Perché ho titolato questo post così:
"La Fotografia è un foglio bianco?"
Perché molto spesso un fotografo, sia esso pro che semi-pro, è costretto a realizzare immagini già pensate (pensate per modo di dire) da altri, quindi non può dire la sua, ma deve soltanto limitarsi ad eseguire.
Un
fotografo, invece, dovrebbe agire e dovrebbe essere visto come una
sorta di artista che dice la sua, che vede il mondo in un certo modo e
te lo mostra in un certo modo, sia freddo e distaccato, sia pieno di
pathos, energia, ecc.
In
ambito strettamente professionale-commerciale, tipo quando lavora per
aziende, un VERO fotografo (quindi non il bravo tecnico che ama
'smanacciare' sulle macchine fotografiche e attrezzature varie), può
andare ben oltre il limitarsi a riprendere ciò che viene prodotto e
messo sul mercato dall'azienda di turno.
Può invece far suoi i valori, i concetti, le idee, i valori, ecc., dell'imprendit-ore/rice e dell'azienda, per creare IMMAGINI NUOVE, che riescano ad ESPRIMERE questi concetti, metterli 'nero su bianco', attirando l'attenzione del pubblico.
Purtroppo
poche volte è possibile fare ciò, perché la prima cosa che viene in
mente al cliente di turno non è mettersi nella posizione del committente
che chiama l'artista per farlo esprimere, ma di dirgli già cosa deve fotografare e addirittura come...
...spesso
su suggerimento di qualche grafico e social media manager, che di
fotografia, immagine, comunicazione, concetti, arte non capisce niente,
in quanto si tratta di figure di tipo tecnico (tipo un ragioniere... un
fotografo si farebbe mai dire da un ragioniere, un geometra, ecc., come
fare le foto?), ma soprattutto perché il loro scopo principale non è creare, ma trovare più clienti possibili a cui vendere la stessa pseudo-soluzione di "comunicazione social" a tutti.
--->Quindi come deve vedere la Fotografia un VERO fotografo?<---
Deve vederla come un FOGLIO BIANCO tramite cui potersi esprimere.
Quante volte però ce la facciamo sotto quando ci ritroviamo in una situazione simile, quando abbiamo piena libertà?
C'è
un problema psicologico:
questa incertezza, insicurezza, anziché
galvanizzarci per via appunto della libertà di espressione, ci confonde e
ci blocca, e ci fa paura il fatto che le nostre future foto, non
venendo richieste e ideate da qualcuno di preciso, verranno giudicate
chissà come.
Ma il bello della fotografia è ideare e realizzare, non farsele valutare, non subire il giudizio altrui.
SIAMO NOI FOTOGRAFI CHE DOBBIAMO GUARDARE E GIUDICARE IL MONDO.
RIBALTATE LA SITUAZIONE:
siete
voi che dovete guardare con i vostri occhi e giudicare. Se dopo le
vostre fotografie verranno apprezzate o meno, è un fatto che non vi deve
interessare.
Vi esprimete realizzando fotografie, non certo ricevendo
complimenti o critiche di vario tipo.
Altro che tecnica, è tutta psicologia e filosofia.