Cos'è la cosa più eclatante che non può lasciare indifferenti?
Ma la guerra con i suoi scontri, le urla, la sua distruzione, i feriti, il sangue.. i morti.
E allora, se si vuole provare a vivere di fotografia, perché non andare in una bella zona di guerra per poi farsi notare/conoscere da qualche giornale?
Questo è ciò che chiaramente si evince dall'intervista realizzata da Il Post ad un fotografo italiano che da neanche 3 anni vuole sfondare in questo mondo.
"Venire in Siria mi sembrava un’occasione per fare il lavoro che amo: fare buone fotografie e avere maggiore visibilità, farmi conoscere."
Questo blog utilizza solo strumenti di Google, non sono presenti software, app, plugin o altro di fornitori terzi.
19 novembre 2012
16 novembre 2012
Calendari EPSON
Non li scopro solo ora, ma tornandoci questa sera, ho davvero goduto notando la presenza dei PDF di tutti i vari calendari Epson firmati da.. grandi firme della fotografie.
Cliccate qui per l'elenco
E cliccate invece qui per il calendario di Massimo Vitali, abilissimo nel ritrarre gli ampi scenari dei nostri spot italici più turistici dove si riversano masse quasi infinite di turisti.
Cliccate qui per l'elenco
E cliccate invece qui per il calendario di Massimo Vitali, abilissimo nel ritrarre gli ampi scenari dei nostri spot italici più turistici dove si riversano masse quasi infinite di turisti.
12 novembre 2012
La Fotografia come opera d'arte
Leggo da un po' di tempo che la Fotografia, che le opere fotografiche, costando meno di sculture e dipinti, attirano molti nuovi collezionisti.
Ma perché mai si dovrebbero realizzare fotografie per addobbare stanze altrui, per essere smerciate, per ricavarne sempre più profitto?
La fotografia la intendo in due modi: o come documentazione - quando è utile riprendere una cosa che interessa a terzi - o come ricerca e piacere personale - e anche qua può esserci documentazione così come ricerca di particolari cose, persone e/o atmosfere.
Se a qualcuno piacciono, ben venga venderle in singole copie affinché col tempo, proprio come dei dipinti, acquistino valore, ma puntare tutto sul collezionismo, che secondo me è un disturbo mentale, non ha senso, perché viene modificato il motivo per cui si fotografa e chi ora inizia a fotografare per fare la bella vita (LOL) grazie al proprio occhio (il terzo?) sarà costretto a sentirsi estraneo al mondo reale proprio come gli egocentrici poeti.
Mah, quasi quasi vado a fare i matrimoGNi.
Ma perché mai si dovrebbero realizzare fotografie per addobbare stanze altrui, per essere smerciate, per ricavarne sempre più profitto?
La fotografia la intendo in due modi: o come documentazione - quando è utile riprendere una cosa che interessa a terzi - o come ricerca e piacere personale - e anche qua può esserci documentazione così come ricerca di particolari cose, persone e/o atmosfere.
Se a qualcuno piacciono, ben venga venderle in singole copie affinché col tempo, proprio come dei dipinti, acquistino valore, ma puntare tutto sul collezionismo, che secondo me è un disturbo mentale, non ha senso, perché viene modificato il motivo per cui si fotografa e chi ora inizia a fotografare per fare la bella vita (LOL) grazie al proprio occhio (il terzo?) sarà costretto a sentirsi estraneo al mondo reale proprio come gli egocentrici poeti.
Mah, quasi quasi vado a fare i matrimoGNi.
9 novembre 2012
Photissima 2012: i fotografi che conosco
Non ve ne fregherà nulla, ma ecco un elenco dei fotografi che conosco da tempo e che saranno presenti con le loro opere a Photissima 2012 a Torino in questi giorni (ingresso 5 euro).
Bill Owens (Area Lina)
Maurizio Galimberti (Biasutti)
Robert Doisneau (Ikona Gallery)
Paolo Monti (I.K.)
Ferdinando Scianna (I.G.)
Franco Fontana (Sabrina Raffaghello)
PS: chiusura prorogata al 25 novembre, ingresso anche solo ad 1 euro previa registrazione on-line.
Bill Owens (Area Lina)
Maurizio Galimberti (Biasutti)
Robert Doisneau (Ikona Gallery)
Paolo Monti (I.K.)
Ferdinando Scianna (I.G.)
Franco Fontana (Sabrina Raffaghello)
PS: chiusura prorogata al 25 novembre, ingresso anche solo ad 1 euro previa registrazione on-line.
7 novembre 2012
Grandi mostre fotografiche autunno 2012
Grandi mostre fotografiche quest'autunno. Eccone alcune:
MOSTRE FOTOGRAFICHE A TORINO
Museo Scienze Naturali, via Giovanni Giolitti 36
Gabriele Basilico, Ferdinando Scianna, Luigi Ghirri, Martin Parr e altri in "Di fronte e di schiena", dal 7 novembre al 2 dicembre per il Festival Photissima (8-11 nov, ingresso gratuito) che si terrà invece all'ex Manifattura Tabacchi in corso Regio Parco 142.
Gianni Berengo Gardin in "Sguardi gentili" dall'8 novembre al 6 gennaio
Fnac Le Gru, via Crea 10, Grugliasco (ingresso gratuito)
Don McCullin in "The wall", fino al 23 novembre
Palazzo Reale, piazza Castello
Robert Capa (mostra che si trasferisce da Verona), da fine mese a ...?
MOSTRE FOTOGRAFICHE AD ALESSANDRIA
Cava di gesso di Murisengo
Mark Cooper in "Il Monferrato dall'Alto", il 10-11 e il 17-18 novembre (€5)
MOSTRE FOTOGRAFICHE A MILANO
Museo Minguzzi, via Palermo 11
BBC Wildlife in "Wildlife photographer of the year", fino al 18 dicembre
Villa Necchi Campiglio
Giovanni Chiaramonte in "Interno perduto. L'immanenza del terremoto", fino al 15 novembre
MOSTRE FOTOGRAFICHE A GENOVA
Palazzo Ducale, Piazza Giacomo Matteotti 9
Steve McCurry in "Viaggio intorno all'uomo", fino al 24 febbraio 2013
MOSTRE FOTOGRAFICHE A BRESCIA
Galleria dell'Incisione, via Bezzecca 4
Vivian Maier in "Lo sguardo nascosto" (PDF), fino al 15 novembre
MOSTRE FOTOGRAFICHE A MODENA
Fondazione Fotografia, ex ospedale Sant'Agostino di Modena, via Emilia Centro 283 (martedì ingresso gratuito)
Edward Weston in "Una retrospettiva", fino al 9 dicembre
MOSTRE FOTOGRAFICHE A VICENZA
Gallerie d'Italia, Palazzo Leoni Montanari, Contrà Santa Corona 25
Magnum in "L'Italia e gli italiani", fino al 20 gennaio
MOSTRE FOTOGRAFICHE A ROMA
Chiostro del Bramente, via Arco della Pace 5
Stanley Kubrick, fino al 25 novembre
Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale 194
Robert Doisneau in "Paris en liberté", fino 3 febbraio
MOSTRE FOTOGRAFICHE DI CASERTA
Reggia di Caserta, piazza Carlo III
Henri Cartier-Bresson in "Immagini e parole", fino al 14 gennaio
4 novembre 2012
Non sopporto i commenti!
Perché c'è Internet, perché???
Quando c'erano solo le riviste, certi commenti venivano cestinati e la gentaglia che li aveva inviati era costretta a mangiarsi le unghie e ad auto-commiserarsi, invece guardate un po' cosa ci tocca leggere.
In un famoso blog c'è un post dedicato a Gianni Berengo Gardin, grande vecchio del reportage italiano, compare una foto, la sua prima fotografia realizzata con una macchina digitale (una Leica M Monochrom, essendo lui appassionato di questa marca e ancor più del bianco e nero).
La fotografia non è niente di che, anche se riprende un bel momento (decisivo): due giovani che si baciano sdraiati per strada, di fronte ad un negozio chiuso con intorno due alberelli che possono ricordare un bel giardino e vicino ad essi una signora che li guarda mentre è a passeggio con ombrello e cane.
Veniamo al dunque, ecco il commento di tale giorgiobenni: "quasi tutte le foto più famose di questo genere sono costruite. immaginatevi una coppia di ragazzi buttati per terra e un signore anziano che li fotografa con la macchina in mano aspettando una passante, e tutto questo mentre piove."
