Mi piace molto la natura, godo nel vedere prati con fiori spontanei e fitta vegetazione, nel ricevere il sole per poi gustarmi l'ombra ascoltando tutti i suoni di ogni essere, ammirando anche i più piccoli mentre i loro impegni scritti nel loro DNA incombono.
Per questo riprendo, o tento col massimo delle mie forze di riprendere, la città con un pizzico di freddezza che rappresenta il mio esatto stato d'animo che essa mi dona e rappresenta oggettivamente. Un'immagine fissa creata col mio linguaggio mi serve, e spero serva, ad evidenziare le tristezze dei nostri tempi, per allontanarci da questo mondo artificiale che ci fa viaggiare come su binari immaginari cui siamo legati verso altri posti artificiali.
Non ho alcuna foto da postare questa volta, mi sto semplicemente godendo lieti momenti in campagna ed in collina.
Non v'è nessuno...
tornando a casa vedo i posteggi dei supermercati...pieni!
Chi vuol esser lieto sia...
Daniele
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27 luglio 2008
23 luglio 2008
Nuovi e vecchi quartieri di Torino
Inserisco alcune fotografie scattate negli ultimi giorni.
La prima, che ritrae le Vallette, l'ho fatta perchè mi ha colpito quest'ultima cascina rimasta fra le case popolari, i cartelloni pubblicitari e le strade, anche un pò decrepite. Per dare un maggior senso di "chiusura" e desolazione ho optato per inquadrare parte di un'auto, essendo Torino una città industriale dedita alla costruzione di automobili, le cui fabbriche hanno fruttato la comparsa, come funghi, di quartieri dormitorio che hanno sconvolto la vita di quartieri una volta di sana campagna.

Ecco parte del nuovo quartiere del Lingotto. Dove c'era il vecchio mercato generale, ora ci sono queste allegre casette colorate con vicino il famoso arco olimpico. La via è poco battuta, quindi con auto, moto o scooter ci si può divertire, ih ih...ma non ditelo in giro che ve l'ho detto io:)

Questa, invece, è la nuova chiesa chiamata del "Santo volto", costruita su un progetto di chiara origine postindustriale dell'architetto Mario Botta, sita nella zona della Spina 3. Vista da via Nole verso corso Mortara.
A me non piace, non la trovo invitante. Fa piacere sapere che è costata 30 milioni di Euro. 12 da parte della diocesi, il resto da due fondazioni e anche dalla Regione. Sto pensando a quanti bei asili e biblioteche si sarebbero potuti costruire...tutte cose che mancano in quella zona, non sto parlando a sproposito.
Per lo scatto ho usato il polarizzatore, mentre al PC ho duplicato il livello di base per schiarire la croce scontornandola e per saturare i pennacchi sullo sfondo. In origine penso facessero parte dell'intelaiatura meccanica della Fiat Ferriere Vitali (al posto della chiesa, e dell'area residenziale in costruzione dietro di essa, c'era invece la Fiat Ferriere Ingest).
Questa mi piace parecchio perchè dà il senso dei lavori in corso in atto.
L'ho elaborata semplicemente duplicando il livello, desaturando quello nuovo rendendolo però opaco, affinchè la foto colorata si fondesse con questa. Inoltre ho poi scurito e contrastato per dare un pò di profondità. Volevo usare il metodo due tonalità come già in passato, ma questa versiona la preferisca, è più pulita.
Riguardo a questa zona, Spina 3, interessante questo articolo critico del Comitato Dora autoorganizzato dai cittadini: link
Daniele
La prima, che ritrae le Vallette, l'ho fatta perchè mi ha colpito quest'ultima cascina rimasta fra le case popolari, i cartelloni pubblicitari e le strade, anche un pò decrepite. Per dare un maggior senso di "chiusura" e desolazione ho optato per inquadrare parte di un'auto, essendo Torino una città industriale dedita alla costruzione di automobili, le cui fabbriche hanno fruttato la comparsa, come funghi, di quartieri dormitorio che hanno sconvolto la vita di quartieri una volta di sana campagna.

