Quando si realizzano dei ritratti, siano essi in studio con uno sfondo bianco o ambientati in qualsiasi posto, sia in un interno che in esterno, bisogna non dico conoscere chissà quanto il soggetto, cioè la persona da ritrarre, ma cercare di comprenderla, analizzando il suo viso, la sua postura, il suo sguardo, chiedendole varie cose sulla sua vita, sui suoi pensieri, ecc., e poi bisogna...
LASCIARLA LIBERA DI ESPRIMERSI.
Insomma, bisogna RACCONTARE una persona attraverso un singolo ritratto (o una manciata di fotografie).
Invece, cosa accade nella maggioranza dei casi?
Che il cosiddetto ritrattista, non fa altro che mettere a posto le luci, sceglie una buona inquadratura, e alla fine se è tutto corretto, se ha seguito le regolette, lui si sente alquanto soddisfatto, quando invece la foto è da buttare, perché la fotografia è FREDDA, in quanto il soggetto pare un pezzo di legno, si nota un distanza abissale tra lui e il fotografo.
Quello che molti fotografi non comprendono è che la tecnica è soltanto la base, poi bisogna avere cose da dire, bisogna volerle dire, bisogna far esprimere il soggetto, altrimenti il ritratto sarà soltanto della luce e dello sfondo, non della persona!
Prima di pensare a come fare la foto tecnica, bisogna pensare a come fare per far risaltare ed esaltare il soggetto.
Ci vuole un pizzico di intraprendenza, di visione, di coraggio, bisogna osare, altrimenti viene fuori una foto piatta e fredda.
Perciò smettetela di dire al soggetto di mettersi così e cosà e basta.
Non siate ridicoli e penosi!
Se vi piacciono le regolette, la tecnica, ecc., ci sono tanti altri lavori in cui vi troverete sicuramente bene, ad esempio potreste andare a fare gli ingegneri o i commercialisti.
Nessuno vi obbliga a fare i fotografi e la fotografia può benissimo fare a meno di voi!
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