Cioè, secondo lui, se piove e se ci sono due ragazzi che si baciano, è impossibile fare una foto simile.. Non riesco a trovare le basi che possa tenere in piedi questa sua teoria.
Aridaje: ".. In definitiva, la fotografia è un atto narrativo. E’ come aspettarsi che un romanzo sia vero. E’ come aspettarsi che le notizie che leggiamo i giornali siano tutte vere, come la bufala di Holland di questi giorni. In genere un vecchio che fotografa due ragazzi che si baciano viene scacciato, picchiato, offeso. Provaci tu."
Visto che con una serie di fotografie si può raccontare qualcosa, allora sono finte come un romanzo. Come se poi un romanzo non potesse ispirarsi a storie vere, a ricordi di vita vissuta, ecc.
E certo, se un signore anziano osa fare una fotografia, a dei tizi che non lo stanno a guardare minimamente, viene cacciato e insultato, certo, certo..
E' il turno di allucination: "Street a prima vista carina, ma effettivamente sembra mooolto costruita!
I due ragazzi che si baciano beatamente, signora e cane sotto la pioggia girati, ma soprattutto… signore di una certa età a non molta distanza (mi pare la fotocamera monti un 50mm) che riprende il tutto…"
Quando c'erano solo le riviste, certi commenti venivano cestinati e la gentaglia che li aveva inviati era costretta a mangiarsi le unghie e ad auto-commiserarsi, invece guardate un po' cosa ci tocca leggere.
In un famoso blog c'è un post dedicato a Gianni Berengo Gardin, grande vecchio del reportage italiano, compare una foto, la sua prima fotografia realizzata con una macchina digitale (una Leica M Monochrom, essendo lui appassionato di questa marca e ancor più del bianco e nero).
La fotografia non è niente di che, anche se riprende un bel momento (decisivo): due giovani che si baciano sdraiati per strada, di fronte ad un negozio chiuso con intorno due alberelli che possono ricordare un bel giardino e vicino ad essi una signora che li guarda mentre è a passeggio con ombrello e cane.
Veniamo al dunque, ecco il commento di tale giorgiobenni: "quasi tutte le foto più famose di questo genere sono costruite. immaginatevi una coppia di ragazzi buttati per terra e un signore anziano che li fotografa con la macchina in mano aspettando una passante, e tutto questo mentre piove."
Cioè, secondo lui, se piove e se ci sono due ragazzi che si baciano, è impossibile fare una foto simile.. Non riesco a trovare le basi che possa tenere in piedi questa sua teoria.
Aridaje: ".. In definitiva, la fotografia è un atto narrativo. E’ come aspettarsi che un romanzo sia vero. E’ come aspettarsi che le notizie che leggiamo i giornali siano tutte vere, come la bufala di Holland di questi giorni. In genere un vecchio che fotografa due ragazzi che si baciano viene scacciato, picchiato, offeso. Provaci tu."
Visto che con una serie di fotografie si può raccontare qualcosa, allora sono finte come un romanzo. Come se poi un romanzo non potesse ispirarsi a storie vere, a ricordi di vita vissuta, ecc.
E certo, se un signore anziano osa fare una fotografia, a dei tizi che non lo stanno a guardare minimamente, viene cacciato e insultato, certo, certo..
E' il turno di allucination: "Street a prima vista carina, ma effettivamente sembra mooolto costruita!
I due ragazzi che si baciano beatamente, signora e cane sotto la pioggia girati, ma soprattutto… signore di una certa età a non molta distanza (mi pare la fotocamera monti un 50mm) che riprende il tutto…"
E di nuovo, se si è vecchi allora tutti ti devono guardare e magari picchiarti, mi pare ovvio, no?
E non solo sembra costruito, ma qua siamo certi che sia stata costruita e di mooooooooooooooooolto!
Tanti commenti anche in quest'altro post sempre a lui dedicato, dopo li guardo e ve ne parlerò!
Stay tuned!
Stay tuned!
3 novembre 2012
Dannata Repubblica.it
Il quotidiano Repubblica ha creato una pagina dove di giorno in giorno è possibile vedere le migliori foto del giorno all'interno di un video (una slide-show musicale).
Il problema è che vengono citati i 3 giornalisti italiani che hanno scelto le fotografie, ma come spesso accade coi quotidiani italiani, non vengono citati nè autori, nè agenzie.
Complimenti!!
Il problema è che vengono citati i 3 giornalisti italiani che hanno scelto le fotografie, ma come spesso accade coi quotidiani italiani, non vengono citati nè autori, nè agenzie.
Complimenti!!
25 ottobre 2012
Gratis: Weston a Modena
Ogni martedì si può entrare grauitamente alla Fondazione Fotografia di Modena, è un luogo a cui sono affezionato per la mostra che poco tempo fa dedicarono a Daido Moriyama, grande streepher giapponese amante delle compatte sia analogiche che compatte, grazie alle quali nascondersi fra la gente e realizzare fotografie al volo e di nascosto. Poi di Moryiama è anche bella la vita: un giorno decise di andarsene di casa, abbandonare la moglie e figli e così fece, vivendo da "cane randagio", riprendendo tutti i vicoli di Tokyo, le persone, girando spesso di notte. Un vero personaggio!
Ora è il turno di Edward Weston. A Daido lo unisce solo la scelta del bianco e nero.
Quando si dice che col bianco e nero il fotografo ricerca i vuoti per esaltare le ombre, si dice il vero guardando ad esempio a queste sue due opere:
Poi non so se anche per voi è così, ma a me sembra che riesca a rendere animati gli oggetti entrando nell'astratto, e a rendere simili a sculture gli umani.
Col mezzo fotografico riprendiamo la realtà? Sì, ma per fortuna c'è chi sa andare oltre per farci sognare!
Ora è il turno di Edward Weston. A Daido lo unisce solo la scelta del bianco e nero.
Quando si dice che col bianco e nero il fotografo ricerca i vuoti per esaltare le ombre, si dice il vero guardando ad esempio a queste sue due opere:
Poi non so se anche per voi è così, ma a me sembra che riesca a rendere animati gli oggetti entrando nell'astratto, e a rendere simili a sculture gli umani.
Col mezzo fotografico riprendiamo la realtà? Sì, ma per fortuna c'è chi sa andare oltre per farci sognare!
I migliori video di fotografia su Youtube
Niente didattica, solo puro piacere di vedere il mondo e la vita attraverso gli occhi e quindi la mente di grandi fotografi che sanno sempre sorprenderci e stimolarci!
Ecco un breve elenco di video scelti con cura da me:
"L'oscurità naturale delle cose" Mario Giacomelli
"Early color" Saul Leiter
Andreas Gursky
Ciò che si apprende dalle sue foto è il consumismo situato in ogni posto, il nonsenso di vite che cercano la felciità e che non avendola dentro di sè, trovano invece ore di viaggio, caldo atroce, code interminabili, ressa e soldi buttati al vento. Vediamo quindi la massa composta da tanti uomini medi che pensano solo a sè stessi spendendo e consumando proprio come vogliono dall'alto. La stessa gente che poi riterrà di vivere nel sistema migliore del mondo e che si impietosirà per le foto dei bambini poveri africani perchè non hanno strade (mortali), case (popolari), auto (inquinanti) e computer (alienanti). Oltre a discariche, rifiuti tossici, ecc.
"Paris by night" Brassai"
Questo signore sorprenderà molti dilettanti, perchè? Per il semplice motivo che gira con una piccola fotocamera analogica compatta!
"New topographics" Robert Adams, Stephen Shore, Lewis Baltz, Frank Gohlke, Nicholas Nixon
Jeff Mermelstein
Ecco un breve elenco di video scelti con cura da me:
"The way" Henri Cartier-Bresson
"Personal best" Elliott Erwitt
"L'oscurità naturale delle cose" Mario Giacomelli
"Early color" Saul Leiter
"Leisure time" Massimo Siragusa
Andreas Gursky
"Simply the best" Martin Parr
Martin Parr è unico!
