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8 settembre 2014

Viva la gente comune

Trovo sia bellissimo fotografare la gente comune, ovviamente quando magari ha qualche particolare che risalta o quando è particolarmente simpatica, quando ci sono i giusti colori e la giusta luce, perché tra giornali e tg leggiamo e vediamo cose tragiche che ci portano a non fidarci più di nessuno, per cui ad alcuni di noi può venire meno la voglia di andare in giro, invece non bisogna farsi sconfiggere dalle brutture umane mondiali!

Non solo da oggi, anche se ora in maniera differente rispetto a qualche anno, mi piace vedere e fotografare la gente nel proprio tempo libero, mi piacerebbe anche seguirla nel resto della propria vita, seguire la vita di gruppi di persone che si associano per fare qualcosa di bello-nuovo-curioso-divertente, insomma, io ho questa curiosità verso alcune persone del mio tempo e del mio luogo.
C'è chi cerca l'esotico, beh, per mostrare un mondo bello e vario non sarebbe male ogni giorno riuscire a fotografare soggetti più unici che rari, ma in generale è difficile e comunque dicevo che cercando l'esotico c'è il rischio di lavorare male perché non si conosce quella data cultura e perché magari alle volte si pensa che quei tratti caratteristici ben ripresi bastino ad avere una fotografia acclamata da tutto il resto del mondo. Invece quell'esotico ben ripreso è già stato documentato e quindi bisogna andare oltre, cercando le giuste azioni ed atmosfere. Insomma, è una cosa mooolto impegnativa e una persona normale come me con pochi spiccioli in tasca non può certo girare il mondo e se lo farebbe, lo farebbe solo per tentare il colpo di "fortuna" per poi vendere le foto e fare i soldi.

Come quelli che vanno in zone di guerra..

Mi si potrebbe replicare che denunziare è una cosa buona e giusta, e sono d'accordo, ma secondo voi chi va in zone di guerra ci va per cambiare il mondo, o perché pensa che una buona foto sia quella in realtà più bella che buona e per bella intende spettacolare, scioccante, ecc.? E soprattutto, non pensate che questo tipo di fotoreporter faccia queste foto cercando gloria e soldi (concorsi internazionali, pubblicazioni su riviste cosidette autorevoli, ecc.)? Ma certo che sì! C'è più passione verso la fama e i soldi che verso la fotografia in sé e le persone ritratte! Questo perché il fotografo è un professionista, e un professionista con partita I.V.A. e quel singolo lavoro, prima di tutto deve pensare alla propria pancia, e se nel mondo tirano sempre le foto di bimbi poveri, anoressici o ancora peggio morti ammazzati, loro ne andranno in cerca!
Io fotografo quel che mi va, se mi porta soldi bene, se non me li porta non importa, e non perché sia ricco, tutt'altro, semplicemente perché vivo la fotografia come un fatto personale.. abito in una città italiana, cammino in questa città italiana, e riprendo quello che capita cercando di fare in modo che comunque le varie foto siano legate da una certa tematica o da un certo stile, anche se è difficile riuscirci!
Documentare un dato evento non mi interessa, sia esso una competizione sportiva o una battaglia, perché il mondo è pieno di fotografi che riprendono tutti i vari eventi della pazza umanità mondiale, io magari approfitto di un evento, anche piccolo, per girare intorno e cercare qualcosa di particolare.

Mi si può obiettare che non è da professionista, che per farsi conoscere e per vendere foto ci sia il bisogno di riprendere più eventi possibili così poi magari si verrà ingaggiati da qualcuno (chi? boh!) per seguirne poi altri con spese già pagate, ecc., però se vediamo le riviste propongono sempre le stesse foto.. cielo blu, gente sorridente, atleti che fanno le stesse azioni, raramente si vede qualcosa di particolare. Ma se ne vediamo altre, tipo National Geographic, oltre ad incredibili foto naturali così incredibili che sembrano irreali, ci sono anche bellissimi scorsi di città con gente comune che cammina, lavora, si diverte, persone e attimi che senza la sensibilità di quel fotografo (non reporter e documentarista) sarebbero andati persi, invece lui è andato oltre i centri di potere, le battaglie e gli eventi, per regalarci quei piccoli e magari commoventi attimi di vita quotidiana che ci fanno venire voglia di uscire e ricercarli anche sotto casa nostra!

5 settembre 2014

Deve esistere solo il magnifico!

