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25 agosto 2009

Natura ravvicinata

(English translation here)

Ok, mentre i vostri amici vi tedieranno con le loro foto di montagna, io vi propongo dei piccoli incontri con piccoli esempi di natura che si trovano vicino a casa che danno relax, freschezza, pace, insomma tante piacevoli sensazioni...basta uscire dai palazzoni!


Danx

22 agosto 2009

America

Robert Frank - Americans

Guardando le fotografie del fotografo svizzero Robert Frank riguardanti gli Stati Uniti d'America (1955-56), oltre al grigiore della vita quotidiana nei paesi e nelle grandi città, si notano molte cose, divenute poi simboli, che han fatto il giro del mondo creando altrettanti miti.

Grosse moto nere rumorose (Harley-Davidson), sopra le quali ragazzotti si "davano le arie"; fast-food, per chi è sempre "on the road", anche se non c'è romanticismo nelle facce delle commesse, completamente robotizzate, nè in quelle dei viaggiatori (o emigranti, o lavoratori o fuggitivi, o altro ancora) che sembrano non sapere dove andare ne il perchè del loro spostamento; legati al fast-food ci sono i drive-in (in pratica parcheggi con un tabellone dove vedere un film); alle auto onnipresenti si collegano le foto della gente che perde la vita a causa di esse lungo le highways, altri che ci dormono e cosi via, fino ad arrivare ai bus con davanti i bianchi e dietro i neri. Come da noi, nelle città ci sono giornali provenienti da tutto il mondo (ma sono solo informazioni che non portano ad alcun cambiamento, io infatti ai quotidiani preferisco riviste specializzate che mi arricchiscono molto di più), insegne per mostrare i prezzi della merce e, per fortuna, anche neri felici di suonare il loro fantastico jazz! Unico esempio di vita vera, secondo me, d'altronde i bianchi han contrapposto, a questa fantastica musica fantasiosa (scusate la ripetizione, ma ci stava), i juke-box dove a suonare non era un gruppo di amici, ma una macchinetta.


Penso che l'Europa sia caduta in un tranello: per colpa del cinema che ha edulcorato questo stile di vita, da 50-60 anni qui si vive col mito, ormai a portata di mano, del cibo con cui ingozzarsi per mostrarsi indaffarati, dei motori rombanti, unico mezzo per far sentire uno sprazzo del proprio essere in un mondo sempre più rumoroso, delle sigarette (canne no, guai, che dio maledica la canapa) per imitare gli attori, della vita con un valore inferiore alla merce prodotta/venduta, ecc.
Gli USA han dimostrato al mondo intero quanto la gente sia plagiabile grazie alle stupidate.
Mentre noi perdevamo tempo a idealizzare questo stile di vita fatto di lamiere e consumismo, ce ne fregavamo dei risultati a livello sociali raggiunti dai paesi scandinavi, questo è il mio rammarico.
Questo ed altro è ciò che mi ha fatto pensare e scrivere le fotografie di Robert Frank!


Link foto:
http://phomul.canalblog.com/archives/frank__robert/index.html

Libro:
http://www.contrastobooks.com/cultura/LibriDettaglio.asp?idlib=1479

5 agosto 2009

29 luglio 2009

Altered places

(English translation here)

Foto a impatto zero: realizzate spostandomi in bicicletta :)

Ecco una breve sequela di foto realizzata all'interno di uno stesso assolato pomeriggio di Giugno.

Le carico, le condivido, solo ora poichè pensavo di unirle ad altre, ma probabilmente lo farò nel futuro prossimo.


Ikea, per gli amanti del giardinaggio, coloro i quali prima han però deforestato :) anzi :(


Partita di calcio. Ce ne sono di reti da distruggere col pallone!


