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22 febbraio 2025

Come Lucio Corsi anche il Fotografo deve avere qualcosa da dire

Grazie a Sanremo, il cantautore toscano Lucio Corsi, è diventato finalmente un personaggio famoso in tutta Italia dopo tanti anni di gavetta, in cui ha comunque riscosso successo con tanti suoi concertini e videoclip.

Dopo anni di ostentazione, di ricerca del successo e rincorsa verso il successo, in modi sia ridicoli e patetichi che criminosi, abbiamo sulla cresta dell'onda una persona che finalmente ci dice che non possiamo per forza essere ciò che volevamo essere sulla spinta di ciò che ci viene proposto sia dai social, dai film o dalla musira rap/trap ma anche rock.

Lucio Corsi, tecnicamente dal punto di vista musicale e soprattutto vocale, non è certo un super tecnico, un genio, non è il top dei top, ma è una persona molto sensibile e sa mettere in musica concetti molto interessanti.

Viene seguito e apprezzato perché HA QUALCOSA DA DIRE e allo stesso tempo da DARE.

La stessa cosa la deve fare un fotografo o un videomaker, così come un fumettista, ecc.

Se si ha qualcosa da dire e da mostrare, allora uno fa foto, video, disegni, altrimenti non fa nulla.

Eppure ancora oggi cosa vedo sui social come ad es. YouTube?

Fotografi che si reputano tali solo perché sono pieni di attrezzatura (ma allora fate i commercianti o i riparatori!) e in ogni loro video da veri influencer del nulla, mostrano le novità del settore: nuovi obiettivi, nuovi corpi macchina, nuovi flash, nuove luci, nuovi treppiedi, nuovi stabilizzatori, nuove fiere, nuove offerte, nuovi droni, ecc.

Questa gente non ha niente da dire e non si tratta di fotografi. Ma di appassionati di tecnologia, di tecnici che adorano schiacciare tasti sia sull'attrezzattura video/foto sia al computer per fare foto e video-editing. 

Liberatevi della tecnica e della tecnologia e iniziate ad esprimervi e a mostrare ciò che volete che gli altri vedano grazie ai vostri occhi e alla vostra sensibilità ed intelligenza!

25 gennaio 2025

Soldi buttati per pubblicità ridicole anche nel 2025

Nel 2025 com'è cambiata la comunicazione pubblicitaria?

La pubblicità dei prodotti e servizi ha fatto un grande balzo in avanti?

Ma figuriamoci!

In queste prime settimane del 2025 ho visto ad esempio 2 ADV davvero RIDICOLE per le strade di Torino:

1) minestra di quinoa pubblicizzata mostrandone la busta con una manina che la tiene e la originalissima e sorprendentissima frase: C'è chi cucina e quinoa...

Quindi è chiaro, vero, che chi compra le buste non sta cucinando?

2) servizio di luce/gas/telefono (o solo una di queste 3 cose, non ricordo, stavo guidando) di una società che vuol mostrarsi vicino alla clientela, pubblicizzato con la foto di una ragazza di circa 25 anni, ritratta di 3/4 (quasi laterale) per mostrare un suo orecchio e una scritta tipo: affidati a noi che ti ascoltiamo sempre.

Per farci capire che loro ci ascoltano, hanno pensato bene di ingrandire l'orecchio...

NO COMMENT!

19 gennaio 2025

Chi è il fotografo se non colui che CREA immagini?

All'inizio della mia attività fotografica, il mio desiderio consisteva semplicemente nel fotografare qualcosa di particolare, anche all'interno dell'ordinario.

In pratica andavo in giro per la città alla ricerca di qualcosa di diverso dal solito.

Pur nella sua semplicità, si tratta di un bel concetto, dato che la maggioranza delle persone propende per l'omologazione

stesso taglio di capelli, stessi vestiti, stesse auto e donne desiderate, stesso desiderio di avere uno stipendio sicuro anziché mettersi in gioco, stessi luoghi comuni contro chi è diverso da loro, ecc.

Un po' come il mitico Franco Fontana, non è che andassi in cerca a cercare, ma a dir la verità andavo in giro a... TROVARE.

Anche questo è un ottimo concetto che vi invito di approfondire.

Pur conoscendo ovviamente diversi fotografi pubblicitari che creavano immagini, il mio interesse era incentrato sul mio trovare e, in generale, pensavo che la vera fotografia consistesse nel riprendere la realtà, non nel creare proprie immagini.