Non c'è poesia, non c'è bellezza, non c'è denuncia di povertà e sfruttamento, bensì la mera volgarità e stupidità del turismo di massa, dei viaggi organizzati, del turista medio e di chi vuole vendere attraverso ogni tipo di roba, il ricordo di ogni famoso pezzo di terra che, dal vivo, non sarà magico come nelle foto turistiche per via dell'oggettistica presente in loca, per via dei gruppi numerosi che affollano ogni metro alla ricerca dell'ennessima truffaldina cartolina di un posto ritenuto idilliaco, ma che idilliaco non è.Ciò che si apprende dalle sue foto è il consumismo situato in ogni posto, il nonsenso di vite che cercano la felciità e che non avendola dentro di sè, trovano invece ore di viaggio, caldo atroce, code interminabili, ressa e soldi buttati al vento. Vediamo quindi la massa composta da tanti uomini medi che pensano solo a sè stessi spendendo e consumando proprio come vogliono dall'alto. La stessa gente che poi riterrà di vivere nel sistema migliore del mondo e che si impietosirà per le foto dei bambini poveri africani perchè non hanno strade (mortali), case (popolari), auto (inquinanti) e computer (alienanti). Oltre a discariche, rifiuti tossici, ecc.
William Eggleston
Robert Frank
Lewis Baltz
"Paris by night" Brassai"
Daido Moriyama
Questo signore sorprenderà molti dilettanti, perchè? Per il semplice motivo che gira con una piccola fotocamera analogica compatta!
"Figments from a real world" Garry Winogrand
Lee Friedlander
"New topographics" Robert Adams, Stephen Shore, Lewis Baltz, Frank Gohlke, Nicholas Nixon
Jeff Mermelstein
23 ottobre 2012
F64, le balle di Clickblog
A me i siti popolari di fotografia non sono mai piaciuti e questo articolo sulla recente mostra di Edward Weston confuta la mia tesi, la quale afferma che per avere tanti visitatori bisogna scrivere tante cose quotidianamente, ma ciò può portare a scrivere enormi puttanate.
In questo recente articolo, infatti, apprendiamo che gli appartenenti al gruppo F/64, fra cui Ansel Adams e Weston, "volevano rappresentare la realtà senza manipolazioni e con il massimo del dettaglio possibile"
Weston lo conosco di fama, invece di Adams so che lui manipolava eccome le sue fotografie. Voleva il massimo del dettaglio possibile proprio per manipolarle meglio, per mostrare meglio a tutti la sua bravura sia durante l'esecuzione sia in post-produzione.
In questo recente articolo, infatti, apprendiamo che gli appartenenti al gruppo F/64, fra cui Ansel Adams e Weston, "volevano rappresentare la realtà senza manipolazioni e con il massimo del dettaglio possibile"
Weston lo conosco di fama, invece di Adams so che lui manipolava eccome le sue fotografie. Voleva il massimo del dettaglio possibile proprio per manipolarle meglio, per mostrare meglio a tutti la sua bravura sia durante l'esecuzione sia in post-produzione.
Commozione per il calendario Greenpeace
Per email mi è arrivata la notizia dell'uscita del nuovo calendario firmato Greenpeace.
Mi sembra diverso.. mi sembra di leggere, vedere delle emozioni intense che uniscono uomo e animali in alcune di queste foto, in alcune espressioni di questi animali.
Complimenti!
Mi sembra diverso.. mi sembra di leggere, vedere delle emozioni intense che uniscono uomo e animali in alcune di queste foto, in alcune espressioni di questi animali.
Complimenti!
9 ottobre 2012
Wildlife o urban style e il dilemma del bello
Per mostrarsi dei bravi fotografi, la prima cosa che si fa è cercare un posto o una modella splendido/a, perchè in un certo senso ci si vorrebbe specchiare in loro o, più semplicemente, si vorrebbe far vedere alla gente che si è abili nel trovare il bello (dove propriamente sta) e mostrarlo correttamente.
Doppio egocentrismo:
mania di farsi vedere (attraverso le foto) e voglia di sentirsi belli e superiori come le cose/persone ritratte. Molte volte chi fotografa ha problemi psichici.
La mania del bello.
Sembra che ogni artista o presunto tale debba per forza rincorrere questo mito, che sicuramente è ciò che ci spinge a fare qualcosa (quando manca un ideale, infatti, ci si sente schiacciati all'interno di una gigantesca macchina che non deve mai fermarsi per proseguire la sua produzione fine a se stessa, e il nostro scopo consiste nel replicare ciò che già si è fatto e che si dovrà fare ogni giorno fino alla fine della propria vita, senza che ciò porti a miglioramenti legati al proprio aspetto esteriore, al proprio spirito, ai propri ragionamenti, ai propri affetti ed amicizie), ma è sia un blocco che un'illusione. Un blocco perchè ci porta a snobbare tante situazioni e scene che invece possono raccontare qualcosa della vita di milioni di persone e/o cose; un'illusione perchè non viviamo nella bellezza e la natura non produce una determinata cosa perchè bella, bensì perchè funzionale alla sopravvivenza e alla riproduzione. Ad esempio reputiamo belli sia il sole che la luna, ma se andassimo vicini al sole bruceremmo, mentre se andassimo sulla luna ci deprimeremo perchè non c'è un filo d'erba..
Alcuni riescono nel loro intento di cogliere questo fantomatico bello finalmente eterno, e passeranno la vita rifornendoci di visioni parzialmente reali se non completamente irreali. Certi istanti ovviamente sono reali e chi li ha colti riceve giustamente tanti applausi, ma sono legati senza dubbio ad una propaganda più turistica che ambientale, un invito a muoverci, per andare in giro ad ammirare cotanta bellezza, eppure non la si trova facilmente questa bellezza esplosiva, quella che ti fa rimanere a bocca aperta. Rimane riservata a quelli che si "danno battaglia" per trovarla e mostrarla sperando di vincere. Ma vincere cosa? Non la si porta a casa e non ci si farà compagnia a vicenda.. La vera vittoria consiste nel sentirsi in armonia nel posto in cui si vive.
Inizialmente cercavo appunto "il meraviglioso", ma se c'è è lontano e dura poco (essendo anche un mix fra cose/natura e luce e atmosfera legata all'unione di vari elementi) e ho preferito badare a ciò che avevo intorno. Di cose curiose e che possono stimolare uno sguardo improntato al reale in modo giocoso ce ne sono, e con una certa luce o inquadratura possono essere interessanti anche per chi cerca la bellezza, ovviamente in senso lato, legata alle forme, alla combinazione di queste, ai colori, ecc. E ovviamente trovare della meraviglia in città, in periferia e nell'hinterlad è molto più difficile. Trovare qualcosa, in queste zone, che non porti alla negatività, è opera ardua e se si riesce in ciò, si vivrà meglio in queste zone in cui molti di noi sono costretti ad abitare e a vivere.
Come all'incirca diceva Robert Adams anni fa, le stupende immagini di una meravigliosa, suadente e inaspettata natura che vediamo nei calendari, nei poster, le cui immagini pervadono comunque sempre la nostra mente, il nostro immaginario, sono non un piacere, ma un colpo al cuore, difatti c'è un netto contrasto fra ciò che immaginiamo e il posto in cui vorremmo essere e il posto in cui invece siamo confinati da sempre e per sempre (fabbrica, ufficio, autostrada, palazzo, supermercato, ecc.).
LEGGETE ANCHE QUESTO MIO VECCHIO POST con foto di grandi autori.
Doppio egocentrismo:
mania di farsi vedere (attraverso le foto) e voglia di sentirsi belli e superiori come le cose/persone ritratte. Molte volte chi fotografa ha problemi psichici.
La mania del bello.
Sembra che ogni artista o presunto tale debba per forza rincorrere questo mito, che sicuramente è ciò che ci spinge a fare qualcosa (quando manca un ideale, infatti, ci si sente schiacciati all'interno di una gigantesca macchina che non deve mai fermarsi per proseguire la sua produzione fine a se stessa, e il nostro scopo consiste nel replicare ciò che già si è fatto e che si dovrà fare ogni giorno fino alla fine della propria vita, senza che ciò porti a miglioramenti legati al proprio aspetto esteriore, al proprio spirito, ai propri ragionamenti, ai propri affetti ed amicizie), ma è sia un blocco che un'illusione. Un blocco perchè ci porta a snobbare tante situazioni e scene che invece possono raccontare qualcosa della vita di milioni di persone e/o cose; un'illusione perchè non viviamo nella bellezza e la natura non produce una determinata cosa perchè bella, bensì perchè funzionale alla sopravvivenza e alla riproduzione. Ad esempio reputiamo belli sia il sole che la luna, ma se andassimo vicini al sole bruceremmo, mentre se andassimo sulla luna ci deprimeremo perchè non c'è un filo d'erba..