Scuola


I ricconi amanti del "green" coi loro bei SUV attaccati al campo (camminano già nel campo da golf, poverini),
che consumano come 10 utilitarie


Ovviamente potete già unirle ad altre presenti nel mio blog (questo :)) o nel mio sito (www.danximage.com)

Video: F.Guccini - Libertà (Se fossi un fiume potrei andare rompendo gli argini nelle mie alluvioni)

20 luglio 2009

Palazzi taurinensi

Alcuni ritratti di palazzi della mia città, colti in una domenica pomeriggio soleggiata e solitaria di qualche settimana fa, per poter ammirare meglio alcune belle costruzioni architettoniche poco note:






Danx

16 luglio 2009

Terroristi

In UK molti fotografi, sia professionisti che amatori che turisti, subiscono stupide persecuzioni da parte delle autorità per via di scatti realizzati in pubblico, ad obiettivi definiti "sensibili", come se loro fossero terroristi che necessitano informazioni particolari su certe strutture. Altri invece vengono bloccati per presunta pedofilia!
Nasce un gruppo di fotografi dal nome "NOT A CRIME" Link
e Flickr's link

6 luglio 2009

Peopleeeeeee

(English translation here)

Dovrei, per motivi di ordine cronologico, mettere altre foto di turisti fatte in un rinomato giardino a metà luglio, dopo quelle dei primi di maggio, ma, poichè sono davvero tante e devo scegliere ancora per bene le migliori, opto per inserire alcune foto di vero street, diametralmente opposte a queste menzionate, scattate ieri in centro.


Signore con un bel ciuffo che sovrasta la massa. Su di lui sembrano pendere le energie del palazzo alla nostra destra.

Corpulente donne di diverse etnie.

Anziano custode del Duomo di Torino, sempre presente e forse oppresso dalla monotonia del suo servir la fede.

Anziano signore italiano con badante sudamericana. Sembrano ad un bivio, a destra il loro passato, a sinistra un vicolo buio dove scomparirà la donna, grazie alla dura leggere contro gli immigrati varata dal Governo?

Come già in passato, anche se in poche occasioni, mi piace molto riprendere quasi di sfuggita varie tipologie di persone, quelle che danno meno nell'occhio, quelle che cerchiamo di evitare di vedere, insomma quelle persone che non verranno mai fotografate. Eppure la loro bontà (e mi riferisco soprattutto agli anziani) e il loro attaccarsi alla vita tramite qualsiasi onesto mezzo, che sia un lavoro monotono od una carrozzina, fanno sì che la città sia di tutti, fanno sì che la città abbia un'anima.

Le foto originali sono a colori, queste le ho convertite ed elaborate in bianco e nero. Dopodichè ci ho aggiunto del disturbo (lo vede come rumore o grana? Spero quest'ultima :P) e, come già fatto in passato, per far sì che non sia un corpo estraneo, ho messo un leggere filtro di sfocatura e poi ho stretto un po la gamma dinamica affinchè le zone scure ritornassero ad essere appunto scure, siccome il filtro del disturbo schiarisce molto. Ci sono programmi adatti all'aggiunta della grana, ci sono tecniche migliori, fatto sta che io in questo caso non ho compiuto elaborazioni per abbellire le foto, ma per renderle più aggressive, ho dunque usato un'elaborazione quasi istintiva, più da artista che da tecnico.

3 luglio 2009

Il boschetto della mia fantasia

(English translation here)

Dopo aver brillantemente risolto un problemino che qui su Blogger.com non mi consentiva la creazione di nuovi post, finalmente posso caricare alcune foto sovversive, provenienti da un grumo eversivo del mio occhio ed obiettivo malato, per dirla alla Berlusconi, il nostro amato Premier, sempre sia lodato :)


Mi sono costruito un obiettivo tutto mio che, per fortuna, nessuno ha ancora avuto modo di ammirare.
Con questo è finalmente possibile vedere il mondo di ogni giorno, ritratto in maniera espressionistica oserei dire, affinchè la mente venga invogliata a capire com'è realmente e ad immaginare come invece un posto, nella sua semplicità, possa sorprendere.


