azienda, per creare IMMAGINI NUOVE, che riescano ad ESPRIMERE questi concetti, metterli 'nero su bianco', attirando l'attenzione del pubblico.

Purtroppo poche volte è possibile fare ciò, perché la prima cosa che viene in mente al cliente di turno non è mettersi nella posizione del committente che chiama l'artista per farlo esprimere, ma di dirgli già cosa deve fotografare e addirittura come...

...spesso su suggerimento di qualche grafico e social media manager, che di fotografia, immagine, comunicazione, concetti, arte non capisce niente, in quanto si tratta di figure di tipo tecnico (tipo un ragioniere... un fotografo si farebbe mai dire da un ragioniere, un geometra, ecc., come fare le foto?), ma soprattutto perché il loro scopo principale non è creare, ma trovare più clienti possibili a cui vendere la stessa pseudo-soluzione di "comunicazione social" a tutti.

--->Quindi come deve vedere la Fotografia un VERO fotografo?<---

Deve vederla come un FOGLIO BIANCO tramite cui potersi esprimere.

Quante volte però ce la facciamo sotto quando ci ritroviamo in una situazione simile, quando abbiamo piena libertà?

C'è un problema psicologico: 

questa incertezza, insicurezza, anziché galvanizzarci per via appunto della libertà di espressione, ci confonde e ci blocca, e ci fa paura il fatto che le nostre future foto, non venendo richieste e ideate da qualcuno di preciso, verranno giudicate chissà come.

Ma il bello della fotografia è ideare e realizzare, non farsele valutare, non subire il giudizio altrui.

SIAMO NOI FOTOGRAFI CHE DOBBIAMO GUARDARE E GIUDICARE IL MONDO.

RIBALTATE LA SITUAZIONE: 

siete voi che dovete guardare con i vostri occhi e giudicare. Se dopo le vostre fotografie verranno apprezzate o meno, è un fatto che non vi deve interessare. 

Vi esprimete realizzando fotografie, non certo ricevendo complimenti o critiche di vario tipo.

Altro che tecnica, è tutta psicologia e filosofia.

30 ottobre 2024

Il problema delle Agenzie Fotografiche e di Comunicazione

C'è un GRAVISSIMO problema legato alle agenzie di vario tipo:

agenzie fotografiche, agenzie web, agenzie di comunicazione.

In costa consiste questo problema, riferito ovviamente alla Fotografia (il mio blog parla di questo, di immagine, quindi non amplio il discorso)?

Consiste nel fatto che le agenzie, che non sono composte da fotografi e neanche da artisti visionari, antropologi o altro, ma soprattutto da tecnici, più qualche sparuto copywriter (il che però vuol dire tutto e niente, proprio come fotografo... dopo ne parlo un po'), decidono quale foto sia buona, in realtà dicono BELLA, e quale no, decidono quali foto il fotografo deve realizzare (se vi dicono di scattarle, chiudete ogni rapporto con queste agenzie!), decidono quali foto il loro cliente di turno deve ottenere per il suo sito web e ogni altra forma di comunicazione sia online che offline.

Praticamente il fotografo, non venendo consultato e non potendo agire liberamente, non è altro che un tecnico di medio-basso livello che si presta a questo giochino di lecchinismo del sistema consumistico:

non deve mai affrontare problemi, concetti, non può mai presentare una sua proposta, dire la sua, criticare, ampliare il tema, no-no-no. Deve sempre e soltanto ESEGUIRE come un dipendente qualsiasi.

Ma il fotografo, al pari di un copywriter, non è soltanto uno abile nel suo mestiere, ma anche una pesona che in teoria dovrebbe essere PENSANTE e SENSIBILE, una persona che interessandosi del mondo, non può che avere una visione sicuramente maggiore rispetto al tecnico web, ecc.

Poi, certo, purtroppo ci sono quelli che vogliono fare solo i tecnici, quelli bravi dal punto di vista tecnico, quelli fissati con l'attrezzatura, quelli a cui interessa che ci sia una certa messa a fuoco, una certa luce e qualsiasi altro dettaglio + o - importante.

Importante? Mah. Se non traspare un messaggio, cosa ci potrà mai essere di importante?

Ah, e questo avviene sia quando si fanno lavori per clienti statici, nel senso che hanno un locale, un'azienda, sia quando si viene ingaggiati per fotografare un evento pubblico. Infatti, ecco che agenzie e social media manager, ti dicono anche in quel caso che TIPO di foto fare, COME farle, COSA far vedere, cosa ESALTARE e, di conseguenza, cosa no.

Tutto il CONTRARIO che dovrebbe fare un professionista aperto e LIBERO come un vero fotografo che, in teoria, fa il fotografo perché vuole essere libero di esprimersi.

Ma quanti sono i clienti, i committenti, le agenzie, gli enti, ecc., che ingaggiano un fotografo desiderando il suo punto di vista, volendolo far esprimere soggettivamente al 100%?

0? 1?

Fatemi sapere!

28 ottobre 2024

Fotografi irrecuperabili

Tanto per cambiare ho appena i commenti su FB di 2 tizi che, in un post dedicato alla fotografia, hanno elencato tutte le loro vecchie macchine fotografiche, presumo a pellicola, per vantarsi della loro competenza tecnica spacciata per passione, cercando così di screditare la fotografia digitale.

Il problema è generico, non riguarda soltanto queste 2 persone o chi, come loro, sa sempre e solo parlare di macchine fotografiche.

Io, tra l'altro, quasi neanche so che modelli ho e quali sono gli ultimi modelli del marchio che uso da sempre. E lo suo da sempre non perché sia un fanatico, ma perché avendone acquistate soltanto 3 in 18 anni, sono abituato a tasti, schermate e cose simili.

Dicevo, il problema è generico e consiste nel fatto che la fotografia sia prima di tutto sinonimo di ATTREZZATURA e in secondo luogo sinonimo di COGLIERE L'ATTIMO.

Ma l'attimo viene colto dalla macchina fotografica.

Noi esseri umani invece cosa dovremmo fare?

Dovremmo pensare e ideare delle immagini significative che rappresentino un'idea, un concetto, dei valori, che diano significato a certe cose.

Ormai non c'è più bisogno di un fotografo che sappia fotografare bene una mela. 