Mi preme evidenziare il fatto che comunque, all'interno dei cosiddetti pubblicitari, ci sono quelli che si piegano ai voleri dell'agenzia o azienda loro cliente e quindi non creano, ma usano la loro tecnica per realizzare immagini stabilite da altri che si reputano più 'creativi', 'saggi', ecc., del fotografo di turno (che viene visto appunto soltanto come un TECNICO)...

e poi ci sono i fotografi CREATORI al 100%:

quando un'azienda o anche un'associazione di volontariato o qualsiasi altra persona/gruppo di persone ha bisogno di mettersi in mostra, questi FOTOGRAFI CREATORI cosa fanno?

Si interessano di questo loro cliente/committente e in base ai vari concetti espressi e di cui si è discusso, mettono insieme dei pezzi, dei volti, degli oggetti, dei colori, ecc., creando delle NUOVE IMMAGINI che nascono non premendosi le meningi, ma dal costante flusso creativo nella mente del fotografo.

Ciò che mi preme evidenziare è che il fotografo deve sempre pensare a dei fatti, a delle persone, a dei concetti, per poi immaginare nuove immagini e poi realizzarle.

Una zucca vuota senza idee sul mondo, sulla vita, ma che sa smanacciare su una macchina fotografica e sul computer, non è un vero fotografo. Punto e basta! Mettetevelo in testa voi che fate video tecnici sulla tecnica fotografica, sull'uso dei flash, di Photoshop, sulle nuove attrezzature, ecc.

Siete dei tecnici/smanacciatori, non dei fotografi.

Se il fotografo professionista non ha questa caratteristica (immaginazione che porta alla creazione di nuove immagini), al giorno d'oggi non ha senso di definirsi tale, perché bene o male qualsiasi persona ha i mezzi per realizzare fotografie a ciò che le si palese dinnanzi ai suoi occhi.

Ecco che dunque da qualche anno a questa parte, secondo me il fotografo non è certo colui che sa riprendere la realtà, ma colui che la interpreta e che sapendo leggerla, riesce a mettere insieme dei pezzi per creare nuove immagini.

Ad esempio io potrei creare diverse immagini (magari non le creerei io, ma le andrei a cercare se già fatte e di mio gradimento, o le potrei far fare a fotografi molto più bravi di me tecnicamente, ma magari con 0 immaginazione) riguardanti temi generici come la religione/chiesa, l'istruzione/scuola e via dicendo, perché a proposito di certi temi e poi fatti specifici, ho delle mie idee ben precise e riesco a prendere spunto da tante cose per la mia creazione continua di immagini dentro la mia mente.

IL FOTOGRAFO MODERNO DEVE AVERE LA MENTE SEMPRE ATTIVA CHE GENERA COSTANTEMENTE IMMAGINI.

6 novembre 2024

L'orticello del Fotografo EGOCENTRICO

Non so se ci avete fatto caso, lo chiedo perché di solito nessuno ci pensa... tutti danno per scontato che sia normale farlo, ma... TUTTI i fotografi, siano essi amatoriali che professionisti, indipendentemente dal livello e dal genere... espongono il MEGLIO del loro MEGLIO.

Tutti pensano di aver raggiunto chissà che vetta.

Tutti i fotografi di qualsiasi livello pensano di essere bravi, magari anche soltanto bravi nell'aver avuto fortuna nel cogliere un certo momento preciso e attimo magico...

quando in realtà TUTTI dobbiamo migliorare.

Nonostante ci siano tantissimi fotografi e quindi ce ne siano di tanti più bravi di te, ecco che tu cosa fai? Esponi in qualsiasi social e magari spazio pubblico, le tue foto, spacciandole per opere importantissime.

Ma è ovvio che tu le reputi belle e importanti: le hai fatte te.

Il PROBLEMA di fondo è che chi si mette a realizzare fotografica soffre spesso di egocentrismo.

Quindi anziché evolversi rimanere nel proprio orticello.

4 novembre 2024

La Fotografia è un foglio BIANCO

Perché ho titolato questo post così: 

"La Fotografia è un foglio bianco?"

Perché molto spesso un fotografo, sia esso pro che semi-pro, è costretto a realizzare immagini già pensate (pensate per modo di dire) da altri, quindi non può dire la sua, ma deve soltanto limitarsi ad eseguire.