Alcuni riescono nel loro intento di cogliere questo fantomatico bello finalmente eterno, e passeranno la vita rifornendoci di visioni parzialmente reali se non completamente irreali. Certi istanti ovviamente sono reali e chi li ha colti riceve giustamente tanti applausi, ma sono legati senza dubbio ad una propaganda più turistica che ambientale, un invito a muoverci, per andare in giro ad ammirare cotanta bellezza, eppure non la si trova facilmente questa bellezza esplosiva, quella che ti fa rimanere a bocca aperta. Rimane riservata a quelli che si "danno battaglia" per trovarla e mostrarla sperando di vincere. Ma vincere cosa? Non la si porta a casa e non ci si farà compagnia a vicenda.. La vera vittoria consiste nel sentirsi in armonia nel posto in cui si vive.
Inizialmente cercavo appunto "il meraviglioso", ma se c'è è lontano e dura poco (essendo anche un mix fra cose/natura e luce e atmosfera legata all'unione di vari elementi) e ho preferito badare a ciò che avevo intorno. Di cose curiose e che possono stimolare uno sguardo improntato al reale in modo giocoso ce ne sono, e con una certa luce o inquadratura possono essere interessanti anche per chi cerca la bellezza, ovviamente in senso lato, legata alle forme, alla combinazione di queste, ai colori, ecc. E ovviamente trovare della meraviglia in città, in periferia e nell'hinterlad è molto più difficile. Trovare qualcosa, in queste zone, che non porti alla negatività, è opera ardua e se si riesce in ciò, si vivrà meglio in queste zone in cui molti di noi sono costretti ad abitare e a vivere.
Come all'incirca diceva Robert Adams anni fa, le stupende immagini di una meravigliosa, suadente e inaspettata natura che vediamo nei calendari, nei poster, le cui immagini pervadono comunque sempre la nostra mente, il nostro immaginario, sono non un piacere, ma un colpo al cuore, difatti c'è un netto contrasto fra ciò che immaginiamo e il posto in cui vorremmo essere e il posto in cui invece siamo confinati da sempre e per sempre (fabbrica, ufficio, autostrada, palazzo, supermercato, ecc.).
LEGGETE ANCHE QUESTO MIO VECCHIO POST con foto di grandi autori.
4 ottobre 2012
Vagando nel limitare della città
Nonostante non inserisca mie foto da diverso tempo, il mio occhio è sempre pronto nel cogliere particolari che danno quasi, ma soprattutto forse, un'anima a zone urbane che vengono descritte poco e male. Io non sono un descrittore, un reporter, un topografo, semplicemente mi accosto a ciò che trovo per la strada, perchè tutte queste cose nascondo l'operato umano sul mondo. Piccole o grandi, belle o brutte, dietro c'è lo 'zeitgeist'.
A volte penso che vorrei inserire delle persone all'interno delle mie fotografie, ma chi mi conosce sa che o faccio una cosa o faccio l'altra, per cui ho serie soltanto di persone (foto 'street' realizzate in particolar modo nel 2009 e nel 2010) o serie di paesaggio urbano e oggetti ad esso connessi. Unire le due cose significherebbe per me fare fotogiornalismo (ma come detto, non sono un reporter che mostra notizie morte il giorno dopo a causa di altre notizie) o comunque creare distrazione: ci si concentra di più sulla persona o l'ambiente? Più sull'ambiente o sulla persona? Il problema forse più grande è quello di trovare qualcuno di interessante, dato che a me non interessa riprendere i poveri, gli emarginati, non perchè non meritino attenzione, ma perchè non voglio diffondere depressione anche perchè non sono abituato a riprenderli, quindi magari cadrei nei clichè o, peggio, mostrerei dei loro lati negativi e ciò designerebbe un mio disprezzo.
Come si suol dire meglio fare una cosa e bene che tante e male.. Ad ognuno il suo!
Il mio sogno è quello di essere pagato per riprendere questi aspetti secondari delle periferie e delle province; mi piace lo stato di abbandono non totale, quel mix fra distruzione e riqualifica, fra colore e grigiume.
28 settembre 2012
Instagram che porcata
Ho appena letto che giorni fa c'è stato un raduno di fan dell'Instagram a Torino.
Praticamente hanno girato il centro per riprendere coi loro cellulari dotati di filtri vintage per ottenere foto particolari con uno stile retrò.
Se la novità ricalca il passato, non è meglio usare apparecchi del passato, quindi non digitali, che possono darti sensazioni uniche, per via del fatto che i difetti affioreranno per motivi tecnici, ottici, non per via dei filtri digitali aggiunti apposta e studiati a tavolino.
Praticamente hanno girato il centro per riprendere coi loro cellulari dotati di filtri vintage per ottenere foto particolari con uno stile retrò.
Se la novità ricalca il passato, non è meglio usare apparecchi del passato, quindi non digitali, che possono darti sensazioni uniche, per via del fatto che i difetti affioreranno per motivi tecnici, ottici, non per via dei filtri digitali aggiunti apposta e studiati a tavolino.
21 settembre 2012
Le foto prendono vita con un pc nuovo
Oh che bello, quando si ha un nuovo computer anche le foto riprendono vita! Le si scaricano, guardano ed elaborano con maggiore velocità e freschezza!
Devo sempre caricare le mie foto in bianco e nero della passata primavera e creare uno slide-show relativo a delle foto urban a colori.
Nelle prossime ore o giorni creerò invece un elenco di bellissime mostre fotografiche aperte in questo periodo in Italia!
Devo sempre caricare le mie foto in bianco e nero della passata primavera e creare uno slide-show relativo a delle foto urban a colori.
Nelle prossime ore o giorni creerò invece un elenco di bellissime mostre fotografiche aperte in questo periodo in Italia!
15 agosto 2012
I venduti della fotografia
Ancora una volta per campare con la fotografia ci si vende, ecco l'ennesimo esempio:
tale Diego Cesare ha realizzato una serie di fotografie sull'autostrada valdostana non per denunciare questo nonluogo mortale, ma per festeggiare i 50 anni della ditta "Autostrade valdostane", serie che tra l'altro è stata inserita nel festival Mountain Photo Festival.
Siamo ben messi!
tale Diego Cesare ha realizzato una serie di fotografie sull'autostrada valdostana non per denunciare questo nonluogo mortale, ma per festeggiare i 50 anni della ditta "Autostrade valdostane", serie che tra l'altro è stata inserita nel festival Mountain Photo Festival.
Siamo ben messi!
31 luglio 2012
Penelope Cruz e l'ennesimo fallimento della fotografia
Di esempi simili ce ne sono a migliaia ogni giorno, ma dato che mi è capitato questo sotto gli occhi proprio ora, e dato che qualche giorno fa ho parlato in maniera un po' critica di alcune cose, ecco che vi mostro tramite un link all'Ansa il calendario di Penelope Cruz realizzato per la Campari.
Lei l'avevo conosciuta anni fa tramite un film ambientato in Sicilia, ora invece avendo fatto carriera fa la star e le vengono assegnati ruoli da star.
Praticamente lei si vende per vendere l'immagine di un mondo irreale per la stradagrande maggioranza delle persone (e per fortuna, dato il dispendio/spreco di soldi, energie, merci, ecc.), avente come scopo unico (più che ultimo, unico!) quello di vendere degli alcolici. Doppio danno: esalta la ricchezza e stimola a bere.
La fotografia, i fotografi, per campare, ancora una volta costretta/i a vendersi al sistema!
Lei l'avevo conosciuta anni fa tramite un film ambientato in Sicilia, ora invece avendo fatto carriera fa la star e le vengono assegnati ruoli da star.
Praticamente lei si vende per vendere l'immagine di un mondo irreale per la stradagrande maggioranza delle persone (e per fortuna, dato il dispendio/spreco di soldi, energie, merci, ecc.), avente come scopo unico (più che ultimo, unico!) quello di vendere degli alcolici. Doppio danno: esalta la ricchezza e stimola a bere.
La fotografia, i fotografi, per campare, ancora una volta costretta/i a vendersi al sistema!
29 luglio 2012
Il fascino della fotografia
Fotografia di denuncia, fotografia d'arte.. no, grazie.