Se un imprenditore frutticolo (non penso si dica così ahah) vuole farsi conoscere maggiormente in giro, mica ha bisogno di qualcuno che sappia usare meglio degli altri una certa macchina fotografica per realizzare una bella foto di una mela!

Avrà bisogno di una fotografia che rappresenti la sua attività associandola a certi valori: il benessere, la biodiversità, mostrando sia questi aspetti da approfondire, sia aspetti avversi che, essendo negativi, brutti e cattivi, possono attirare maggiormente l'attenzione.

Insomma, quello che voglio dire è che il FOTOGRAFO NON HA NULLA DA DIRE, e neanche PENSA/RIFLETTE sul MONDO, non ha senso che faccia il fotografo!

Se tu sai usare una Nikon o una Hasselblad o un banco ottico a me e a tutti gli altri, a tutto il mondo, non frega assolutamente nulla.

A tutti noi, invece, importa vedere foto nuove pensate e realizzate da te, non ci interessano le fotocopie umane.

Prima di essere fotografi bisogna essere pensatori, bisogna amare il mondo, interessarsi alla società, bisogna essere PERSONE COMPLETE.

A me di discutere di fotografia con un fotografo frega nulla, frega meno di zero, ma cosa volete che me ne freghi di stare lì a battibeccare su cos'è meglio tra Canon e Nikon. Sono un mica un rappresentante o un rivenditore!

26 ottobre 2024

I fotografi professionisti si appiattiscono verso il basso con le banalità del cliente

 In questa società fatta di apparenza, maschere, conformismo e chi più ne ha più ne metta, nessun fotografo professionista (a parte le solite eccezioni) decide di osare e dire la propria.

Tutti si limitano, infatti, a fare il loro compitino da bravo studentelli e chierichetti.

"Il cliente vuole le foto così e gliele faccio così".

Allora dillo prima, sin da subito anzi, che non sei un vero fotografo, ma solo un impiegato/operaio della fotografia.

Un cliente, ancora meglio sarebbe un committente, deve venire date perché vuole avere delle immagini che solo tu sai creare perché hai una certa visione, fantasia, ecc.

Invece no, il cliente arriva e già sa quello che vuole.

"Aaaah - dico io - è arrivato l'esteta".

Invece no, spesso è solo un freddo manager, che se davvero fosse esperto di immagine, arte e comunicazione, farebbe altro, invece se fa il manager sarà esperto di altro, perciò di immaginare deve lasciare parlare e fare il fotografo (o videomaker) assoldato per l'occasione.

Se da una parte c'è una clientela che vuole fotografie banali, ecco però che dall'altra parte c'è una pletora di fotografi che vuole ottenere qualche €uro sicuro e per farlo deve accontentare, ma soprattutto assecondare il cliente di turno:

questa massa di fotografi non osa, non propone, non sperimenta, ma si appiattisce verso il basso.

25 ottobre 2024

Clamoroso errore dei fotografi ritrattisti

Quando si realizzano dei ritratti, siano essi in studio con uno sfondo bianco o ambientati in qualsiasi posto, sia in un interno che in esterno, bisogna non dico conoscere chissà quanto il soggetto, cioè la persona da ritrarre, ma cercare di comprenderla, analizzando il suo viso, la sua postura, il suo sguardo, chiedendole varie cose sulla sua vita, sui suoi pensieri, ecc., e poi bisogna...

LASCIARLA LIBERA DI ESPRIMERSI.

Insomma, bisogna RACCONTARE una persona attraverso un singolo ritratto (o una manciata di fotografie).

Invece, cosa accade nella maggioranza dei casi?

Che il cosiddetto ritrattista, non fa altro che mettere a posto le luci, sceglie una buona inquadratura, e alla fine se è tutto corretto, se ha seguito le regolette, lui si sente alquanto soddisfatto, quando invece la foto è da buttare, perché la fotografia è FREDDA, in quanto il soggetto pare un pezzo di legno, si nota un distanza abissale tra lui e il fotografo.

Quello che molti fotografi non comprendono è che la tecnica è soltanto la base, poi bisogna avere cose da dire, bisogna volerle dire, bisogna far esprimere il soggetto, altrimenti il ritratto sarà soltanto della luce e dello sfondo, non della persona!

Prima di pensare a come fare la foto tecnica, bisogna pensare a come fare per far risaltare ed esaltare il soggetto.

Ci vuole un pizzico di intraprendenza, di visione, di coraggio, bisogna osare, altrimenti viene fuori una foto piatta e fredda.

Perciò smettetela di dire al soggetto di mettersi così e cosà e basta. 

Non siate ridicoli e penosi!

Se vi piacciono le regolette, la tecnica, ecc., ci sono tanti altri lavori in cui vi troverete sicuramente bene, ad esempio potreste andare a fare gli ingegneri o i commercialisti. 

Nessuno vi obbliga a fare i fotografi e la fotografia può benissimo fare a meno di voi!

24 ottobre 2024

Basta immagine standardizzate per la tua attività

Tutti i vari negozi, locali, tutte le varie attività in generale, vogliono mostrarsi al meglio anche attraverso la fotografia e/o il video.

Bene, anzi, ottimo.

Peccato che si comportino tutte allo stesso modo, sia quelli che fanno da sé, sia quelli che si rivolgono alle varie agenzie (siano essere fotografiche che web o di 'comunicazione'), ottenendo un servizio standardizzato con immagini mediocri, non perché fatte male, ma perché prive di idee e di voglia di osare.

In pratica, sono poche le attività che si sentono libere di esprimersi, infatti la maggioranza di uniformizza, col risultato che le fotografie di un locale saranno totalmente uguale a quelle della concorrenza, rendendole le varie attività indistinguibili, se non per com'è fatto il locale e ciò che offrono (cosa che non sempre avviene perché non solo le immagini saranno simili, ma pure i locali e ciò che viene venduto, perché tutti hanno paura di vendere ciò che i rivali non vendono, vogliono andare tutti sul 'sicuro').

Della tua attività deve venire fuori l'anima, non immagine preconfezionate, standardizzate.

21 ottobre 2024

Il vero Fotografo scrive con la luce come uno SCRITTORE

Tanti fotografi non sono appassionati di fotografia, ma di attrezzatura, di regole, di tecnica e della replica + o - esatta della realtà che 9 volte su 10 è la parte migliore del mondo o quella all'opposto (nel 1° caso vogliono edulcorare un certo territorio leccando il ciapet al mondo del turismo, nel 2° caso vogliono attirare l'attenzione con lo scandalo, il sangue, ecc.).