Ecco parte del nuovo quartiere del Lingotto. Dove c'era il vecchio mercato generale, ora ci sono queste allegre casette colorate con vicino il famoso arco olimpico. La via è poco battuta, quindi con auto, moto o scooter ci si può divertire, ih ih...ma non ditelo in giro che ve l'ho detto io:)

Questa, invece, è la nuova chiesa chiamata del "Santo volto", costruita su un progetto di chiara origine postindustriale dell'architetto Mario Botta, sita nella zona della Spina 3. Vista da via Nole verso corso Mortara.
A me non piace, non la trovo invitante. Fa piacere sapere che è costata 30 milioni di Euro. 12 da parte della diocesi, il resto da due fondazioni e anche dalla Regione. Sto pensando a quanti bei asili e biblioteche si sarebbero potuti costruire...tutte cose che mancano in quella zona, non sto parlando a sproposito.
Per lo scatto ho usato il polarizzatore, mentre al PC ho duplicato il livello di base per schiarire la croce scontornandola e per saturare i pennacchi sullo sfondo. In origine penso facessero parte dell'intelaiatura meccanica della Fiat Ferriere Vitali (al posto della chiesa, e dell'area residenziale in costruzione dietro di essa, c'era invece la Fiat Ferriere Ingest).
Questa mi piace parecchio perchè dà il senso dei lavori in corso in atto.L'ho elaborata semplicemente duplicando il livello, desaturando quello nuovo rendendolo però opaco, affinchè la foto colorata si fondesse con questa. Inoltre ho poi scurito e contrastato per dare un pò di profondità. Volevo usare il metodo due tonalità come già in passato, ma questa versiona la preferisca, è più pulita.
Riguardo a questa zona, Spina 3, interessante questo articolo critico del Comitato Dora autoorganizzato dai cittadini: link
Daniele
19 luglio 2008
La classe operaia va in Paradiso
La classe operaia va in Paradiso.
Ok, il titolo è preso da un film, ma la creazione che ho fatto ieri pomeriggio ricalca in parte quella frase, dai!
Infatti, pur non accorgendomi di cosa stessi facendo, ho messo una vecchia fabbrica sopra delle nuvole. Come dire: per fortuna le fabbriche se ne vanno via dalla Terra e fanno vivere le città!
Non so quanto sia bella o piacevole da vedere, ma tant'è, io la metto:
Eccola con la veste grafica per il mio index:

Daniele
Ok, il titolo è preso da un film, ma la creazione che ho fatto ieri pomeriggio ricalca in parte quella frase, dai!
Infatti, pur non accorgendomi di cosa stessi facendo, ho messo una vecchia fabbrica sopra delle nuvole. Come dire: per fortuna le fabbriche se ne vanno via dalla Terra e fanno vivere le città!
Non so quanto sia bella o piacevole da vedere, ma tant'è, io la metto:
Eccola con la veste grafica per il mio index:
Daniele
18 luglio 2008
Foto estive
Inserisco 3 fotografie, per meglio dire 6, scattate in collina ed in montagna che ho leggermente modificato (vanno a coppie: la prima è l'originale, la seconda è la versione elaborata):
Pomeriggio a Sciolze (TO) coi suoi splendidi prati verdi:


Vigneti del Monferrato, nei dintorni di Cocconato (AT):

Gara di Mountain bike a Bardonecchia:


Avendole realizzate in pieno giorno, pur sviluppandole col massimo della saturazione, risultavano ugualmente piatte.
Allora ho duplicato il livello, impostato la modalità fusione su Moltiplica.
Se alcune zone sono troppo buie, oltre a diminuire l'opacità del secondo livello, si può aprire una maschera di livello, dopodichè passare la sfumatura bianco e nera per eliminare, sfumando appunto, una consistente parte del nuovo livello.
La prima foto ne è un esempio, infatti il prato è come l'originale. Nella seconda non mi è dispiaciuto lasciare il paesino scuro sullo sfondo, proprio perchè stacca ed elimina la "piattezza". Nella terza invece non ho usato la sfumatura ma la gomma, infatti si notano alcune zone scure frammiste ad altre chiare, per dare l'idea di un cielo abbastanza nuvoloso che creava svariate ombre. Il tutto sempre per creare profondità.
Ecco ora una foto, sempre di campagna, ma un pò meno recente, di un bel girasole nel massimo del suo splendore!
Le ho dato toni un pò più caldi ed anche un'atmosfera più tenebrosa, uno sfondo scuro che comunque fa risaltare il suo colore.
Spero di aver dato utili consigli/idee/spunti a chi scatterà fotografie in pieno giorno durante queste vacanze!
Daniele
Pomeriggio a Sciolze (TO) coi suoi splendidi prati verdi:


Vigneti del Monferrato, nei dintorni di Cocconato (AT):


Gara di Mountain bike a Bardonecchia:


Avendole realizzate in pieno giorno, pur sviluppandole col massimo della saturazione, risultavano ugualmente piatte.
Se alcune zone sono troppo buie, oltre a diminuire l'opacità del secondo livello, si può aprire una maschera di livello, dopodichè passare la sfumatura bianco e nera per eliminare, sfumando appunto, una consistente parte del nuovo livello.
La prima foto ne è un esempio, infatti il prato è come l'originale. Nella seconda non mi è dispiaciuto lasciare il paesino scuro sullo sfondo, proprio perchè stacca ed elimina la "piattezza". Nella terza invece non ho usato la sfumatura ma la gomma, infatti si notano alcune zone scure frammiste ad altre chiare, per dare l'idea di un cielo abbastanza nuvoloso che creava svariate ombre. Il tutto sempre per creare profondità.
Ecco ora una foto, sempre di campagna, ma un pò meno recente, di un bel girasole nel massimo del suo splendore!
Le ho dato toni un pò più caldi ed anche un'atmosfera più tenebrosa, uno sfondo scuro che comunque fa risaltare il suo colore.
Spero di aver dato utili consigli/idee/spunti a chi scatterà fotografie in pieno giorno durante queste vacanze!Daniele
6 luglio 2008
La strada è di TUTTI. TUTTI in bici!
Incredibile, ogni giorno, dalle 7 alle 9 e dalle 17 alle 19 circa, le strade delle città sono assediate delle auto.
Le auto che dovrebbero regalarci una veloce mobilità ci imprigionano con gravi conseguenze, sia mentali che di salute generale.
L'italiano medio (o meglio dire italiani, tutti quanti, siccome l'Italia è il paese con più mezzi motorizzati procapite in Europa e di questo Berlusconi se ne vanta!) non riesce a modificare lo stato attuale delle cose, non capisce che ciò che abbiamo è frutto di cambiamenti e quindi solo altri cambiamenti sono possibili.
Questo è il progresso!
Quindi basta sprecare soldi in auto che non fruttano niente, investiamo nella bici, il nostro spirito si risolleverà (guardate, sopra, l'espressione gioiosa del nostro amico-eroe) , non faremo rumore, non inquineremo, non spenderemo mai niente se non pochi spiccioli per la manutenzione, ogni giorno potremo percorrere nuove vie e ricevere il vento in faccia che ci rinfresca le idee, fermarci per ammirare alcuni scorci e magari trovare nuovi amici! Mentre in auto...che ve lo dico a fare, è sempre una guerra!
Insomma, un modo nuovo di vivere la città. Nuovo, anche se la bici è più antica dell'auto!
Costruire o allargare le strade non serve a niente, perchè questa sarà presto invasa. Perchè? Perchè nuove corsie sono uno stimolo, un incentivo all'uso dell'auto. Tutti quelli che prendevano l'autobus, prenderanno l'auto. Certo, molti arrivano da paesi limitrofi. Il centro si svuota, diventa il luogo del lavoro e del divertimento, così la gente, anche per via dei prezzi, deve allontanarsi dalla città per poi invaderla inquinandola! E qui la colpa non è però certo degli automobilisti...Inoltre, guardate la prima foto, la bici occupa metà spazio di una piccola utilitaria e al posto di una monovolume ci stanno almeno 6 bici...
Notare l'auto che coi fanali accesi sembra che si stia fermando in un grandioso atto di saggezza!
Daniele
Ne approfitto per salutare il Presidente della Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), ovvero Luigi Riccardi, che ci ha lasciati a metà giugno :( Link della triste notizia.
Le auto che dovrebbero regalarci una veloce mobilità ci imprigionano con gravi conseguenze, sia mentali che di salute generale.
L'italiano medio (o meglio dire italiani, tutti quanti, siccome l'Italia è il paese con più mezzi motorizzati procapite in Europa e di questo Berlusconi se ne vanta!) non riesce a modificare lo stato attuale delle cose, non capisce che ciò che abbiamo è frutto di cambiamenti e quindi solo altri cambiamenti sono possibili.Questo è il progresso!
Quindi basta sprecare soldi in auto che non fruttano niente, investiamo nella bici, il nostro spirito si risolleverà (guardate, sopra, l'espressione gioiosa del nostro amico-eroe) , non faremo rumore, non inquineremo, non spenderemo mai niente se non pochi spiccioli per la manutenzione, ogni giorno potremo percorrere nuove vie e ricevere il vento in faccia che ci rinfresca le idee, fermarci per ammirare alcuni scorci e magari trovare nuovi amici! Mentre in auto...che ve lo dico a fare, è sempre una guerra!
Insomma, un modo nuovo di vivere la città. Nuovo, anche se la bici è più antica dell'auto!
Costruire o allargare le strade non serve a niente, perchè questa sarà presto invasa. Perchè? Perchè nuove corsie sono uno stimolo, un incentivo all'uso dell'auto. Tutti quelli che prendevano l'autobus, prenderanno l'auto. Certo, molti arrivano da paesi limitrofi. Il centro si svuota, diventa il luogo del lavoro e del divertimento, così la gente, anche per via dei prezzi, deve allontanarsi dalla città per poi invaderla inquinandola! E qui la colpa non è però certo degli automobilisti...Inoltre, guardate la prima foto, la bici occupa metà spazio di una piccola utilitaria e al posto di una monovolume ci stanno almeno 6 bici...
Notare l'auto che coi fanali accesi sembra che si stia fermando in un grandioso atto di saggezza!Daniele
Ne approfitto per salutare il Presidente della Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), ovvero Luigi Riccardi, che ci ha lasciati a metà giugno :( Link della triste notizia.
4 luglio 2008
Architettura moderna.
Dopo il palazzo di vetro girato, strizzato e manipolato a mio piacimento:

Ecco il pala Isozaki rivisto da me:

Le elaborazioni non le ho già in mente prima della foto, ma mi vengono in mente, come un'illuminazione, solo quando le vedo a casa. Così preso dalla foga del momento ci metto più voglia.
Spero piacciano.
Daniele

Ecco il pala Isozaki rivisto da me:

Le elaborazioni non le ho già in mente prima della foto, ma mi vengono in mente, come un'illuminazione, solo quando le vedo a casa. Così preso dalla foga del momento ci metto più voglia.
Spero piacciano.
Daniele
La fotografia può essere un Film?
Si afferma che il bello della fotografia sia cogliere l'attimo.
Ma qual è questo attimo. Beh, posso immaginare il volo di un airone sopra un lago su cui si specchia il sole al tramonto, o un bambino che si sporca col gelato o un bell'incidente stradale...no questo no, dai.
Ma più generalmente viene usata questa frase per ogni foto. A questo punto dovremmo tenere in mano sempre la macchina fotografica per riprendere vari attimi, tanti attimi, come quando accarezziamo il gatto o bagnamo le piante. E perchè non immortalare l'attimo in cui obliteriamo il biglietto del tram?

