Questo blog utilizza solo strumenti di Google, non sono presenti software, app, plugin o altro di fornitori terzi.

This blog uses only Google tools, there are no software, apps, plugins or other things of third-party providers.

17 settembre 2011

No rules


Mi ha fatto molto piacere leggere una sorta di articolo di Alex Coghe sul sito Photo4u.it relativo all'assimilare le regole di tecnica fotografica per poi, una volta assimilate, realizzare fotografie in totale naturalità con totale spontaneità.


Dico questo, anche se non trovo più il suo post/articolo, perchè è molto importante non essere schiavi dell'attrezzo, della macchina fotografica e delle regole, altrimenti la nostra mente sarà occupata, anzichè da ciò che vediamo (e rischiamo di non vedere), che è la cosa fondamentale, prevalentemente dal rispetto di varie cose a volte fondamentali a volte reputate tali solo per convenzione.

Ci sono riviste in cui ad esempio si discute su come fare un ritratto per strada e, secondo questi "santoni dell'immagine", questo lo si può effettuare solo in una certa maniera, altrimenti la tua foto non rende e tu verrai considerato scarso come fotografo, anche se magari a differenza di altri hai colto un aspetto fondamentale o ne hai uniti di più.
Pensando alle fotografie passate alla storia, sia di puro street che di street portrait, anche grazie al fatto che ad esaminarle non furono e non sono fotografi falliti, ma "amanti della vita ripresa con amore", viene automatico pensare che sia giusto fotografare come facciamo, perchè a volte capita che inconsciamente riprendiamo alla veloce una scena, per via di stimoli che lì per lì non comprendiamo, e di capire il motivo di tale scatto fotografico solo a casa, quando vediamo spuntare lettere, pezzi intorno al soggetto rappresentato che possono creare combinazioni, contrasti, rimandi, ecc.
Se invece ci fossimo concentrati solo su quest'ultimo, ne sarebbe venuta fuori una fotografia piatta, fredda, da catalogo.

Bisogna lasciare fluire sè stessi!

Non ci si deve fare condizionare dagli esperti, altrimenti foto che per noi hanno un valore, anche se considerate non perfette neanche da noi a distanza di pochi anni, verrebbero cestinate.

Quante volte invece, una foto fatta alla veloce, leggermente storta, sovraesposta o col bilanciamento del bianco errato, è stata da voi o altri ritenuta poi più viva di quella perfetta e lucida che avevate in mente di fare, giusto per simulare quelle razionali che in vari ambienti vanno sempre di moda?
Come diceva il Coghe è ovvio che ci sono settori in cui la precisione deve essere assoluta, come nella fotografia d'architettura, ma quando non si vuole realizzare una documentazione precisare e iper-realistica, ma mostrare un'atmosfera e il proprio coinvolgimento, non si devono cercare soluzioni stilistiche fredde.

A volte un'inclinazione (non certo eccessiva come quelle che si vedono nei servizi sportivi, specie di rally, dove questa viene usata per sopperire alla mancanza di fantasia) è fondamentale per mostrare l'assenza di bilanciamento fra le cose presenti in quel dato ambiente, per mostrare quanto una certa cosa gravi sulle altre o per mostrare la frenesia di ciò che si sta riprendendo o il proprio cammino veloce, la propria bramosia di raccogliere più info su un dato ambiente.


Per me importanti sono l'atmosfera (il saperla cercare ma anche crearla in base alla luce e all'esposizione, in base all'effetto di queste due cose sul colore..io amo il colore) e le motivazioni che possono essere di critica o documentazionel, come di ricerca artistica.
In molti casi, però, resta valida la regola (R. Capa docet) che più si è vicini meglio è, forse è questa capacità quello che manca a molti fotoamatori.

Nessun commento:

Sito personale

Amici, cliccando qui potrete vedere il mio nuovo
sito in fase di allestimento.