Vedo proprio il vuoto nelle persone, ad esempio in questi due ritratti, opera di Andres Serrano.
E si capisce chiaramente come la comprensione del non-senso della vita e l'essere consci della morte, ci abbia portato a divinizzarci creando divinità ad hoc, a noi simili, pronte a salvarci, anche se sarebbero state loro a metterci qua per un petosecondo (non sarebbe satto meglio non crearci?).
Ma quali divinità, siamo semplicemente degli animali più sviluppati e assassini.
Ma quale miracolo della nascita, anche gli animali e i vegetali si riproducono. Anche i batteri!
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26 dicembre 2011
22 dicembre 2011
Tsunami: la vista si allarga
Giappone. Google ha unito foto di Google StreetView ad altre realizzate nello stesso luogo, dopo l'avvento dello tsunami di marzo.
Devo ammettere che i nostri angusti spazi, una volta distrutti, eliminati, cancellati, annichiliti, spazzati via, mostrano finalmente un mondo più aperto, più verde.
Certo, è una disgrazia, ma dico questo per dire una cosa ben più sensata e meno cinica: si vivrebbe molto meglio fuori dalle nostre città fatte di mure, cemento, grigio, immondizia, inquinamento e di appartamentini come loculi ben piazzati in alto.
Devo ammettere che i nostri angusti spazi, una volta distrutti, eliminati, cancellati, annichiliti, spazzati via, mostrano finalmente un mondo più aperto, più verde.
Certo, è una disgrazia, ma dico questo per dire una cosa ben più sensata e meno cinica: si vivrebbe molto meglio fuori dalle nostre città fatte di mure, cemento, grigio, immondizia, inquinamento e di appartamentini come loculi ben piazzati in alto.
19 dicembre 2011
Steve McCurry a Roma
"Se la nostra idea di casa assomiglia ad arroganti dichiarazioni di potere e manifesti di felicità individuale, nelle foto di Steve McCurrye le case sono precarie, come le vite di chi le abita, simili a strutture cellulari labili", Fabio Novembre
3 dicembre 2011 - 29 aprile 2012: Steve McCurry al Macro di Roma.
Per attirare l'attenzione, alcuni giornali titolano: "Il maestro del clic in Italia". Ma no, ma che clic, il maestro dello sguardo e della cromia semmai!
Dopo l'esposizione personale delle sue opere fotografiche a Milano, dal dicembre 2009 al febbraio 2010 al Palazzo della Regione, Steve McCurry replica in terra italica spostandosi però verso Sud, più precisamente a Roma dove, oltre alle famose fotografie dedicate al mondo medio-orientale e asiatico (nei primi mesi del 2010 uscì un bel libro a 10 Euro circa con molte sue foto, assieme alla rivista National Geographic), saranno esposte anche stampe dedicate all'Italia (e questa è una grande novità!) con Venezia e una sorprendente Sicilia intesta.
200 stampe, di cui 50 dedicate appunto all'Italia.
E, come se non bastasse, l'allestimento sarà stupefacente, legge cosa dicea riguardo il Corriere:
"A cura del celebre architetto e designer Fabio Novembre, l'allestimento della mostra è formato da «cupole» nelle quali le immagini avvolgono lo spettatore. Illuminate da lampade (a cura di Titta Bongiorno) di nuova e sofisticata tecnologia che ne esaltano i colori, le fotografie «invadono» la visuale di chi le osserva. Vicino a ogni cupola una fiammata arancione (che si riferisce ai colori dei luoghi dati dalla terra e dal fuoco) fa risaltare l'allestimento. Le immagini sono montate con un filo conduttore: è la vita dell'uomo dalla nascita alla morte. Ma alla fine un'immensa luce bianca apre a una nuova speranza e a una possibile resurrezione".
Link:
Macro
La Repubblica
Il Corriere della
Lux Gallery
15 dicembre 2011
Consigli per pulire il senso della Reflex
I suggerimenti che potete leggere qui sotto, su come pulire il sensore di una reflex digitale, è stato pubblicato da Camera Service per i propri clienti:
"Se si effettua da soli la pulizia del sensore, fare molta attenzione e osservare le seguenti regole:
1. Durante la pulizia del sensore, non spegnere per nessun motivo la fotocamera.
Raccomandiamo fortemente l'utilizzo dell'alimentatore a rete per alimentare la fotocamera con una tensione costante.
In alternativa, se si utilizza la batteria, assicurarsi che il livello di carica sia al massimo.
2. Utilizzare un soffietto ad aria senza pennelli o spazzole. Solo sfiorando il sensore si possono produrre graffi sulla sua superficie.
3. Non avvicinare troppo l'estremità del soffietto alla superficie del sensore.
4. Non usare aria compressa o altri gas per pulire il sensore.
Il sensore è molto delicato, se c'è della polvere incollata sul sensore, si raccomanda di effettuare la pulizia da un ecntro autorizzato Canon.
cameraservicetorino.com
"Se si effettua da soli la pulizia del sensore, fare molta attenzione e osservare le seguenti regole:
1. Durante la pulizia del sensore, non spegnere per nessun motivo la fotocamera.
Raccomandiamo fortemente l'utilizzo dell'alimentatore a rete per alimentare la fotocamera con una tensione costante.
In alternativa, se si utilizza la batteria, assicurarsi che il livello di carica sia al massimo.
2. Utilizzare un soffietto ad aria senza pennelli o spazzole. Solo sfiorando il sensore si possono produrre graffi sulla sua superficie.
3. Non avvicinare troppo l'estremità del soffietto alla superficie del sensore.
4. Non usare aria compressa o altri gas per pulire il sensore.
Il sensore è molto delicato, se c'è della polvere incollata sul sensore, si raccomanda di effettuare la pulizia da un ecntro autorizzato Canon.
cameraservicetorino.com
13 dicembre 2011
Il potere non vuole quella foto
Penso che nella storia della Fotografia siano tante le foto scomode ai potenti della Terra, come quella dei bambini vietnamiti che fuggono piangento dal loro villaggio devastato dal Napalm, e questa è l'ultima:
Il direttore del settimanale russo Kommersant Vlast, A.Galiyev, è stato licenziato per aver osato pubblicare l'immagine di una scheda elettorale che riporta la frase "Vaffanculo Putin!"
Il pensiero di un singolo appartenente al popolo non va diffuso. Va invece diffuso il pensiero del singolo potente. Due singoli, due persone così diverse. E nessuno che capisce che la gerarchia sia dannosa e criminosa.
Fonte: Il Post
Il direttore del settimanale russo Kommersant Vlast, A.Galiyev, è stato licenziato per aver osato pubblicare l'immagine di una scheda elettorale che riporta la frase "Vaffanculo Putin!"
Il pensiero di un singolo appartenente al popolo non va diffuso. Va invece diffuso il pensiero del singolo potente. Due singoli, due persone così diverse. E nessuno che capisce che la gerarchia sia dannosa e criminosa.
Fonte: Il Post
11 dicembre 2011
7 dicembre 2011
La vita è bella, ne ho la prova
Così recita il titolo di una slide di fotografieche viene inoltrata a spron battuto da molte persone via posta elettronica, chissà se l'avete ricevuta pure voi!
Che foto sono? Beh, principalmente foto di paesaggi naturali, meglio se ripresi all'alba o al tramonto, con qualche placido laghetto, e di pacifici animali.
