07 aprile 2009

Pornografia dall'Abruzzo

C'è stato il terremoto del secolo in Abruzzo, interi paesi son distrutti, case vecchie e nuove son crollate. Cittadini innocenti, forse 200 sono morti e 70.000 sono senza casa, senza un passato e chissà se avranno mai un futuro!

Detto questo, che bisogno c'è, guardando giornali online e giornali in tv, di inquadrare la gente che soffre, la gente che lavora sotto le macerie, le bare e tutto quanto???

Siamo tutti quanti malati noi spettatori, malati di voyeurismo e di voglia di pornografia!
Come si fa ad andare in Abruzzo per riprendere o scattare foto, quando c'è solo bisogno di sangue, vestiti, cibo e mani che sollevino? Io che ho pudore nel riprendere la gente che fa lavori faticosi e chi è senza speranza, non avrei scattato una sola foto se mi avessero mandato lì a lavorare.

Se so che è una catastrofe, mi basta l'immaginazione. Servizi su servizi fan solo venire voglia di aprire un pacchetto di patatine e di "godersi" lo "spettacolo".

Spero di essere stato chiaro.

PER GLI AIUTI CONTATTATE:

AVIS
PROTEZIONE CIVILE
ALPINI
BANCO ALIMENTARE

COME AIUTARE GLI ABRUZZESI

------ DONAZIONE ACQUA, CIBO, VESTITI, COPERTE, GENERI DI PRIMA NECESSITA’ ---------

Servono casse d’acqua, coperte, vestiti, cuscini, sacchi a pelo, pannolini per bimbi, latte in polvere, assorbenti per anziani, carta igienica, e tutti i beni di prima necessità. Gli aiuti si possono sia inviare in pacchi per posta o con corriere, oppure portarli direttamente a (N.B. eventualmente contattare l'ente per prendere accordi):

ROMA
Centro raccolta Croce Rossa Italiana
Via Ramazzini 31 (Zona Gianicolense, vicino all'ospedale S. Camillo) Per informazioni importanti, chiamate la C.R.I qui: 06/65.33.623 (ma solo se necessario, viste le numerose telefonate che ricevono per l'emergenza in corso).

ROMA
"Fare ambiente"
Via Nazionale, 243, Roma
Tel. 06.484409 – 335.1353330

ROMA
Viale Tor di Quinto, parcheggio del Gran Teatro, prosegue la raccolta di ACQUA SIGILLATA (in bottoglia). Fino a venerdi'.

ROMA
messaggio da Monica Rossi (fb): Stiamo raccogliendo generi di prima necessità, chiunque può contattare Tommaso Mignini al 3348958953, Maurizio Brugiatelli al 3284631964 e Barbara Cerusico del "Comitato io donna" al 3206127286

NAPOLI
Centro raccolta “Croce Rossa Italiana”
via s. Giovanni a Teduccio 45, Napoli
tel 0812286820
(n.b. inviare solo vestiti NUOVI, per quelli usati rivolgersi alla Caritas)

NAPOLI
CAROVANA DI SOLIDARIETA' PER L'ABRUZZO. Punto raccolta universitario:
martedì 7 aprile ore 10-22 e mercoledì 8 aprile 10-19, Università Orientale, aula RadioAzioni (palazzo corigliano - piazza san domenico maggiore - università orientale)
cibo in scatola, medicinali generici, saponi detersivi per igiene e intimo, vestiti coperte date le temperature abruzzesi. Si dovrebbe partire da napoli giovedì 9 aprile con macchine e furgoni.
organizzazione: http://www.facebook.com/inbox/?ref=mb&nctrct=1239097179829#/event.php?eid=27429544963&ref=mf

PESCARA
Federazione Prc (Rifondazione Comunista) di Pescara, via F. Tedesco 8, centro di raccolta materiali e di accoglienza, referente Richi: 339.3255805 (generi di prima necessità come acqua, pasta, latte UHT, biscotti)

PALERMO
Circolo Vella di Rifondazione Comunista : raccolta di generi di prima necessità e di fondi.
via dei Credenzieri 11
giorno 7 aprile dalle 16.00 in poi
3890328844 | info@prcvella.org
Stiamo organizzando un furgone di aiuto alla popolazione abruzzese e il vostro sostegno serve ADESSO!!!!

