Questo blog utilizza solo strumenti di Google, non sono presenti software, app, plugin o altro di fornitori terzi.

This blog uses only Google tools, there are no software, apps, plugins or other things of third-party providers.

22 marzo 2024

Le agenzie fotografiche che rubano fotografie

Delle malefatte delle agenzie fotografiche potremmo forse farne un libro o un'enciclopedia, al pari delle web agency e tante altre, sia chiaro, ma in questo breve post vi riporto una breve storia di qualche anno fa.

Eccola: VAI SU WIRED.

In pratica, venne pubblicata da un utente qualsiasi una foto di Haiti su Twitter.

Non essendoci il nome dell'autore e il logo del copyright, 2 agenzie, tra cui 1 molto famosa, la presero e non solo la usarono, ma addirittura la vendettero, senza quindi versare alcuna parte dei profitti all'autore... secondo loro ignoto.

Ma le foto qualcuno le fa, quindi come si può pensare di prendere una foto, per di più per venderla, con la scusa che tanto non c'è scritto chi l'ha fatta? Non ha senso. Se non c'è il nome ci si informa e se non si trovano info la si lascia dov'è.

LADRI!

17 marzo 2024

Le macchine fotografiche mi fanno schifo

Mi sono davvero stufato di tutti quei video in cui i vari influenZer di sta cippalippa recensiscono le varie macchine fotografiche di vario tipo, come facevano e fanno le varie riviste specializzate che illudono tutti di essere dei bravi fotografi grazie all'attrezzatura.

A me le macchine fotografiche fanno schifo.

Quando penso alle immagini fotografiche, non mi chiedo mai con quale macchina o obiettivo siano state realizzate.

Penso a quel certo tipo di immagine:

come ha fatto il fotografo a realizzarla? In che punto si è messo, in che orario, quanto tempo avrà aspettato il suo momento decisivo/migliore? 

O ancora meglio: come gli è venuto in mente di vedere quel posto in quel modo, oppure come ha fatto a mettere i modelli in quella posizione e come gli è venuto in mente di creare una scena simile.

Sono tutte cose relative alla MENTE, al proprio PENSIERO, dietro c'è la propria indole e creatività e soggettività.

Non penso mai all'attrezzattura.

Come diavolo si fa ad essere così limitati mentalmente, anche se non tecnicamente (ma la tecnica per fortuna conta poco nella fotografia...e giù commenti da parte di tutti i vari tecnicomani nerdoni tipo un fotografo storico di Torino che è talmente preciso al millimetro da fare foto noiosissime...a  che serve la tecnica se poi si è noiosi, piatti, non originali, se poi non si osa mai neanche un poco?), da pensare che fotografia sia sinonimo di attrezzatura e tecnica?

La fotografia è un mezzo con cui si realizzano IMMAGINI.

E come diavolo fa un fotografo a non IMMAGINARE se campa di IMMAGINI?

Ah beh, certo, nella maggioranza dei casi i fotografi si limitano a ritrarre, anzi a fotocopiare, ciò che gli viene messo davanti. Quindi non soltanto fungono da fotocopiatrici umani, ma addirittura i professionisti fotografano quello che gli viene richiesto e messo davanti alla faccia.

Un vero fotografo ha delle idee e cerca di metterle su un foglio bianco come fosse un pittore, oppure prende la realtà e la mostra a modo suo.

Io ad esempio ho sempre odiato la fotografia didascalica tipica del mercato statunitense e delle riviste di viaggi. Faccio un esempio concreto: nella maggioranza dei casi la gente vuole vedere un certo monumento, che nel caso di noi torinesi può essere la Mole Antonelliana o Palazzo Madama, quindi il fotografo cosa fa? Sia da indipendente che dietro richiesta (committenza, mah, parolone) di qualche ente/agenzia, si limita a ritrarre quel dato monumento, e magari lo fa bene, anzi benissimo in orari ben scelti in cui tutto risalta. 

Wow ottima immagine edulcoratrice da cartolina.

Ma si tratta di immagini didascaliche, che non apportano nulla di nuovo, alcun pensiero e riflessione sulla città, non c'è attenzione verso altre cose.

