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30 ottobre 2024

Il problema delle Agenzie Fotografiche e di Comunicazione

C'è un GRAVISSIMO problema legato alle agenzie di vario tipo:

agenzie fotografiche, agenzie web, agenzie di comunicazione.

In costa consiste questo problema, riferito ovviamente alla Fotografia (il mio blog parla di questo, di immagine, quindi non amplio il discorso)?

Consiste nel fatto che le agenzie, che non sono composte da fotografi e neanche da artisti visionari, antropologi o altro, ma soprattutto da tecnici, più qualche sparuto copywriter (il che però vuol dire tutto e niente, proprio come fotografo... dopo ne parlo un po'), decidono quale foto sia buona, in realtà dicono BELLA, e quale no, decidono quali foto il fotografo deve realizzare (se vi dicono di scattarle, chiudete ogni rapporto con queste agenzie!), decidono quali foto il loro cliente di turno deve ottenere per il suo sito web e ogni altra forma di comunicazione sia online che offline.

Praticamente il fotografo, non venendo consultato e non potendo agire liberamente, non è altro che un tecnico di medio-basso livello che si presta a questo giochino di lecchinismo del sistema consumistico:

non deve mai affrontare problemi, concetti, non può mai presentare una sua proposta, dire la sua, criticare, ampliare il tema, no-no-no. Deve sempre e soltanto ESEGUIRE come un dipendente qualsiasi.

Ma il fotografo, al pari di un copywriter, non è soltanto uno abile nel suo mestiere, ma anche una pesona che in teoria dovrebbe essere PENSANTE e SENSIBILE, una persona che interessandosi del mondo, non può che avere una visione sicuramente maggiore rispetto al tecnico web, ecc.

Poi, certo, purtroppo ci sono quelli che vogliono fare solo i tecnici, quelli bravi dal punto di vista tecnico, quelli fissati con l'attrezzatura, quelli a cui interessa che ci sia una certa messa a fuoco, una certa luce e qualsiasi altro dettaglio + o - importante.

Importante? Mah. Se non traspare un messaggio, cosa ci potrà mai essere di importante?

Ah, e questo avviene sia quando si fanno lavori per clienti statici, nel senso che hanno un locale, un'azienda, sia quando si viene ingaggiati per fotografare un evento pubblico. Infatti, ecco che agenzie e social media manager, ti dicono anche in quel caso che TIPO di foto fare, COME farle, COSA far vedere, cosa ESALTARE e, di conseguenza, cosa no.

Tutto il CONTRARIO che dovrebbe fare un professionista aperto e LIBERO come un vero fotografo che, in teoria, fa il fotografo perché vuole essere libero di esprimersi.

Ma quanti sono i clienti, i committenti, le agenzie, gli enti, ecc., che ingaggiano un fotografo desiderando il suo punto di vista, volendolo far esprimere soggettivamente al 100%?

0? 1?

Fatemi sapere!

28 ottobre 2024

Fotografi irrecuperabili

Tanto per cambiare ho appena i commenti su FB di 2 tizi che, in un post dedicato alla fotografia, hanno elencato tutte le loro vecchie macchine fotografiche, presumo a pellicola, per vantarsi della loro competenza tecnica spacciata per passione, cercando così di screditare la fotografia digitale.

Il problema è generico, non riguarda soltanto queste 2 persone o chi, come loro, sa sempre e solo parlare di macchine fotografiche.

Io, tra l'altro, quasi neanche so che modelli ho e quali sono gli ultimi modelli del marchio che uso da sempre. E lo suo da sempre non perché sia un fanatico, ma perché avendone acquistate soltanto 3 in 18 anni, sono abituato a tasti, schermate e cose simili.

Dicevo, il problema è generico e consiste nel fatto che la fotografia sia prima di tutto sinonimo di ATTREZZATURA e in secondo luogo sinonimo di COGLIERE L'ATTIMO.

Ma l'attimo viene colto dalla macchina fotografica.

Noi esseri umani invece cosa dovremmo fare?

Dovremmo pensare e ideare delle immagini significative che rappresentino un'idea, un concetto, dei valori, che diano significato a certe cose.

Ormai non c'è più bisogno di un fotografo che sappia fotografare bene una mela. 

Se un imprenditore frutticolo (non penso si dica così ahah) vuole farsi conoscere maggiormente in giro, mica ha bisogno di qualcuno che sappia usare meglio degli altri una certa macchina fotografica per realizzare una bella foto di una mela!

Avrà bisogno di una fotografia che rappresenti la sua attività associandola a certi valori: il benessere, la biodiversità, mostrando sia questi aspetti da approfondire, sia aspetti avversi che, essendo negativi, brutti e cattivi, possono attirare maggiormente l'attenzione.

