Anni fa, quando sfogliavo furiosamente svariati siti internet in cerca di autori intenti a lanciare lo sguardo dove sono solito farlo anche io, mi imbattei in questa foto di William Eggleston:
Mi pare che sia stata la prima urban-color-photo che abbia visto su Internet di un autore famoso, anzi, la prima che mi colpì, forse per la geometria del muro che, nell'angolo al fondo, diventa quasi un'astrazione per continuare in stile arabesco (anche se è solo un'apparenza) o per i mattoni colorati di un rosso caldo che contrastano con le ampie zone bianche, comprese quelle di una vecchia auto semi-sgangherata, ma di classe. Insomma, due cose che probabilmente qua intorno a me non ho mai visto e non vedrò mai.
Questo serve, oltrechè alla memoria e alla gioia dei vecchi tempi dove si scoprivano autori affini, per affermare che se è vero che il mondo occidentale e globalizzato in generale offre sempre più le stesse visioni urbane di nonluoghi, aree periferiche senza simboli storici, aree commerciali con posteggi vastissimi e marchi giganteschi come nuovi totem (col tabù non scritto del preferire una vita nei boschi), è anche vero che ogni nazione ha i suoi tratti caratteristici e questo può variare anche da città in città.
Essendo ampi i quartieri popolari, ed essendo questi snobbati dalle riviste di vario tipo (di turismo in primis), penso che sia necessario cercare l'anima della propria zona, del proprio territorio, attraverso una, due o più cose che, unendosi come nella foto inserita in questa post, possano inviarci svariate sensazioni attraverso sia queste (cose) che le atmosfere create ad arte aspettando una certa luce o unendo diversi colori.
Questa invece è una mia foto recente che riporta a qualche decennio fa (anche per via del fatto che è stata utilizzata la pellicola, eheh):
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