Non c'è mai la voglia di approfondire, che ne so, la mediocrità come hanno fatto per decenni Martin Parr e Gabriele Basilico (il primo ha ritratto i vari comportamenti della massa consumistica scivolata sempre più verso il basso, il fondo, senza mostrare mai la volontà e la grinta per cambiare la propria vita, figurarsi il mondo; il secondo le periferie mai inquadrate dagli altri fotografi, facendole vedere e facendocele leggere bene, in maniera chiara, totale, donando loro dignità).

La maggioranza dei fotografi non ha un concetto da approfondire, una visione del mondo da mostrare, ma si limita ad eseguire un compitino sentendosi brava, solamente perché brava tecnicamente, come la fotografia fosse una materia scientifica, come se un fotografo fosse un ingegnere.

Ma Fotografia significa SCRITTURA CON LA LUCE!

Uno scrittore scrive con la penna, ma nessuno pensa che possa mai mettersi a scrivere di penne o di fogli, ma ci si aspetta che approfondisca vari aspetti della vita.

Quindi ecco che io sono convinto che un Fotografo (con la F maiuscola non a caso), debba ESPRIMERSI, debba dire la sua, e lo può fare sia riprendendo la realtà, sia creandola in studio, prendendo modelli, persone, facendogli fare determinate cose, scene, creando situazioni (no, non le stupidissime pose che vengono solitamente fatte fare alle pseudo modelle).

Quando un cliente o ancor meglio un committente si rivolge ad un fotografo, cosa succede?

Nella maggioranza dei casi, purtroppo, succede che c'è una richiesta BEN CHIARA, col PH di turno che deve limitarsi a creare una cosa decisa da un altro, ma in certi casi, ecco che il cliente o committente CHIEDE ESPRESSAMENTE AL FOTOGRAFO di creare una o una serie di immagini fotografiche NUOVE e ORIGINALI, ideate a realizzate da lui.

Nessuno andrebbe mai da uno scrittore per dirgli cosa scrivere.

Non si capisce perché un cliente va da un fotografo per dirgli cosa ritrarre e magari pure come.

In conclusione, dal mio punto di vista, un Fotografo per creare delle immagini e affinché siano 'importanti', deve allontanarsi dall'idea di fotografia del cliente di turno, così come deve stracciare le regole del marketing, altrimenti verranno fuori soltanto fotografie di basso livello, basate su NON-IDEE di bassa lega, perché incentrate sul perbenismo, sul conformismo, convinti che così sarà possibile ottenere il consenso della massa a cui ci si rivolge.

Ma immagini prive di personalità, perfettine, pulitine, fighettine, non attireranno mai l'attenzione del pubblico, sia esso massa o nicchia.

In sintesi, un fotografo deve diventare/essere un AUTORE, perciò deve PENSARE e CREARE.

Chi non pensa e non crea non è un fotografo, ma un mero replicatore della realtà senza arte né parte.

"Eh ma anche Basilico replicava", sì, ma primo replicava a suo modo, sempre nello stesso modo, e secondo dietro c'erano fior studi, pensieri, concetti, visione, sensibilità.

11 ottobre 2024

Un VERO Fotografo se ne frega delle macchine fotografiche

Quando sono in giro a realizzare servizi fotografici o anche quando faccio foto per i fatti miei, ogni tanto mi capita di incontrare persone che mi dicono:

"Anche io sono un appassionato di fotografia!"

E io penso sùbito: "Ma io sono un appassionato di fotografia o delle immagini fotografiche? Uhm, direi delle seconde! Stai a vedere che ora mi parlano delle..."

Loro: "Ho una Yashica, Contax, Canon, Fuji, Nikon XYZ 2730 del 1974 bla bla bla bla"; "Aaaaah bei tempi quando si sviluppavano i rullini e le lastre"

Scusate, ma quella non è FOTOGRAFIA, quella è roba meccanica, è tecnica, è chimica, non c'entra nulla col CREARE fotografiche, con l'ESSERE dei fotografi, ovvero gente che SA VEDERE o che sa CREARE.

Non a caso sono tutti rimasti amatori della domenica.

21 settembre 2024

Saper fotografare non vuol dire saper sviluppare rullini

Oggi ho incontrato un conoscente che negli anni 80 lavorò come fotografo, penso come assistente, nello studio di un fotografo torinese ancora sul mercato.

Si è rivelato molto esperto, davvero molto bravo, ma... te pareva se non mi cadeva sulla tecnica!

In pratica dal punto di vista tecnico era sicuramente eccezionale, ma la fotografia, come dico sempre, non è tecnica, perché questa serve per avere una buona base. La fotografia è... prendere la realtà e farla propria, farsi un autoritratto attraverso la realtà, mostrarla con i propri occhi aka il proprio cervello, le proprie idee. Significa selezionare, scegliere, optare per una cosa anziché per un'altra per ben determinati motivi o semplicemente perché la nostra mente predilige in automatico una certa cosa.

Questo signore, alla fine del nostro discorso, giustamente non è andato a parare sullo sviluppo dei rullini?

Ehhhhhhhhh una volta c'era da fare una gran bel lavoro con lo sviluppo dei negativi!

Ma meno male che oggi ci sono i programmi al computer, dico io.

Oggi poi per modo di dire, dato che stiamo parlando di almeno 20 anni di fotografia digitale!

27 luglio 2024

La gioia di fotografare

A tante persone piace fotografare, anche se non si sa bene cosa o chi, e ne vorrebbero fare una porofessione di questa cosiddetta passione.

Peccato che molti professionisti non siano molto felici del loro mestiere, in quanto magari sognavano certe cose e invece svolgono servizi ripetitivi.

Ma il problema sta nella loro testa, nella loro mente, primo perché é impossibile svolgere tutti quanti certi super servizi, secondo perché per essere felici bisogna esserlo dentro indipendentemente da ciò che succede fuori, da dove siamo, da quanto veniamo pagati, ecc.

O c'è quella certa energia vitale intrinseca, o non c'è.

E se non c'è, la felicità può venire solo causa terzi, ma sarà alquanto passeggera.