Insomma, quello che voglio dire è che il FOTOGRAFO NON HA NULLA DA DIRE, e neanche PENSA/RIFLETTE sul MONDO, non ha senso che faccia il fotografo!

Se tu sai usare una Nikon o una Hasselblad o un banco ottico a me e a tutti gli altri, a tutto il mondo, non frega assolutamente nulla.

A tutti noi, invece, importa vedere foto nuove pensate e realizzate da te, non ci interessano le fotocopie umane.

Prima di essere fotografi bisogna essere pensatori, bisogna amare il mondo, interessarsi alla società, bisogna essere PERSONE COMPLETE.

A me di discutere di fotografia con un fotografo frega nulla, frega meno di zero, ma cosa volete che me ne freghi di stare lì a battibeccare su cos'è meglio tra Canon e Nikon. Sono un mica un rappresentante o un rivenditore!

26 ottobre 2024

I fotografi professionisti si appiattiscono verso il basso con le banalità del cliente

 In questa società fatta di apparenza, maschere, conformismo e chi più ne ha più ne metta, nessun fotografo professionista (a parte le solite eccezioni) decide di osare e dire la propria.

Tutti si limitano, infatti, a fare il loro compitino da bravo studentelli e chierichetti.

"Il cliente vuole le foto così e gliele faccio così".

Allora dillo prima, sin da subito anzi, che non sei un vero fotografo, ma solo un impiegato/operaio della fotografia.

Un cliente, ancora meglio sarebbe un committente, deve venire date perché vuole avere delle immagini che solo tu sai creare perché hai una certa visione, fantasia, ecc.

Invece no, il cliente arriva e già sa quello che vuole.

"Aaaah - dico io - è arrivato l'esteta".

Invece no, spesso è solo un freddo manager, che se davvero fosse esperto di immagine, arte e comunicazione, farebbe altro, invece se fa il manager sarà esperto di altro, perciò di immaginare deve lasciare parlare e fare il fotografo (o videomaker) assoldato per l'occasione.

Se da una parte c'è una clientela che vuole fotografie banali, ecco però che dall'altra parte c'è una pletora di fotografi che vuole ottenere qualche €uro sicuro e per farlo deve accontentare, ma soprattutto assecondare il cliente di turno:

questa massa di fotografi non osa, non propone, non sperimenta, ma si appiattisce verso il basso.

25 ottobre 2024

Clamoroso errore dei fotografi ritrattisti

Quando si realizzano dei ritratti, siano essi in studio con uno sfondo bianco o ambientati in qualsiasi posto, sia in un interno che in esterno, bisogna non dico conoscere chissà quanto il soggetto, cioè la persona da ritrarre, ma cercare di comprenderla, analizzando il suo viso, la sua postura, il suo sguardo, chiedendole varie cose sulla sua vita, sui suoi pensieri, ecc., e poi bisogna...

LASCIARLA LIBERA DI ESPRIMERSI.

Insomma, bisogna RACCONTARE una persona attraverso un singolo ritratto (o una manciata di fotografie).

Invece, cosa accade nella maggioranza dei casi?

Che il cosiddetto ritrattista, non fa altro che mettere a posto le luci, sceglie una buona inquadratura, e alla fine se è tutto corretto, se ha seguito le regolette, lui si sente alquanto soddisfatto, quando invece la foto è da buttare, perché la fotografia è FREDDA, in quanto il soggetto pare un pezzo di legno, si nota un distanza abissale tra lui e il fotografo.

Quello che molti fotografi non comprendono è che la tecnica è soltanto la base, poi bisogna avere cose da dire, bisogna volerle dire, bisogna far esprimere il soggetto, altrimenti il ritratto sarà soltanto della luce e dello sfondo, non della persona!

Prima di pensare a come fare la foto tecnica, bisogna pensare a come fare per far risaltare ed esaltare il soggetto.

Ci vuole un pizzico di intraprendenza, di visione, di coraggio, bisogna osare, altrimenti viene fuori una foto piatta e fredda.

Perciò smettetela di dire al soggetto di mettersi così e cosà e basta. 

Non siate ridicoli e penosi!

Se vi piacciono le regolette, la tecnica, ecc., ci sono tanti altri lavori in cui vi troverete sicuramente bene, ad esempio potreste andare a fare gli ingegneri o i commercialisti. 

Nessuno vi obbliga a fare i fotografi e la fotografia può benissimo fare a meno di voi!

