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9 ottobre 2012

Wildlife o urban style e il dilemma del bello

Per mostrarsi dei bravi fotografi, la prima cosa che si fa è cercare un posto o una modella splendido/a, perchè in un certo senso ci si vorrebbe specchiare in loro o, più semplicemente, si vorrebbe far vedere alla gente che si è abili nel trovare il bello (dove propriamente sta) e mostrarlo correttamente.

Doppio egocentrismo:
mania di farsi vedere (attraverso le foto) e voglia di sentirsi belli e superiori come le cose/persone ritratte. Molte volte chi fotografa ha problemi psichici.

La mania del bello.
Sembra che ogni artista o presunto tale debba per forza rincorrere questo mito, che sicuramente è ciò che ci spinge a fare qualcosa (quando manca un ideale, infatti, ci si sente schiacciati all'interno di una gigantesca macchina che non deve mai fermarsi per proseguire la sua produzione fine a se stessa, e il nostro scopo consiste nel replicare ciò che già si è fatto e che si dovrà fare ogni giorno fino alla fine della propria vita, senza che ciò porti a miglioramenti legati al proprio aspetto esteriore, al proprio spirito, ai propri ragionamenti, ai propri affetti ed amicizie), ma è sia un blocco che un'illusione. Un blocco perchè ci porta a snobbare tante situazioni e scene che invece possono raccontare qualcosa della vita di milioni di persone e/o cose; un'illusione perchè non viviamo nella bellezza e la natura non produce una determinata cosa perchè bella, bensì perchè funzionale alla sopravvivenza e alla riproduzione. Ad esempio reputiamo belli sia il sole che la luna, ma se andassimo vicini al sole bruceremmo, mentre se andassimo sulla luna ci deprimeremo perchè non c'è un filo d'erba..

Alcuni riescono nel loro intento di cogliere questo fantomatico bello finalmente eterno, e passeranno la vita rifornendoci di visioni parzialmente reali se non completamente irreali. Certi istanti ovviamente sono reali e chi li ha colti riceve giustamente tanti applausi, ma sono legati senza dubbio ad una propaganda più turistica che ambientale, un invito a muoverci, per andare in giro ad ammirare cotanta bellezza, eppure non la si trova facilmente questa bellezza esplosiva, quella che ti fa rimanere a bocca aperta. Rimane riservata a quelli che si "danno battaglia" per trovarla e mostrarla sperando di vincere. Ma vincere cosa? Non la si porta a casa e non ci si farà compagnia  a vicenda.. La vera vittoria consiste nel sentirsi in armonia nel posto in cui si vive.

Inizialmente cercavo appunto "il meraviglioso", ma se c'è è lontano e dura poco (essendo anche un mix fra cose/natura e luce e atmosfera legata all'unione di vari elementi) e ho preferito badare a ciò che avevo intorno. Di cose curiose e che possono stimolare uno sguardo improntato al reale in modo giocoso ce ne sono, e con una certa luce o inquadratura possono essere interessanti anche per chi cerca la bellezza, ovviamente in senso lato, legata alle forme, alla combinazione di queste, ai colori, ecc. E ovviamente trovare della meraviglia in città, in periferia e nell'hinterlad è molto più difficile. Trovare qualcosa, in queste zone, che non porti alla negatività, è opera ardua e se si riesce in ciò, si vivrà meglio in queste zone in cui molti di noi sono costretti ad abitare e a vivere.

Come all'incirca diceva Robert Adams anni fa, le stupende immagini di una meravigliosa, suadente e inaspettata natura che vediamo nei calendari, nei poster, le cui immagini pervadono comunque sempre la nostra mente, il nostro immaginario, sono non un piacere, ma un colpo al cuore, difatti c'è un netto contrasto fra ciò che immaginiamo e il posto in cui vorremmo essere e il posto in cui invece siamo confinati da sempre e per sempre (fabbrica, ufficio, autostrada, palazzo, supermercato, ecc.).

LEGGETE ANCHE QUESTO MIO VECCHIO POST con foto di grandi autori.

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