Ci dev'essere una sorta di gioia quando si guarda il mondo, anche un piccolo pezzo di mondo, mentre tutti invece cosa fanno? Guardano la loro attrezzatura, badano ai dettagli tecnici, se ne fregano del loro occhio, della loro visione, della loro mente che potrebbe 'farsi un ritratto' attraverso le loro foto.

Come dice il mitico Franco Fontana, ogni giorno bisogna alzarsi e rimanere agganciati all'adolescenza, perché diventi vecchio appena la perdi.

"Perdere l’adolescenza vuole dire perdere il senso del gioco, del divertimento, l’amore per la vita."

E di persone non ancora vecchie ma che in realtà lo sono, ne conosco, e sapete perché? Perché hanno voluto distaccarsi dall'adolescenza, periodo in cui si vogliono conoscere tante cose, ci si esprime davvero molto in diversi modi e si guarda il mondo in modo attivo e acuto, con occhi belli vivaci.

25 luglio 2024

Il copyright vale anche per i video su Repubblica.it?

Ho appena letto che Microsoft dovrà versare dei soldini al quotidiano la Repubblica per via dell'uso di alcuni articoli nel suo sito/motore di ricerca Bing.

Mi pare giusto.

Ma ho una domanda:

i diritti d'autore verranno riconosciuti anche agli autori dei vari video che proprio Repubblica prende dalla rete senza pagarli, per poi proporceli con tanta e bella pubblicità prima che inizino, quindi guadagnandoci?

14 giugno 2024

Non mi piace fotografare gli eventi

Quando sento il termine 'Evento' mi viene in automatico la nausea.

Non ho mai capito perché, ma finalmente ce l'ho fatta.

Infatti, dopo tanti eventi a cui non ho partecipato, l'altro giorno ho optato per andare a vedere le auto della 1000 Miglia arrivate a Torino.

Non l'avessi mai fatto.

Pieno zeppo di gente che fotografava con altri di fianco o davanti, in pratica facevano tutti le stesse foto (il che non è per forza detto, perché quando mi recai a Venezia per il Carnevale, fotografai la gente normale dallo sguardo un po' triste, operatori ecologici e immondizia, scarpe strane, gente che fumava e appunto gruppi di fotografi assembrati intenti a fotografare la stessa maschera), per non parlare di chi stava sempre in piedi facendo le foto in verticale col telefonino. 

Lì ho proprio visto la morte della fotografia!

Come dire: "Massì, c'è il telefonino che fa tutto, io posso stare col cervello spento!"

Ormai la gente non si impegna neanche più per fare bene una foto. 

A me gli eventi non piacciono perché tu fotografo non decidi niente e neanche puoi 'dire' qualcosa di tuo, in quanto sei totalmente passivo, proprio come durante le manifestazioni sportive o i congressi, ecc..

Posto, orario di inizio e fine, orario in cui far partire le varie cose, luce/luci, soggetto, abbigliamento, colori, posture, 'storytelling' e qualsiasi altra cosa su cui in altri ambiti puoi mettere mano, lì negli eventi scompare.

Devi fare il reporter.

Ma che ci vuole a fare il reporter? Vai lì dove già sai che succederà qualcosa e fai clic a ripetizione come tutti. Poi, certo, puoi fare molte foto migliori di quelle altrui, ad esempio avvicinandoti ai soggetti, ma rimangono pur sempre foto di fatti evanescenti e in cui non hai applicato alcun concetto esistenziale che invece possiamo rintracciare ad esempio nella fotografia urbana alla Gabriele Basilico.

La stessa vacuità di pensiero che alla fine possiamo ritrovare anche nelle fotografie di reportage impegnato in cui compaiono poveri sotto i portici o bambini africani. 

Si tratta di soggetti facili con cui colpire la massa, sentendosi buoni, ma non si fa altro che rinfacciare a queste persone la loro condizione, senza però poter offrire una soluzione, ritenendoli per forza sfortunati, quando magari molti bimbi africani sono felici pur non avendo i computer e le scarpe firmate perché stanno sempre all'aria aperta con gli amici mentre noi soffochiamo isolati dentro 4 mura, così come i senza tetto, dato che molti di loro hanno proprio scelto quella vita lì. E noi 'normali', invece, sempre a catalogare e a reputare inferiori i 'diversi'.

Tutt'altro spessore, invece, le foto di chi vuole esaltare stili di vita diversi. Quelle sì che mi piacciono, proprio perché si nota davvero il rispetto e una mentalità aperta.

13 giugno 2024

Il fotografo è un autore

Il fotografo, quando è un professionista dell'immagine, deve immaginare e creare una nuova immagine.

Per questo motivo dico che il fotografo deve essere un autore.

E per esserlo non conta l'attrezzatura, che la si può sempre noleggiare o farla usare da qualcun altro, così come non conta l'esperienza, conta invece l'immaginazione, il pensiero, l'autorialità.

Si fa presto a dire: "Io sono un fotografo perché con le macchine fotografiche ci lavoro dal 1980, mentre oggi bla bla bla"

Chi dice così è chi in realtà si limita a banali aspetti tecnici e spesso, purtroppo, per sopperire all'autorialità usa pessimi espedienti tipo far virare i colori sul seppia, trasformare le foto in bianco e nero lasciando a colori i fiori degli sposini e altre cavolate simili.

A questa gente frega niente di avere un pensiero, di voler dire qualcosa. Gli basta soltanto fare clic e si sentono realizzati perché in cambio gli danno qualche soldino.

10 giugno 2024

Fotografi matrimonialisti permalosi

I fotografi sono davvero molto permalosi.

Io nei miei confronti sono da sempre molto critico, specie da quando un amico mi fece notare una mia carenza. Da quel momento mi son detto: "Posso sempre far meglio".

Invece ci sono molti fotografi professionisti, soprattutto nel campo delle cerimonie tipo i matrimoni, che quando ricevono critiche, rispondono in maniera aspra.

Non accettano le critiche, neanche quelle costruttive o quelle un po' spiritose, pensando che loro non sbagliano mai e fanno sempre ottimi lavori.

La realtà è ovviamente ben diversa, basta ad esempio andare su matrimonio.com o siti simili per vedere gallerie dell'orrore e dell'assurdo. 

