In questa società fatta di apparenza, maschere, conformismo e chi più ne ha più ne metta, nessun fotografo professionista (a parte le solite eccezioni) decide di osare e dire la propria.
Tutti si limitano, infatti, a fare il loro compitino da bravo studentelli e chierichetti.
"Il cliente vuole le foto così e gliele faccio così".
Allora dillo prima, sin da subito anzi, che non sei un vero fotografo, ma solo un impiegato/operaio della fotografia.
Un cliente, ancora meglio sarebbe un committente, deve venire date perché vuole avere delle immagini che solo tu sai creare perché hai una certa visione, fantasia, ecc.
Invece no, il cliente arriva e già sa quello che vuole.
"Aaaah - dico io - è arrivato l'esteta".
Invece no, spesso è solo un freddo manager, che se davvero fosse esperto di immagine, arte e comunicazione, farebbe altro, invece se fa il manager sarà esperto di altro, perciò di immaginare deve lasciare parlare e fare il fotografo (o videomaker) assoldato per l'occasione.
Se da una parte c'è una clientela che vuole fotografie banali, ecco però che dall'altra parte c'è una pletora di fotografi che vuole ottenere qualche €uro sicuro e per farlo deve accontentare, ma soprattutto assecondare il cliente di turno:
questa massa di fotografi non osa, non propone, non sperimenta, ma si appiattisce verso il basso.
Nessun commento:
Posta un commento