O meglio, se capita sì, ma fondamentalmente ciò che mi ha colpito della fotografia, fin dal primo istante in cui me ne sono interessato, ovvero 10 anni fa precisi precisi (ho guardato e letto e basta, poi più o meno nulla per 4 anni..), e che non mi ha mai lasciato neanche nei miei momenti di pausa (di riflessione? di depressione - legata alla fotografia e al mio non sapere che fare con questo mezzo -? di altro?) è il potere di memorizzare il proprio mondo e di poterlo vedere e farlo vedere cercando qualcosa che potesse portare il.."guardatore" ad annusare altra vita. Ovviamente bisogna essere bravi in ciò: se prendo una foto urbana della prima metà del'900, capisco chiaramente che venne fatta per documentare una zona della città, proprio come le cartoline del mare o le foto turistiche che devono mostrare chiaramente le zone visitabili, come una sorta di elenco di punti d'interesse, un catalogo da supermercato, mentre io cerco (calmi, ho detto cerco, non voglio dire che ci sia già riuscito!) di togliere punti di riferimento, informazioni, per accrescere il mistero e poter immaginare che quella foto l'abbia fatta chissà dove, o ancor meglio, che quella foto riguarda un aspetto generale della nostra società.
La nostra società.
Noi siamo convinti di essere i buoni che devono girare il mondo per salvare il mondo, i poveri, i malati.A parte il fatto che anche il nostro vicino di casa può stare malissimo, non penso che la fotografia di denuncia possa cambiare le cose: lo sfruttamento e le guerre ci sono da millenni, da quando esiste il Patriarcato, mentre noi viviamo nell'illusione che entro 5-10-20 anni si possa azzerare la mortalità infantile, i malati di questa o quella malattia, la fame, ecc. Lo spero (anche se per quanto riguarda il primo dramma penso: "Siamo già 7 miliardi, se non ci fosse una sorte di selezione naturale, il mondo ora sarebbe esploso!"
Ma è non è la nostra società che ci porta ad insozzare il mondo? Che ci porta a pensare solo al nostro ombelico? Come dice Martin Parr, è molto più utile (oltrechè originale) in questi anni, riprendere la società occidentale con i suoi vari difetti e manie. Fra cui i malati di marchingegni fotografici, gente che si masturba pensando ai propri teleobiettivi, e i malati delle foto di guerra: più c'è sofferenza, più la foto è riuscita, più che dolore, sangue e morte, più si hanno chances di ottenere attenzione, successo e soldi, anche se la vita reale di quei poveracci non potrà mai cambiare. Penso che molti di quelli che vivono per riprendere le guerre e i drammi in generale, non possano volere la fine di queste cose, perchè è la loro droga, la loro ragione di vita: se la gente non soffrisse, loro non proverebbero pietà e se non la provassero, impazzirebbero e si deprimerebbero vedendo la gente, non dico felice, ma mediamente in salute.
Dicevo dei posti dietro casa che posso portare a vederci il mondo in esso..
Ieri ho iniziato a leggere il libro, sulla sua vita, sulle sue foto e sulla fotografia di Ferdinando Scianna, intitolato "Autoritratto di un fotografo", che ho appena terminato di leggere, e ciò che mi ha colpito è il fatto che nonostante lui abbia girato il mondo per conto di famosi giornali e agenzie (L'Europeo e Magnum su tutti), realizzando fotografie di eventi, drammi e vita in generale, in Francia, India, Bolivia, Libano, ecc., il suo sguardo fotografico riflette la sua terra, la sua Sicilia, una Sicilia che, se posso osare il termine, definirei ancestrale. Iniziò ovviamente nel suo paese a realizzare fotografie di scene di vita per strada ("street ph", e qualche ritratto) e penso che cercò sempre quei volti, sensazioni, profumi e luci nel mondo. Alla fine ciò che più sente suo, son proprio quelle scene di vita e quei volti della Sicilia che ha salvato con estrema grazia nelle sue fotografie. Lui è la Sicilia. E' questo ciò che conta del suo lavoro.
Ciò che conta pe lui e per noi, perchè ci insegna a rivalutare il nostro mondo, questo tipo di fotografia, come anche altri reportages ma a colori di D.A.Harvey, ci sprigionano un qualcosa dentro che ci invoglia ad uscire, ed è questa la cosa fondamentale, perchè se la fotografia fosse solo un documento annoierebbe un sacco sia farla che guardarla, invece quando ogni cosa, sia esso un oggetto o una persona, vengono ripresi con empatia, scatta qualcosa che ci fa sentire più vivi assieme a questo dato soggetto!
E concludo con una frase mitica di un collega sia di Parr (anche se era contrario al suo ingresso nella Magnum) sia di Scianna (per lui era, e vorrei vedere, il Maestro per antonomasia), Henri Cartier-Bresson:
"Della fotografia non me ne frega nulla, ciò che conta è la vita!"
28 luglio 2012
Olimpiadi 2012. No emozioni, solo aggeggi
Terribile quest'intervista di PopPhoto ad un fotografo di una grande agenzia internazionale.
Leggete qui.
Questo è il tipo di domande che gli vengono poste: quanti corpi macchina porti, che teleobittivi usi, controlli remoti?, quanto è grande la tua scheda di memoria?
Possibile che agli amatori interessi sempre e solo il lato materiale.. Non mi risulta che ad un giornalista gli sia mai stato chiesta che registratore audio usa, che penna stilo preferisce impugnare, la marca dei fogli, se i fogli hanno le righe o i quadratini, su che tipo di sedia preferisce sedersi, se rigida o morbida..
Leggete qui.
Questo è il tipo di domande che gli vengono poste: quanti corpi macchina porti, che teleobittivi usi, controlli remoti?, quanto è grande la tua scheda di memoria?
Possibile che agli amatori interessi sempre e solo il lato materiale.. Non mi risulta che ad un giornalista gli sia mai stato chiesta che registratore audio usa, che penna stilo preferisce impugnare, la marca dei fogli, se i fogli hanno le righe o i quadratini, su che tipo di sedia preferisce sedersi, se rigida o morbida..
Ferdinando Scianna sulla fotografia digitale
In ciò che dice alla fine dell'intervista ravvedo le mie sensazioni e paure, sì, paure, paura di usare il digitale per fare foto usa e getta, paura che la grandissima quantità di foto che si possono realizzare in una singola giornata utilizzando un solo supporto di memoria, infici la fotografia, perchè non si pensa più di realizzare una serie di fotografie che costituiranno un'opera duratura, ma si creano fotografie che vengono pensate per l'immediato, buttate in rete e subito digerite, espulse, in attesa di nuove migliaia di fotografie o, peggio, scatti. Sono anche conscio del fatto che non è un problema per chi è più giovane di me, per chi praticamente non ha mai usato la pellicola. Io uscivo pensando (anche se poi in pratica non l'ho mai realizzato) che finendo un rullino avrei creato una sorta di album memorabile. Il digitale non è un mero mezzo, è un nuovo linguaggio che trasforma la maniera di pensare e di vivere. E' uno scorrimento totale, è una confusione che crea dimenticanza a breve termine. Hic et nunc.
25 luglio 2012
Quant'è grande il sensore della tua fotocamera digitale?
Sembra incredibile, ma pochi badano alla grandezza del sensore. Più è piccolo e più è elevato il numero di megapixel, più la qualità sarà scadente e i test delle varie review internazionali lo dimostrano. Mentre cosa succede nel quotidiano? Che viene pubblicizzato solo il numero di MP, ma la gente, nonostante noti poi risultati "altalenanti", continua a scattare foto-ricordo con qualsiasi compatta digitale, quando invece farebbe meglio ad usarne una analogica, come ad es. la mitica Yashica Kyocera T4 che io, modestamente, ho (presa aggratis dall'amico di un signore che voleva disfarsene!).
Beh, tutta 'sta pappardella per dirvi che da ora potrete finalmente e facilmente giudicare una fotocamera anche o soprattutto in base alla grande del sensore, poichè è nato un sito apposito che si chiama "CAMERA IMAGE SENSOR" (ringrazio ZMPhoto che me l'ha fatto conoscere!).
Sia chiaro che io adoro per vari motivi anche le compatte, sia da usare in manuale che in automatico, però si fa presto ad innamorarsi di una macchina perchè carina, moderna, poco costosa, se nessuno ti parla del sensore scandalosamente piccolo!
Qui il grafico di alcune macchine..
Beh, tutta 'sta pappardella per dirvi che da ora potrete finalmente e facilmente giudicare una fotocamera anche o soprattutto in base alla grande del sensore, poichè è nato un sito apposito che si chiama "CAMERA IMAGE SENSOR" (ringrazio ZMPhoto che me l'ha fatto conoscere!).
Sia chiaro che io adoro per vari motivi anche le compatte, sia da usare in manuale che in automatico, però si fa presto ad innamorarsi di una macchina perchè carina, moderna, poco costosa, se nessuno ti parla del sensore scandalosamente piccolo!
Qui il grafico di alcune macchine..