LANCIANO:
Raccolta coperte, omogeneizzati, latte, acqua, farmaci da banco e generi alimentari in scatola
centro raccolta della chiesa di S.Chiara

MONZA e BRIANZA
Massimo Suppo (contatto fb)
chi volesse darci una mano:
Poste&Comunicazioni private
Via S. Stefano, 33
20057 Vedano al Lambro
agenzia31@postenazionali.it

PER I TORINESI COME ME:
BANCO ALIMENTARE ONLUS:
Corso Roma, 24/Ter
10024 Moncalieri (TO)
011 6051145

CONTO CORRENTE POSTALE N° 28748200
Intestato a: Fondazione Banco Alimentare Onlus
Causale: Emergenza terremoto Abruzzo

CONTO CORRENTE BANCARIO
Banca Prossima
IBAN IT52L0335901600100000003514
Intestato a: Fondazione Banco Alimentare Onlus
Causale: Emergenza terremoto Abruzzo

DONA ONLINE (con carta di credito)
http://www.bancoalimentare.org/donazioni
Causale: Emergenza terremoto Abruzzo

Il Banco Alimentare raccoglie prodotti a lunga conservazione, non freschi.

* latte a lunga conservazione
* zucchero
* crackers e fette biscottate
* biscotti, brioche e altri prodotti per la prima colazione
* tonno in scatola
* confetture e frutta sciroppata
* succhi di frutta
* cioccolata
* prodotti per la prima infanzia
* acqua minerale

AVIS:
via Piacenza 7
011/3161090

CROCE ROSSA ITALIANA:
Fonte: http://www.cri.it/

Conto Corrente Bancario
C/C BANCARIO n° 218020 presso: Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati
Tesoreria - Via San Nicola da Tolentino 67 – Roma
intestato a Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 - 00187 Roma.
Coordinate bancarie (codice IBAN) relative sono:
IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020
Causale: PRO TERREMOTO ABRUZZO

Conto Corrente Postale n. 300004
intestato a: "Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 - 00187 Roma
c/c postale n° 300004
Codice IBAN: IT24 - X076 0103 2000 0000 0300 004
Causale PRO TERREMOTO ABRUZZO

DONAZIONI VIA SMS / TELEFONIA FISSA:
Potete donare 1 euro via SMS (o 2 euro chiamando da rete fissa) attraverso il numero 48580 se siete clienti di uno di questi operatori:
* Tim
* Vodafone
* Wind
* 3 Italia

CAI CLUB ALPINO ITALIANO:
Conto corrente n° 500X36
intestato “RACCOLTA FONDI IL CAI PER L’ABRUZZO”
Banca Popolare di Sondrio – Agenzia Milano 21
IBAN IT42 F056 9601 6200 0000 0500 X36

Luca Calzolari – responsabile Ufficio Stampa CAI
Tel. +39 335 43 2870
calzolari@cervelliinazione.it
Stefano Mandelli – Ufficio Stampa CAI
mob.+39 335 8074321
mandelli@cervelliinazione.it
Cervelli In Azione Srl – Bologna

9 commenti:

Caty ha detto...

bravissimo . è così che si fà !!il mondo è pieno di sciacalli sulle sventure altrui ma riuscire a dire .no, io non ci stò - è la cosa migliore da fare .

viola ha detto...

si...sono abruzzese....
hai ragione nel tuo post, l'insistere così sul dolore è vergognoso, ormai in questi anni è diventata la nostra malattia...chissà se si fanno un esame di coscienza certe volte queste persone....
ciao

GB ha detto...

Ciao Danx,
su questo tema abbiamo già discusso in passato con Sandro Iovine, ma credo che non si arriverà mai ad una posizione unica e condivisa.
Da parte mia, penso che un fotoreportage senza l'elemento umano fornirebbe comunque un'informazione incompleta. Quello che non va è il soffermarsi solo sull'elemento umano, senza discrezione (*), e questo è -a mio parere- dovuto ad una scarsa preparazione dei fotografi, a carenza di idee fotografiche ed all'assenza (in redazione) di una fase di selezione delle fotografie da pubblicare (la mia impressione è che oggi si pubblichi on-line tutto ciò che viene fotografato, senza alcuna selezione).
Ancora una volta, invito a guardare le gallerei fotografiche del magazine Time per farsi un'idea di come può essere raccontato (fotograficamente) un evento.

Ciao e scusa se mi sono dilungato
Giovanni B.

(*) Per avere un'idea basta guardare le gallerie on-line di Repubblica (riprese poi anche nella versiona cartacea). E cito Repubblica perchè ritengo che sia, comunque, la testata che meglio gestisce la fotografia di reportage in Italia (sic!).

Danx ha detto...

Penso che per compiere servizi sulle tragedie, bisogna entrare in rapporti con alcune persone del luogo, ottenere la loro fiducia e riprendere la loro vita che non dev'essere per forza triste, perchè in questi frangenti vedi gente che magari prima si snobbava, ora unita nell'aiutarsi.
Invece si punta molto sui disperati, come se la gente a casa volesse vedere un film truculento.
Se la gente che da i soldi alle tv e ai giornali vuole queste cose, è ovvio che i fotografi per campare devo fare gli sciacalli come i "giornalisti" di Vespa, Matrix e Studio culo Aperto che entrano di notte nelle auto degli sfollati chiedendo perchè non ha mangiato? ha perso 2 parenti, come si sente?
Quindi, con questo modo di lavorare, i fotografi dotati di etica scompaiono.
Spero che all'estero sia molto diverso.
E spero che quelli italiani bravi, abbiano altri canali grazie al quale vivere, senza dover per forza fare gli sciacalli.
Spero che verrà assoldato Basilico per le foto delle rovine dell'Aquila e provincia.
Ciao e grazie del prezioso commento.