Foto insensate, irreali e impostate malissimo in maniera perfino un filo sessista (ad esempio uomini in piedi che festeggiano tra di loro e donne messe in basso inginocchiate che guardano felici nell'obiettivo), foto a colori trasformate per metà in bianco e nero con i soliti fiorellini, creazione di situazioni assurde e forzate che si vedono solo in quel campo (tipo gente che sta sulle scalinate della chiesa leggendo il giornale con forse la notizia di quel matrimonio ahah). 

Insomma, si capisce che sono fotografi davvero scarsi, convinti però di essere nel giusto, di essere sia bravi tecnicamente che geniali nell'ideazione dello scatto.

Si credono bravi perché hanno la loro attività dal 1980, perché i loro clienti gli danno tanti soldi. Non lo metto in dubbio che guadagnino bene, ma non è merito loro, bensì colpa del settore che finanzia ingiustamente alla grande i fotografi e tutti gli altri scarsi pseudo professionisti, pensiamo a certi cantanti e band ridicole. Purtroppo nell'italietta cattotalebana si spendono tanti soldi per un'istituzione ridicola come il matrimoni, che a me fa cagare per diversi motivi.

Guarda caso questi fotografi matrimonialisti, che hanno clienti sempre e solo del loro paesello o del loro quartierino periferico, non vengono mai ingaggiati per altri servizi, magari per qualche bella pubblicità famosa.

Strano, perché si credono così bravi e rinomati LOL

3 giugno 2024

Svelata cos'è la Street Photography

Da secoli anzi millenni tutti si chiedono cosa diavolo sia la street photography.

O per meglio dire, tentano di darne una definizione, ma con poca convinzione.

Per fortuna vostra ci sono qua io a darvi la sua vera definizione.

Street Photography significa fotografare a caso, così come viene, cose e persone a caso, in situazioni a caso, creando immagini di cui frega un... caso a nessuno! 

Qualsiasi cosa può andare bene, non c'è un concetto, un'idea, un progetto, niente, tutto a casaccio!

1 giugno 2024

Assenza di creatività. Ecco una causa.

In giro si vedono molti articoli e video relativi ai più svariati aspetti tecnici della Fotografia.

Non certo da ora.

Penso che sia così da sempre.

Ci sono sempre state tante riviste che recensiscono i nuovi arrivi, così come si parla delle stampe, così come c'erano e ci sono libri tecnici su come ad esempio usare bene i flash in manuale, impostare l'iperfocale e mille altre cose.

Da qualche anno si sono aggiunti video di questo tipo su YouTube e sui social in generale.

Tutto bene?

Non direi affatto. Sapete perché?

Perché Fotografia significa memorizzare cose che si vedono nel mondo.

Non significa prendere delle macchine, studiare, aprirle, diventare dei tecnici o degli scienziati di ottica.

Significa soltanto (tra virgolette, dato che le cose immateriali sono le più difficili da spiegare e fare proprie) mostrare in un certo modo la realtà e cercare di dire la propria, rappresentando una fetta ben selezionata di mondo in un certo modo.

Se, ad esempio, un fotografo vuole ritrarre bene e ci riesce pure il centro storico di Torino, cosa avrà mai fatto? Avrà fotografato il centro storico per bene. Ma non sta dicendo nulla di suo e niente di nuovo e neanche in modo nuovo o diverso dal solito o anche soltanto dal suo solito. Anzi, più si fissa con la tecnica e con i maestri pedanti, più per lui sarà peggio!

Inutile che mi dilunghi a proposito, è così e basta.

Voi dovete sentirvi ed essere liberi di guardare ed esprimervi.

La tecnica lasciatela ai tecnici e agli scienziati dell'ottica. Voi uscita e realizzate fotografie per comunicare. O se non per comunicare, per divertirvi. O ancora meglio per venderle, senza però fare le solite foto perfettine, fighettine, in cui tutto è lucido e perfette e si vede sempre e solo la Mole, la Luna, il Monviso, Superga, l'alba e il tramonto... avete rotto il cazzo!

30 maggio 2024

Non devi essere un fotografo

Ciao!

Oggi voglio parlare anzi scrivere di ciò che dovete/dobbiamo essere.

Molti non fanno altro che dirsi FOTOGRAFI, ma cosa vuol dire?

Vuol dire saper fare fotografie come tanti altri? Se sì, allora non vale la pena dannarsi per fare carriera in questo settore.

Se invece vuol dire avere un proprio stile, voler dire qualcosa, avere una propria visione, allora va bene definirsi fotografo... ma anche no.

Perché anche NO?

Per il semplice fatto che una persona di questo tipo, in pratica un AUTORE (da alcuni potrebbe essere definito un artista), in quanto autore è qualcosa in più di un fotografo, questo deve essere chiaro.

In questo modo non verrà chiamato per fare matrimoni o peggio ancora fototessere, ma verrà ingaggiato o per meglio dire commissionato per lavori abbastanza importanti.

Ovvio che trovare ottimi clienti/committenti è difficile, ma non sono certo qui per dirvi come si fa (che cavolo ne so, se lo sapessi ora non perderei tempo a scrivere e vi venderei invece un bel corso o workshop ahah, ma davvero c'è gente che compra corso sull'abc della fotografia? Poveri illusi!).

Perciò se volete differenziarvi, specie in quest'epoca in cui TUTTI fanno fotografie e gli vengono anche discretamente bene (pensiamo a tutte le influencer che riescono anche a fars ottimi selfie notturni), dovete diventare autori, oppure dei super tecnici dell'immagine, ma ci va una grande precisione e apparecchiature molto costose.

Insomma, non è un modo semplice. L'ideale sarebbe avere già un ottimo lavoro e fare qualche foto a tempo perso ahahahahah

 

Mi fermano tutti per strada

Stasera mi sono sentito una star ahah

No vabbé non esageriamo.

Però nel giro di pochi minuti sono stato fermato da 3 persone o forse 4 neanche ricordo più bene, mentre stavo realizzando delle fotografie in centro.

Cosa fai, come le fai, ma me ne fai una, e via dicendo.

Innanzitutto grazie per avermi sempre dato del TU, e poi caspita che bello, tante persone gentili, altri che passavano davanti e poi tornavano indietro per non disturbare, davvero, sono rimasto stupito e contento dal comportamento di tante persone.

27 maggio 2024

Avete rotto con questo Luigi Ghirri

Mi capita spesso di imbattermi, quando vado sul Tubo aka YouTube, in video piuttosto recenti dedicati a Luigi Ghirri.

