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20 dicembre 2025

Quanto farsi pagare da fotografo pro

Molti fotografi che iniziano o che vogliono intraprendere la 'carriera' da fotografo professionista, si pongono sempre la domanda: "Quanto si guadagna?", come se si trattasse di un lavoro normale con uno stipendio fisso, o come se tutti i fotografi avessero gli stessi clienti per gli stessi lavori nella stessa quantità, con le stesse richieste, oppure "Quanto mi faccio pagare?"

Ma prima di badare ai soldi e stabilire delle tariffe, la cosa più sensata e semplice da fare è questa:

cercare o stabilire un settore in cui specializzarsi e poi magari all'interno di questo, cercare una nicchia, ad esempio food -> torte (1^ cosa che mi è venuta in mente ora).

Dopo si cercano non clienti, ma persone che possono avere bisogno di nuove fotografie.

Se queste vengono bene, vengono apprezzate, vengono usate e portano risultati a chi le ha desiderate, allora si potrà pensare di farne una professione e farsi pagare.

Il prezzo, poi, più che da sé stessi, dipende dal mercato, banalmente da chi tira fuori la grana, gente che però deve conoscerti. Non vale dire: "Cliente Y ha pagato x Euro a fotografo X, allora io chiedo quella stessa cifra".

No, per vari motivi:

1) tu non sei quel fotografo

2) tu non conosci quel clienti, ma ne conosci un altro che ha un bisogno meno impellente o che è abituato a prezzi inferiori rispetto a quelli che vorresti fare tu

3) il servizio può essere simile, ma diverso perché non esattamente uguale

ecc. 

Quindi dire:

"Io costo €180 per un servizio di 2 ore" non ha assolutamente senso.

Si tratta della classica frase di chi pensa solo ai soldi perché vuole iniziare ad incassare bene, proponendo però cosa? Con che nome, con che qualità?

Se uno prima non sa rispondere a queste e altre domande, non deve assolutamente fissare alcun prezzo. 

7 dicembre 2025

Ecco cosa manca davvero ai fotografi medi

Il più grande PROBLEMA dei fotografi di livello medio, non è, a differenza di quello che uno potrebbe pensare di primo acchito, tecnico, ma legato all'immaginazione.

In un mondo strapieno di IMMAGINI di ogni tipo, non siamo più in grado di immaginare, perché non c'è tempo per farlo, dobbiamo sempre vedere quello che vedono o creano gli altri.

Siamo tutti dei grandissimo VOYEURS.

Se, infatti, ponessimo un FOGLIO BIANCO dinnanzi ad un fotografo medio, ecco che non saprebbe cosa farsene dal punto di vista della creazione dell'immagine.

Magari lo riempirebbe, ma di cosa? Di schemi luci e formulette legate alla profondità di campo, potenza dei flash, estensione della messa a fuoco e cose simili. Ma il fotografo è un TECNICO o un CREATORE?

Se è un creatore, allora dovrebbe esclamare:

"CHE BELLO, UN FOGLIO BIANCO, POSSO RIEMPIRLO COME MEGLIO PIACE A ME!"

Invece no, non è mai così, perché senza un qualcosa di già pronto e messo davanti i suoi occhi non sa cosa fare.

Ma se non si ha immaginazione è meglio non fare il fotografo, e limitarsi a fare i ragionieri o i tecnici da laboratorio. 

2 dicembre 2025

Le foto precisine dei prodotti non spostano gli equilibri, le emozioni sì

Quando si tratta di fotografare un oggetto, come in un periodo come questo un panettone o un pandoro, non bisogna limitarsi a pensare soltanto all'oggetto, cercando di studiare la tecnica migliore per inquadrarlo, illuminarlo, valorizzarlo.

La maggioranza dei fotografi è convinta di essere brava perché tecnicamente riprende bene quel certo panettone, e non fa altro che discutere di luci, pannelli, ombrelli, sfondi, photoshop, obiettivi... 

Ma il prodotto, al pari dell'interno di un locale (che può essere un pub, un ristorante, un hotel, una palestra e altri posti), è un qualcosa che si relazione ad altre cose e al prossimo.

Il fotografo per chi fa foto? Fa foto per delle persone che gli hanno chiesto delle foto.

Ma soprattutto le fa per le persone che vedranno quelle foto.

E chi si fa convincere della bontà di un oggetto soltanto per via delle foto di quel prodotto?

Bisogna per forza far sì che gli oggetti trasmettano emozioni, mostrando alle persone come la loro vità può cambiare, anche soltanto di poco, grazie a quel prodotto.

Oppure si possono creare storie in cui il prodotto fa parte di un contesto ben più grande di lui. Il panettone può essere visto nelle nostre pubblicità come un lingotto d'oro che un ladro vuole assolutamente far suo, oppure come una novità tecnologica desiderata dalla massa disposta ad aspettare tutta la notte fuori dalla pasticceria.

Così si modifica la percezione che la massa ha di quel prodotto e la si intrattiene mostrando qualcosa di inaspettato, che poi per noi fotografi è anche una scusa per creare immagini diverse dal solito.

Oppure pensiamo ad una stanza di albergo. Secondo voi alle persone, ai turisti, frega davvero di com'è la vista, il letto, il bagno? Sì, un po' sì, ma non più di tanto, perché tanto si sa già come sono le camere di albergo e perché la maggior parte del tempo verrà trascorsa fuori. Quindi alle persone importa ben altro. Bisogna non solo concentrarsi sull'altro, mostrando le spiagge e la piscina, ma mostrando cosa lì può accadere e i vari effetti positivi che ricadranno sulle persone. 

Quindi anche lì: non importa mostrare quando sia grande la spiaggia e la piscina, importa invece che quei posti e quelle immagini trasmettano emozioni, facendo entrare quelle immagini dentro di loro, affinché gli venga poi voglia di prenotare

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