Facile così, dire che la vita è bella, specie in questi giorni in cui milioni di persone stanno calcolando per quanti altri anni dovranno lavorare nello stesso stupido, o nei casi peggiori orrendo, posto e quanti soldi dovranno tirare fuori per tasse varie.
Facile così, mostrando solo una parte della natura, niente animali che si rincorrono per azzannarsi, niente teschi di cadaveri, niente catastrofi naturali e niente catastrofi e prigioni create dall'uomo!
E' una sofferenza vedere questi lontanissimi paradisi terrestri, una vera tortura, perchè quella non è la nostra realtà, è un modo per evadere che a molti può fare piacere, ma a me fa pensare: che schifo vivere in città, altro che la vita è bella!
Che foto sono? Beh, principalmente foto di paesaggi naturali, meglio se ripresi all'alba o al tramonto, con qualche placido laghetto, e di pacifici animali.
Facile così, dire che la vita è bella, specie in questi giorni in cui milioni di persone stanno calcolando per quanti altri anni dovranno lavorare nello stesso stupido, o nei casi peggiori orrendo, posto e quanti soldi dovranno tirare fuori per tasse varie.
Facile così, mostrando solo una parte della natura, niente animali che si rincorrono per azzannarsi, niente teschi di cadaveri, niente catastrofi naturali e niente catastrofi e prigioni create dall'uomo!
E' una sofferenza vedere questi lontanissimi paradisi terrestri, una vera tortura, perchè quella non è la nostra realtà, è un modo per evadere che a molti può fare piacere, ma a me fa pensare: che schifo vivere in città, altro che la vita è bella!
29 novembre 2011
WPO Awards: ritorno il concorso internazionale Made in Sony
Vincere?
Roba per pochi!!!
Però può partecipare chiunque, sia il professionista, sia l'amatore.
Inoltre ci sono diverse categorie riguardanti il tema e non solo, come detto prima, il tipo di autore.
Le novità di quest'anno sono le categorie basate sulle foto 3d e sui clip con una durata max di 3 minuti.
La fotografia si fa sempre più difficile e spettacolare! Ne avevamo bisogno?
27 novembre 2011
Maxxxi di Roma: il turismo in Italia
Grande mostra al museo MAXXI di Roma dedicata al turismo in Italia, in versione sia invernale che estiva.
Svariati gli autori, 11, sia italiani che stranieri e molti di questi famosi anche ai non addetti ai lavori, come Niedermayr che si concentra soprattutto sulle Dolomiti invase, Radino (già fotografo del TCI negli anni '70) e ovviamente Massimo Vitali, famoso per riprendere vasti scenari lungo le italiche coste d'estate, col suo banco ottico usato a svariati metri d'altezza tramite una speciale scala/cavalletto:
Svariati gli autori, 11, sia italiani che stranieri e molti di questi famosi anche ai non addetti ai lavori, come Niedermayr che si concentra soprattutto sulle Dolomiti invase, Radino (già fotografo del TCI negli anni '70) e ovviamente Massimo Vitali, famoso per riprendere vasti scenari lungo le italiche coste d'estate, col suo banco ottico usato a svariati metri d'altezza tramite una speciale scala/cavalletto:
"Sono immagini forse deludenti per chi si aspettava di trovare visioni edulcorate da cartolina, ma certamente stimolanti per ragionare sulla reale connotazione del paesaggio contemporaneo e su quanto esso sia condizionato dalla presenza e dall’azione umana, anche quando apparentemente innocente e spensierata".
PS: "Per celebrare i due anni della firma del Trattato di Lisbona, Parlamento europeo, Commissione europea e Dipartimento per le Politiche Europee (Presidenza del Consiglio dei Ministri), con il Ministero degli Affari Esteri, insieme alla Fondazione MAXXI, giovedì 1 dicembre 2011 promuovono l'ingresso gratuito al MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo dalle ore 11.00 alle ore 22.00".
PS: "Per celebrare i due anni della firma del Trattato di Lisbona, Parlamento europeo, Commissione europea e Dipartimento per le Politiche Europee (Presidenza del Consiglio dei Ministri), con il Ministero degli Affari Esteri, insieme alla Fondazione MAXXI, giovedì 1 dicembre 2011 promuovono l'ingresso gratuito al MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo dalle ore 11.00 alle ore 22.00".
23 novembre 2011
Le "app" di IPhone sulla fotografia
Le foto dell'artigiano della fotografia, e poeta, Mario Giacomelli, scaricabili sul proprio I-Phone tramite un'applicazione creata dall'agenzia fotografica Contrasto.
Non so che pensare, lui che farebbe se fosse ancora vivo? Rabbrividerebbe? Ritirerebbe le sue foto da Contrasto? Applaudirebbe entusiasta? Chissà, e pensare che pur non essendo morto tanti anni fa, ovvero nel 2000, all'epoca Internet non era ancora così diffuso, e a pensarci bene anche le macchine foto digitali. Pochi anni fa, eppure era un'altra epoca!
Clicca qui per la notizia su La Stampa.
Bisogna sempre averla con sè
La scorsa settimana, esco con l'auto per fare una banale commissione e passando accanto alla piazza di un mercato, a quell'ora terminato vedo al margine, vicino a dei piccoli bidoni dell'immondizia, un barbone che dignitosamente cerca qualcosa. Mi ha colpito per il fare solerte e per la barba incredibilmente folta su quel volto scuro. Sembrava di essere in un'altra parte del mondo.
Ad avermi colpito non è stato il "concetto" (la povertà, la disgrazia, la vecchiaia) e neanche il soggetto in quanto tale (il barbone, il senza tetto, l'estremamente povero, l'emarginato totale), ma quel soggetto in particolare, quell'uomo aveva quacosa che lo rendeva diverso sia dalla massa per ovvi motivi, ma anche da molti altri suoi simili, sembrava un indiano di una qualche bidonville, non so, oppure un migrante sperso dopo mesi di cammino in Nord Africa.
1 novembre 2011
Arte e Realtà

Sono due foto realizzate in luoghi chiusi con una compatta analogica (Olympus Trip: all'aperto non è male, ma se voglio usare una compatta preferisco una davvero compatta come la Yashica Kyocera) e con un rullino da 200 ISO, quando invece in questi casi dev'essere da 400, ma alla fine quest'effetto rovinato, complice anche il mio non aver modificato la messa a fuoco, devo dire che dona.Ovviamente ho foto sia di donne che di statue "leggermente" meglio realizzate, ma ho scelto queste perchè sono le più recenti e soprattutto perchè sono state fatte con la stessa macchina, stesso rullino, nella stessa settimana.
Quando ho ritirato le stampe dal negozio ho subito notato queste due foto così vicine, fisicamente parlando, e così lontane, concettualmente parlando.
27 ottobre 2011
Jacob Holdt
Mi fanno ridere quelli che aprono siti dove spiegano ogni cosa delle nuove macchine digitali reflex o compatte. Non sono persone che amano riprendere la vita, ma che si divertono a trastullarsi coi mezzi, una sorta di masturbazione adulta, diciamo così.
Guardate le serie di foto di Jacob Holdt, guardate i volti, guardate le atmosfere, gli scenari, gli avvenimenti..
Era ed è un fotografo danese che negli anni '70, pieni di rock fuckin roll e discomusic, andò negli USA e riprese la vita nei vari ghetti dove vivere era solamente una condanna.
Ve lo devo dire o no, che utilizzò una economicissima macchina fotografica compatta?
