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23 agosto 2011

Mostrare la sofferenza ne genera altra?


Quando penso al mondo, in conseguenza alle notizie dei vari eventi, sto male, sento disturbi nelle mie interiora, non solo nel cervello e ciò mi fa sentire ancora più mortale di quanto non lo sia in realtà.
Troppe brutte notizie, troppe atrocità o troppa misera e banale sofferenza.

Che fare?
In questi giorni riflettevo sul fatto che nonostante le tantissime terribili foto di guerra realizzate da quando è possibile farle (Robert Capa, Don McCullin, Natchway, ecc.), le guerre in tutto il mondo hanno continuato ad esistere. D'altronde è come fotografare un cacciatore: se quello si vede in fotografia pensarà di valere qualcosa e continuerà a fare quella sorta di mestiere/hobby.

Se riprendi il male, quello si vanta delle sue geste, d'altronde vive per quelle e vorrà avere altre "foto-ricordo"..
E il lettore a cui sono destinate le foto di guerre idem: ne vuole sempre di nuove! E il fotografo di guerra pure vorrà che la guerra continui, altrimenti perde il lavoro.

Forse, anzichè andare in zone di guerra e riprendere le atrocità come ad esempio i bambini-soldati africani, sarebbe meglio levarci la macchina fotografica dal collo e dalle mani per porgergliela nelle loro per mostrargli che si può sparare uguale senza fare del male, senza creare distruzione e morte (in inglese il termine "scattare" è "to shoot" proprio come sparare): il CONCETTO è diverso e solo questo può cambiare il mondo.


Ecco, in questi frangenti, io ho bisogno di qualcuno che sappia trovare qualcosa di rassicurante nel nostro mondo artificiale, quindi non tramite la struggente o esasperata bellezza della natura che sembra provenire da un altro mondo, ma una forma che, pur essendo tale, sicuramente può porci degli interrogativi (sostanza).
Anzi, se non riuscisse a porli sarebbe vuota.

Ph: Stephen Shore

Quindi, come non amare artisti come i membri del gruppo dei New Topographers (in realtà non è mai stato un gruppo, essendosi trovate assieme solo le loro opere in una mostra) che riescono a creare dell'ordine prendendo vari pezzi del caos contemporaneo a cui altrimenti daremmo poca importanza?

Nelle loro riprese "glaciali" c'è un interrogativo caldo:
siamo noi ad avere deciso di vivere qui e così o non sembriamo invece dei pupazzi che stanno dove sono stati messi per il "divertimento" di sconosciuti, per interessi superiori?
E' stato creato un ambiente nuovo e una mano gigantesca ci ha "pescati" e buttati qui.. E' questo che sento dalle foto ad esempio di Stephen Shore.. Vale la pena vivere per questo ambiente artificiale, per queste cose che ci possiedono? Come possiamo ritenerci superiori agli altri popoli?
E come possiamo trovare motivi per vivere (meglio) se veniamo subissati di foto di gente con armi o con la faccia sanguinante? Viene voglia di fuggire dall'umanità..

Certo,
documentare TUTTA la realtà è importante, anzi fondamentale perchè altrimenti sarebbe facile divenire vittime della propaganda guerrafondaia, ma certe immagini, che reputo volgari per la loro pornografia (cioè l'ingresso nell'imitità altrui), anche se fatte con rispetto, andrebbero mostrare essenzialmente ai capi del mondo, non alla gente a casa che o si deprime perchè diviene timorosa del prossimo o che, a lungo andare, può ritenerle normali, cioè rappresentanti un mondo che alla fine è normale che sia così (vale la teoria nazista delle bugie: più queste vengono ripetute, più verranno ritenute storie vere).

Questa foto di guerra di McCullin dice tutto..basta da sola per farmi disprezzare le armi, gli eserciti, le guerre:

Ph: Don McCullin, San Salvador

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