Un fotografo, invece, dovrebbe agire e dovrebbe essere visto come una sorta di artista che dice la sua, che vede il mondo in un certo modo e te lo mostra in un certo modo, sia freddo e distaccato, sia pieno di pathos, energia, ecc.

In ambito strettamente professionale-commerciale, tipo quando lavora per aziende, un VERO fotografo (quindi non il bravo tecnico che ama 'smanacciare' sulle macchine fotografiche e attrezzature varie), può andare ben oltre il limitarsi a riprendere ciò che viene prodotto e messo sul mercato dall'azienda di turno.

Può invece far suoi i valori, i concetti, le idee, i valori, ecc., dell'imprendit-ore/rice e dell'azienda, per creare IMMAGINI NUOVE, che riescano ad ESPRIMERE questi concetti, metterli 'nero su bianco', attirando l'attenzione del pubblico.

Purtroppo poche volte è possibile fare ciò, perché la prima cosa che viene in mente al cliente di turno non è mettersi nella posizione del committente che chiama l'artista per farlo esprimere, ma di dirgli già cosa deve fotografare e addirittura come...

...spesso su suggerimento di qualche grafico e social media manager, che di fotografia, immagine, comunicazione, concetti, arte non capisce niente, in quanto si tratta di figure di tipo tecnico (tipo un ragioniere... un fotografo si farebbe mai dire da un ragioniere, un geometra, ecc., come fare le foto?), ma soprattutto perché il loro scopo principale non è creare, ma trovare più clienti possibili a cui vendere la stessa pseudo-soluzione di "comunicazione social" a tutti.

--->Quindi come deve vedere la Fotografia un VERO fotografo?<---

Deve vederla come un FOGLIO BIANCO tramite cui potersi esprimere.

Quante volte però ce la facciamo sotto quando ci ritroviamo in una situazione simile, quando abbiamo piena libertà?

C'è un problema psicologico: 

questa incertezza, insicurezza, anziché galvanizzarci per via appunto della libertà di espressione, ci confonde e ci blocca, e ci fa paura il fatto che le nostre future foto, non venendo richieste e ideate da qualcuno di preciso, verranno giudicate chissà come.

Ma il bello della fotografia è ideare e realizzare, non farsele valutare, non subire il giudizio altrui.

SIAMO NOI FOTOGRAFI CHE DOBBIAMO GUARDARE E GIUDICARE IL MONDO.

RIBALTATE LA SITUAZIONE: 

siete voi che dovete guardare con i vostri occhi e giudicare. Se dopo le vostre fotografie verranno apprezzate o meno, è un fatto che non vi deve interessare. 

Vi esprimete realizzando fotografie, non certo ricevendo complimenti o critiche di vario tipo.

Altro che tecnica, è tutta psicologia e filosofia.

30 ottobre 2024

Il problema delle Agenzie Fotografiche e di Comunicazione

C'è un GRAVISSIMO problema legato alle agenzie di vario tipo:

agenzie fotografiche, agenzie web, agenzie di comunicazione.

In costa consiste questo problema, riferito ovviamente alla Fotografia (il mio blog parla di questo, di immagine, quindi non amplio il discorso)?

Consiste nel fatto che le agenzie, che non sono composte da fotografi e neanche da artisti visionari, antropologi o altro, ma soprattutto da tecnici, più qualche sparuto copywriter (il che però vuol dire tutto e niente, proprio come fotografo... dopo ne parlo un po'), decidono quale foto sia buona, in realtà dicono BELLA, e quale no, decidono quali foto il fotografo deve realizzare (se vi dicono di scattarle, chiudete ogni rapporto con queste agenzie!), decidono quali foto il loro cliente di turno deve ottenere per il suo sito web e ogni altra forma di comunicazione sia online che offline.

Praticamente il fotografo, non venendo consultato e non potendo agire liberamente, non è altro che un tecnico di medio-basso livello che si presta a questo giochino di lecchinismo del sistema consumistico:

non deve mai affrontare problemi, concetti, non può mai presentare una sua proposta, dire la sua, criticare, ampliare il tema, no-no-no. Deve sempre e soltanto ESEGUIRE come un dipendente qualsiasi.

Ma il fotografo, al pari di un copywriter, non è soltanto uno abile nel suo mestiere, ma anche una pesona che in teoria dovrebbe essere PENSANTE e SENSIBILE, una persona che interessandosi del mondo, non può che avere una visione sicuramente maggiore rispetto al tecnico web, ecc.

