1 marzo 2015

Semplicità e bellezza in fotografia



Nel post dedicato a HCB di un sito di fotografia, da me appena scoperto, si parla di semplicità.

Quella che molti fotografi attuali non hanno.

Molti pensano che per fare BELLE fotografie siano necessarie macchine fotografiche costose e non un solo obiettivo costono, anzi, tutt’altro, almeno 2 se non 3 obiettivi in modo tale da poter effettuare ogni tipo di “scatto”, dal paesaggio al reportage, dallo sport alla natura.

La bella fotografia è una BALLA, come si dice dalle mie parti, cioè un’invenzione negativa, una bugia, una falsità.
La bellezza in fotografia, secondo tutti questi dispendiosi fotografi schiavi della tecnica, del consumismo, dei soldi e della quantità (son tutte cose legate tra loro), la si trova soltanto con le foto montane o marittime durante le ore dell’alba o del tramonto, meglio se il paesaggio ci sembra tridimensionale, meglio se la gamma dinamica è molto ampia, meglio se il fotografo/autore/artista ha colto il momento.. decisivo (ops) della luce. Fa bene a cercare la luce migliore, ma il troppo storpia.

Avete presente i pittorialisti e i poeti? Ecco, i fotografi di cui parlo sono uguali a loro, gente che vive fra le nuvole, che attraverso queste fotografi pompate e pompose, il mondo sia bello, bellissimo, anzi di più. Non c’è alcuna ricerca né di stile personale né di semplicità. Perché mai il mondo dovrebbe essere bello solo quando così tanta luce ci investe? E nel resto della giornata? Perché il fotografo artista pittorialista medio deve banfare così tanto? Tutte le volte che son andato al mare e in montagna o in altri posti, quella calda luce solare l’ho vista per pochi attimi, ma l’ho vista anche in città o in campagna. Questo per dire che noi se vogliamo essere originali in fotografia e non seguire come pecore la propaganda e gli stereotipi (che però potremmo benissimo seguire e copiare per fare i soldoni!!), dovremmo saper cogliere la bellezza in maniera meno banale e anche in altri orari.

Rifletteteci su, grazie.

Cerchiamo la bellezza

IO sono convinto che molte persone vengano spinte a fotografare dalla bellezza, o dalla ricerca della bellezza, o, ancora meglio, dalla voglia di bellezza!

La cerchiamo perché siamo attorniati dal brutto che ci viene sbattuto di fronte sia dai telegiornali sia dalle nostre città, con la bellezza, che è la cosa che ci spinge a stare in vita, nascosta chissà dove, ma il fotografo col suo grandioso occhio e le sue potenti macchine e lenti, ha il bellissimo compito di scovarla, non importa secondo se andando in posti naturali conosciuti o meno, l'importanti è che siano vicino alle città, perché anche nelle zone urbane o nei loro pressi, ci sono dei tesori naturali che molti snobbano ma che in realtà andrebbero valorizzati.

Soltanto valorizzando, la gente se ne prenderebbe maggiormente cura e vivrebbe meglio la propria vita in città.

27 febbraio 2015

Come sbagliare un PORTFOLIO

In questi giorni, forse per masochismo o per divertimento, chissà, sto guardando un po' di gallerieeeees dei vari fotografi italiani professionisti o semi-professionisti, ma comunque per nulla conosciuti al grande pubblico (che poi chi è il grande pubblico? E' quello che conosce solo O. Toscani e Corona che comunque non è un fotografo ma soltanto un ?), e riscontro quasi sempre lo stesso errore:

GALLERIE UNITE CORRETTAMENTE DAL PUNTO DI VISTA DELLA TEMATICA, ma completamente sgangherate dal punto di vista ESTETICO.

Che senso ha mettere 20 foto di cui 18 a colori e 2 in bianco e nero, con una di queste un po' magenta?
Che senso ha mettere 18 foto a colori di cui alcuni virate e sovraesposte (tocco d'artista o di fotografo annoiato?), quando i tuoi clienti difficilmente ti chiederanno queste cavolate?
E che senso ha dire che si è pubblicato sul National Geographic, quando la fotografia in questione, appartiene non ad un servizio fotografico ma al concorso annuale? Ok, la pubblicazione della foto c'è stata, ma non vuol dire essere un professionista (anche perché la foto non te l'hanno pagata!) e un reporter ambientale e/o naturalistico..