Perchè ciò che conta è avere qualcosa da dire, avere dei soggetti da riprendere.
"A me della fotografia importa nulla, a me interessa la vita", affermò con sicumera Henri Cartier Bresson..
Guardate le serie di foto di Jacob Holdt, guardate i volti, guardate le atmosfere, gli scenari, gli avvenimenti..
Era ed è un fotografo danese che negli anni '70, pieni di rock fuckin roll e discomusic, andò negli USA e riprese la vita nei vari ghetti dove vivere era solamente una condanna.
Ve lo devo dire o no, che utilizzò una economicissima macchina fotografica compatta?
Perchè ciò che conta è avere qualcosa da dire, avere dei soggetti da riprendere.
"A me della fotografia importa nulla, a me interessa la vita", affermò con sicumera Henri Cartier Bresson..
21 ottobre 2011
Concorso Fnac Talento fotografico
Oggi è l'ultimo giorno per presentare una serie di fotografie alla Fnac, in collaborazione con Internazione (rivista) e TPW (workshop fotografici ideati da David Alan Harvey - Magnum e National Geographic -) per il suo concorso esistente da ben 10 anni
Lo trovo interessante perchè bisogna presentare ben 20 foto, legate fra di loro da una tematica e penso anche da uno stile, che diverranno addirittura 30 nel caso si venga premiata, quindi già solo con questa regola ci sarà una forte scrematura dei partecipanti.
Per chi volesse presentare reportage in cui sono presenti delle persone a lui sconosciute, deve stare attento a caricarle, perchè deve assolutamente possedere la loro liberatoria, cosa che mi ha portato ad inviare foto urbane notturne e non altre.
Link: Fnac
Lo trovo interessante perchè bisogna presentare ben 20 foto, legate fra di loro da una tematica e penso anche da uno stile, che diverranno addirittura 30 nel caso si venga premiata, quindi già solo con questa regola ci sarà una forte scrematura dei partecipanti.
Per chi volesse presentare reportage in cui sono presenti delle persone a lui sconosciute, deve stare attento a caricarle, perchè deve assolutamente possedere la loro liberatoria, cosa che mi ha portato ad inviare foto urbane notturne e non altre.
Link: Fnac
7 ottobre 2011
Posto di lavoro temporaneo
Perlustrando la zona di un nuovo complesso di palazzine, mi sono imbattuto nell'area riservata agli operai (era aperta, non mi sono intrufolato da vandalo, con questa luce artificiale così forte che dalle fotografie può sembrare quella del sole e, oltre a questo, di particolare c'era uno stato di abbandono come se gli uomini fossero appena fuggiti a causa di un qualche grosso problema.

In questa foto non si può non immaginare un operaio intento a mangiarsi un panino seduto su questa sedia che sicuramente odierà..

Qui lo stesso operaio di prima cercherà di darsi un tono, nonostante la fatica e il sudore, la polvere e la vernice, grazie allo specchio che gli ricorderà di essere pur sempre un essere umano e non una bestia.
Questo è il classico caso in cui mi affeziono maggiormente a fotografie di cose che non mi aspettavo di riprendere, infatti anche se alla fine queste moduli abbondano nelle città e nei paesi, non mi ci ero mai imbattuto così da vicino (vabbè, tranne quando lavorai da cablatore in montagna) e c'è, nella loro banalità, qualcosa di inaspettato, di piacevole inaspettato, infatti si vedono particolari come le scarpe polverose, le varie porte aperte, macchie, mattonelle, polvere che possono raccontare tante storie e provenire da qualsiasi epoca o quasi..

In questa foto non si può non immaginare un operaio intento a mangiarsi un panino seduto su questa sedia che sicuramente odierà..
Qui lo stesso operaio di prima cercherà di darsi un tono, nonostante la fatica e il sudore, la polvere e la vernice, grazie allo specchio che gli ricorderà di essere pur sempre un essere umano e non una bestia.Questo è il classico caso in cui mi affeziono maggiormente a fotografie di cose che non mi aspettavo di riprendere, infatti anche se alla fine queste moduli abbondano nelle città e nei paesi, non mi ci ero mai imbattuto così da vicino (vabbè, tranne quando lavorai da cablatore in montagna) e c'è, nella loro banalità, qualcosa di inaspettato, di piacevole inaspettato, infatti si vedono particolari come le scarpe polverose, le varie porte aperte, macchie, mattonelle, polvere che possono raccontare tante storie e provenire da qualsiasi epoca o quasi..
4 ottobre 2011
Le bandiere obnubilano le menti
Il mondo è uno, ma con l'aumentare della popolazione e della sua intelligenza che l'ha portata a scannsarsi a vicenda in cerca di sempre nuove risorse, ci si è divisi in piccoli o grandi Stati, creando tanti piccoli mondi che si pensa siano differenti, invece sono uguali, cambia solo chi comanda e la lingua. Una bandiera non è altro che l'abbellimento di una stanza o di un edificio, non posso credere che nelle zone in cui ce ne sono di diverse, la vita sia differente. No, anche lì ci si alza presto per andare non nell'orto ma in fabbrica o in ufficio, si fanno le code in auto, si valuta la propria vita e anche quella degli altri in base ai soldi guadagnati e spesi.
Perchè mai la gente dovrebbe essere felice, guarda che combinazione, proprio del posto in cui è nata non per scelta sua? E non solo del posto, ma anche dello Stato, guarda che combinazione ancora una volta, che governa la sua vita?
In ogni Stato ci sono le bandiere di questo che sventolano. Che siano tutti felici? Cosa gli dà lo Stato in cambio?
Teniamo bene in mente che gli Stati si sono autoimposti al popolo come in precedenza gli imperi e le monarchie. Ricordiamoci che ogni servizio a noi offerto grauitamente o quasi, esiste grazie ai soldi che abbiamo prima sborsato attraverso tasse e imposte (e non siamo noi a decidere come verranno spesi..).
Combinazione in questa foto, lo sfondo è blu, simile quindi all'azzurro dei Savoia che conquistarono la penisola.
Prime notturne 2011
Dopo le notturne 2010 (clicca qui e qui) sto iniziando, con un po' di ritardo, quelle del 2011.
L'idea di fondo era/è quella di trovare serie di incastri fra le varie abitazioni riprendendo il tutto in bianco e nero (mentre l'anno scorso ero molto attirato dai colori e anche da zone leggermente al di fuori dei quartieri residenziali), al momento sono in bilico fra la poli e monocromia, ma quando non ci sono dei tagli di luce è difficile che le tramuti in bianco e nero.





L'ultima è stata realizzata ad Agosto 2011
30 settembre 2011
28 settembre 2011
26 settembre 2011
Dire No a un concorso fotografico nazionale
A chi entrerà in questo blog, magari in cerca di concorsi tramite i quali ottenere qualche riconoscimento, consiglio vivamente di non partecipare al concorso di una nota azienda italiana che, se fino a qualche anno fa si rivolgeva a professionisti della fotografia, da qualche tempo a questa parte predilige ottenere gratuitamente migliaia di fotografie inviate da amatori e appassionati grazie, appunto, ad un concorso nazionale che a questi non porterà nulla se non all'essere pubblicati e una macchinetta di cui il vincitore o i vincitori non se ne faranno nulla, perchè si presume che ne abbiamo già di simili o magari di migliori!