23 luglio 2012
E' festa
E' festa, come suonava e cantana la mitica PFM
Magari nei prossimi giorni metterò altre foto di ballo..
Sony Nex 3 + Canon FD 35mm
Magari nei prossimi giorni metterò altre foto di ballo..
Nuvole onnipotenti
Contro la retorica dell'estate tutto sole e ombrelloni!!!
Foto realizzate con la stupenda fotocamera Sony Nex 3 + obiettivo Sigma 100-200 manuale (+ adattore NEX-CANON FD) a 200m f/11 (è la focale con cui le foto vengono meglio..) ISO 200 su treppiede.
Le ultime non sono state virate, semplicemente avevo preventivamente abbassato la temperatura colore.
L'unica modifica di tutte quante, riguarda il contrasto.
Foto realizzate con la stupenda fotocamera Sony Nex 3 + obiettivo Sigma 100-200 manuale (+ adattore NEX-CANON FD) a 200m f/11 (è la focale con cui le foto vengono meglio..) ISO 200 su treppiede.
Le ultime non sono state virate, semplicemente avevo preventivamente abbassato la temperatura colore.
L'unica modifica di tutte quante, riguarda il contrasto.
22 luglio 2012
Sono un grande artista!
Un vero artista non si vede alle multinazionali, non va in tv a invogliare la gente a spendere soldi, a consumare in modo egocentrico e senza alcuna cognizione!
Un vero artista è critico, conosce le problematiche della società a cui volente-nolete appartiene e te le sbatte in faccia!
Un vero artista è critico, conosce le problematiche della società a cui volente-nolete appartiene e te le sbatte in faccia!
Altra foto di Toscani, stesso disco
Ho deciso di vedere le altre foto scelte da Oliviero Toscani per Il Fatto.. cliccate qui
Di per sè la foto non è per niente bella: zero colori splendenti illuminati dal sole, sfondo sfocato a mala pena, auto dietro i cassonetti che creano altra inutile confusione. La confusione mi piace, ma è bello ordinarla, questa invece è una foto fatta al volo quando niente di importante avveniva e niente di bello o di diverso compariva, infatti se ne vedono a decine ogni giorno di persone intente a cercare cianfrusaglie fra i rifiuti non solo nell'attuale Spagna, ma anche nel Nord Italia e da sempre. Qui non c'è niente di particolare, perchè dovremmo predere tempo a vedere le foto scelte da Toscani se sono tutte così di livello basso?
E una volta vista che dovremmo fare? Piangerci addosso e sentirci buoni perchè ci commuoviamo come facciamo sempre di fronte anche alle altre foto di denuncia?
Toscani, se è davvero quell'artista e conoscitore che si crede di essere, dovrebbe almeno a volte pensarla alla Saul Leiter.
Di per sè la foto non è per niente bella: zero colori splendenti illuminati dal sole, sfondo sfocato a mala pena, auto dietro i cassonetti che creano altra inutile confusione. La confusione mi piace, ma è bello ordinarla, questa invece è una foto fatta al volo quando niente di importante avveniva e niente di bello o di diverso compariva, infatti se ne vedono a decine ogni giorno di persone intente a cercare cianfrusaglie fra i rifiuti non solo nell'attuale Spagna, ma anche nel Nord Italia e da sempre. Qui non c'è niente di particolare, perchè dovremmo predere tempo a vedere le foto scelte da Toscani se sono tutte così di livello basso?
E una volta vista che dovremmo fare? Piangerci addosso e sentirci buoni perchè ci commuoviamo come facciamo sempre di fronte anche alle altre foto di denuncia?
Toscani, se è davvero quell'artista e conoscitore che si crede di essere, dovrebbe almeno a volte pensarla alla Saul Leiter.
21 luglio 2012
Oliviero Toscano su Il Fatto Quotidiano
"Solo i grandi artisti sono creativi componendo le cose più semplici"
Delle foto presenti sul Fatto Quotidiano e scelte da Oliviero Toscani ne ho viste solo due e non mi sono piaciute (e nei prossimi giorni mi "godrò" anche le altre pubblicate dal principio).
Perchè?
Per semplici motivi, fra cui quello che mi risultano essere troppo fredde, sia per la mancanza di un'ottima luce, sia per la distanza dei soggetti, infatti sono fotografie che, forse, vogliono simulare l'esaltazione della freddezza che troviamo nelle opere di Gursky, o più semplicemente perchè han ripreso frontalmente degli scenari con degli obiettivi scelti solo per la loro grandezza (teleobiettivi che portano il fotografo, l'autore, l'artista, a riprendere con tutta sicurezza ciò che avviene lontano, distaccandosi non solo dalla vita ripresa, ma anche dalle sensazioni che ogni oggetto inanimato può trasmettere e che può portare ad altre inquadrature più o meno innovative o originali). E' notorio come molti fotografi usino obiettivi "gigga" solo per farsi vedere e per spendere soldi.
Guardate la foto presente in questa pagina, il cui titolo, ideato da Toscani, è "Solo i grandi artisti sono creativi componendo le cose più semplici".
Cioè vorrebbe farci credere che chi l'ha realizzata sarebbe un grande artista? Se leggo il suo nome, Rajesh Kumar Singh, non mi viene in mente alcuna grande mostra dedicata a questo grande artista.
Ma anche se fosse, non mi convincerebbe, perchè nè la luce, quindi nè i colori che non vengono esaltati dal sole, nè l'inquadratura, mi portano all'interno di questa scena.
E' una classica foto fatta per scopi editoriali, non può essere inserita in un contesto artistico. Il fotografo non ha ripreso ciò che vedete perchè particolare, ma perchè bello per i gusti della gente media.
Delle foto presenti sul Fatto Quotidiano e scelte da Oliviero Toscani ne ho viste solo due e non mi sono piaciute (e nei prossimi giorni mi "godrò" anche le altre pubblicate dal principio).
Perchè?
Per semplici motivi, fra cui quello che mi risultano essere troppo fredde, sia per la mancanza di un'ottima luce, sia per la distanza dei soggetti, infatti sono fotografie che, forse, vogliono simulare l'esaltazione della freddezza che troviamo nelle opere di Gursky, o più semplicemente perchè han ripreso frontalmente degli scenari con degli obiettivi scelti solo per la loro grandezza (teleobiettivi che portano il fotografo, l'autore, l'artista, a riprendere con tutta sicurezza ciò che avviene lontano, distaccandosi non solo dalla vita ripresa, ma anche dalle sensazioni che ogni oggetto inanimato può trasmettere e che può portare ad altre inquadrature più o meno innovative o originali). E' notorio come molti fotografi usino obiettivi "gigga" solo per farsi vedere e per spendere soldi.
Guardate la foto presente in questa pagina, il cui titolo, ideato da Toscani, è "Solo i grandi artisti sono creativi componendo le cose più semplici".
Cioè vorrebbe farci credere che chi l'ha realizzata sarebbe un grande artista? Se leggo il suo nome, Rajesh Kumar Singh, non mi viene in mente alcuna grande mostra dedicata a questo grande artista.
Ma anche se fosse, non mi convincerebbe, perchè nè la luce, quindi nè i colori che non vengono esaltati dal sole, nè l'inquadratura, mi portano all'interno di questa scena.
E' una classica foto fatta per scopi editoriali, non può essere inserita in un contesto artistico. Il fotografo non ha ripreso ciò che vedete perchè particolare, ma perchè bello per i gusti della gente media.
20 luglio 2012
Per gioco, non sul serio
Quando ti concentri su una sola cosa, ti preoccupi per due motivi: perchè pensi che gli altri che incontri abbiano il tuo stesso pensiero fisso in testa e che quindi poi ti giudicheranno, e poi perchè pensi che se fallirai in quella tua fondamentale attività, non ci sarà più alcuna chance e rimarrai fregato a vita.
Quando invece vuoi fare più cose e quando le prendi col giusto distacco, pensando che siano cose belle, allegre e via dicendo (praticamente "cool"), diventi tu stesso così, le prendi alla leggera, non ti fossilizzi e le fai quando hai voglia, quando te la senti.
La differenza fra i due modi di lavorare si ripercuoterà anche sulla qualità del lavoro.
Non vale per tutti questo ragionamento, infatti molti hanno successo specializzandosi e praticando giorno e notte senza sosta.
Quando invece vuoi fare più cose e quando le prendi col giusto distacco, pensando che siano cose belle, allegre e via dicendo (praticamente "cool"), diventi tu stesso così, le prendi alla leggera, non ti fossilizzi e le fai quando hai voglia, quando te la senti.