Poi capito nel sito di un 20enne americano e.. SBAM..
La perfezione! E compare pure il tariffario. Qua invece han tutti paura di mostrare quanto chiedono.

Qua facciamo le cose un po' a casaccio, diciamo la verità. E abbiamo pure paura di divenire fotografi professionisti a tutti gli effetti mollando il vecchio lavoro. Il problema è che là sono soliti rischiare, per loro è normale, qua siamo tutti mammoni e più si hanno soldi e posti di lavoro sicuri, meno si rischia per evitare di cadere dalla padella alla brace!

Arte o reportage?

FOTOGRAFIA COME ARTE O COME DOCUMENTO? E I DOCUMENTARISTI-ARTISTI come Basilico e Vitali?

Vediamo un po' se riesco ad elaborare per bene il mio pensiero..

Quando ho in mente la parola fotografia e quando voglio eseguire fotografie, mi vengono sempre in mente i grandi nomi che ci hanno mostrato il mondo nella sua crudezza, principalmente durante le guerre e le carestie. Da noi queste cose, per fortuna, non ci sono più, ma è fondamentale riprenderle?
SI' e NO.

, perché la gente deve sapere e deve vedere per avere delle prove certe (anche se ogni fotografia può benissimo essere stata realizzato in realtà da un'altra parte del globo e con attori, o anche più semplicemente può mostrare X con, nella didascalia, scritto Y...), No, perché tanto ormai i fotografi di guerra et similia sono davvero tantissimi, rischiano la vita e la rischiano anche per pochi soldi (così dicono...).

Io purtroppo mi sento sempre in colpa perché anziché riprendere i poveri, riprendo un po' quello che capita in giro e che va a me (non proprio quello che capita, diciamo quello che mi colpisce, anzi che mi incuriosisce, e anche se sono cavolate, si tratta sempre di cose presenti nel mondo, quindi di realtà, della nostra realtà), però alla fine cos'è una fotografia?
E' un quadrato o un rettangolo che ha la stessa funzione di un altro rettangolo simili, ovvero la tela del pittore, sulla quale vengono impressi dei colori per dare forma soltanto ad alcune cose esistenti o irreali.
Per cui una fotografia non deve per forza mostrare l'orrere, la disperazione, la violenza e la povertà, anche se praticamente tutti ci hanno insegnato che essere impegnati socialmente è non solo utile, ma essenziale.

La fotografia, quindi, la si può ritenere semplicemente un prodotto al pari del pane, dello champagne e di una Ferrari. D'altronde le fotografie di guerre non cambiano la vita delle vittime, cambiano semmai la vita dei fotografi che le venderanno a tutti i giornali del modno.
Secondo voi, io dovrei autocondannarmi perché non riprendo i poveri e gli sfruttati?
E tutti quelli che fotografano gli aironi, le modelle (con ovviamente la pelle liscissima!), le automobili (ovviamente quelle nuove, mica quelle arrugginite, abbandonate, bruciate, o accatastate nelle autodemolizioni) le sfilate, i vip (mica i poveri e i disoccupati o i loro colleghi fotografi senza una lira come me), le gare sportive, ecc., secondo voi si sentono in colpa? Ma và, riprendono quello che vogliono e vengono ben pagati!
E sempre secondo voi, un panetterie, un industriale che incassa miliardi vendendo champagne e auto di lusso, si duole perché il suo business non aiuta i poveri, e figurarsi le vittime di guerre?
NO!!! Ognuno pensa al proprio business.

E che dire dei foto-artisti?
Fanno arte, fanno documenti, fanno foto utili, fanno foto inutili?
Per i galleristi e i collezionisti, oltre che per loro stessi, non si tratta certamente di foto inutili, dato che danno gloria e danari. Riprendono morti e poveri? No. Molto spesso riprendono semplicemente dei muri, o una serie di cose ben ordinate. Ciò che conta è il pensiero (cioè l'idea e il concetto), la serialità e le poche copie numerate e ovviamente non stampate in maniera classica su dei fogli.
Un foto-artista magari nasce semplicemente come documentarista, ma visto che il suo lavoro viene poco retribuito o non sovverte l'ordine delle cose, non cambia lo stato delle cose, allora beh, dice, quasi quasi provo a vendermi meglio, dato che comunque questo per me è un business, un lavoro e con le foto ci devo campare e spero di farlo pure bene!
Allora il fotografo documentarista diventa artista, non chiedetemi come si fa, forse cercando amicizie fra i galleristi, ma ormai penso che il treno sia passato, ora i foto-artisti son davvero tanti e le gallerie d'arte non mi pare ne cerchino altri, perché più ce ne sono, più si svalutano.