Tanta magnificenza, solo bellezza, questo è l'obiettivo della maggior parte dei fotografi, perché se riprendono qualcosa di bello, si sentono parte di ciò e sono come degli artisti e dei poeti.
Dall'altra parte invece ci sono i fotoreporter che riprendono gli scontri.

E' come si vivesse in due pianeti diversi, separati, lontani, che non comunicano fra di loro.

Appurato che a me le foto di guerra annoiano e che non andrei mai ad esempio in Medio-Oriente (per cercare di far cosa? Perdere la vita per una serie di foto che non cambieranno mai la storia? Per carità! Il mondo è già pieno di reporter che rischiano e perdono la vita facendo qualcosa di utile, ma che allo stesso tempo è inutile perché nessuna guerra si ferma per un'immagine cruenta), a me annoiano anche queste foto di paesaggi incontaminati, per riprendere i quali i nostri amici fotografi artisti-poeti e ovviamente professionisti (ce le hanno tutte, beati loro!) girano il mondo a bordo di auto, treni, aerei, barche, ecc., alla faccia del rispetto della natura che le loro opere fotografiche vogliono trasmettere.

Ma fotografare semplicemente quello che abbiamo intorno fa così schifo o non sappiamo trovare niente di particolare nel quotidiano?

1 settembre 2014

Che bello ascoltare Martin Parr

E' sempre un piacere leggere le interviste realizzate a Martin Parr, perché mentre il problema dei fotografi qualunque è cercare di tirare a campare cercando sempre nuovi clienti per i quali fare le fotografie che essi vogliono, ovvero fotografie commerciali, legati ad un prodotto, o fotografie che propagandano un certo stile di vita, ad esempio i matrimoni o le feste in discoteca, lui dall'alto della sua posizione di sociologo-artista-documentarista indipendente (lo reputo tale perché realizza fotografie che vanno appunto contro la propaganda commerciale, pur avendo lavorato e lavorando tutt'ora per alcuni grandi marchi tra cui recentemente la Renault), ci dice che il nostro mondo (il nostro poiché lui indaga la vita della classe media e dei ricchi, non fa reportage sui poveri e sulle guerre) è fatto non solo di sorrisi, che sono l'unica cosa che vogliamo tramandare ai posteri, ma anche di solitudine e infelicità all'interno della coppia (famosa la sua collezione di foto inerenti le Bored couples), di casino e munnezza nei posti turistici, spiagge o piazze che siano, di gente vestita da discount che gira il mondo cercando gli scenari idilliaci visti in cartolina, ma che diventa poi essa stessa lo spettacolo da "ammirare", perché ormai questa è la società del tempo libero e del turismo, dell'uomo medio con pensieri medi che invade il mondo con la sua mediocrità.

C'è chi, da fotografo, non pensa ad altro che a copiare quelle immagini tanto presenti nelle pubblicità, ma che senso ha questa bravura tecnica se ciò che fotografiamo e studiato ad hoc e non rappresenta la realtà umana? E' molto più divertente e anche giusto fotografare invece ad esempio, come queste fotografie vengono realizzate, vedere tutta la gente che lavora nel dietro le quinte e che si fanno un mazzo tanto per giorni e giorni per confenzionare queste immagini di mera e pura e totale propaganda commerciale che illudono le masse di clienti.

Ecco, secondo me chi si sente realizzato nella tecnica e quando incassa tanti soldi dal cliente, ha ben pochi pensieri in testa, perché con la macchina fotografica, i nostri e quindi anche la nostra mente (che viene prima di tutto!) possiamo mostrare le incongruenza ed ipocrisie della società, o i lati ben visibili ma che però vengono tenuti nascosti dalla macchina della propaganda non solo commerciale ma anche legata al turismo e alla cultura.
C'è anche chi adora solo il lato tecnico che definisce artistico perché ha trovato uno scenario incontaminato, una scenografia idilliaca, in realtà coloro riproducono un mondo immaginario ed ideale che anche se reale, si presenta davanti ai nostri occhi ben poche volte (10 minuti l'anno?), per cui quel che fanno è il cercare di riprodurre cartoline già viste, per cercare di ricreare un certo impatto, una certa emozione che li colse, ma alla fine sono appunto dei riproduttori di immagini che a me apportano davvero ben pochi benefici, perché anche se fanno crescere l'amore verso la natura, a me fanno salire l'odio per il fatto che sto in città :P

DUE LINK
1 http://cle.ens-lyon.fr/anglais/i-m-the-antidote-to-propaganda-br-a-conversation-with-martin-parr-167745.kjsp?RH=CDL_ANG110300
2 http://www.martinparr.com/2011/photographic-cliches/

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