Così ho deciso di scattare varie foto consecutivamente, dopo non mostro un solo attimo importante ed unico, ma tanti attimi. D'altronde, chi decide, esempio, che il primo attimo ripreso sia più importante dell'ultimo, ecc? Stanno tutti sullo stesso piano per me (tranne ovviamente per certi casi come l'airone che vola al tramonto, quello sicuramente è favoloso ed unico, soprattutto per me cittadino), cosi ho unito questi scatti. Se mi fossi impegnato per scattare solo una foto, magari mi sarei accontentato di quella e non avrei realizzato l'ultima che è la più bella secondo me. Bella per modo di dire, è solo un esempio, sono scatti rubati fatti dal balcone verso il cortile. Niente di che, solo un esempio.
Quando mi sono affacciato e ho visto i bambini correre, ho avuto quest'idea.
Vorrei realizzarne altre dello stesso tipo, ovviamente più belle. Ma non è facile...Un incrocio coi pedoni che attraversano sarebbe banale. Forse la ripresa di un mercato dall'alto...
Daniele
Ma qual è questo attimo. Beh, posso immaginare il volo di un airone sopra un lago su cui si specchia il sole al tramonto, o un bambino che si sporca col gelato o un bell'incidente stradale...no questo no, dai.
Ma più generalmente viene usata questa frase per ogni foto. A questo punto dovremmo tenere in mano sempre la macchina fotografica per riprendere vari attimi, tanti attimi, come quando accarezziamo il gatto o bagnamo le piante. E perchè non immortalare l'attimo in cui obliteriamo il biglietto del tram?