Questo per ribadire che ognuno pensa alle propri tasche, anche quelli che riprendono le guerre, perché lo fanno principalmente per il loro ego: Avete visto quanto son figo ad andare sotto le bombe? Ora sì che sono un vero fotografo della Magnum! E sti cazzi, tanto domani nascerà un'altra guerra!

E tutti i giovani fotografi perchè fanno le fotografie secondo voi?
Molto semplicemente perché qualcuno ha detto loro che vendendo le fotografie è possibile fare una bella vita divertendosi faticando il giusto (cioè poco).
Ora son tutti dei grandi fotografi o comunque dei fotografi molto esperti, super tecnici, peccato che senza multiscatto e senza possibilità, che ne so, di cambiare istantaneamente la sensibilità e senza la possibilità di "pacioccare" le fotografie al computer aggiustando l'esposizione e i colori, se ne starebbero tutto il giorno rinchiusi in fabbrica o in miniera.

Scusate questa pappardella ma mi serviva per capire se posso continuare a riprendere comodamente sotto casa i cestini della spazzatura. Grazie.

21 febbraio 2015

Faccio foto inutili

Io penso di aver fatto tante foto inutili.

Quanti di voi sono disposti a fare un'affermazioni simile?

Inutili nel senso di invendibili e il mio portafoglio vuoto ne è la conferma, anche se a dire il vero un fotografo medio potrebbe benissimo averlo svuotato per acquistare tantissimi copri macchina-obiettivi-flash-treppiedi, ecc. Credo che molti entrino nella fotografia perché vogliono mostrarsi in giro pieni di attrezzattura, per sentirsi sia dei ricchi, sia dei lavoratori autonomi, quando nella vita di ogni giorno sono dei dipendenti. Ma le foto utili, che vengono vendute ogni giorno, voi riuscireste a realizzarne sempre con costanza? Io vedo solo alienazione e schiavitù!

Non certo inutili, però, per me stesso.

Infatti ogni capitolo della mia vita fotografica mi riporta a dei momenti di solitudini lancinanti in cui mi informavo molto sulle scelte stilistiche e dei soggetti da riprendere dei fotografi-artisti che stavo conoscendo in quei periodi, sia italiani che stranieri.
Io, per fortuna, non ho mai pensato che la fotografia significasse riprendere i matrimoni o le modelle, infatti fin da piccolo ho usato la macchina fotografica per riprendere, ad es., i miei compagni di scuola che cantavano nel pulmann durante le gite oppure fuori mentre si rincorrevano!
Vado orgoglioso della mia inutilità, perché vedendo le mie foto rivedo la mia vita, anche se le foto che ho in mente non ritraggono me, i miei amici, i miei famigliari, ecc., ma la rivedo lo stesso perché penso a come vivevo quei periodi, cosa mi frullava per la testa e perché penso a cosa.. pensavo :)

Ricordo le prime foto alle persone (candid/snapshot/street ph) e durante la mia prima uscita non son mai stato fermo per cercare di inquadrare bene, ma no che mi fregava, io camminavo e scattavo utilizzando un telecomando in tasca, eheheh, volevo autenticità, volevo rivedere in foto le persone che sfrecciavano dinnanzi a me con naturalezza.

Ricordo le prime foto notturne compiute ovviamente da solo in periferia.
Nel buio più totale, ma non avevo paura di nessuno perché non c'era nessuno. Pazzesco, ho praticamente sempre scattato nella solitudine più totale!

Ricordo le foto urbane in bianco e nero realizzate di giorno per imitare i new topographers.

Ricordo altre foto di street ph alle persone, questa volta a colori e anche un po' da fermo, perché più convinto del mio ruolo (???) e perché meno timido.. ma ricordo anche tutte le volte che uscii per andare a scattare alle persone per poco dopo tornarmene indietro schifato dall'atmosfera ma anche da me stesso non essendo riuscito a tirare fuori la macchina dallo zaino. A volte mi son sentito una vera merda.
Volevo fare il fotografo eppure non facevo le foto (che volevo fare!).