Poi, certo, purtroppo ci sono quelli che vogliono fare solo i tecnici, quelli bravi dal punto di vista tecnico, quelli fissati con l'attrezzatura, quelli a cui interessa che ci sia una certa messa a fuoco, una certa luce e qualsiasi altro dettaglio + o - importante.

Importante? Mah. Se non traspare un messaggio, cosa ci potrà mai essere di importante?

Ah, e questo avviene sia quando si fanno lavori per clienti statici, nel senso che hanno un locale, un'azienda, sia quando si viene ingaggiati per fotografare un evento pubblico. Infatti, ecco che agenzie e social media manager, ti dicono anche in quel caso che TIPO di foto fare, COME farle, COSA far vedere, cosa ESALTARE e, di conseguenza, cosa no.

Tutto il CONTRARIO che dovrebbe fare un professionista aperto e LIBERO come un vero fotografo che, in teoria, fa il fotografo perché vuole essere libero di esprimersi.

Ma quanti sono i clienti, i committenti, le agenzie, gli enti, ecc., che ingaggiano un fotografo desiderando il suo punto di vista, volendolo far esprimere soggettivamente al 100%?

0? 1?

Fatemi sapere!

28 ottobre 2024

Fotografi irrecuperabili

Tanto per cambiare ho appena i commenti su FB di 2 tizi che, in un post dedicato alla fotografia, hanno elencato tutte le loro vecchie macchine fotografiche, presumo a pellicola, per vantarsi della loro competenza tecnica spacciata per passione, cercando così di screditare la fotografia digitale.

Il problema è generico, non riguarda soltanto queste 2 persone o chi, come loro, sa sempre e solo parlare di macchine fotografiche.

Io, tra l'altro, quasi neanche so che modelli ho e quali sono gli ultimi modelli del marchio che uso da sempre. E lo suo da sempre non perché sia un fanatico, ma perché avendone acquistate soltanto 3 in 18 anni, sono abituato a tasti, schermate e cose simili.

Dicevo, il problema è generico e consiste nel fatto che la fotografia sia prima di tutto sinonimo di ATTREZZATURA e in secondo luogo sinonimo di COGLIERE L'ATTIMO.

Ma l'attimo viene colto dalla macchina fotografica.

Noi esseri umani invece cosa dovremmo fare?

Dovremmo pensare e ideare delle immagini significative che rappresentino un'idea, un concetto, dei valori, che diano significato a certe cose.

Ormai non c'è più bisogno di un fotografo che sappia fotografare bene una mela. 

Se un imprenditore frutticolo (non penso si dica così ahah) vuole farsi conoscere maggiormente in giro, mica ha bisogno di qualcuno che sappia usare meglio degli altri una certa macchina fotografica per realizzare una bella foto di una mela!

Avrà bisogno di una fotografia che rappresenti la sua attività associandola a certi valori: il benessere, la biodiversità, mostrando sia questi aspetti da approfondire, sia aspetti avversi che, essendo negativi, brutti e cattivi, possono attirare maggiormente l'attenzione.

Insomma, quello che voglio dire è che il FOTOGRAFO NON HA NULLA DA DIRE, e neanche PENSA/RIFLETTE sul MONDO, non ha senso che faccia il fotografo!

Se tu sai usare una Nikon o una Hasselblad o un banco ottico a me e a tutti gli altri, a tutto il mondo, non frega assolutamente nulla.

A tutti noi, invece, importa vedere foto nuove pensate e realizzate da te, non ci interessano le fotocopie umane.

Prima di essere fotografi bisogna essere pensatori, bisogna amare il mondo, interessarsi alla società, bisogna essere PERSONE COMPLETE.

A me di discutere di fotografia con un fotografo frega nulla, frega meno di zero, ma cosa volete che me ne freghi di stare lì a battibeccare su cos'è meglio tra Canon e Nikon. Sono un mica un rappresentante o un rivenditore!

26 ottobre 2024

I fotografi professionisti si appiattiscono verso il basso con le banalità del cliente

 In questa società fatta di apparenza, maschere, conformismo e chi più ne ha più ne metta, nessun fotografo professionista (a parte le solite eccezioni) decide di osare e dire la propria.

Tutti si limitano, infatti, a fare il loro compitino da bravo studentelli e chierichetti.