C'è, potremmo anche dire finalmente, una grande considerazione verso questo fotografo anni 70-80 morto prematuramente mi pare nel 1992.

Fanno bene a realizzare video di cultura fotografica e alla poesia di questo autore, ma non tutti sanno che lui come lavoro faceva il professore, mi pare all'Università.

In pratica non viveva di fotografia, perciò se voi pensate di diventare degli autori ben pagati perché scopiazzate da lui, beh fatevi furbi.

Forse i suoi eredi riescono a guadagnare bene dalla vendita di stampe e libri, ma non mi pare ci sia un grande mercato per il suo tipo di foto in cui risalta la desolazione, la solitudine o i particolari di cose vetuste.

Se volete vivere di fotografia dovete sì certamente proporre qualcosa di vostro, ma allo stesso tempo proporre al mercato ciò che il mercato richiede.

Se ci sono clienti disposti a spendere per le foto di, che ne so, gente che si bacia al parco o di cani che si rotolano felici nell'erba (sempre quella del parco, eh, non altro tipo di erba ihih), beh fate quel tipo di foto, poi magari attuate delle modifiche, tipo non più M+F che si baciano ma M+M e F+F, insomma, cercate anche di capire come si evolvono i tempi, e se per voi questa non è evoluzione quanto meno dei costumi, beh chiudete un occhio e fate foto per guadagnare, mica siamo qui per giudicare!

Quindi basta con questo Luigi Ghirri e tutti gli altri fotografi dei bei tempi andati in cui pochi facevano le foto e quei pochi venivano ben pagati.

Ora la situazione è molto dura a causa dell'inflazione, nel senso che tutti fanno foto, perciò bisogna impegnarsi a trovare nicchie da approfondire, evitando di essere egocentrici e quindi di realizzare e mostrare foto che a noi piace realizzare.

Al mercato frega nulla di noi/voi, frega solo di trovare le foto che gli piacciono e servono.

25 aprile 2024

Inutile polemica sul World Press Photo

Su YouTube Italia è comparso un nuovo personaggio, questa volta legato alla fotografia.

Venne intervistato da un tipo famoso, uno che parla sempre di finanza pur non avendo una laurea in economia/finanza, pur non lavorando nella finanza... sì, insomma, uno che vuole fare soldi con le sponsorizzazioni di carte di credito et similia... il nome non mi sovviene ma voi avete già capito di chi si tratta, di quel giovane romano dei Parioli (credo) col ciuffo che gira l'Europa e il mondo facendo tanti blablabla.

Ma torniamo al tipo che si occupa di fotografia.

Afferma di essere un fotografo italiano professionista che lavora in Germania, nazione famosa da sempre per il grande gusto estetico LOL, quindi è normale che un PH PRO lavori lì.

Vabbé dai scherzo, là di sicuro ci sono tante aziende e clienti seri e importanti e si guadagna bene, perciò condivido in parte la sua scelta di essere trasferito lassù.

In un suo video ha affermato, con titolo roboante, che il WORLD PRESS PHOTO non è importante. O meglio, ha scitto e detto che non se lo CXXA PIU UN CAXXO DI NESSUNO (il titolo non è così, non me lo ricordo esattamento ma il significato è questo e compare la parola CAXXO che fa figo e non impegna, mah).

E ha poi fatto un secondario relativo video a questo, perché reso non visibile ai minorenni e a chi non ha un account Google/YT.

E giù commenti di gente indignata che urla contro la censura imperante.

Censura perché, come già saprete, la foto vincitrice mostra una donna palestinese con in braccio il corpo morto di una bambina avvolta da un telo bianco in ospedale.

Ma se così fosse, la foto o non avrebbe vinto o non sarebbe stata diffusa alla grande anche dai principali TG come ad esempio il TG1.

Questi complottisti non hanno capito che su un sito simile non si possono dire ma soprattutto scrivere nei titoli e nelle descrizioni le parolacce come appunto cxxxo.

La cosa più importante resta però confutare la tesi di questo ph pro.

Non so perché abbia affermato che il WPP non se lo fili nessuno (dando come al solito la colpa ai social...in cui lui campeggia sempre!) anche se le fotografie sono importantissime perché ci hanno mostrato il vero volto delle guerre. Anche secondo lui c'è un complotto? Come ho appena scritto, non c'è alcun complotto.

Semplicemente si tratta di uno dei tanti CONCORSI FOTOGRAFICI che esistono nel mondo, in un mondo ormai pieno sia di foto sia soprattutto di video di guerra che vengono usati dagli stessi TG che parlano cmq di questo concorso... ma loro hanno ore e ore di girato, non è che possono stare lì a parlare per ore di una foto. 

Ogni anno si parla di questo concorso e non mi pare che 10 anni fa se ne parlasse di più o che qualche foto abbia trasformato e migliorato il mondo.

Ricordate la foto del povero bimbo siriano morto in una spiaggia mentre con la famiglia tentava la salvezza in Europa?

Beh, cos'è cambiato? Niente. Ogni anno muoiono migliaia di migranti e le ONG vengono addirittura ostacolate da 'governi democratici' di Stati 'democratici, liberali' e bla bla ba perché secondo alcuni geni - tutti di Destra guarda caso, ed ex FASCISTI - si macchierebbero del reato di favoreggiamento della immigrazione clandestina. Così come in altri Paesi vengono prese decisioni drastiche: filo spinato in Ungheria, espulsione in Rwanda dall'Inghilterra, ecc.

Concludo affermando quindi che è importante sicuramente testimoniare, ma che non mi pare che il WPP abbia perso importanza... ha sempre la sua relativa importanza e le foto vincitrici o meno non possono cambiare il mondo. Abbiamo foto della 1^ e della 2^ GM ma non mi pare che siano finite le guerre. Da quando sono nato ho visto in TV, sui giornali e sul web guerra in Iraq nel 91, in Afghanistan e Iraq dal 2001, nei Balcani intorno al 95, in Ruanda sempre negli anni 90, in Ucraina dal 2022, in Siria dal 2011, senza dimenticarci del Myanmar e del Tibet in anni recenti, della dittatura putiniana, erdogoniana, mubarakiana prima e alsisina ora, ecc., ecc., per non parlare da noi dei governi guidati da un pluri-inquisito, piduista, corruttore, evasore, bugiardo patentato, ecc.

