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20 febbraio 2011

Facebook è fantastico

Scusate il titolo idoneo ad un bimbominkia, ma pur non volendo sperticarmi in lodi verso i social network, vorrei spiegarvi il semplice motivo per cui li uso: è la bellezza dei link (più i commenti sottostanti), attraverso i quali è possibile scoprire ciò che neanche 20 anni di "navigazione" consentirebbero.

Ma vediamo bene chi devo ringraziare.
"L'amica del giorno" è Claire Atkinson, inglese di Manchester se non vado errato e studiosa di fotografia (analogica) all'Università. Al suo attivo ha già una mostra personale (è del 1988), più una collettiva coi suoi compagni.
La conobbi un anno e mezzo fa circa attraverso un blog internazionale dedicato alla street photography (genere che dovrebbe comprende solo le fotografie non impostate fatte alla gente per strada o nei locali; dico dovrebbe perchè nei gruppi di Flickr dedicato a questo genere se ne vede di ogni tipo:)) e s'è subito mostrata amichevole.

Veniamo al dunque: pur non pubblicando mie recenti fotografie da un bel po', ho continuato a realizzarne cercando di essere abbastanza coerente, ma devo ammettere che non ho più letto alcun sito/blog sulla fotografia, e pensare che mi ero segnato le date di scadenza di alcuni concorsi abbastanza importanti..
Quindi, tornando ad interessarmi alla fotografia da un punto di vista culturale o anche solo da spettatore, ho trovato grazie a Claire questo fantastico e maturo streepher:


Tedesco classe 1930 (come il nostro Gianni Berengo Gardin) e canadese d'adozione dal 1952. Di lui ho trovato fantastiche immagini della periferia di Vancouver, ma la città potrebbe essere una qualsiasi altra del Nord-America. Fotografa a colori da decenni e le persone riprese si uniscono perfettamente al paesaggio urbano: ho notato che potrebbero benissimo essere scene tratte da un film, talmente i ragazzini alla deriva, gli anziani con le pezze, e tutto un mondo di disperati, sembrano come costruiti apposta per quei luoghi.

Ciò non fa altro che confermare la mia idea sul fatto che non siamo ciò che pensiamo di essere, ma siamo come ci ha impostati, come ci vuole la società, infatti in base a dove viviamo infiliamo una certa maschera per entrare in una parte - maschera che però facciamo finta di non notare, anche perchè non ci vengono offerente molte alternative, considerando che le varie opzioni ricadono sempre e solo nel commerciale, commerciabile, tutto viene mercificato - subendo influssi da parte della famiglia, delle varie propagande e dell'ambiente intorno a noi col quale mimetizzarci per non dare nell'occhio e non correre rischi.

Contesto idoneo, luce giusta, colori fantastici, espressioni uniche.

1 commento:

The Little Invisible Woman ha detto...

davvero belle foto quelle di Fred!
ti ringrazio per avermelo fatto scoprire :)

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