Insomma, dal punto di vista economico, per questa azienda, c'è un grandissimo (aggiungerei ancora issimo o meglio ississimo) risparmio e pure molto duraturo, siccome le fotografie inviate diventano di proprietà di quest'azienda che ne farà l'utilizzo che più preferisce, anche se ovviamente le immagini non sono granchè!
Perchè ne parlo? Perchè qualche giorno fa ho visto, su un giornale, un elenco di concorsi e la maggior parte di questi era alquanto fumosi dal punto di vista legale, se così si può dire, infatti non venivano specificati premi, diritti, ma veniva tutto giocato sull'ego dei lettori/fotografi/partecipanti, infatti ogni concorso si basa sulla vittoria, si deve primeggiare dappertutto, anche nei concorsi più piccoli, stupidi e provinciali.
E non è finita qui, infatti mi ero segnato un altro concorso, questo indetto da una
notissima marca di macchine fotografiche, tra le più prestigiose al mondo e, andando in questo forum, ho scovato che anche quest'azienda vuole fregare i fotoartisti, infatti non vi sarà alcun premio, alcuna ricompensa economica, ma solo tanto e tanto viagra per il proprio ego che sarà enormente soddisfatto nel poter affiancare un professionista (chi non si sa..), ma solo in caso di vittoria. Tutti gli altri dovranno inviare 3 foto a settimana per ben 12 settimane (e sai l'archivio che si fa quest'azienda, se i 24 fotoartisti da lei selezionati son stati davvero ben selezionati?), avere la fortuna di utilizzare un nuovo apparecchio fotografico (ma solo durante queste settimane, poi va restituito! Furbi, così poi viene la voglia di continuare ad usarlo e lo si compra!).Interessante anche come il concorso nasca e muoia sul web, infatti solo gli utenti di Facebook e Twitter potranno partecipare, penso che purtroppo solo chi ha tanti amici potrà sperare di primeggiare.
23 settembre 2011
Compresso

Riguardando il mio archivio recente, in particolar modo relativo agli ultimi mesi dello scorso anno, necessitando di foto da inserire nel mio nuovo sito, mi sono imbattuto in due che mi hanno colpito per la similitudine con quale mi sono approcciato, non intenzionalmente, e che sicuramente si distacca dalle altre mie immagini, siccome qui viene all'incirca simulato l'uso di un teleobiettivo che restringe il campo visivo e avvicina i campi.22 settembre 2011
Ecco cos'è la Fotografia
Sapete perchè adoro la fotografia?Perchè è un valido motivo per andare in giro, anche quando non si ha nessuno con cui uscire, anche quando la giornata sembra piatta, e, cercando sempre qualcosa di particolare, non si sarà mai stufi nè quando si è a piedi nè quando si è in auto.
Grazie ad essa, siamo sempre con gli occhi vigili, pronti a trovare qualcosa di bello là dove pochi ci riuscirebbero o là dove il prossimo, pur riprendendo la stessa cosa, lo farebbe per meri motivi documentaristici.
La ricerca e la creazione della bellezza migliora le nostre vite, perchè accende qualcosa nel nostro cervello e perchè, illuminati da questa, ci fa rifuggire dalla meschinità e cattiveria che invece è insita in chi vive nell'urbe in modo meschinamente egoistico, in colui che non vuole la qualità della bellezza, ma la quantità con la quale schiacciare il prossimo, o semplicemente ci fa camminare con la mente attiva a differenza di chi si sposta pensando solo ai soldi, alle commissioni e al lavoro che lo opprimono.
Non c'è bisogno di andare per mari, laghi e montagne, paradisi sempre più illusionistici e lontani dal nostro stile di vita e dalle nostre città, basta girare l'angolo per trovare quei colori che sprizzano vita!
Ansel Adams a Modena
Cari amici fotobloggari, vi invito tutti a Modena, all'ex ospedale S.Agostino, a vedere la mostra dedicata ad Ansel Adams che, tra l'altro, dovrebbe essere la più grande a lui mai dedicata in Italia!
Pur non essendo io un fotografo naturalista, pur non fotografando in bianco e nero, pur cercando la bellezza nell'urbe e non nella natura selvaggia (che rischia di riempirci di malinconia perchè è un mondo, quello delle montagne inviolate, che non ci appartiene più e, se ammirate, ne sentiamo la mancanza, inoltre, vivendo la maggior parte del nostro tempo nelle città, vederle nella loro più clamorosa bellezza e potenza, rischia di farci piombare nella depressione, angustiati come siamo dalle famose quattro mure e infiniti nastri di aslfato), penso sia una bella occasione per vedere questi precisi capolavori
Oltre alle classiche vedute panoramiche dei monti inviolati, vi sono fotografie di maggiore ricerca artistica, più astratte. Mi piacerebbe sapere le dimensioni delle stampe, l'anno di riproduzione, il numero di serie, insomma sapere se sono originali o stampate per l'occasione.
Nel video presente su Exibart, la mostra viene presentata da Filippo Maggia, potete vedere questo museo dedicato interamente alla fotografia che, come potete leggere su Nital, ha organizzato già diverse mostre tutte molto importanti (con, fra gli altri, Araki, Moriyama, Basilico, Ghirri, ecc.).
Vi ricordo che qui potete trovare un elenco di tante altre belle mostre fotografiche, e non solo, in giro per l'Italia!
19 settembre 2011
Nuovo sito, nuovo video!
Amici, quant è bello il web che ti permette di creare qualcosa di bello e personale!
Allora, qualche giorno fa ho realizzato e caricato su Youtube il seguente video:

Mentre oggi ho cercato e trovato un sito che consente, online, tutto online, di crearsene uno proprio (di sito) e cliccando un po' qui e un po' là, ecco che sto riuscendo a tirare fuori qualcosa di carino (spero) con pochissima fatica, a dispetto di qualche anno fa che li creavo col linguaggio html e flash:
17 settembre 2011
No rules
Mi ha fatto molto piacere leggere una sorta di articolo di Alex Coghe sul sito Photo4u.it relativo all'assimilare le regole di tecnica fotografica per poi, una volta assimilate, realizzare fotografie in totale naturalità con totale spontaneità.
Dico questo, anche se non trovo più il suo post/articolo, perchè è molto importante non essere schiavi dell'attrezzo, della macchina fotografica e delle regole, altrimenti la nostra mente sarà occupata, anzichè da ciò che vediamo (e rischiamo di non vedere), che è la cosa fondamentale, prevalentemente dal rispetto di varie cose a volte fondamentali a volte reputate tali solo per convenzione.
Ci sono riviste in cui ad esempio si discute su come fare un ritratto per strada e, secondo questi "santoni dell'immagine", questo lo si può effettuare solo in una certa maniera, altrimenti la tua foto non rende e tu verrai considerato scarso come fotografo, anche se magari a differenza di altri hai colto un aspetto fondamentale o ne hai uniti di più.
Pensando alle fotografie passate alla storia, sia di puro street che di street portrait, anche grazie al fatto che ad esaminarle non furono e non sono fotografi falliti, ma "amanti della vita ripresa con amore", viene automatico pensare che sia giusto fotografare come facciamo, perchè a volte capita che inconsciamente riprendiamo alla veloce una scena, per via di stimoli che lì per lì non comprendiamo, e di capire il motivo di tale scatto fotografico solo a casa, quando vediamo spuntare lettere, pezzi intorno al soggetto rappresentato che possono creare combinazioni, contrasti, rimandi, ecc.