MAGARI LE FOTO POTESSERO CAMBIARE IL MONDO!

Il mondo è sempre, da sempre e per sempre in mano agli STRONZI!

7 aprile 2024

Valerio Minato ci ricasca e mostra Superga col Cervino gigantesco

Ci risiamo con l'ennesima fotografia paesaggistica ed edulcoratrice del territorio torinese/piemontese e non solo di tal Valerio Minato, che viene ovviamente incensata dalla massa sui social, in quanto non aspetta altro che vedere l'ennesima cartolina che esalti Torino e il Piemonte.

Nell'ultima fotografia che ho avuto modo di vedere, vediamo la solita basilica di Superga - devo dire molto contemporanea ah ah ah - e il Cervino aka Matterhorn (ovviamente rivolgendosi ad italioti sia mai usare anche l'altro nome), come se fosse normale vedere il C./M. osì bene e così grande da Superga, tra l'altro con quelle dimensioni davvero gigantesche, caratteristica che ormai è il suo 'marchio di fabbrica'.

Ricordate la foto con Superga e il Monviso gigantesco? Ecco, la solfa è quella. La solita solfa totalmente innaturale e inutile.

Come già scrissi a gennaio '24, da Superga si vede il Monviso e si vedono le Alpi, ma non così grandi. Proprio in quei giorni ero andato a fare un giro in collina, passando anche da Superga, notando il sole tramontare dietro il Monviso. 

Fantastico!

Peccato che la montagna e le montagne fossero giutsamente piccole. Vero che è lecito usare un teleobiettivo per mostrare la realtà a proprio modo, ma esagerare è assurdo specie quando si realizzano fotografie descritte e didascaliche, non artistiche.
Mostrarle giganti è un gioco stupido perché non mostra le reali proporzioni, ma simula una vicinanza falsa, che non esiste.

Il Minato vuole farci credere che Torino sia composta totalmente, ma non è il solo, da tanti vecchi monumenti simbolo, tutti tirati a lucido e da una natura fantastica a portata di mano. 


22 marzo 2024

Le agenzie fotografiche che rubano fotografie

Delle malefatte delle agenzie fotografiche potremmo forse farne un libro o un'enciclopedia, al pari delle web agency e tante altre, sia chiaro, ma in questo breve post vi riporto una breve storia di qualche anno fa.

Eccola: VAI SU WIRED.

In pratica, venne pubblicata da un utente qualsiasi una foto di Haiti su Twitter.

Non essendoci il nome dell'autore e il logo del copyright, 2 agenzie, tra cui 1 molto famosa, la presero e non solo la usarono, ma addirittura la vendettero, senza quindi versare alcuna parte dei profitti all'autore... secondo loro ignoto.

Ma le foto qualcuno le fa, quindi come si può pensare di prendere una foto, per di più per venderla, con la scusa che tanto non c'è scritto chi l'ha fatta? Non ha senso. Se non c'è il nome ci si informa e se non si trovano info la si lascia dov'è.

LADRI!

17 marzo 2024

Le macchine fotografiche mi fanno schifo

Mi sono davvero stufato di tutti quei video in cui i vari influenZer di sta cippalippa recensiscono le varie macchine fotografiche di vario tipo, come facevano e fanno le varie riviste specializzate che illudono tutti di essere dei bravi fotografi grazie all'attrezzatura.

A me le macchine fotografiche fanno schifo.

Quando penso alle immagini fotografiche, non mi chiedo mai con quale macchina o obiettivo siano state realizzate.

Penso a quel certo tipo di immagine:

come ha fatto il fotografo a realizzarla? In che punto si è messo, in che orario, quanto tempo avrà aspettato il suo momento decisivo/migliore? 

O ancora meglio: come gli è venuto in mente di vedere quel posto in quel modo, oppure come ha fatto a mettere i modelli in quella posizione e come gli è venuto in mente di creare una scena simile.

Sono tutte cose relative alla MENTE, al proprio PENSIERO, dietro c'è la propria indole e creatività e soggettività.

Non penso mai all'attrezzattura.

Come diavolo si fa ad essere così limitati mentalmente, anche se non tecnicamente (ma la tecnica per fortuna conta poco nella fotografia...e giù commenti da parte di tutti i vari tecnicomani nerdoni tipo un fotografo storico di Torino che è talmente preciso al millimetro da fare foto noiosissime...a  che serve la tecnica se poi si è noiosi, piatti, non originali, se poi non si osa mai neanche un poco?), da pensare che fotografia sia sinonimo di attrezzatura e tecnica?

La fotografia è un mezzo con cui si realizzano IMMAGINI.

E come diavolo fa un fotografo a non IMMAGINARE se campa di IMMAGINI?

Ah beh, certo, nella maggioranza dei casi i fotografi si limitano a ritrarre, anzi a fotocopiare, ciò che gli viene messo davanti. Quindi non soltanto fungono da fotocopiatrici umani, ma addirittura i professionisti fotografano quello che gli viene richiesto e messo davanti alla faccia.

Un vero fotografo ha delle idee e cerca di metterle su un foglio bianco come fosse un pittore, oppure prende la realtà e la mostra a modo suo.

Io ad esempio ho sempre odiato la fotografia didascalica tipica del mercato statunitense e delle riviste di viaggi. Faccio un esempio concreto: nella maggioranza dei casi la gente vuole vedere un certo monumento, che nel caso di noi torinesi può essere la Mole Antonelliana o Palazzo Madama, quindi il fotografo cosa fa? Sia da indipendente che dietro richiesta (committenza, mah, parolone) di qualche ente/agenzia, si limita a ritrarre quel dato monumento, e magari lo fa bene, anzi benissimo in orari ben scelti in cui tutto risalta. 

Wow ottima immagine edulcoratrice da cartolina.

Ma si tratta di immagini didascaliche, che non apportano nulla di nuovo, alcun pensiero e riflessione sulla città, non c'è attenzione verso altre cose.

Invece è molto più interessante farsi colpire da qualcosa che non pensavamo di trovare quando siamo usciti per fotografare, molto meglio riprendere il monumento con altre cose intorno, per mostrare qualcosa di nuovo, di originale o che contrasti o altro... il che non vuol dire vi prego fotografare il riflesso del palazzo su una pozzanghera, altro accorgimento che odio che ormai puzza di vecchio.