Ho scelto un bel posticino, un bel boschetto che, data la sua importanza poichè barriera naturale fra la periferia di Torino ed un paese limitrofo, merita di essere ritratto in ogni modo per denotare lo slancio vitale che imprime nell'umanità, col suo verde in certi tratti anche abbastanza selvaggio.






Danx

25 giugno 2009

Notte diabolica

(English translation here)

Ci fu un tempo in cui gli
street photographers ricercavano la poesia nel quotidiano, l'armonia dei gesti, le divertenti combinazioni, i contrasti fra i diversi tipi di persone che s'incrociavano per caso nei centri delle metropoli, il tutto unito da un'accurata composizione ed esposizione. Tra questi figurano sicuramente Bresson - link - e Doisneau - link - (questo fece una foto - link - che oggi lo condannerebbe alla gattabuia a vita per pedofilia...altri tempi!).

Vennero "spazzati via" da fotografi più crudi, che ricercavano la vera vita quotidiana, con le sue sofferenze, ingiustizie, miserie, banalità senza fine, ripetitive...insomma una vita grigia e senza futuro. Fra questi cito Robert Frank, famoso per il libro di metà anni 50 dal tito "Americans" e Walker Evans. Se il primo ci faceva entrare maggiormente nella vita delle persone ritratte in giro per gli U.S.A., come in queste 2 foto - link1 e link2- , il secondo, invece, aveva un rapporto più freddo con l'ambiente circostante: era più descrittivo per mostrare chiaramente, con poca soggettività, le condizioni di vita delle persone di certi territori poco conosciuti degli U.S.A., senza creare un legame fra lo spettatore e il soggetto che avrebbe influenzato troppo portando il primo al provare pietà - link -.

Negli anni 60, invece, ci fu il ritorno nelle città, nei centri, infatti dei nuovi street photographers come
Gary Winogrand bazzicavano le grandi metropoli come New York, fotografando i cambiamenti nella società, fotogrando persone sulle quali non gravava più la crisi economica (che fu un enorme fardello per i soggetti dei 2 fotografi citati prima), evolute nei costumi (minigonne presenti già prima del 68, coppie vivaci, rampanti managers - link1 e link 2 - ed ovviamente tutto il resto dell'umanità che si ritrova in città per cercare di avere un pò di visibilità e speranza - link -), persone quasi di un altro mondo, a volte alienate, alienazione visibile anche in certe fotografie dei sobborghi, in cui solitari bambini e mamme sembrano avventurarsi senza motivo e senza troppo convinzione fuori dal loro mondo ovattato perso nel nulla - link -.

Nei 70 queste ricerche sugli "usi e costumi" del popolo occidentale, vennero svolte con l'
ausilio del colore, sdoganato nell'arte fotografica da William Eggleston, che infatti fu il primo ad esporre stampe a colori, modalità prima relegata alle cartoline e alle pubblicità, quindi considerata volgare. Con lui la street si evolve, infatti, oltre al già citato colore, abbiamo ritratti oggetti di uso quotidiano prima relegati in seconda fila, se non addirittura non raffigurati - link1 e link2 -.

La ricerca dei simboli, delle cose, che rappresentano al meglio l'uomo medio contemporaneo porterà alla crescita del famoso
Martin Parr - link -, esploso fra gli anni 80 e 90, ed ora membro della famosissima agenzia Magnum, impegnato a ritrarre le masse di turisti e la classe media in UK come nel resto del mondo, con un fare da catalogatore, quasi maniacale, con colori iper saturi quasi come se fosse impegnato più a fotografare oggetti per pubblicità che persone, essendo queste omologate sia negli acquisti che nei comportamenti.

Si noti dunque, come la fotografia col passare delle decadi, sia diventata uno strumento di studio sociale: inizialmente si ricercava la bellezza, dopodichè i problemi, dopo ancora le banalità, per chiudere il cerchio nei modi di fare ripetitivi della massa.

Quale può essere il prossimo passo, nel caso il cerchio non sia ancora chiuso?