Se invece ci fossimo concentrati solo su quest'ultimo, ne sarebbe venuta fuori una fotografia piatta, fredda, da catalogo.
Bisogna lasciare fluire sè stessi!
Non ci si deve fare condizionare dagli esperti, altrimenti foto che per noi hanno un valore, anche se considerate non perfette neanche da noi a distanza di pochi anni, verrebbero cestinate.
Quante volte invece, una foto fatta alla veloce, leggermente storta, sovraesposta o col bilanciamento del bianco errato, è stata da voi o altri ritenuta poi più viva di quella perfetta e lucida che avevate in mente di fare, giusto per simulare quelle razionali che in vari ambienti vanno sempre di moda?
Come diceva il Coghe è ovvio che ci sono settori in cui la precisione deve essere assoluta, come nella fotografia d'architettura, ma quando non si vuole realizzare una documentazione precisare e iper-realistica, ma mostrare un'atmosfera e il proprio coinvolgimento, non si devono cercare soluzioni stilistiche fredde.
A volte un'inclinazione (non certo eccessiva come quelle che si vedono nei servizi sportivi, specie di rally, dove questa viene usata per sopperire alla mancanza di fantasia) è fondamentale per mostrare l'assenza di bilanciamento fra le cose presenti in quel dato ambiente, per mostrare quanto una certa cosa gravi sulle altre o per mostrare la frenesia di ciò che si sta riprendendo o il proprio cammino veloce, la propria bramosia di raccogliere più info su un dato ambiente.
Per me importanti sono l'atmosfera (il saperla cercare ma anche crearla in base alla luce e all'esposizione, in base all'effetto di queste due cose sul colore..io amo il colore) e le motivazioni che possono essere di critica o documentazionel, come di ricerca artistica.
In molti casi, però, resta valida la regola (R. Capa docet) che più si è vicini meglio è, forse è questa capacità quello che manca a molti fotoamatori.
10 settembre 2011
Maria 18 anni non più vergine
Ecco una delle due (o forse più) immagini pubblicitarie che hanno destato scandalo lungo le strade di Roma (o meglio, dentro i palazzi dei politici benpensanti e malfacenti):
Come potete notare si è unita l'immagine di due belle ragazzine ad un'ironia che mette di mezzo la religione, infatti la prima si chiama Maddalena, come la presunta prostituta amica di Gesù detto il Cristo, mentre la seconda Maria come la madre di Dio o di Gesù (su questo i diversi cristiani del mondo hanno le idee contrastanti), che viene considerata vergine, e da qui la scritta "Sono Maria, non sono vergine", e fa bene a non esserlo, dato che la verginità è un valore patriarcale cioè ideato e imposto dai maschi utile all'accertamento della paternità.Detto ciò, queste fotografie, che promuovono degli abiti dall'aspetto un po' retrò, sono state subito prese di mira dall'amministrazione comunale presieduta dal sindaco Alemanno (destra) perchè sarebbero lesive dell'immagine della donna (e della religione), ma se nella prima foto viene in un certo senso promossa la figura professionale della escort, che può sicuramente destare perplessità, attraverso la scritta: "Sono Maddalena, faccio la escort e non sono una ragazza facile", nella seconda invece si vede soltanto una graziosa biondina che sorride in modo buffo e che, per sua fortuna, non è più vergine e quindi si gode le gioie del sesso senza l'oppressione di un padre e/o di un marito che la imprigionano come accaduto per millenni alle donne anche del nostro bel mondo civile.
Come potete leggere qua sono svariati i politici favorevoli alla rimozione di queste immagini pubblicitarie, ma sbaglio o la prostituzione c'è da quando esiste il patriarcato, cioè da quando è stata istituito l'amore monogamico e la famiglia?
Sì, quindi come può destare scandalo una prostituta che, per sua fortuna, non è sfruttata? Dovremmo allora chiudere un sacco di programmi televisivi..
Per fortuna Sgarbi non fa parte di queste ignoranti bacchettoni, infatti afferma che: "Procurerà ad Alemanno il consenso di chi ama i luoghi comuni. Credo piuttosto che si tratti di messaggi semplicemente allusivi e che le persone intelligenti non se ne sentano minimamente né toccate, né offese".
Dopo la Mussolini, Sgarbi avrà trovato nella "destra sociale" un'altra capra fascista? eheh
8 settembre 2011
Che fine ha fatto Doisneau?
Sia chiaro che non metto in dubbio la presenza, in Carnia, di luoghi così ameni che viene spontaneo baciarsi in modo concitato (io un giretto da quelle parti lo farei volentieri), ma volevo chiedere all'intero mondo del web cosa ne pensa dell'utilizzo di famose foto d'epoca (1950) per invogliare la gente a prenotare dei giorni di vacanza.Non c'è alcuna correlazione fra l'ambiente alpino e quello urbano di questa foto, non c'è alcun legame nè temporale, nè stilistico fra questa foto di Robert Doisneau e le altre presenti nel sito con chiari scopi illustrativi, a volte con colori sparati da dilettante che cercano di attirare l'attenzione come le pubblicità.
Di sicuro con questa trovata, qualcuno parlerà del sito (ad esempio io).
Questa foto è l'archetipo dell'amore, è riconoscibile da tutti, da qualsiasi ignorante di cultura fotografica; con questa foto non si sbaglia mai!
Mi ha colpito perchè nel mondo di Internet le foto atte a pubblicizzare qualcosa, a riempire articoli giornalisti, possono benissimo essere grandi come dei francobolli, quindi qualche malintenzionato può benissimo salvare le nostre foto, ritagliarle, ridimensionarle e usarle senza che nessuno si accorga del furto.
Con questo ovviamente non accuso Carnia.it (ma sappiamo bene come siti ben più famosi compiano azioni fraudolente impunemente) di aver rubato una foto famosa (in commercio dal 1990), perchè ritenuta di pubblico dominio, ma portare la gente che mi legge a chiedersi se le foto che si vedono in giro hanno "l'aria" di essere state pagate o meno.
Di sicuro è tristissimo vedere utilizzata una fotografia così bella e famosa (seppur io non apprezzi il romanticismo e le foto che come questa hanno l'aria di essere colte al volo mentre invece sono state ideate a tavolino) in quelle ristrette dimensioni, senza alcun ingrandimento, giusto per attirare la gente comune che vive d'amore (ma dov'è?) come i nostri malinconici cantanti.
7 settembre 2011
Mostre fotografiche e pittoriche nazionali
Grazie al Touring Club Italiano, posso elencarvi un po' di mostre d'arte non solo fotografica:
IN A FAVOURABLE LIGHT (Mario Cresci, Luigi Ghirri, Alessandra Spranzi, Silvio Wolf), Galleria Nicoletta Rusconi, corso Venezia 22, Milano
fino al 7 settembre
IL CORPO COME LINGUAGGIO (Gabriele Basilico, Gunter Brus, Guido Guidi, Christian Vogt), Museo fotografia contemporanea, villa Ghirlanda, via Frova 10, Cinisello Balsamo (MI).
fino all'11 settembre 2011
ELLIOTT ERWITT ICONS, Merano arte, edificio Cassa di Risparmio, Portici 163, Merano (Bolzano).
fino al 25 settembre 2011
MAGNUM SUL SET, Museo nazionale del Cinema, Mole Antonelliana, via Montebello 20, Torino.
fino al 2 ottobre 2011
www.museocinema.it
PEPI MERISIO, L'ABRUZZO NELL'ITALIA DI IERI, Palazzo De Mayo, fondazione Carichieti, largo Martiri della Libertà 1, Chieti.
fino al 2 ottobre 2011
LA NUOVA SCUOLA DI FOTOGRAFIA SICILIANA (Silvio Scalia, Carmelo Nicosia e Carmelo Bongiorno), Galleria Credito Siciliano, piazza Duomo 12, Acireale (Catania).