La differenza fra i due modi di lavorare si ripercuoterà anche sulla qualità del lavoro.
Non vale per tutti questo ragionamento, infatti molti hanno successo specializzandosi e praticando giorno e notte senza sosta.
15 luglio 2012
Il fotografo è un contadino
Riporto questa parte di intervista realizzata a Oscar Farinetti, boss di Eataly:
"Che importanza ha avuto nella sua vita l’amicizia con Carlin Petrini che lei conosce fin da quando aveva quindici anni?
Notevole perché Carlin mi ha insegnato a mettermi in un rapporto diverso con il cibo, è stato il primo a farmi capire che il cibo è l’unico bene di consumo che noi mettiamo dentro il nostro corpo e non fuori e quindi è molto più importante di tutti altri. Mi ha fatto capire che dietro al cibo c’è un mondo di cultura, di tradizioni, di valori, che alla fine è politica. Mi ha fatto capire che esiste questa cosa pazzesca per cui l’unico imprenditore che non può costruire il proprio listino, non può fare il prezzo è il contadino, l’unico imprenditore che produce il bene più importante dell’umanità, quello che mettiamo dentro al nostro corpo, non riesce a fare il prezzo dei prodotti che costruisce, ma glielo fanno gli altri, i mercati. Riflettiamo: quale produttore c’è che inizia a costruire un bene e non sa a che prezzo potrà venderlo? È terribile."
Non trovate alcuna similitudine fra il contadino schiavo delle industrie e del mercato, ed il fotografo che non sa a che prezzo venderà le sue foto nel mondo dell'editoria globale?
Io sì, e mi fa schifo, per cui.. addio finto business delle foto, dove la gente meno spende più è felice!
Ma una volta non si diceva che la gente seguiva la finta felicità spendendo somme ingenti? Mah!
"Che importanza ha avuto nella sua vita l’amicizia con Carlin Petrini che lei conosce fin da quando aveva quindici anni?
Notevole perché Carlin mi ha insegnato a mettermi in un rapporto diverso con il cibo, è stato il primo a farmi capire che il cibo è l’unico bene di consumo che noi mettiamo dentro il nostro corpo e non fuori e quindi è molto più importante di tutti altri. Mi ha fatto capire che dietro al cibo c’è un mondo di cultura, di tradizioni, di valori, che alla fine è politica. Mi ha fatto capire che esiste questa cosa pazzesca per cui l’unico imprenditore che non può costruire il proprio listino, non può fare il prezzo è il contadino, l’unico imprenditore che produce il bene più importante dell’umanità, quello che mettiamo dentro al nostro corpo, non riesce a fare il prezzo dei prodotti che costruisce, ma glielo fanno gli altri, i mercati. Riflettiamo: quale produttore c’è che inizia a costruire un bene e non sa a che prezzo potrà venderlo? È terribile."
Non trovate alcuna similitudine fra il contadino schiavo delle industrie e del mercato, ed il fotografo che non sa a che prezzo venderà le sue foto nel mondo dell'editoria globale?
Io sì, e mi fa schifo, per cui.. addio finto business delle foto, dove la gente meno spende più è felice!
Ma una volta non si diceva che la gente seguiva la finta felicità spendendo somme ingenti? Mah!
Per campare bisogna badare al popolo bue
Guardando le statistiche del mio blog, dei post più letti.. penso che dovrei buttarmi sulle donne nude!
I bei concorsi che ti rubano le foto
A tutti i sani fotoamatori piace partecipare ai concorsi, specie ora come ora a quelli online tenuti da grandi aziende, compagnie, ecc., insomma, da nomi riconosciuti da tutti perchè si spera di farsi notare il prima possibile.
Però di concorsi ce ne sono tanti e chi viene ricordato? 1 su 1000000000000.
C'è comunque chi vince, ma essendo sempre di più i partecipanti, ecco che è veramente difficile vincere, oltre che poi farsi notare e poter lavorare con continuità nella fotografia.
Stamattina ho scoperto il concorso della Nital chiamato Nikon talents 2012.
Ho letto il regolamento e c'è scritto quanto segue:
" Le fotografie del portfolio caricate da ogni utente dovranno comunque essere originali e realizzate dall'utente iscritto al concorso; ad ogni utente sarà richiesto di dichiarare il pieno possesso dei diritti sulle immagini caricate sul sito nonché di acconsentire alla cessione dei diritti al promotore per la pubblicazione delle immagini inviate ed per l'uso delle immagini stesse nella comunicazione realizzata da Nital S.p.A. per il concorso e fuori dal concorso."
Praticamente se voi avete delle foto in vendita presso un'agenzia non potete usarle per il concorso.
E nel caso i signori della Nital/Nikon le vogliano usare, non vi daranno neanche 5 cents, sia che voi abbiate vinto che no.
Il vincitore otterrà una Nikon V1, come se per fare le foto avesse usato una matita, mah! Tra l'altro il vincitore della sezione Young (fino a 30 anni) otterrà soltanto un premio minore.
Però di concorsi ce ne sono tanti e chi viene ricordato? 1 su 1000000000000.
C'è comunque chi vince, ma essendo sempre di più i partecipanti, ecco che è veramente difficile vincere, oltre che poi farsi notare e poter lavorare con continuità nella fotografia.
Stamattina ho scoperto il concorso della Nital chiamato Nikon talents 2012.
Ho letto il regolamento e c'è scritto quanto segue:
" Le fotografie del portfolio caricate da ogni utente dovranno comunque essere originali e realizzate dall'utente iscritto al concorso; ad ogni utente sarà richiesto di dichiarare il pieno possesso dei diritti sulle immagini caricate sul sito nonché di acconsentire alla cessione dei diritti al promotore per la pubblicazione delle immagini inviate ed per l'uso delle immagini stesse nella comunicazione realizzata da Nital S.p.A. per il concorso e fuori dal concorso."
Praticamente se voi avete delle foto in vendita presso un'agenzia non potete usarle per il concorso.
E nel caso i signori della Nital/Nikon le vogliano usare, non vi daranno neanche 5 cents, sia che voi abbiate vinto che no.
Il vincitore otterrà una Nikon V1, come se per fare le foto avesse usato una matita, mah! Tra l'altro il vincitore della sezione Young (fino a 30 anni) otterrà soltanto un premio minore.
25 giugno 2012
Quando penso ad "artistico"
C'è un termine, un aggettivo, che genera in me reazioni contrastanti, e questo è "artistico".
A volte quando sento parlare troppo di arte, e in maniera troppo complicata, mi viene la nausea, perchè fondamentalmente per me dovrebbe essere un modo veloce per creare una sorta di secondo mondo dove tuffarcisi, come una musica che serve per immergersi in nuove dimensioni, o per rivivere certe piccole o grandi emozioni e sensazioni come quando si era bambini quando tutto era profumato all'ennesima potenza e ogni nuovo giro sembrava fatto per approdare sulla Luna.
Forse dipende dall'energie che ho, da cosa ho mangiato, dalle condizioni climatiche, da cosa ho intenzione di fare, quindi dall'umore..
A volte quando sento parlare troppo di arte, e in maniera troppo complicata, mi viene la nausea, perchè fondamentalmente per me dovrebbe essere un modo veloce per creare una sorta di secondo mondo dove tuffarcisi, come una musica che serve per immergersi in nuove dimensioni, o per rivivere certe piccole o grandi emozioni e sensazioni come quando si era bambini quando tutto era profumato all'ennesima potenza e ogni nuovo giro sembrava fatto per approdare sulla Luna.
Forse dipende dall'energie che ho, da cosa ho mangiato, dalle condizioni climatiche, da cosa ho intenzione di fare, quindi dall'umore..
18 giugno 2012
Torino Gay Pride 2012!
Sabato s'è tenuto il Gay Pride a Torino e ho realizzato qualche foto fatta al volo con la Sony Nex 3 + obiettivo Canon manuale 50mm. Purtroppo non sempre sono riuscito ad avere bene a fuoco il soggetto, non tanto per la manualità, quanto per la differenza fra display e mirino ottico che non ho. Attraverso il display, anche se la Nex aiuta il fotografo attraverso "macchie colorate" che simboleggiano il fuoco, non sempre si riesce a distinguere fra messa a fuoco perfetta e leggermente anteriore o posteriore al soggetto. Ma è notorio come da un problema nasca uno stimolo.