La realtà non dev'essere per forza mostrata nella sua perfezione.

In questi giorni stavo riflettendo sul fatto che lo sfocato è molto più interessante del dettaglio estremamente nitido. Cosa me ne frega della nitidezza, di vedere tutto? Non è forse molto meglio, più sensuale, il vedo-non-vedo? Oppure pensiamo a Franco Fontana. Lui ci insegna che la realtà ci deve servire per mostrare il nostro pensiero. Quello che fotografiamo non è ciò che vediamo ma il nostro pensiero, è la nostra mente che sfrutta il reale per creare un'immagine di un qualcosa che non ci sarebbe senza di noi.

Forse mi sono espresso male o è un concetto un po' strano e vago, ma provate a riflettere a riguardo e cercare di cogliere dettagli di un posto ben preciso che possano portarvi ad astrarre e far credere a voi e agli altri di essere in realtà in un altro posto.

Questo è il bello della fotografia: immaginare di essere in un altro posto. Quindi anche se siete di Torino e fotografate Torino, non dovete rattristarvi del fatto che non siate in Australia o in California (per poi fotografare cosa, le solite cose fotografate da tutti gli altri!), ma dovete fotografare quello che colpisce la vostra mente, che poi verrà fotografato dalla vostra mente creando immagini nuove che magari c'entrano poco o nulla con Torino, perché le vostre immagini saranno creazioni della vostra mente, quindi vi sarete espressi e per esprimersi e mostrare novità uno non deve andare in Sudafrica o alle Hawaii.

Ci vogliono OCCHI NUOVI e mente fresca, non attrezzattura nuova, svegliatevi fotografi sminchiolati!

8 marzo 2024

I fotografi professionisti sono troppo accondiscenti con i clienti

Ho notato un qualcosa di veramente assurdo.

I fotografi spesso si ritengono artisti, però quando si tratta di accontentare i clienti, ecco che diventano accondiscenti e in pratica eseguono un servizio fotografico alquanto freddo e quindi impersonale, col mero scopo di dare al cliente esattemente ciò che ha chiesto e si aspetta, senza alcuna personalizzazione.

Ma così viene meno il lato personale e artistico.

Un po' come quelli che si attengono strettamente ad ogni regola e regoletta, e fotografano per dimostrarsi bravi tecnicamente, senza badare a cosa e perché stanno fotografando.

Eppure un fotografo è un po' come un pittore che si trova dinnanzi ad un foglio bianco.

Spetta a lui decidere cosa mostrare e come mostrarlo.

Infatti, se ascoltate cosa dicono i veri grandi professionisti della fotografia, i clienti, anzi i committenti, gli chiedono un servizio, ma poi lo svolgimento viene deciso dai fotografi perché sono esseri pensanti, non sono degli operai o degli impiegati che per loro 'natura' non devono pensare, ma soltanto eseguire.

I fotografi sono artisti in quanto anche liberi pensatori e senza pensiero non si combina nulla, se non 'fotocopiare' perfettamente la realtà e come la vede e la vuole il cliente di turno.

Ma in questo modo di proporsi e lavorare dov'è la passione?

Tutti parlano di passione verso la fotografia. Ma la passione la nutrono verso la tecnica o verso la loro visione? Spero verso questo secondo aspetto, altrimenti sarebbero soltanto dei tecnici e non degli artisti.

In pratica, quando un cliente vi contatta, mostrategli la vostra visione, il vostro stile e stabilite che avete bisogno di carta bianca per poter fotografare la meglio. Se scelgono voi è perché vogliono il vostro stile, hanno bisogno dei vostri occhi, mica della vostra tecnica, non siete mica dei falegnami, degli informatici o dei dentisti, siete degli artisti, caxxo!

1 gennaio 2024

A cosa servono le fotografie di Minato?

 In questo periodo, ovvero fine 2023 (questo post è del 1 gen 24, ma vabbè), si parla tanto, anzi tantissimo, di una fotografia scattata dal biellese/torinese Valerio Minato.

Mi riferisco alla fotografia di Superga con dietro il Monviso e dietro ancora la Luna.

Allineamento perfetto.

Fotografia reale, verissima, ma allo stesso tempo totalmente inutile.

Questo perché tutte le sue foto sono alquanto EDULCORANTI, PATINATE, un modo per lecchinare gli enti turistici e strizzare l'occhio ai turisti.

Sempre e solo foto di un perfetto, e per questo IRREALE, centro storico come da sua prassi (sì, Superga non è in centro, ma sti caxxi, ci siamo capiti).

E questa immagine ne è soltanto la diretta conseguenza o per meglio dire forse l'apoteosi di ciò che da sempre Valerio Minato vuole mostrare e dimostrare:

una grande bellezza che lui e solo lui sa cogliere con tanto splendore, e una Torino fantastica.

Ma dove vediamo tutta questa meraviglia?

E soprattutto, venendo alla fotografia in questione, notiamo un Monviso gigantesco al pari della Luna, frutto dell'utilizzo di un super teleobiettivo che ingradisce alla grande punti lontanissimi, rendendo totalmente assurda questa immagine in quanto NESSUNO vedrà mai un Monviso così imperioso dalla collina di Torino. Siete mai stati a Torino e a Superga? Il Monviso lo si vede, lo si riconosce benissimo, ma è molto lontano e nessuno lo può vedere così.

Quindi è una foto patinata ma soprattutto piena di fuffa, perché spinge i turisti e non solo a pensare che da Superga sia possibile vedere un Monviso così stupendamente grande, per non parlare della Luna. Ma Torino è solo Superga o Mole, Monviso (che sta in provincia di Cuneo) e Luna? Direi proprio di no, sia perché ci sono altre cose belle, sia perché ci sono tante zone mediocri da indagare.

Insomma, non aggiunge nulla a ciò che un qualsiasi fotografo che cerca il bello e che un ente del turismo vogliono mostrare continuamente.

Per me la fotografia è ben altro, fra le varie cose e rimanendo alle città, è una continua ricerca urbana propria delle opere di gente (gente... intellettuali più che fotografi!) come Gabriele Basilico e Luigi Ghirri, da me menzionati già più di 10 anni fa.

PS: sulla perfezione e sulla nitidezza scrissi un POST, leggetelo tutto, mi raccomando!

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