Fino al 2 ottobre
SEMBIANZE, Museo San Francesco, via Basilicus, San Marino.
fino al 2 ottobre
(fotografi sconosciuti)
HENRI CARTIER-BRESSON PHOTOGRAPHE, Scavi scaligeri, corti del tribunale, piazza Viviani, Verona.
fino al 9 ottobre 2011
TORINO LA CITTA' CHE CAMBIA, FOTOGRAFIE 1880-1930, Borgo Medievale, viale Virgilio 107, parco del Valentino, Torino.
fino al 9 ottobre 2011
JOAN MIRO' POEME, Forte di Bard (Aosta).
fino al 1° novembre 2011
MARIO CRESCI FORSE FOTOGRAFIA-ATTRAVERSO L'UMANO, palazzo Lanfranchi, via Ridola 4, Matera.
fino al 6 novembre 2011
TURIN EARTH, Museo della Resistenza, corso Valdocco 4/a, Torino.
fino al 27 novembre 2011
GIOVANNI MARINELLI, Orto dell'Abbondanza, piazza del Mercatale, Urbino. (opere stampate in copia unica su carta politenata ai sali d'argento)
fino al 27 novembre 2011
GLI ANNI FOLLI (Picasso, Dalì, De Chirico, Mirò, Matisse, ecc.), palazzo dei Diamanti, corso Ercole I d'Este 21, Ferrara.
fino all'8 gennaio 2012
www.palazzodiamanti.it
ANSEL ADAMS THE NATURE IS MY KINGDOM, Ex ospedale S.Agostino, largo S.Agostino 228, Modena.
dal 16 settembre fino al 29 gennaio 2012
6 settembre 2011
Noi e l'influenza dei grandi maestri della fotografia
Studiare le opere dei "grandi maestri" della fotografia, sia dei primordi che degli ultimi decenni, è molto importante per conoscere le varie tecniche e i vari stili, ma la loro influenza dovrebbe termine nell'esatto momento in cui le loro opere, le loro fotografie, instillano in noi un desiderio irrefrenabile di riprendere certe cose e certi aspetti della nostra società e dell'ambiente.
Infatti, se volessimo ricalcare le loro orme, noi diverremmo semplicemente degli scimmiottatori e ricordati sia da vivi che da morti per questa nostra non qualità che, tra l'altro, è più una cappa che opprime la nostra visione che una manna dal cielo, per il semplice fatto che ci spinge a realizzare fotografie che, anche se venute bene, non potremmo mai sentire come nostre in quanto fatte sotto l'influenza altrui.
Inutile dire (ma evidentemente lo dico) che pur ricalcando lo stesso stile dei grandi (sono ottimista), le nostre fotografie saranno sicuramente di un livello inferiore sia perchè non si ha la stessa personalità, le stesse occasioni, gli stessi mezzi, sia perchè non viene meno l'effetto sorpresa, ma con ciò non intendo assolutamente premiare per forza la novità, anzi, la fotografia per me dev'essere una semplice e diretta forma sia d'espressione che di descrizione, l'importante è fare ciò che ci si sente di fare, solo così, dopo un po' di tempo, si prenderà sicurezza nei propri mezzi e nella propria visione fregandosene delle mode estemporanee o che pensano di dire tutto grazie più alle parole di un critico asservito che al linguaggio fotografico.
Quando uno impugna una macchina fotografica per le prime volte, bada più alla macchina e ai vari comandi che ai motivi che l'hanno portato a prenderla in mano e se, successivamente, il problema sarà invece legato al come realizzare un'immagine perfetta, si cadrà nuovamente fra le grinfie della tecnica.
Fondamentale è la volontà di aprire gli occhi, di volersi guardare intorno per i più svariati motivi, sia per una documentazione, sia per una critica, sia per una sfida verso sè stessi nella quale si cerca sempre di trovare qualcosa che possa stimolarci, ecc.
Se non c'è gioia e non si trova alcun motivo per guardarsi intorno, è inutile comprare e usare svariate macchine fotografiche, perchè è molto più importante avere delle motivazioni (mostrare la vita dove si pensa non ci sia o l'esatto opposto, ad esempio) che sapere come si fotografa, dato che per imparare c'è sempre tempo, mentre il bisogno di realizzare fotografie o lo si ha o no.
Questo post è influenzato anche dalla mia (breve) esperienza nel campo dell'espressione fotografica, difatti ci sono, ogni tanto, dei momenti in cui non confido in me stesso perchè penso ai "grandi maestri". In questi casi perdo occasioni per fare fotografie con uno "stile personale"; intendo dire che evito di schiacciare il bottone dell'otturatore perchè ho in mente, a causa dell'influenza altrui, un'altra scena, un'altra inquadratura, altre atmosfere, ecc., rispetto a quelle che mi si presentano dinnanzi a me e che senza influenza alcuna avrei voluto memorizzare al 100% in modo quasi automatico (Jeff Mermelstein, grande streepher, afferma di non pensare, lui scatta e basta quand'è in mezzo alla strada, solo così riesce ad esprimersi documentando la realtà (o a documentare esprimendosi, fate voi).
Conclusione: nonostante i fotografi famosi ci spingano a fotografare, perchè grazie ai loro occhi vediamo il mondo in maniera diversa o perchè ci mostrano cose della realtà a cui non davamo importanza e che invece la caratterizzano, non dobbiamo farci sopraffare da essi perchè può essere non solo una grande fonte di ispirazione ma di limitazione, limitazione di noi stessi!
L'importante è conoscere l'evoluzione della fotografia (non tecnica, ma estetica e concettuale) per non sentirci "arrivati" quando realizziamo una serie di fotografie omogenee ma, purtroppo per noi, già viste dalla massa a causa dei grandi fotografi.
C'è la convizione che tutto debba progredire e quindi si rifiutano i deja-vù, ma come ho scritto in questo post, è giusto ricercare le nostre radici fotografiche, così com'è giusto cercare qualcosa di nuovo, ma il mezzo fotografico serve a riprendere il mondo reale, non uno di fantasia, quindi io penso che la differenza la faccia la nostra volontà, il nostro spirito: se vogliamo riprendere una cosa con "tutto il cuore", anche se con uno stile già sperimentato e visto, questa attirerà l'attenzione del pubblico perchè la reputerà "vera", e poi lo stile non è forse nient'altro che un mezzo per attirare appunto quest'attenzione generale verso i nostri pensieri.
L'importante è lasciarsi andare e scattare ogni qualvolta si illumina il cervello e batte il cuore perchè abbiamo visto qualcosa che non si sa perchè dobbiamo fare nostro e, dopo (la butto lì) 1.000 scatti, rivedere il proprio archivio e dargli una mazzata mortale da cui resteranno pochissime foto affinchè le nostre capacità e la nostra determinazione ci porti a realizzarne altre simili per, dopo un altro po' di tempo, ricompiere la stessa operazione.