24 ottobre 2024

Basta immagine standardizzate per la tua attività

Tutti i vari negozi, locali, tutte le varie attività in generale, vogliono mostrarsi al meglio anche attraverso la fotografia e/o il video.

Bene, anzi, ottimo.

Peccato che si comportino tutte allo stesso modo, sia quelli che fanno da sé, sia quelli che si rivolgono alle varie agenzie (siano essere fotografiche che web o di 'comunicazione'), ottenendo un servizio standardizzato con immagini mediocri, non perché fatte male, ma perché prive di idee e di voglia di osare.

In pratica, sono poche le attività che si sentono libere di esprimersi, infatti la maggioranza di uniformizza, col risultato che le fotografie di un locale saranno totalmente uguale a quelle della concorrenza, rendendole le varie attività indistinguibili, se non per com'è fatto il locale e ciò che offrono (cosa che non sempre avviene perché non solo le immagini saranno simili, ma pure i locali e ciò che viene venduto, perché tutti hanno paura di vendere ciò che i rivali non vendono, vogliono andare tutti sul 'sicuro').

Della tua attività deve venire fuori l'anima, non immagine preconfezionate, standardizzate.

21 ottobre 2024

Il vero Fotografo scrive con la luce come uno SCRITTORE

Tanti fotografi non sono appassionati di fotografia, ma di attrezzatura, di regole, di tecnica e della replica + o - esatta della realtà che 9 volte su 10 è la parte migliore del mondo o quella all'opposto (nel 1° caso vogliono edulcorare un certo territorio leccando il ciapet al mondo del turismo, nel 2° caso vogliono attirare l'attenzione con lo scandalo, il sangue, ecc.).

Non c'è mai la voglia di approfondire, che ne so, la mediocrità come hanno fatto per decenni Martin Parr e Gabriele Basilico (il primo ha ritratto i vari comportamenti della massa consumistica scivolata sempre più verso il basso, il fondo, senza mostrare mai la volontà e la grinta per cambiare la propria vita, figurarsi il mondo; il secondo le periferie mai inquadrate dagli altri fotografi, facendole vedere e facendocele leggere bene, in maniera chiara, totale, donando loro dignità).

La maggioranza dei fotografi non ha un concetto da approfondire, una visione del mondo da mostrare, ma si limita ad eseguire un compitino sentendosi brava, solamente perché brava tecnicamente, come la fotografia fosse una materia scientifica, come se un fotografo fosse un ingegnere.

Ma Fotografia significa SCRITTURA CON LA LUCE!

Uno scrittore scrive con la penna, ma nessuno pensa che possa mai mettersi a scrivere di penne o di fogli, ma ci si aspetta che approfondisca vari aspetti della vita.

Quindi ecco che io sono convinto che un Fotografo (con la F maiuscola non a caso), debba ESPRIMERSI, debba dire la sua, e lo può fare sia riprendendo la realtà, sia creandola in studio, prendendo modelli, persone, facendogli fare determinate cose, scene, creando situazioni (no, non le stupidissime pose che vengono solitamente fatte fare alle pseudo modelle).

Quando un cliente o ancor meglio un committente si rivolge ad un fotografo, cosa succede?

Nella maggioranza dei casi, purtroppo, succede che c'è una richiesta BEN CHIARA, col PH di turno che deve limitarsi a creare una cosa decisa da un altro, ma in certi casi, ecco che il cliente o committente CHIEDE ESPRESSAMENTE AL FOTOGRAFO di creare una o una serie di immagini fotografiche NUOVE e ORIGINALI, ideate a realizzate da lui.

Nessuno andrebbe mai da uno scrittore per dirgli cosa scrivere.

Non si capisce perché un cliente va da un fotografo per dirgli cosa ritrarre e magari pure come.

In conclusione, dal mio punto di vista, un Fotografo per creare delle immagini e affinché siano 'importanti', deve allontanarsi dall'idea di fotografia del cliente di turno, così come deve stracciare le regole del marketing, altrimenti verranno fuori soltanto fotografie di basso livello, basate su NON-IDEE di bassa lega, perché incentrate sul perbenismo, sul conformismo, convinti che così sarà possibile ottenere il consenso della massa a cui ci si rivolge.

Ma immagini prive di personalità, perfettine, pulitine, fighettine, non attireranno mai l'attenzione del pubblico, sia esso massa o nicchia.

In sintesi, un fotografo deve diventare/essere un AUTORE, perciò deve PENSARE e CREARE.

Chi non pensa e non crea non è un fotografo, ma un mero replicatore della realtà senza arte né parte.

"Eh ma anche Basilico replicava", sì, ma primo replicava a suo modo, sempre nello stesso modo, e secondo dietro c'erano fior studi, pensieri, concetti, visione, sensibilità.

