19 marzo 2012
18 marzo 2012
Ancora su Ghirri a Rivoli
Mea culpa, mea maxima culpa!!!E' vero, era chiaro che la mostra di Luigi Ghirri al castello di Rivoli era incentrata sui suoi provini realizzati da un solerte stampatore suo amico e stampatore anche di altri grandi come Olivo Barbieri.
Bene, detto ciò, vi invito caldamente ad ascoltare questa lunga presentazione (secondo me ne vale la pena) della mostra. Il video ovviamente non è di questi giorni, ma dei primi di febbraio:
Vi invito a farlo perchè si dice una cosa molto interessante: Ghirri non ci ha mai mostrato alcun dramma, non ha mai compiuto alcuna denuncia forte, ma ci ha insegnato a guardare il nostro mondo, rendendoci quindi tutti indipendenti.
E si noti anche come si evidenzi il fatto che a Ghirri interessava vedere, sentirsi stimolato dall'ambiente circostante, mentre della perfezione e delle stampe non gliene importava nulla. Mi ricorda un po' lo stile di Cartier-Bresson che affermava che della fotografia non gli importava nulla, ciò che conta è la vita!
Ottimo insegnamenti per i giovani che pensano che la fotografia non riguardi la vista e la mente, ma il prezzo degli obiettivi (che ovviamente devono essere nuovissimi).
Bene, detto ciò, vi invito caldamente ad ascoltare questa lunga presentazione (secondo me ne vale la pena) della mostra. Il video ovviamente non è di questi giorni, ma dei primi di febbraio:
Vi invito a farlo perchè si dice una cosa molto interessante: Ghirri non ci ha mai mostrato alcun dramma, non ha mai compiuto alcuna denuncia forte, ma ci ha insegnato a guardare il nostro mondo, rendendoci quindi tutti indipendenti.
E si noti anche come si evidenzi il fatto che a Ghirri interessava vedere, sentirsi stimolato dall'ambiente circostante, mentre della perfezione e delle stampe non gliene importava nulla. Mi ricorda un po' lo stile di Cartier-Bresson che affermava che della fotografia non gli importava nulla, ciò che conta è la vita!
Ottimo insegnamenti per i giovani che pensano che la fotografia non riguardi la vista e la mente, ma il prezzo degli obiettivi (che ovviamente devono essere nuovissimi).
13 marzo 2012
Ghirri - Rivoli. Piccola stranezza e altro.
Interessante la mostra di Ghirri al castello di Rivoli (terminata l'11 marzo 2012), arricchita da pannelli con alcuni suoi discorsi, sue frasi (d'altronde, la comunicazione verte principalmente sulle parole che sulle immagini, le quali, molto spesso, senza una didascalia, possono voler dire ben poco).
Non mi sovviene il senso di una cosa: perchè tutte quelle stampe miniaturizzate?
Su Internet ho visto alcune di quelle foto in un formato nettamente più grande (non tutte, purtroppo/per fortuna. Per fortuna perchè così la gente è spinta ad uscire di casa per vedere le mostre dove ci sono rarità e solitamente stampe di dimensioni notevoli). Certo, è un'opzione simpatica quella di spingere il visitatore ad avvicinarsi alla stampa per cercarne le particolarità, ma dev'essere appunto un'opzione, non l'unico modo.
Un'altra cosa: nel museo d'arte contemporanea del castello di Rivoli c'erano due mostre, una è questa legata alla fotografia (oltre a Ghirri c'erano opere di Ruff, Struth, Pellone e Mussat Sartor), la seconda invece verteva sull'arte povera. Purtroppo il biglietto era unico (e penso sarà così anche in futuro), così anche chi voleva vedere solo una mostra, non poteva fare altro che sganciare fuori la somma del biglietto pieno, in barba al fatto che magari il visitatore è uno studente, un disoccupato, ecc. Ecco qui un'altra nota dolente relativa ad ogni museo: perchè uno ricco, pieno di soldi ma di tesserine, deve ottenere sconti, mentre uno povero no? Davanti a me c'era una famigliola infighitettata pronta a chiedere sconti grazie alle sue varie tessere. Barboni!
Inutile dire che Ghirri me lo sono "goduto" molto più leggendo il suo libro intitolato "Lezioni di fotografia" che non visitando questa mostra. Bella, però le foto piccolissime mi hanno davvero infastidito, la goduria non c'era, ma forse è anche un problema mio: nei musei non riesco mai a leggere i vari pannelli e fogli, perchè sono troppo abituato a sofferarmi, riflettere e sottolineare.
Non mi sovviene il senso di una cosa: perchè tutte quelle stampe miniaturizzate?
Su Internet ho visto alcune di quelle foto in un formato nettamente più grande (non tutte, purtroppo/per fortuna. Per fortuna perchè così la gente è spinta ad uscire di casa per vedere le mostre dove ci sono rarità e solitamente stampe di dimensioni notevoli). Certo, è un'opzione simpatica quella di spingere il visitatore ad avvicinarsi alla stampa per cercarne le particolarità, ma dev'essere appunto un'opzione, non l'unico modo.