Infatti, se volessimo ricalcare le loro orme, noi diverremmo semplicemente degli scimmiottatori e ricordati sia da vivi che da morti per questa nostra non qualità che, tra l'altro, è più una cappa che opprime la nostra visione che una manna dal cielo, per il semplice fatto che ci spinge a realizzare fotografie che, anche se venute bene, non potremmo mai sentire come nostre in quanto fatte sotto l'influenza altrui.
Inutile dire (ma evidentemente lo dico) che pur ricalcando lo stesso stile dei grandi (sono ottimista), le nostre fotografie saranno sicuramente di un livello inferiore sia perchè non si ha la stessa personalità, le stesse occasioni, gli stessi mezzi, sia perchè non viene meno l'effetto sorpresa, ma con ciò non intendo assolutamente premiare per forza la novità, anzi, la fotografia per me dev'essere una semplice e diretta forma sia d'espressione che di descrizione, l'importante è fare ciò che ci si sente di fare, solo così, dopo un po' di tempo, si prenderà sicurezza nei propri mezzi e nella propria visione fregandosene delle mode estemporanee o che pensano di dire tutto grazie più alle parole di un critico asservito che al linguaggio fotografico.
Quando uno impugna una macchina fotografica per le prime volte, bada più alla macchina e ai vari comandi che ai motivi che l'hanno portato a prenderla in mano e se, successivamente, il problema sarà invece legato al come realizzare un'immagine perfetta, si cadrà nuovamente fra le grinfie della tecnica.
Fondamentale è la volontà di aprire gli occhi, di volersi guardare intorno per i più svariati motivi, sia per una documentazione, sia per una critica, sia per una sfida verso sè stessi nella quale si cerca sempre di trovare qualcosa che possa stimolarci, ecc.
Se non c'è gioia e non si trova alcun motivo per guardarsi intorno, è inutile comprare e usare svariate macchine fotografiche, perchè è molto più importante avere delle motivazioni (mostrare la vita dove si pensa non ci sia o l'esatto opposto, ad esempio) che sapere come si fotografa, dato che per imparare c'è sempre tempo, mentre il bisogno di realizzare fotografie o lo si ha o no.
Questo post è influenzato anche dalla mia (breve) esperienza nel campo dell'espressione fotografica, difatti ci sono, ogni tanto, dei momenti in cui non confido in me stesso perchè penso ai "grandi maestri". In questi casi perdo occasioni per fare fotografie con uno "stile personale"; intendo dire che evito di schiacciare il bottone dell'otturatore perchè ho in mente, a causa dell'influenza altrui, un'altra scena, un'altra inquadratura, altre atmosfere, ecc., rispetto a quelle che mi si presentano dinnanzi a me e che senza influenza alcuna avrei voluto memorizzare al 100% in modo quasi automatico (Jeff Mermelstein, grande streepher, afferma di non pensare, lui scatta e basta quand'è in mezzo alla strada, solo così riesce ad esprimersi documentando la realtà (o a documentare esprimendosi, fate voi).
Conclusione: nonostante i fotografi famosi ci spingano a fotografare, perchè grazie ai loro occhi vediamo il mondo in maniera diversa o perchè ci mostrano cose della realtà a cui non davamo importanza e che invece la caratterizzano, non dobbiamo farci sopraffare da essi perchè può essere non solo una grande fonte di ispirazione ma di limitazione, limitazione di noi stessi!
L'importante è conoscere l'evoluzione della fotografia (non tecnica, ma estetica e concettuale) per non sentirci "arrivati" quando realizziamo una serie di fotografie omogenee ma, purtroppo per noi, già viste dalla massa a causa dei grandi fotografi.
C'è la convizione che tutto debba progredire e quindi si rifiutano i deja-vù, ma come ho scritto in questo post, è giusto ricercare le nostre radici fotografiche, così com'è giusto cercare qualcosa di nuovo, ma il mezzo fotografico serve a riprendere il mondo reale, non uno di fantasia, quindi io penso che la differenza la faccia la nostra volontà, il nostro spirito: se vogliamo riprendere una cosa con "tutto il cuore", anche se con uno stile già sperimentato e visto, questa attirerà l'attenzione del pubblico perchè la reputerà "vera", e poi lo stile non è forse nient'altro che un mezzo per attirare appunto quest'attenzione generale verso i nostri pensieri.
L'importante è lasciarsi andare e scattare ogni qualvolta si illumina il cervello e batte il cuore perchè abbiamo visto qualcosa che non si sa perchè dobbiamo fare nostro e, dopo (la butto lì) 1.000 scatti, rivedere il proprio archivio e dargli una mazzata mortale da cui resteranno pochissime foto affinchè le nostre capacità e la nostra determinazione ci porti a realizzarne altre simili per, dopo un altro po' di tempo, ricompiere la stessa operazione.
23 agosto 2011
Fotografia come arte per scoprire novità
Quante volte si cammina o peggio si transita annoiati per la città.
E' per questo che giro con addosso una macchina fotografica, per cercare particolarità (e quindi essere sempre vigile e mai stufo), qualcosa che la caratterizzi, che la renda simpatia o strana o che evochi altri paesaggi o pensieri.
Fotografare pensando, volendo scovare un mondo in un parte di mondo che pensiamo di conoscere meglio per poi portarlo alla visione altrui, è ciò che può rendere la fotografia un'arte, ovvero una questione personale che può diventare poi pubblica, ma anche semplicemente rimanere nel proprio privato come soddisfacente passatempo.
La vista è un senso fondamentale per sentirsi vivi, non a caso molti grigi uffici sono addobbati con foto di scenari esotici, perchè prima ancora della propria presenza fisica in un luogo, prima ancora dei vari profumi è la vista che ci fa stare o bene o male, quindi aguzziamo la vista e inventiamoci una mappa delle nostre città con le stranezze che notiamo nei vari quartieri!
E' per questo che giro con addosso una macchina fotografica, per cercare particolarità (e quindi essere sempre vigile e mai stufo), qualcosa che la caratterizzi, che la renda simpatia o strana o che evochi altri paesaggi o pensieri.
Fotografare pensando, volendo scovare un mondo in un parte di mondo che pensiamo di conoscere meglio per poi portarlo alla visione altrui, è ciò che può rendere la fotografia un'arte, ovvero una questione personale che può diventare poi pubblica, ma anche semplicemente rimanere nel proprio privato come soddisfacente passatempo.
La vista è un senso fondamentale per sentirsi vivi, non a caso molti grigi uffici sono addobbati con foto di scenari esotici, perchè prima ancora della propria presenza fisica in un luogo, prima ancora dei vari profumi è la vista che ci fa stare o bene o male, quindi aguzziamo la vista e inventiamoci una mappa delle nostre città con le stranezze che notiamo nei vari quartieri!
Mostrare la sofferenza ne genera altra?
Quando penso al mondo, in conseguenza alle notizie dei vari eventi, sto male, sento disturbi nelle mie interiora, non solo nel cervello e ciò mi fa sentire ancora più mortale di quanto non lo sia in realtà.
Troppe brutte notizie, troppe atrocità o troppa misera e banale sofferenza.
Che fare?
In questi giorni riflettevo sul fatto che nonostante le tantissime terribili foto di guerra realizzate da quando è possibile farle (Robert Capa, Don McCullin, Natchway, ecc.), le guerre in tutto il mondo hanno continuato ad esistere. D'altronde è come fotografare un cacciatore: se quello si vede in fotografia pensarà di valere qualcosa e continuerà a fare quella sorta di mestiere/hobby.
