Mi è rimasta impressa una serie di fotografie, di un artista tedesco di cui purtroppo non ricordo il nome, in cui venivano riprese automobili al limitare di boschi vari.Ricordo vagamente qualche foto, mi pare ci fossero atmosfere di ogni tipo, estate e inverno, e ciò testimonia il concetto che invece m'è rimasto dentro, ovvero il ritorno alla natura di normali persone che, nonostante vivano in un mondo antropizzato, moderno, tecnologico, industriale nel quale si dimenano, tirano la cinghia, corrono e trovano nuove e sempre uguali code e pestiferi ingorghi, decidono un giorno la settimana o un giorno al mese di uscire via e di scappare in un mondo sempre uguale a sé stesso che presenza pericoli immodificati da tempi immemori che prendono il nome di animali o di tempeste.
Il mondo degli uomini cambia, il mondo della natura, a parte estinzioni e ritiro dei ghiacciai, possiamo dire che resta immutato e ciò ci affascina.
L'altro giorno ero in bici in montagna e quando ho visto sulla cima di un cucuzzolo un parcheggio non ci ho pensato due volte e ho voluto riprendere le automobili come abbandonate da umani che lasciano la sicurezza materiale e tecnologia per l'avventura naturale.

A queste due foto, ne aggiungo altre scattate lungo strade collinare da cui si diramano sentieri di giardini e parchi.
(bassa qualità: presa dal sito della mia agenzia)

