Invece è molto più interessante farsi colpire da qualcosa che non pensavamo di trovare quando siamo usciti per fotografare, molto meglio riprendere il monumento con altre cose intorno, per mostrare qualcosa di nuovo, di originale o che contrasti o altro... il che non vuol dire vi prego fotografare il riflesso del palazzo su una pozzanghera, altro accorgimento che odio che ormai puzza di vecchio.

La realtà non dev'essere per forza mostrata nella sua perfezione.

In questi giorni stavo riflettendo sul fatto che lo sfocato è molto più interessante del dettaglio estremamente nitido. Cosa me ne frega della nitidezza, di vedere tutto? Non è forse molto meglio, più sensuale, il vedo-non-vedo? Oppure pensiamo a Franco Fontana. Lui ci insegna che la realtà ci deve servire per mostrare il nostro pensiero. Quello che fotografiamo non è ciò che vediamo ma il nostro pensiero, è la nostra mente che sfrutta il reale per creare un'immagine di un qualcosa che non ci sarebbe senza di noi.

Forse mi sono espresso male o è un concetto un po' strano e vago, ma provate a riflettere a riguardo e cercare di cogliere dettagli di un posto ben preciso che possano portarvi ad astrarre e far credere a voi e agli altri di essere in realtà in un altro posto.

Questo è il bello della fotografia: immaginare di essere in un altro posto. Quindi anche se siete di Torino e fotografate Torino, non dovete rattristarvi del fatto che non siate in Australia o in California (per poi fotografare cosa, le solite cose fotografate da tutti gli altri!), ma dovete fotografare quello che colpisce la vostra mente, che poi verrà fotografato dalla vostra mente creando immagini nuove che magari c'entrano poco o nulla con Torino, perché le vostre immagini saranno creazioni della vostra mente, quindi vi sarete espressi e per esprimersi e mostrare novità uno non deve andare in Sudafrica o alle Hawaii.

Ci vogliono OCCHI NUOVI e mente fresca, non attrezzattura nuova, svegliatevi fotografi sminchiolati!

8 marzo 2024

I fotografi professionisti sono troppo accondiscenti con i clienti

Ho notato un qualcosa di veramente assurdo.

I fotografi spesso si ritengono artisti, però quando si tratta di accontentare i clienti, ecco che diventano accondiscenti e in pratica eseguono un servizio fotografico alquanto freddo e quindi impersonale, col mero scopo di dare al cliente esattemente ciò che ha chiesto e si aspetta, senza alcuna personalizzazione.

Ma così viene meno il lato personale e artistico.

Un po' come quelli che si attengono strettamente ad ogni regola e regoletta, e fotografano per dimostrarsi bravi tecnicamente, senza badare a cosa e perché stanno fotografando.

Eppure un fotografo è un po' come un pittore che si trova dinnanzi ad un foglio bianco.

Spetta a lui decidere cosa mostrare e come mostrarlo.

Infatti, se ascoltate cosa dicono i veri grandi professionisti della fotografia, i clienti, anzi i committenti, gli chiedono un servizio, ma poi lo svolgimento viene deciso dai fotografi perché sono esseri pensanti, non sono degli operai o degli impiegati che per loro 'natura' non devono pensare, ma soltanto eseguire.

I fotografi sono artisti in quanto anche liberi pensatori e senza pensiero non si combina nulla, se non 'fotocopiare' perfettamente la realtà e come la vede e la vuole il cliente di turno.

Ma in questo modo di proporsi e lavorare dov'è la passione?

Tutti parlano di passione verso la fotografia. Ma la passione la nutrono verso la tecnica o verso la loro visione? Spero verso questo secondo aspetto, altrimenti sarebbero soltanto dei tecnici e non degli artisti.

In pratica, quando un cliente vi contatta, mostrategli la vostra visione, il vostro stile e stabilite che avete bisogno di carta bianca per poter fotografare la meglio. Se scelgono voi è perché vogliono il vostro stile, hanno bisogno dei vostri occhi, mica della vostra tecnica, non siete mica dei falegnami, degli informatici o dei dentisti, siete degli artisti, caxxo!

Sito personale

Amici, cliccando qui potrete vedere il mio nuovo
sito in fase di allestimento.