11 ottobre 2024

Un VERO Fotografo se ne frega delle macchine fotografiche

Quando sono in giro a realizzare servizi fotografici o anche quando faccio foto per i fatti miei, ogni tanto mi capita di incontrare persone che mi dicono:

"Anche io sono un appassionato di fotografia!"

E io penso sùbito: "Ma io sono un appassionato di fotografia o delle immagini fotografiche? Uhm, direi delle seconde! Stai a vedere che ora mi parlano delle..."

Loro: "Ho una Yashica, Contax, Canon, Fuji, Nikon XYZ 2730 del 1974 bla bla bla bla"; "Aaaaah bei tempi quando si sviluppavano i rullini e le lastre"

Scusate, ma quella non è FOTOGRAFIA, quella è roba meccanica, è tecnica, è chimica, non c'entra nulla col CREARE fotografiche, con l'ESSERE dei fotografi, ovvero gente che SA VEDERE o che sa CREARE.

Non a caso sono tutti rimasti amatori della domenica.

21 settembre 2024

Saper fotografare non vuol dire saper sviluppare rullini

Oggi ho incontrato un conoscente che negli anni 80 lavorò come fotografo, penso come assistente, nello studio di un fotografo torinese ancora sul mercato.

Si è rivelato molto esperto, davvero molto bravo, ma... te pareva se non mi cadeva sulla tecnica!

In pratica dal punto di vista tecnico era sicuramente eccezionale, ma la fotografia, come dico sempre, non è tecnica, perché questa serve per avere una buona base. La fotografia è... prendere la realtà e farla propria, farsi un autoritratto attraverso la realtà, mostrarla con i propri occhi aka il proprio cervello, le proprie idee. Significa selezionare, scegliere, optare per una cosa anziché per un'altra per ben determinati motivi o semplicemente perché la nostra mente predilige in automatico una certa cosa.

Questo signore, alla fine del nostro discorso, giustamente non è andato a parare sullo sviluppo dei rullini?

Ehhhhhhhhh una volta c'era da fare una gran bel lavoro con lo sviluppo dei negativi!

Ma meno male che oggi ci sono i programmi al computer, dico io.

Oggi poi per modo di dire, dato che stiamo parlando di almeno 20 anni di fotografia digitale!

27 luglio 2024

La gioia di fotografare

A tante persone piace fotografare, anche se non si sa bene cosa o chi, e ne vorrebbero fare una porofessione di questa cosiddetta passione.

Peccato che molti professionisti non siano molto felici del loro mestiere, in quanto magari sognavano certe cose e invece svolgono servizi ripetitivi.

Ma il problema sta nella loro testa, nella loro mente, primo perché é impossibile svolgere tutti quanti certi super servizi, secondo perché per essere felici bisogna esserlo dentro indipendentemente da ciò che succede fuori, da dove siamo, da quanto veniamo pagati, ecc.

O c'è quella certa energia vitale intrinseca, o non c'è.

E se non c'è, la felicità può venire solo causa terzi, ma sarà alquanto passeggera.

Ci dev'essere una sorta di gioia quando si guarda il mondo, anche un piccolo pezzo di mondo, mentre tutti invece cosa fanno? Guardano la loro attrezzatura, badano ai dettagli tecnici, se ne fregano del loro occhio, della loro visione, della loro mente che potrebbe 'farsi un ritratto' attraverso le loro foto.

Come dice il mitico Franco Fontana, ogni giorno bisogna alzarsi e rimanere agganciati all'adolescenza, perché diventi vecchio appena la perdi.

"Perdere l’adolescenza vuole dire perdere il senso del gioco, del divertimento, l’amore per la vita."

E di persone non ancora vecchie ma che in realtà lo sono, ne conosco, e sapete perché? Perché hanno voluto distaccarsi dall'adolescenza, periodo in cui si vogliono conoscere tante cose, ci si esprime davvero molto in diversi modi e si guarda il mondo in modo attivo e acuto, con occhi belli vivaci.

25 luglio 2024

Il copyright vale anche per i video su Repubblica.it?

Ho appena letto che Microsoft dovrà versare dei soldini al quotidiano la Repubblica per via dell'uso di alcuni articoli nel suo sito/motore di ricerca Bing.

Mi pare giusto.

Ma ho una domanda:

i diritti d'autore verranno riconosciuti anche agli autori dei vari video che proprio Repubblica prende dalla rete senza pagarli, per poi proporceli con tanta e bella pubblicità prima che inizino, quindi guadagnandoci?

Sito personale

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