E come dimenticare tutte le foto sportive fatte ad amici e non, che bei momenti!!
I momenti belli capitavano durante le prove e gli errori, anche perché a me delle foto da copertine non me n'è mai fregato un cazzo di niente, il mondo è pieno di foto da copertina, perché devo farle anche io? Tanto nessuno mi paga, per cui fanculo!

A proposito di foto non copertina e non cartolina, ricordo anche delle mie panoramiche tutte sballate, fatte con la macchina storta e con l'esposizione e messa a fuoco sbagliata, per prendere in giro i turisti che cercano una perfezione che tanto non otterranno mai. Che poi che se ne fanno di riprendere un monumento che hanno già visto nei libri, su internet, nelle cartoline? Io dico: a sto punto tanto vale riprenderlo in maniera personale.

Non ho mai capito se le persone mi attirano o meno, fotograficamente parlando.
Penso di no.
Dopo un po' di street photography ho capito che le persone non aggiungo niente.
Invece le foto che faccio al mio cane mi fanno capire che lui è tutta la mia vita e quando penso ai quei paesaggi senza di lui sento un vuoto pazzesco dentro di me, mi sento bruciare come se qualcuno mi stesse dando fuoco per ammazzarmi sul colpo.. amo lui, delle persone non mi interessa più nulla!
Mi vogliono? Ma chi mi vuole? Mai un attestato di stima, mai due soldi. Per cui fanculo un'altra volta!

Natura..

E certo che ho fatto uscite in natura!
E non parlo della campagna di Orbassano :P
Son stato in montagna anche d'inverno da solo e anche col brutto tempo. Bellissimi momenti, mi han fatto sentire grande e mi han fatto sentire bene. Non ho mai capito il bisogno del sole e del caldo per stare bene. Il sole uno deve avercelo dentro! E il caldo? Per stare bene basta muoversi, ma la gente è pigra, deve stare ferma, al sicuro, e incassare tanti soldi. Così la gente pensa che ci si goda la vita.
Che noia!! Zero intrapredenza, zero rischio. Poi però son questi impiegatucci a dirti che non sei intraprendente solo perché non incassi soldi.

Mont Avic, Gran Paradiso, Valsesia, Orsiera, Val Germanasca, bei posti, belle atmosfere, bei ricordi.
Avrei voluto viverli anche con al mio fianco qualche persona, ma non si può avere tutto dalla vita.

Cosa fa il fotografo?

Essere dei fotografi vuol dire in poche parole venire pagati per eseguire delle fotografie, siano esse ritratti, reportage, pubblicità, ecc.

Ma una persona che viene pagata per eseguire fotografie è un fotografo superiore a chi non viene pagato?

Non penso.

Non penso perché un fotografo è colui che esce di casa con in mano la sua macchina fotografica con la voglia di esplorare e scoprire, andando in giro un po' alla rinfusa e facendosi guidare anche da ciò che ha visto nel suo passato e per raggiungere certi posti a volte ci va in maniera automatica e magari vuole riprendere quei posti per tornare indietro nel tempo con la speranza di fermarlo..

Purtroppo una persona, un fotografo simile, se non viene alzato sul piedistallo degli artisti, non verrà mai pagato, ed è un vero peccato, perché il mondo ha bisogno di persone sognatrici e visionarie, non certo di replicanti.

Purtroppo (di nuovo!) molti vogliono fare i fotografi non per le potenzialità della macchina fotografica e di questo linguaggio visivo, ma perché è un modo come un alto per poter campare (o tirare a campare).
Per cui ecco il popolo dei replicanti che anziché indagare, avere idee proprie più o meno originali, voler andare contro lo status quo e la propaganda, si mettono proprio a copiare chi fa foto di propaganda, per il semplice motivo che hanno visto solo quel tipo di fotografia (magari sanno tutto di tecnica fotografica e faranno dei grandissimi still-life, ma di foto-artisti sanno nada de nada perché pur essendo il nulla totale sono molto egocentrici) e che quella fotografia lì rende più o meno ricchi, o comunque non spiantati.

Ormai siamo nell'era dei mollaccioni, quelli che si comprano l'auto nuova perché ha il volante riscaldato ... , per cui non mi stupisco se per molti fotografi, la fotografia sia solo: modelle-matrimoni-cartoline-poveracci.

11 novembre 2014

Fotografia per fare facili soldini

Quanto mi fa schifo il mondo della fotografia semi professionistica.