Un'altra cosa: nel museo d'arte contemporanea del castello di Rivoli c'erano due mostre, una è questa legata alla fotografia (oltre a Ghirri c'erano opere di Ruff, Struth, Pellone e Mussat Sartor), la seconda invece verteva sull'arte povera. Purtroppo il biglietto era unico (e penso sarà così anche in futuro), così anche chi voleva vedere solo una mostra, non poteva fare altro che sganciare fuori la somma del biglietto pieno, in barba al fatto che magari il visitatore è uno studente, un disoccupato, ecc. Ecco qui un'altra nota dolente relativa ad ogni museo: perchè uno ricco, pieno di soldi ma di tesserine, deve ottenere sconti, mentre uno povero no? Davanti a me c'era una famigliola infighitettata pronta a chiedere sconti grazie alle sue varie tessere. Barboni!
Inutile dire che Ghirri me lo sono "goduto" molto più leggendo il suo libro intitolato "Lezioni di fotografia" che non visitando questa mostra. Bella, però le foto piccolissime mi hanno davvero infastidito, la goduria non c'era, ma forse è anche un problema mio: nei musei non riesco mai a leggere i vari pannelli e fogli, perchè sono troppo abituato a sofferarmi, riflettere e sottolineare.
11 marzo 2012
Gli animali di Fukushima
Prima di aver visto a questa fotogallery, in effetti, non ci avevo mai pensato a tutti gli animali di compagnia, da allevamento o anche selvatici che vivevano (o sopravvivevano..) nell'area di Fukushima.
Non sapendo del pericolo delle radiazioni, hanno continuato a stare dov'erano, però sembra che molti siano stati abbattuti proprio per la radioattività che si portavano dietro.
La gallery è presente su Yahoo.
Non sapendo del pericolo delle radiazioni, hanno continuato a stare dov'erano, però sembra che molti siano stati abbattuti proprio per la radioattività che si portavano dietro.
La gallery è presente su Yahoo.
10 febbraio 2012
Koudelka a TorinOOO
Scusate le "O" da bimbominkia, ma la notizia mi ha emozionato: alla Fondazione Merz, da oggi 10 febbraio e fino all'8 aprile 2012, sarà presente una mostra inerente la carriera del famoso fotografo Josef Koudelka, sì-sì, quello dei carriarmati russi a Praga!
Ma più di ogni sua foto, mi è piaciuto il suo modo di intendere la fotografia, infatti in un suo libro afferma di non aver mai imparato perfettamente una lingua straniera, per poter muoversi con più libertà senza incappare in svariati problemi. Penso che abbia voluto dire che il non sapere una lingua fosse/era/è l'incentivo per spostarsi in un altro posto, dove, non addentrandosi molto nelle discussioni, si riusce così a non litigare.
Ma più di ogni sua foto, mi è piaciuto il suo modo di intendere la fotografia, infatti in un suo libro afferma di non aver mai imparato perfettamente una lingua straniera, per poter muoversi con più libertà senza incappare in svariati problemi. Penso che abbia voluto dire che il non sapere una lingua fosse/era/è l'incentivo per spostarsi in un altro posto, dove, non addentrandosi molto nelle discussioni, si riusce così a non litigare.
09 febbraio 2012
Caricamento foto
Ultimamente noto difficoltà nel caricare foto tramite BLOGGER, e voi?
A volte non mi prende i file, mi dà un avviso di errore, poi se riavvio il browser può capitare che le accetti.
E' leggermente snervante..
A volte non mi prende i file, mi dà un avviso di errore, poi se riavvio il browser può capitare che le accetti.
E' leggermente snervante..
26 gennaio 2012
22 gennaio 2012
Kodak: non è finita
Troppo negativi e allarmistici e con venature nostalgiche, gli articoli sulla crisi della Kodak?
Male, come potete leggere qui, sembra proprio che la produzione delle pellicole dello storico marchio statunitense continueranno ad essere prodotto, perchè il settore è ancora redditizio!
Male, come potete leggere qui, sembra proprio che la produzione delle pellicole dello storico marchio statunitense continueranno ad essere prodotto, perchè il settore è ancora redditizio!
21 gennaio 2012
24.000.000 di pixel
Questa la risoluzione della Sony Nex-7, qui sopra una foto (ridimensionata, ovviamente!).
Rimanendo in casa Sony, la micro 4:3 Nex-5, sbaraglia la concorrenza di Panasonic (GF-2) e Olympus (PEN EP3), dal punto di vista della qualità del sensore, guardate questa recensione tecnica.
Contano molto, però, anche gli obiettivi, e quelli della Sony per il 4:3 non sono di qualità eccelsa. Soluzione? L'acquisto di un'ottica vintage manuale come il Nokton 40mm 1.4, come ci consigliano dal sito Nadir.
E fra qualche mese, verrà presentata la Lumix LX6 col sensore da 1"
Rimanendo in casa Sony, la micro 4:3 Nex-5, sbaraglia la concorrenza di Panasonic (GF-2) e Olympus (PEN EP3), dal punto di vista della qualità del sensore, guardate questa recensione tecnica.
Contano molto, però, anche gli obiettivi, e quelli della Sony per il 4:3 non sono di qualità eccelsa. Soluzione? L'acquisto di un'ottica vintage manuale come il Nokton 40mm 1.4, come ci consigliano dal sito Nadir.
E fra qualche mese, verrà presentata la Lumix LX6 col sensore da 1"
Le delicatissime foto in bianco e nero di Anna Hurtig
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