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28 febbraio 2011

Urban cupezza









E così, dopo 3 mesi passati a cercare il sole, ieri sono tornato a cercare pezzi di città da fare miei col bianco e nero..

27 febbraio 2011

Il sole sui muri

Parlare di luce vuol dire parlare di nulla, è troppo generico, per me è importantissima la luce del sole, perchè oltre a darci energia, sembra dare vita anche a cose banali, inespressive, quando non veramente brutte ed insopportabili.

Me ne sono reso conto oggi (forse per l'ennesima volta, ma oggi più di sempre) facendo un giro in città, ricercando cose viste di sfuggita e cercandone altre:
la città, a causa del cielo nuvoloso, sembrava morta, sembrava una scenografia di un film avente come trama l'assenza di vita perchè gli abitanti son stati tutti ammazzati da qualche gas, mentre quando c'è il sole l'atmosfera cambia completamente e le auto, i parcheggi, le case, i muri, i cassonnetti, le geometrie ossessive, l'asfalto super invadente, assolutamente non danno la nausea.
Nausea che in realtà è giusto che mi accolga sempre, siccome sembra di essere immersi in un mondo che non è nè unico, nè raro, ma purtroppo sempre più in espansione.


Il pericolo principale del fotografare con una luce fantastica (non presente, almeno penso, in queste due foto) consiste nell'educolare ciò che invece non si apprezza, ma se si cercasse invece una luce più drammatica, la negatività sarebbe doppia, per questo da un po' di tempo cerco di evitarla, in modo da essere leggermente più obiettivo, cercando con la luce giusta di attirare più occhi possibili.


23 febbraio 2011

Poster dall'irrealtà. Foto del nuovo millennio.

Leggendo di Mr. Paik, pensavo che se l'uomo medio vuole vedere mondi fantastici, evitando così di mettere in dubbio nulla del suo mondo urbanizzato, perchè mai non dovrebbe voler vedere su un poster ciò che gli piace vedere ogni giorno in Tv?

Se passa almeno 3 ore al giorno davanti al piccolo schermo (in realtà sempre più grande, così che gli si dà sempre più importanza e ci ipnotizza meglio, facendoci snobbare ad esempio i libri perchè sempre uguali a sè stessi), dovrebbe appendere in camera, in salotto ed in tinello le foto dei suoi idoli massmediatici intenti ad adempiere alla loro funzione di distrazione.
Non sto parlando quindi dei ritratti che fotografi professionisti eseguono su commissione per le riviste del settore, ma di veri e propri fotogrammi delle trasmissioni, perchè i gesti con le mani, certi sorrisi spontanei (?), l'ambiente artificiale intorno a loro che ci fa sognare coi mille colori e culetti saltellanti non vadano persi.

L'uomo medio secondo me dovrebbe desiderare avere sempre con me queste immagini, per sentirsi sempre dentro ad un quiz, sempre ben inserito nella società che promette tanti soldi, tanta roba, tanti sorrisi e tante tette, tutto ciò senza mai fine, in un sempiterno evento live!

20 febbraio 2011

Facebook è fantastico

Scusate il titolo idoneo ad un bimbominkia, ma pur non volendo sperticarmi in lodi verso i social network, vorrei spiegarvi il semplice motivo per cui li uso: è la bellezza dei link (più i commenti sottostanti), attraverso i quali è possibile scoprire ciò che neanche 20 anni di "navigazione" consentirebbero.

Ma vediamo bene chi devo ringraziare.
"L'amica del giorno" è Claire Atkinson, inglese di Manchester se non vado errato e studiosa di fotografia (analogica) all'Università. Al suo attivo ha già una mostra personale (è del 1988), più una collettiva coi suoi compagni.
La conobbi un anno e mezzo fa circa attraverso un blog internazionale dedicato alla street photography (genere che dovrebbe comprende solo le fotografie non impostate fatte alla gente per strada o nei locali; dico dovrebbe perchè nei gruppi di Flickr dedicato a questo genere se ne vede di ogni tipo:)) e s'è subito mostrata amichevole.

Veniamo al dunque: pur non pubblicando mie recenti fotografie da un bel po', ho continuato a realizzarne cercando di essere abbastanza coerente, ma devo ammettere che non ho più letto alcun sito/blog sulla fotografia, e pensare che mi ero segnato le date di scadenza di alcuni concorsi abbastanza importanti..
Quindi, tornando ad interessarmi alla fotografia da un punto di vista culturale o anche solo da spettatore, ho trovato grazie a Claire questo fantastico e maturo streepher:


Tedesco classe 1930 (come il nostro Gianni Berengo Gardin) e canadese d'adozione dal 1952. Di lui ho trovato fantastiche immagini della periferia di Vancouver, ma la città potrebbe essere una qualsiasi altra del Nord-America. Fotografa a colori da decenni e le persone riprese si uniscono perfettamente al paesaggio urbano: ho notato che potrebbero benissimo essere scene tratte da un film, talmente i ragazzini alla deriva, gli anziani con le pezze, e tutto un mondo di disperati, sembrano come costruiti apposta per quei luoghi.

Ciò non fa altro che confermare la mia idea sul fatto che non siamo ciò che pensiamo di essere, ma siamo come ci ha impostati, come ci vuole la società, infatti in base a dove viviamo infiliamo una certa maschera per entrare in una parte - maschera che però facciamo finta di non notare, anche perchè non ci vengono offerente molte alternative, considerando che le varie opzioni ricadono sempre e solo nel commerciale, commerciabile, tutto viene mercificato - subendo influssi da parte della famiglia, delle varie propagande e dell'ambiente intorno a noi col quale mimetizzarci per non dare nell'occhio e non correre rischi.

Contesto idoneo, luce giusta, colori fantastici, espressioni uniche.

Sito personale

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