Il perché è presto detto! La fotografia viene vista da svariate agenzie senza alcuna arte (ma con una parte!), come un modo per fare business, cioè soldi, con poca difficoltà.
Prima dell'inverno e dell'estate, vengono infatti diffusi annunci su Internet di queste agenzie, totalmente sconosciute, che cercano ragazzi anche alla PRIMA ESPERIENZA, per realizzare fotografie nel settore turistico, praticamente per riprendere la gente che si diverte negli hotel, sulle piste da sci o in spiaggia.. per poi vendergliele.

Eh già, perché col cacchio che vi daranno un compenso fisso da fotografo professionista (se dovessi fare una trasferta di lavoro da fotografo professionista, della durata di due settimane, chiederei una bella somma specie se queste foto hanno valenza turistico-commerciale), vi useranno e sfrutteranno come ultima ruota del carro che giustamente siete, invogliandovi a realizzare MIGLIAIA di fotografie al giorno ("Perché tanto col digggitale non costa fare tante foto!!!"), basandosi solamente sulla quantità e non sulla qualità (vogliono appunto una mole impressionante di foto al giorno e, quando gli inviate il c.v., non richiedono un vostro "portfolio" con foto belle grandi, ma le accettano anche in bassa risoluzione, sarà o no sinonimo di poca serietà e professionalità?), sperando che poi voi le vendiate, per cui dovrete fare due lavori: un lavoro tecnico e un lavoro commerciale.

Beh, ho scritto ciò perché mi sono appena imbattuto in un annuncio di questo tipo e volevo invitarvi a stare alla larga!

10 novembre 2014

Foto spettacolare? Meglio la foto fatta col "cuore"

Spesso un (foto)amatore che si crede un (foto)artista, pensa che l'unica cosa che conti sia l'impatto visivo, pensa che la foto debba essere o perfetta tecnicamente o spettacolare, quindi non noiosa o banale.
Un vero artista in senso lato, cioè colui che passa molto tempo a riflettere e pensare e a cui vengono in mente delle idee da (magari) realizzare, va oltre questo banale concetto di fotografia e di arte.
Perché se vogliamo la foto più spettacolare, allora andiamo nello spazio o andiamo a vedere quelli che tagliano le gole.. !
Poi c'è il concetto della fotografia che deve comunicare. Non basta rappresentare? La gente, e chi pensa questa cosa, deve per forza vedere un altro essere felice o triste per provare qualcosa a sua volta? Mi sembra, ancora una volta, un pensiero molto banale!

Su Exibart, preso ad Artissima, c'è un servizio sull'artista Joan Jonas, all'interno del quale ho trovato una bellissima frase della giornalista Francesca Pasini che ha scritto quanto segue:

"La ringrazio perché con cadenza regolare nelle sue performance appaiono i suoi cani, come testimonianza di uno scambio con altri esseri che popolano il pianeta, che lei tratta come oggetti di affetto e non come elementi visivi del paesaggio".

Capito? Sta proprio qui la differenza tra spettacolarità o scena simpatica e non noiosa, e arte che nasce da un concetto di empatia ben più profondo dell'andare in giro a cercare cose simpatiche.

8 settembre 2014

Viva la gente comune

Trovo sia bellissimo fotografare la gente comune, ovviamente quando magari ha qualche particolare che risalta o quando è particolarmente simpatica, quando ci sono i giusti colori e la giusta luce, perché tra giornali e tg leggiamo e vediamo cose tragiche che ci portano a non fidarci più di nessuno, per cui ad alcuni di noi può venire meno la voglia di andare in giro, invece non bisogna farsi sconfiggere dalle brutture umane mondiali!

Non solo da oggi, anche se ora in maniera differente rispetto a qualche anno, mi piace vedere e fotografare la gente nel proprio tempo libero, mi piacerebbe anche seguirla nel resto della propria vita, seguire la vita di gruppi di persone che si associano per fare qualcosa di bello-nuovo-curioso-divertente, insomma, io ho questa curiosità verso alcune persone del mio tempo e del mio luogo.
C'è chi cerca l'esotico, beh, per mostrare un mondo bello e vario non sarebbe male ogni giorno riuscire a fotografare soggetti più unici che rari, ma in generale è difficile e comunque dicevo che cercando l'esotico c'è il rischio di lavorare male perché non si conosce quella data cultura e perché magari alle volte si pensa che quei tratti caratteristici ben ripresi bastino ad avere una fotografia acclamata da tutto il resto del mondo. Invece quell'esotico ben ripreso è già stato documentato e quindi bisogna andare oltre, cercando le giuste azioni ed atmosfere. Insomma, è una cosa mooolto impegnativa e una persona normale come me con pochi spiccioli in tasca non può certo girare il mondo e se lo farebbe, lo farebbe solo per tentare il colpo di "fortuna" per poi vendere le foto e fare i soldi.

