Ho notato un qualcosa di veramente assurdo.
I fotografi spesso si ritengono artisti, però quando si tratta di accontentare i clienti, ecco che diventano accondiscenti e in pratica eseguono un servizio fotografico alquanto freddo e quindi impersonale, col mero scopo di dare al cliente esattemente ciò che ha chiesto e si aspetta, senza alcuna personalizzazione.
Ma così viene meno il lato personale e artistico.
Un po' come quelli che si attengono strettamente ad ogni regola e regoletta, e fotografano per dimostrarsi bravi tecnicamente, senza badare a cosa e perché stanno fotografando.
Eppure un fotografo è un po' come un pittore che si trova dinnanzi ad un foglio bianco.
Spetta a lui decidere cosa mostrare e come mostrarlo.
Infatti, se ascoltate cosa dicono i veri grandi professionisti della fotografia, i clienti, anzi i committenti, gli chiedono un servizio, ma poi lo svolgimento viene deciso dai fotografi perché sono esseri pensanti, non sono degli operai o degli impiegati che per loro 'natura' non devono pensare, ma soltanto eseguire.
I fotografi sono artisti in quanto anche liberi pensatori e senza pensiero non si combina nulla, se non 'fotocopiare' perfettamente la realtà e come la vede e la vuole il cliente di turno.
Ma in questo modo di proporsi e lavorare dov'è la passione?
Tutti parlano di passione verso la fotografia. Ma la passione la nutrono verso la tecnica o verso la loro visione? Spero verso questo secondo aspetto, altrimenti sarebbero soltanto dei tecnici e non degli artisti.
In pratica, quando un cliente vi contatta, mostrategli la vostra visione, il vostro stile e stabilite che avete bisogno di carta bianca per poter fotografare la meglio. Se scelgono voi è perché vogliono il vostro stile, hanno bisogno dei vostri occhi, mica della vostra tecnica, non siete mica dei falegnami, degli informatici o dei dentisti, siete degli artisti, caxxo!
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