"Il cliente vuole le foto così e gliele faccio così".

Allora dillo prima, sin da subito anzi, che non sei un vero fotografo, ma solo un impiegato/operaio della fotografia.

Un cliente, ancora meglio sarebbe un committente, deve venire date perché vuole avere delle immagini che solo tu sai creare perché hai una certa visione, fantasia, ecc.

Invece no, il cliente arriva e già sa quello che vuole.

"Aaaah - dico io - è arrivato l'esteta".

Invece no, spesso è solo un freddo manager, che se davvero fosse esperto di immagine, arte e comunicazione, farebbe altro, invece se fa il manager sarà esperto di altro, perciò di immaginare deve lasciare parlare e fare il fotografo (o videomaker) assoldato per l'occasione.

Se da una parte c'è una clientela che vuole fotografie banali, ecco però che dall'altra parte c'è una pletora di fotografi che vuole ottenere qualche €uro sicuro e per farlo deve accontentare, ma soprattutto assecondare il cliente di turno:

questa massa di fotografi non osa, non propone, non sperimenta, ma si appiattisce verso il basso.

25 ottobre 2024

Clamoroso errore dei fotografi ritrattisti

Quando si realizzano dei ritratti, siano essi in studio con uno sfondo bianco o ambientati in qualsiasi posto, sia in un interno che in esterno, bisogna non dico conoscere chissà quanto il soggetto, cioè la persona da ritrarre, ma cercare di comprenderla, analizzando il suo viso, la sua postura, il suo sguardo, chiedendole varie cose sulla sua vita, sui suoi pensieri, ecc., e poi bisogna...

LASCIARLA LIBERA DI ESPRIMERSI.

Insomma, bisogna RACCONTARE una persona attraverso un singolo ritratto (o una manciata di fotografie).

Invece, cosa accade nella maggioranza dei casi?

Che il cosiddetto ritrattista, non fa altro che mettere a posto le luci, sceglie una buona inquadratura, e alla fine se è tutto corretto, se ha seguito le regolette, lui si sente alquanto soddisfatto, quando invece la foto è da buttare, perché la fotografia è FREDDA, in quanto il soggetto pare un pezzo di legno, si nota un distanza abissale tra lui e il fotografo.

Quello che molti fotografi non comprendono è che la tecnica è soltanto la base, poi bisogna avere cose da dire, bisogna volerle dire, bisogna far esprimere il soggetto, altrimenti il ritratto sarà soltanto della luce e dello sfondo, non della persona!

Prima di pensare a come fare la foto tecnica, bisogna pensare a come fare per far risaltare ed esaltare il soggetto.

Ci vuole un pizzico di intraprendenza, di visione, di coraggio, bisogna osare, altrimenti viene fuori una foto piatta e fredda.

Perciò smettetela di dire al soggetto di mettersi così e cosà e basta. 

Non siate ridicoli e penosi!

Se vi piacciono le regolette, la tecnica, ecc., ci sono tanti altri lavori in cui vi troverete sicuramente bene, ad esempio potreste andare a fare gli ingegneri o i commercialisti. 

Nessuno vi obbliga a fare i fotografi e la fotografia può benissimo fare a meno di voi!

24 ottobre 2024

Basta immagine standardizzate per la tua attività

Tutti i vari negozi, locali, tutte le varie attività in generale, vogliono mostrarsi al meglio anche attraverso la fotografia e/o il video.

Bene, anzi, ottimo.

Peccato che si comportino tutte allo stesso modo, sia quelli che fanno da sé, sia quelli che si rivolgono alle varie agenzie (siano essere fotografiche che web o di 'comunicazione'), ottenendo un servizio standardizzato con immagini mediocri, non perché fatte male, ma perché prive di idee e di voglia di osare.

In pratica, sono poche le attività che si sentono libere di esprimersi, infatti la maggioranza di uniformizza, col risultato che le fotografie di un locale saranno totalmente uguale a quelle della concorrenza, rendendole le varie attività indistinguibili, se non per com'è fatto il locale e ciò che offrono (cosa che non sempre avviene perché non solo le immagini saranno simili, ma pure i locali e ciò che viene venduto, perché tutti hanno paura di vendere ciò che i rivali non vendono, vogliono andare tutti sul 'sicuro').

Della tua attività deve venire fuori l'anima, non immagine preconfezionate, standardizzate.

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