Come quelli che vanno in zone di guerra..

Mi si potrebbe replicare che denunziare è una cosa buona e giusta, e sono d'accordo, ma secondo voi chi va in zone di guerra ci va per cambiare il mondo, o perché pensa che una buona foto sia quella in realtà più bella che buona e per bella intende spettacolare, scioccante, ecc.? E soprattutto, non pensate che questo tipo di fotoreporter faccia queste foto cercando gloria e soldi (concorsi internazionali, pubblicazioni su riviste cosidette autorevoli, ecc.)? Ma certo che sì! C'è più passione verso la fama e i soldi che verso la fotografia in sé e le persone ritratte! Questo perché il fotografo è un professionista, e un professionista con partita I.V.A. e quel singolo lavoro, prima di tutto deve pensare alla propria pancia, e se nel mondo tirano sempre le foto di bimbi poveri, anoressici o ancora peggio morti ammazzati, loro ne andranno in cerca!
Io fotografo quel che mi va, se mi porta soldi bene, se non me li porta non importa, e non perché sia ricco, tutt'altro, semplicemente perché vivo la fotografia come un fatto personale.. abito in una città italiana, cammino in questa città italiana, e riprendo quello che capita cercando di fare in modo che comunque le varie foto siano legate da una certa tematica o da un certo stile, anche se è difficile riuscirci!
Documentare un dato evento non mi interessa, sia esso una competizione sportiva o una battaglia, perché il mondo è pieno di fotografi che riprendono tutti i vari eventi della pazza umanità mondiale, io magari approfitto di un evento, anche piccolo, per girare intorno e cercare qualcosa di particolare.

Mi si può obiettare che non è da professionista, che per farsi conoscere e per vendere foto ci sia il bisogno di riprendere più eventi possibili così poi magari si verrà ingaggiati da qualcuno (chi? boh!) per seguirne poi altri con spese già pagate, ecc., però se vediamo le riviste propongono sempre le stesse foto.. cielo blu, gente sorridente, atleti che fanno le stesse azioni, raramente si vede qualcosa di particolare. Ma se ne vediamo altre, tipo National Geographic, oltre ad incredibili foto naturali così incredibili che sembrano irreali, ci sono anche bellissimi scorsi di città con gente comune che cammina, lavora, si diverte, persone e attimi che senza la sensibilità di quel fotografo (non reporter e documentarista) sarebbero andati persi, invece lui è andato oltre i centri di potere, le battaglie e gli eventi, per regalarci quei piccoli e magari commoventi attimi di vita quotidiana che ci fanno venire voglia di uscire e ricercarli anche sotto casa nostra!

5 settembre 2014

Deve esistere solo il magnifico!

Tanta magnificenza, solo bellezza, questo è l'obiettivo della maggior parte dei fotografi, perché se riprendono qualcosa di bello, si sentono parte di ciò e sono come degli artisti e dei poeti.
Dall'altra parte invece ci sono i fotoreporter che riprendono gli scontri.

E' come si vivesse in due pianeti diversi, separati, lontani, che non comunicano fra di loro.

Appurato che a me le foto di guerra annoiano e che non andrei mai ad esempio in Medio-Oriente (per cercare di far cosa? Perdere la vita per una serie di foto che non cambieranno mai la storia? Per carità! Il mondo è già pieno di reporter che rischiano e perdono la vita facendo qualcosa di utile, ma che allo stesso tempo è inutile perché nessuna guerra si ferma per un'immagine cruenta), a me annoiano anche queste foto di paesaggi incontaminati, per riprendere i quali i nostri amici fotografi artisti-poeti e ovviamente professionisti (ce le hanno tutte, beati loro!) girano il mondo a bordo di auto, treni, aerei, barche, ecc., alla faccia del rispetto della natura che le loro opere fotografiche vogliono trasmettere.

Ma fotografare semplicemente quello che abbiamo intorno fa così schifo o non sappiamo trovare niente di particolare nel quotidiano?

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