Qui le foto del novembre 2008.
Qui sotto, invece, quelle di febbraio 2010:
I lavori proseguono e del poco glorioso stadio (poco glorioso perchè senza storia: non fu uno stadio che rappresentava una certa squadra come invece avvenne per il rimpianto Filadelfia per il Torino Calcio o come il Comunale che era ed è sito in un quartiere posto fra la Fiat di Agnelli e il quartiere La Crocetta dove venne fondata la Juve; perchè costruito per i mondiali spreconi di Italia '90; perchè sito non in periferia, ma addirittura oltre questa, infatti sorge dopo il quartiere popolare Le Vallette, fra la zona industriale di Torino e di Venaria. Qui la mappa) rimangono poche cose: una piccola e bianca opera d'arte in corso Grande Torino, dei blocchi di cemento armato che servivano per i tiranti d'acciaio, qualche albero oltre la distesa di cemento del parcheggio e del passaggio dei tifosi (non ho mai compreso la necessità di tutto quel cemento intorno agli stadi: sembra di entrare/uscire in/dalla fabbrica! Si dice che certi stadi come questo o quello di Bari siano cattedrali nel deserto. Eh no, il deserto è dato da questi e dal loro asfalto e cemento, mentre intorno, a volte, ci sono fertili campi). Ci sono anche ovviamente giganti cumuli di terra, transenne, barriere e visioni di escavatrici. Metafisiche le apparizioni di cartelloni pubblicitari ovviamente senza pubblicità e di cartelli con su il prezzo del parcheggio.





E' impressionate codesta visione perchè, a parte il pensiero che volge alle vecchie giocate dei nostri idoli di un tempo (con le demolizioni risultano come di un tempo antico), è una rappresentazione del nostro lascito: una distesa di nulla in un mondo violentato e non più fertile.La Juventus, anzichè continuare a giocare nello Stadio Comunale (ora Olimpico, ristrutturato per le Olimpiadi 2006), ha pensato di costruirsi uno stadio di sua proprietà (se non erro, novità assoluta in Italia copiata dall'Inghilterra) sulle ceneri del Delle Alpi, mentre i tifosi del Torino dovranno continuare a sognare il nuovo Filadelfia.
Con la questione degli stadi di proprietà, bisogna fare attenzione a tutti i nuovi insediamenti che invaderanno territori "vergini". A Firenze ne sanno già qualcosa (indagini). E chissà a Roma!



