A parte questo problemino tecnico, le mie foto sono nella loro quasi totalità colte al volo (tranne la penultima in cui mi sono fermato un po' di tempo di fronte a quella ragazza per poter prendere bene il disegnino dell'arcobaleno e aver messo con certezza a fuoco il suo viso), mentre camminavo fra la gente cercando di essere il più indiscreto possibile, perchè mi piace vedere la gente non solo quando sorride (peggio ancora quando certi fotografi pro e semi-pro gli dicono di mettersi in posa e di sorridere.."Così, no, vieni più vicino, sorridi", oppure quando cercano solo le persone più particolari per essere sicuri che le loro fotografie verranno riconosciute tramite i soliti clichè: se si va al Gay Pride si devono riprendere solo travestiti iper colorati), ma nella mischia, nella sua totalità. Io non voglio modificare gli eventi e non voglio "disturbare" nessuno, perchè non voglio appunto cambiare le loro espressioni: se una persona mi colpisce, la ritraggo in quel momento, perchè mai dovrei intervenire nella realtà, per poi avere un risultato che risulterà artificiale, con persone come soldatini o modelline?
Del Gay Pride c'è poco da dire, è una sfilata e festa molto colorata, dove la gente può esprimersi liberamente in totale armonia col prossimo, dove la gente "normale" si mescola alla gente "strana", a differenza dei carnevali (li menziono visto che molti parlano di gay pride come carnevalata di cui se ne potrebbe fare a meno) dove la divisione fra protagonisti e spettatori è netta e dove il rumore della "musica" truzza è assordante.
Perchè questo? Perchè il Gay Pride è innanzitutto una manifestazione per la libertà.
A parte questo problemino tecnico, le mie foto sono nella loro quasi totalità colte al volo (tranne la penultima in cui mi sono fermato un po' di tempo di fronte a quella ragazza per poter prendere bene il disegnino dell'arcobaleno e aver messo con certezza a fuoco il suo viso), mentre camminavo fra la gente cercando di essere il più indiscreto possibile, perchè mi piace vedere la gente non solo quando sorride (peggio ancora quando certi fotografi pro e semi-pro gli dicono di mettersi in posa e di sorridere.."Così, no, vieni più vicino, sorridi", oppure quando cercano solo le persone più particolari per essere sicuri che le loro fotografie verranno riconosciute tramite i soliti clichè: se si va al Gay Pride si devono riprendere solo travestiti iper colorati), ma nella mischia, nella sua totalità. Io non voglio modificare gli eventi e non voglio "disturbare" nessuno, perchè non voglio appunto cambiare le loro espressioni: se una persona mi colpisce, la ritraggo in quel momento, perchè mai dovrei intervenire nella realtà, per poi avere un risultato che risulterà artificiale, con persone come soldatini o modelline?
Del Gay Pride c'è poco da dire, è una sfilata e festa molto colorata, dove la gente può esprimersi liberamente in totale armonia col prossimo, dove la gente "normale" si mescola alla gente "strana", a differenza dei carnevali (li menziono visto che molti parlano di gay pride come carnevalata di cui se ne potrebbe fare a meno) dove la divisione fra protagonisti e spettatori è netta e dove il rumore della "musica" truzza è assordante.
Perchè questo? Perchè il Gay Pride è innanzitutto una manifestazione per la libertà.
14 giugno 2012
Terremoto Emilia: asta benefica
Come richiestomi dalla Fondazione Fotografia di Modena, presto (il 27 giugno)si terrà un'asta benefica a favore delle popolazioni terremotate dell'Emilia.
Le opere fotografiche, ovviamente stampate e immagino numerate, che saranno messe in vendita, sono già state scelte e visto l'enorme successo, a breve forse si aprirà una seconda fase.
Stay tuned!
Le opere fotografiche, ovviamente stampate e immagino numerate, che saranno messe in vendita, sono già state scelte e visto l'enorme successo, a breve forse si aprirà una seconda fase.
Stay tuned!
Fotografare il terremoto
Ricorderete sicuramente tutti le risate per via telefono di due imprenditori senza scrupoli che, dopo aver saputo del terremoto e dei crolli avvenuti a L'Aquila e dintorni nel 2009, si pregustavano gli affari in vista.
Penso che la stessa cosa sia capitata a molti fotografi di professione, perchè eventi clamorosi, eclatanti e (non troppo) unici come questo possono far vendere tante foto in tutto il mondo.
Per fortuna non è stato il mio caso. A me solo in questi ultimi mesi era presa la voglia di andare a vedere la situazione, non per vedere il dramma quindi, ma per documentare lo stato dei lavori e la vita nelle cosidette "new town", in realtà molto new e poco town!
Adesso è il turno dell'Emilia. Essendo più vicina a dove abito, avrei potuto andare lì subito e riprendere i crolli e la gente disperata. Neanche sta volta mi è venuta voglia di tutto ciò. E' proprio contro la mia etica, non riesco a riprendere la gente che soffre, così come fino a pochi anni fa non riuscivo neanche a fotografare la gente che lavorava.
Mi si potrebbe obiettare che il dramma va ripreso per risvegliare le coscienze, per mettere in moto una macchina umanitaria per aiutare i nostri simili che soffrono.
Ma io sto cercando di mettere assieme un po' di roba da inviare e proprio in questi momenti, senza alcuna fotografia dinnanzi a me, sento tutto il loro dramma. Chi ha bisogno di foto e/o video per immedesimarsi, non merita i miei sforzi per fargli comprendere la tragedia, la sofferenza, ecc.
Penso che la stessa cosa sia capitata a molti fotografi di professione, perchè eventi clamorosi, eclatanti e (non troppo) unici come questo possono far vendere tante foto in tutto il mondo.
Per fortuna non è stato il mio caso. A me solo in questi ultimi mesi era presa la voglia di andare a vedere la situazione, non per vedere il dramma quindi, ma per documentare lo stato dei lavori e la vita nelle cosidette "new town", in realtà molto new e poco town!
Adesso è il turno dell'Emilia. Essendo più vicina a dove abito, avrei potuto andare lì subito e riprendere i crolli e la gente disperata. Neanche sta volta mi è venuta voglia di tutto ciò. E' proprio contro la mia etica, non riesco a riprendere la gente che soffre, così come fino a pochi anni fa non riuscivo neanche a fotografare la gente che lavorava.
Mi si potrebbe obiettare che il dramma va ripreso per risvegliare le coscienze, per mettere in moto una macchina umanitaria per aiutare i nostri simili che soffrono.
Ma io sto cercando di mettere assieme un po' di roba da inviare e proprio in questi momenti, senza alcuna fotografia dinnanzi a me, sento tutto il loro dramma. Chi ha bisogno di foto e/o video per immedesimarsi, non merita i miei sforzi per fargli comprendere la tragedia, la sofferenza, ecc.
13 giugno 2012
Torna l'estate? Tornano le foto patinate!
Con l'estate arrivano anche le solite foto patinate, finte, plasticose, che puzzano da lontano di falsità, di visione a senso unico.
Donne (o uomini) mezzi nudi, dal fisico tonico, perfetto, completamente (già!) abbronzato.
Non tutte queste fotografie sono pubblicitarie, molte infatti vengono usate proprio dai giornali per venderci anche loro l'estate. Io d'estate vedo gente che annaspa, che muore d'afa, che muore di solitudine o che si denuda e mostra un fisico da maiale, che mangia ingozzandosi come non mai in mezzo alla spiaggia o lordando qualche bella pineta, vedo code kilometriche degli schiavi della vacanzetta piccolo borghese e tanto altro.
Per fortuna da questa monovisione ci salva Martin Parr:
Donne (o uomini) mezzi nudi, dal fisico tonico, perfetto, completamente (già!) abbronzato.
Non tutte queste fotografie sono pubblicitarie, molte infatti vengono usate proprio dai giornali per venderci anche loro l'estate. Io d'estate vedo gente che annaspa, che muore d'afa, che muore di solitudine o che si denuda e mostra un fisico da maiale, che mangia ingozzandosi come non mai in mezzo alla spiaggia o lordando qualche bella pineta, vedo code kilometriche degli schiavi della vacanzetta piccolo borghese e tanto altro.
Per fortuna da questa monovisione ci salva Martin Parr:
4 giugno 2012
People on bikes
Quando riprendo le persone per strada (street photography, che fa figo :P ), non le metto mai in posa, cerco di non farmi vedere e adoro riprenderle in mezzo ad altre persone, per incrementare sia il numero di colori, sia il mistero legato al chi sono, cosa fanno e che pensano, quando si mischiano col prossimo.
Qui ero al Bike Pride.
Qui ero al Bike Pride.
30 maggio 2012
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