Se riprendi il male, quello si vanta delle sue geste, d'altronde vive per quelle e vorrà avere altre "foto-ricordo".. E il lettore a cui sono destinate le foto di guerre idem: ne vuole sempre di nuove! E il fotografo di guerra pure vorrà che la guerra continui, altrimenti perde il lavoro.
Forse, anzichè andare in zone di guerra e riprendere le atrocità come ad esempio i bambini-soldati africani, sarebbe meglio levarci la macchina fotografica dal collo e dalle mani per porgergliela nelle loro per mostrargli che si può sparare uguale senza fare del male, senza creare distruzione e morte (in inglese il termine "scattare" è "to shoot" proprio come sparare): il CONCETTO è diverso e solo questo può cambiare il mondo.
Ecco, in questi frangenti, io ho bisogno di qualcuno che sappia trovare qualcosa di rassicurante nel nostro mondo artificiale, quindi non tramite la struggente o esasperata bellezza della natura che sembra provenire da un altro mondo, ma una forma che, pur essendo tale, sicuramente può porci degli interrogativi (sostanza).
Anzi, se non riuscisse a porli sarebbe vuota.
Quindi, come non amare artisti come i membri del gruppo dei New Topographers (in realtà non è mai stato un gruppo, essendosi trovate assieme solo le loro opere in una mostra) che riescono a creare dell'ordine prendendo vari pezzi del caos contemporaneo a cui altrimenti daremmo poca importanza?
Nelle loro riprese "glaciali" c'è un interrogativo caldo:
siamo noi ad avere deciso di vivere qui e così o non sembriamo invece dei pupazzi che stanno dove sono stati messi per il "divertimento" di sconosciuti, per interessi superiori?
E' stato creato un ambiente nuovo e una mano gigantesca ci ha "pescati" e buttati qui.. E' questo che sento dalle foto ad esempio di Stephen Shore.. Vale la pena vivere per questo ambiente artificiale, per queste cose che ci possiedono? Come possiamo ritenerci superiori agli altri popoli? E come possiamo trovare motivi per vivere (meglio) se veniamo subissati di foto di gente con armi o con la faccia sanguinante? Viene voglia di fuggire dall'umanità..
Certo, documentare TUTTA la realtà è importante, anzi fondamentale perchè altrimenti sarebbe facile divenire vittime della propaganda guerrafondaia, ma certe immagini, che reputo volgari per la loro pornografia (cioè l'ingresso nell'imitità altrui), anche se fatte con rispetto, andrebbero mostrare essenzialmente ai capi del mondo, non alla gente a casa che o si deprime perchè diviene timorosa del prossimo o che, a lungo andare, può ritenerle normali, cioè rappresentanti un mondo che alla fine è normale che sia così (vale la teoria nazista delle bugie: più queste vengono ripetute, più verranno ritenute storie vere).
Questa foto di guerra di McCullin dice tutto..basta da sola per farmi disprezzare le armi, gli eserciti, le guerre:
22 agosto 2011
Made in casa
21 agosto 2011
Lo scatto col battito delle ciglie
Iniziando ad operare nella fotografia (sia da dilettante che da professionista), chiunque non può che venire a contatto, oserei dire in modo subitaneo, con il termine nitidezza e questa deve prendere il sopravvento.
Si moltiplicano manuali e brevi guide sia cartacee che virtuali in cui si elencano teorie e trucchi per la massima nitidezza, ma chissà se qualcuno di questi sapienti conosce l'F64?
La nitidezza e la tecnica in generale prima di tutto, scopo e fine si intrecciano.
Questo viene insegnato.
Non si sa però, non si chiede, perchè uno voglia usare la macchina fotografica e, annullando le varie spinte interiori (se mai ce ne siano, dato che a volte si fa qualcosa di serio/artistico giusto per passare il tempo o per rivalsa verso il proprio lavoro da subordinato), il linguaggio fotografico viene appiattito in una sola direzione o in un più di una, ma in entrambi i casi una volta scelta una, non se ne può più uscire: chi fa cronaca deve rispettare quella tecnica, chi fa pubblicità quell'altra.
Ci sono canoni prestabili accettati dalla massa, riconosciuti come gli unici validi e l'uomo che entra in quell'ambiente deve piegarsi, pena la denigrazione e il marchio di infame ignorante.
Chi ha in mano una qualsiasi macchina fotografica sembra dover rispettare le varie regole, essere succube anche di ciò che viene prodotto per potersi fregiare del titolo di fotografo:
"Io sono un fotografo, infatti ho queste 3 macchine fotografiche, questi 2 flash esterni, questi treppiedi, conosco tutti gli aforismi di Henri Cartier-Bresson, quindi ora mi apro la partita I.V.A. e farò grandi cose!"
In effetti, chi vuole divenire un fotografo non deve fare altro che studiare, comprare e poi aspettare la chiamata di qualcuno che gli ordinerà cosa fotografare, realizzando così non opere, bensì illustrazioni per le quali una tecnica precisa ed omologata è necessaria e richiesta. Chi vive in questa maniera che, c'è da ammetterlo, offre tanta sicurezza e garanzie, non ha capito nulla: se l'avesse capito non menzionerebbe HCB, pioniere di una certa visione indipendente.
Ma dietro la macchina fotografica c'è una persona che deve limare (non cancellare, bensì bilanciare) le varie costrizioni per potersi esprimere, per non vivere in modo passivo, perchè la fotografia non nasce con l'invezione e creazione e produzione delle macchine fotografiche.
C'è sempre stata nella mente degli esseri viventi l'intento di scattare col battito delle ciglie, infatti a tutti capita di soffermarsi a guardare una persona, una cosa, un paesaggio, cercando di memorizzarlo per comprendere e/o sognare. Allora chi ha il mezzo fotografico deve essere attivo, cercando ciò che lo interessa, ricercandolo (da qui la famosa "fotografia di ricerca"), usando l'aggeggio meccanico come..una mano che si apre per stringere quella di ciò che si sta guardando.
Ci dev'essere un rapporto in cui le due o più cose parlano fra di loro.
Mal sopporto quindi colui che non si guarda in giro, ma va dritto alla meta e scatta in modo prevedibile ciò che già conosce, così come mi infastidiscono quelli che vogliono ribaltare la realtà esaltando colori o cercando effetti pittorialisti.
Questi ultimi non cercano la nitidezza, ma sfruttano altre tecniche che oltre a sbeffeggiare la fotografia, sono frutto di mode passeggere che attecchiscono presso coloro i quali che non riescono a stupirsi di ciò che non è urlato.
Il fotografo non esiste, esiste la macchina fotografica che imprime la luce riflessa ma per catturare questa luce ci dev'essere un motivo, altrimenti il nostro operato sarà vuoto, non lo guarderemo con piacere, non lo diffonderemo col nostro nome, perchè sorta di lavoro impiegatizio.
Se viene meno il concetto di umanità, ovvero il motivo personale per cui si riprende una certa cosa, la nitidezza non può sostituire questo fatto, questo concetto, questa a prima vista impalpabile ma fondamentale sostanza che alla lunga distanza chiarirà chi ha l'occhio, fatto naturale e pieno di vita, e chi cerca un impiego, fatto culturale.
Link: "Il profilo delle nuvole", Serena Effe su Luigi Ghirri.
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