Ci risiamo con l'ennesima fotografia paesaggistica ed edulcoratrice del territorio torinese/piemontese e non solo di tal Valerio Minato, che viene ovviamente incensata dalla massa sui social, in quanto non aspetta altro che vedere l'ennesima cartolina che esalti Torino e il Piemonte.
Nell'ultima fotografia che ho avuto modo di vedere, vediamo la solita basilica di Superga - devo dire molto contemporanea ah ah ah - e il Cervino aka Matterhorn (ovviamente rivolgendosi ad italioti sia mai usare anche l'altro nome), come se fosse normale vedere il C./M. osì bene e così grande da Superga, tra l'altro con quelle dimensioni davvero gigantesche, caratteristica che ormai è il suo 'marchio di fabbrica'.
Ricordate la foto con Superga e il Monviso gigantesco? Ecco, la solfa è quella. La solita solfa totalmente innaturale e inutile.
Come già scrissi a gennaio '24, da Superga si vede il Monviso e si vedono le Alpi, ma non così grandi. Proprio in quei giorni ero andato a fare un giro in collina, passando anche da Superga, notando il sole tramontare dietro il Monviso.
Fantastico!
Peccato che la montagna e le montagne fossero giutsamente piccole. Vero che è lecito usare un teleobiettivo per mostrare la realtà a proprio modo, ma esagerare è assurdo specie quando si realizzano fotografie descritte e didascaliche, non artistiche.
Mostrarle giganti è un gioco stupido perché non mostra le reali proporzioni, ma simula una vicinanza falsa, che non esiste.
Il Minato vuole farci credere che Torino sia composta totalmente, ma non è il solo, da tanti vecchi monumenti simbolo, tutti tirati a lucido e da una natura fantastica a portata di mano.
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