Così ho deciso di scattare varie foto consecutivamente, dopo non mostro un solo attimo importante ed unico, ma tanti attimi. D'altronde, chi decide, esempio, che il primo attimo ripreso sia più importante dell'ultimo, ecc? Stanno tutti sullo stesso piano per me (tranne ovviamente per certi casi come l'airone che vola al tramonto, quello sicuramente è favoloso ed unico, soprattutto per me cittadino), cosi ho unito questi scatti. Se mi fossi impegnato per scattare solo una foto, magari mi sarei accontentato di quella e non avrei realizzato l'ultima che è la più bella secondo me. Bella per modo di dire, è solo un esempio, sono scatti rubati fatti dal balcone verso il cortile. Niente di che, solo un esempio.
Quando mi sono affacciato e ho visto i bambini correre, ho avuto quest'idea.
Vorrei realizzarne altre dello stesso tipo, ovviamente più belle. Ma non è facile...Un incrocio coi pedoni che attraversano sarebbe banale. Forse la ripresa di un mercato dall'alto...
Daniele
2 luglio 2008
Realtà o Manipolazione?
Si dice che la fotografia riproduca la realtà, ma sarà vero?
Quando si fotografano le persone queste si mettono in posa (un buon metodo è scattare foto in un periodo di tempo abbastanza lungo, affinchè esse si abituino e non vedano più la macchina come un gioco, ma come parte dell'ambiente). Se pensiamo alle fotografie degli eventi con i grandi personaggi presenti, le foto che li ritraggono al meglio verranno pubblicate, le altre che riescono a cogliere aspetti non presentabili, rimangono negli archivi...certo, ora con le riviste di gossip che puzzano di pornografia non è più totalmente cosi, ma se pensiamo ai re ed ai politici si.
Anche nella ripresa documentaristica dei luoghi non è sempre vero ciò che si riprende: ad esempio a me piace molto inquadrare eliminando le auto. Ma facendo così è come se dicessi una bugia al futuro turista di quel paese (meglio dire quel luogo, quel paese sembra un'offesa, ahah).
Oggi mi sono scattato delle foto in rapida sequenza dove cambiavo espressione. Nessuna di questa rappresenta il mio essere, nel senso che non avevo alcun motivo per fare quelle facce.
Prima di dire FOTOGRAFIA = REALTA' bisognerebbe contare fino a 10.
In REALTA' quello che non si vede e non si vuole mostrare è VERO.
La fotografia purtroppo viene usata da sempre anche per la pubblicità (purtroppo non certo per il portafoglio dell'autore:)). In questo caso la realtà è completamente estranea. Così come nel fotogiornalismo i reporter e le riviste molte volte non analizzano le cause che hanno portato al fatto ritratto, non mostrano foto del fatto che ha scatenato il fatto attuale, così nella pubblicità non si ritraggono le conseguenze delle mode, dei prodotti inutili o inquinanti. Pensiamo all'anoressia, al bullismo, alle discariche abusive, agli incidenti stradali, alla produzione con sfruttamento del suolo e dell'uomo, ecc.
Tornando ai miei post precendenti sulla periferia, penso siano questi i motivi che mi spingono a riprendere la realtà, ovviamente dal mio punto di vista, che a volte è tetro a volte giocoso, ma pur sempre vero.
Questo post è dedicato a Ugo Mulas. Link alla foto dell'Archivio Alinari in cui parla dell'uso della fotografia, nell'esempio propagandistico dove il vero viene nascosto.
Daniele
Quando si fotografano le persone queste si mettono in posa (un buon metodo è scattare foto in un periodo di tempo abbastanza lungo, affinchè esse si abituino e non vedano più la macchina come un gioco, ma come parte dell'ambiente). Se pensiamo alle fotografie degli eventi con i grandi personaggi presenti, le foto che li ritraggono al meglio verranno pubblicate, le altre che riescono a cogliere aspetti non presentabili, rimangono negli archivi...certo, ora con le riviste di gossip che puzzano di pornografia non è più totalmente cosi, ma se pensiamo ai re ed ai politici si.
Anche nella ripresa documentaristica dei luoghi non è sempre vero ciò che si riprende: ad esempio a me piace molto inquadrare eliminando le auto. Ma facendo così è come se dicessi una bugia al futuro turista di quel paese (meglio dire quel luogo, quel paese sembra un'offesa, ahah).
Oggi mi sono scattato delle foto in rapida sequenza dove cambiavo espressione. Nessuna di questa rappresenta il mio essere, nel senso che non avevo alcun motivo per fare quelle facce.
Prima di dire FOTOGRAFIA = REALTA' bisognerebbe contare fino a 10.
In REALTA' quello che non si vede e non si vuole mostrare è VERO.
La fotografia purtroppo viene usata da sempre anche per la pubblicità (purtroppo non certo per il portafoglio dell'autore:)). In questo caso la realtà è completamente estranea. Così come nel fotogiornalismo i reporter e le riviste molte volte non analizzano le cause che hanno portato al fatto ritratto, non mostrano foto del fatto che ha scatenato il fatto attuale, così nella pubblicità non si ritraggono le conseguenze delle mode, dei prodotti inutili o inquinanti. Pensiamo all'anoressia, al bullismo, alle discariche abusive, agli incidenti stradali, alla produzione con sfruttamento del suolo e dell'uomo, ecc.Tornando ai miei post precendenti sulla periferia, penso siano questi i motivi che mi spingono a riprendere la realtà, ovviamente dal mio punto di vista, che a volte è tetro a volte giocoso, ma pur sempre vero.
Questo post è dedicato a Ugo Mulas. Link alla foto dell'Archivio Alinari in cui parla dell'uso della fotografia, nell'esempio propagandistico dove il vero viene nascosto.
Daniele
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