Io però, e qua forse esagero, per street intendo anche quelle fotografie che mostrano l'ambiente contemporaneo senza alcuna presenza umana per mostrarci, sia oggettivamente che oniricamente, i luoghi più angosciosi con i quali abbiamo a che fare ogni giorno.
La quotidianità (e la sua banalità) è quindi un filo logico che unisce i fotografi di diverse generazioni
e potrei includere, fra questi paesaggisti che escludono quasi sempre figure umane, se non per ben determinati progetti, Robert Adams (nessuna parentela col famosissimo Ansel Adams) - link -, Atget - link - e Brassai, il più romantico con le sue visioni di Parigi - link1 e link2 -. Il primo è intento nel perseguire una visione oggettiva ("bisogna essere oggettivi per non diventare oggetti"), il secondo nel ritrarre le architetture e il terzo notturni con nebbie e luci squarcianti affiancate al buio più totale di parchi e vie cittadine.

Come si sta evolvendo la street? E come le foto notturne?
Saranno ammesse nella storia della fotografia le foto più oscure e realizzate velocemente, poco descrittive, che lasciano trapelare un'anima spettrale dai luoghi senza storia, senza arte nè parte?
E se invece, entrassero nell'arte fotografica, ricerche notturne incentrate su tanti colori, essendo noi abituati a vedere periferie buie e centri storici ritratti con una dominanta giallastra?
La notte è fantastica, ti mette a disposizione un mondo prima pieno di persone e auto, di colori facili da cogliere, proprio perchè prima c'è il giorno.

Questi sono i miei ultimi notturni, freschi freschi:






O forse il futuro sta nel ricreare virtualmente (non per forze tramite computer-grafica) le scene del mondo reale ritratte nel passato dai grandi della fotografia?
Esempio con i Lego:
link. La foto originale - link - è di Bresson.

Se qualcuno avesse idee e suggerimenti in merito non ha che da commentare, idem nel caso io abbia commesso errori riguardanti i vari fotografi.

23 giugno 2009

Casa d'estate

(English translation here)

In certi torridi giorni estivi, stando in casa, il cervello si dissocia dalla realtà
, quasi come se si stesse spegnendo piano piano perchè asfissiato dalla luce accecante, dal calore sprigionato dalle torride strade, dalla mancanza di aria che spinge a vedere l'inutilità e l'assurdità in tutte le cose presenti in casa, anche perchè si è impossibilitati ad adoperarle al meglio e perchè, slegati dalla realtà, non si vuole avere alcun rapporto con ciò che è materia, con ciò che non può comprendere i nostri problemi meta-fisici.
Quando si vive fra la città e la campagna attorniata dal rumore e dagli spazi vuoti, non sempre è possibile trovare un luogo ameno dove crogiolarsi e dunque il cervello va in crisi, perchè non vede futuro.

Ho dunque cercato di rappresentare questo malessere attraverso queste foto, in cui giochi di luce provengono da non ben definiti manufatti, in cui la testa gira cercando una novità e magari uno spiraglio di vita...poi si apre la porta, anche lì i soliti muri impersonali, le scale senza fine, siamo a decine ma non c'è nessuno, chiusi fra case, ascensori, auto, uffici e supermercati (l'ascensore meriterebbe un approfondimento. Mi fa senso, infatti, vedere le persone al di fuori che lo aspettano mentre io ne sono all'interno o mentre io ne sono all'esterno che le vedo salire o scendere, pur essendo loro, come me quando son nei loro panni, completamente fermi e, seppur vicini, lontani da me perchè separati da 2 porte. E' il simbolo dell'individualismo forse, il simbolo della fretta e del distacco dal prossimo e dalla terra. L'abitare in alto è incompresibile per me).



Varcata la porta, verso sera, vado in cerca di luci, sinonimo di vita o sinonimo di spazi privati, chiusi o simbolo di non-luoghi costretti, per paura, ad essere sempre illuminati, illuminando pure gli alberi, simbolo della natura costretta a recepire più luce di quanta ne abbia mai avuta per miliardi di anni senza di noi. Ma questa è la seconda parte, speriamo si compirà!

Sito personale

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