Danx ha detto...

Copio e incolla una mia risposta che ho scritto ad un'altra persona a riguardo di ciò:

"Se da una parte è ovviamente giusto documentare per mostrare a tutti la reale situazione, non penso che ciò lo si riesca a compiere usando il teleobiettivo puntato sulle facce delle persone. Penso che anche nel dramma uno voglia mantere una certa dignità, ovvero non mostrarsi affranto. Penso, dunque, che basti mostrare le macerie coi resti di una vita, fogli, foto, libri, computer, pupazzi, ecc., per far recepire alle persone non toccate dal dramma la situazione pesante che invece gli autoctoni vivono!
Io quando per Torino vedo gente povera, disperata, mica gli punto in faccia l'obiettivo per poi mostrare in giro il loro faccione e dire: GUARDATE, QUESTA E' UNA GRANDISSIMA FOTO SOCIALE.
No, perchè non racconta niente di quelle persone, per me è solo pornografia per la gente ricca o anche solo mediamente ricca che ha bisogno di versare qualche lacrima provando finta compassione.
Io, come puoi vedere nel mio sito, ho ripreso un pover'uomo che suonava in una via cercando di mostrare la sua solitudine tramite una certa inquadratura e nascondendo quasi il suo volto, anche perchè non devi compatire SOLO lui, ma tutti quelli come lui. Idem per una vecchietta che camminava da sola in una via buia con al fondo una chiesa (mentre nella via affianco era pieno di gente che faceva shopping, ma questo non si vede purtroppo).
Quindi foto come questa le aborro:
http://blog.ilmatemagico.com/images-ilblogsonoio/terremoto-abruzzo-laquila-feriti.jpg

GB ha detto...

Ciao Danx,
rieccomi, sollecitato all'intervento dagli ultimi due tuoi commenti.

Sul primo, in parte, discordo, perchè un conto è un reportage fotografico sugli effetti del terremoto (che avviene subito dopo il terremoto, e quindi senza dare il tempo di "entrare in rapporti con alcune persone del luogo"), altra cosa è il reportage sul terremoto che si può fare dopo pochi giorni (in qual caso, concordo, è opportuno evidenziare tutti gli elementi che tu hai citato).

Il secondo tuo commento fornisce invece, a mio parere, l'elemento chiave per districarsi in questa situazione. Eccola qua: "non penso che ciò lo si riesca a compiere usando il teleobiettivo puntato sulle facce delle persone". Non so se questo aspetto "tecnico" sia stato portato per caso o volutamente nella discussione, ma -a mio parere- l'uso eccessivo del teleobiettivo, che isola dal contesto e sbatte in primo piano la persona nel suo dolore, è uno dei fattori che più contribuisce alla produzione di questi fastidiosi reportage. E qui torniamo ad una mia precedente affermazione: si usa il teleobiettivo perchè non si hanno gli elementi tecnici e culturali per utilizzare il grandangolo (che, portando più elementi nell'inquadratura, è ben più difficile da gestire per costruire un'immagine efficace).
Quanto agli esempi di "giornalismo" da te citati, si commentano da soli, e richiedono, obbligatoriamente, l'uso delle virgolette.

Ciao
Giovanni B.

Danx ha detto...

Sicuramente è difficile entrare in contatto con queste persone che vivono una situazione totalmente diversa dalla nostra.
Ma sbattere in prima pagina gente che soffre, ripresa in modo subdolo col teleobiettivo, no non mi va bene.
Alla fine sono persone con una loro dignità...ma penso che senza queste foto brutte, molti italiani non si sentano coinvolti...non so, bisognerebbe interpellare un sociologo ed uno psicologo.

GB ha detto...

No, secondo me già concordiamo. Se mi riesce, cerco di segnalarti reportage fotografici gestiti a mio parere con "eleganza"; un'immagine (come sai) vale cento parole!

Ciao
Giovanni

Danx ha detto...

La fotografia è un linguaggio quindi è auspicabile che possa comunicare in assenza di parole :)
Non sai infatti quanto odio leggere i titoli delle foto!

Io non sono un fotoreporter, non mi piace il genere, non mi interessano gli eventi che scompariranno nella storia, ma confido nel reportage che mi proporrai sperando di notare approcci più umani fra fotografo e soggetto sofferente.

Danx