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1 luglio 2015

LAVORARE DA FOTOGRAFO, CHE FATICA

Secondo la vulgata popolare, una persona che passa dall'hobby alla professione è fortunata.

In realtà sono due cose diametralmente diverse, infatti l'hobbysta realizza fotografie che piacciono a lui ma soprattutto solo quando va a lui. Se fanno pena, e se non ha voglia di uscire (o se vuole uscire per fare altro), non cambia nulla. L'hobbista ha il suo lavoro si spera sicuro e si spera con tanto di tredicesima, ferie, contributi, malattia, ecc.

Il professionista per proporsi come tale inizialmente non verrà pagato da nessuno, e in più dovrà ovviamente investire una cospicua cifra in attrezzatura che, sia chiaro, non comprende solo corpi macchina e obiettivi, ma anche tanti più o meno piccoli/grandi oggetti.
Il professionista inizialmente quando è un signor nessuno deve sgobbare alla grande a tal punto che rischierà di svenire e di schifare la fotografia, anche perché magari lavorerà in perdita, magari farà foto di cose (persone, oggetti, eventi) che gli fregano meno di nulla o magari dovrà cercare lui degli argomenti, delle tematiche che possano interessare ad agenzie e ai clienti di queste, ecc.

Inoltre, il professionista, lavorerà almeno inizialmente quasi tutti i giorni e quando non verrà pagato lavorerà comunque perché all'inizio dovrà magari impratichirsi nell'uso di tutta l'attrezzatura compresa quella digitale (la cosidetta camera chiara).
Fare fotografie lungo più giornate di fila, magari sotto il sol-leone, dopo aver dormito poco perché una volta terminata la sessione fotografica (ovvero lo "shooting", come amano dire i giovani fotografi fighetti per dare una grande importanza a ciò che hanno fatto, come se a Londra o a New York importasse qualcosa di loro..) bisogna tornare in ufficio/negozio/studio/casa a scaricare, guardare, eliminare, elaborare, magari rielaborare per vedere le differenze tra un'elaborazione e l'altra, convertire, magari stampare o ordinare stampe da andare poi a prendere e chissà quante altre cose, vi giuro che è dura.

L'ideale, ad un certo punto, se possibile, è scremare i clienti, scegliersi i più danarosi, facendo di conseguenza pochi lavori ma buoni, in modo tale da dare il massimo in un numero inferiore di occasioni che però ci daranno maggiori soddisfazioni e buon umore.

Quest'ultimo punto è ovviamente un sogno. Con tutti i fotografi che ci sono in giro, che magari hanno più soldi di te e sanno relazionarsi meglio di te, perché mai una grande ditta dovrebbe volerti, specie se lavori da solo?

L'ideale è specializzarsi in uno o max due settori e lavorare con un'altra persona. Quel settore però dev'essere in espansione.

Comunque se avessi un figlio gli direi di andare a lavorare in banca. Ovviamente io non ci andrei neanche sotto tortura e la stanchezza è soltanto una sensazione temporanea! Domani grandi foto!
Perché il bello della fotografia è che a differenza del commesso, dell'impiegato, dello spazzino, dell'insegnante, ecc., ogni giorno puoi avere dinnanzi a te nuove sfide, stimoli, emozioni, persone!!

30 giugno 2015

NEL CAOS LA GIOIA

Guardando le mie vecchie fotografie, proprio quelle dei primordi, dei miei primi passi in questo settore, rabbrividirei se fossi un estraneo, ma in quanto me stesso sorrido. Non sapevo né cosa comunicare, anzi, non volevo comunicare niente, saltellavo da una cosa all'altra così, tanto per vedere come diventano le cose una volta fattesi immagine. Potrei rammaricarmi di quei risultati scadenti, ma alla fine ne sono non dico orgoglioso ma contento perché comunque avevo entusiasmo, il quale mi ha accompagnato negli anni successivi realizzando con costanze fotografie oserei di ricerca personale. Niente di che, ma dopo 3 anni ho avuto un miglioramento sia tecnico che non saprei come definirlo, forse mentale, che mi ha portato a concentrarmi su una determinata cosa e quindi quella prima esperienza naif è stata utile per farmi poi uscire in piena notte d'inverno, e in bici, per andare a fare foto in quartieri abbastanza distanti dal mio, quando una persona normale né l'avrebbe fatto e soprattutto né avrebbe usato la bici. Ecco, sono orgoglioso della costanza e passione e determinazione avuta in quel mio periodo notturno.

Fra alti e bassi ho sempre fatto qualche foto, ma vedendo la fotografia come una cosa grandissima, le mie foto mi hanno portato a pensare che fosse inutile continuare con serietà perché era impossibile riuscire a comunicare tutti i miei vari sentimenti e opinioni sul mondo. L'ideale in questi casi è buttarsi nell'arte fotografica, compiendo una fotografia più esteticamente piacevole che pregna di contenuti per me dunque difficile da trovare e condividere. Ho sempre apprezzato tantissimi i reporter anche non di guerra, ma allo stesso tempo la confusione presente nelle varie fotografie, la povertà, le macchie di olio, petrolio, sangue, ecc., mi ha sempre un po' destabilizzato e frenato. Certe fotografie che DEVONO esistere, mi hanno portato un po' di negatività non solo nel mio atto fotografico dicendo a me stesso: ma che foto sto facendo.. c'è un mondo che soffre e io riprendo ste cose.., ma anche nella mia vita in generale. Pensando ai drammi del mondo mi sentivo una formica, o peggio un granello di sabbia, impossibilitata a fare la benché minima cosa utile per l'umanità.

Poi, improvvisamente, ecco di nuovo la scintilla, il sole, l'energia, la voglia di vita!
Come nella musica, ecco la voglia di ritmo, di melodia, di bassi, di acuti, voglia di ballare, di far vedere agli stronzi in giro per il mondo che noi siamo vivi alla faccia loro, di far vedere che in fondo ogni umano può essere speciale nella sua semplice bontà, di far vedere che ci son tante piccole cose che ci tengono legati alla vita terrena e voglia di far vedere appunto questa umanità considerata minore perché non riempie gli stadi, non vince i Nobel e non va nello spazio, ma senza la quale saremmo tutti poveri e pure morti.

Ma soprattutto voglia di far vedere che so o che voglio fare qualcosa di ben preciso.
Non bisogna mollare.
Ad un certo punto mi son detto che dovevo fare. Ho fatto e ho conosciuto persone bellissime.
Non dipende dal destino, ma dal caos presente nella mia testa.. all'interno della confusione ci sono cose belle che poi improvvisamente si incontrano e danno tanta gioia.

29 giugno 2015

VOGLIO LA BELLEZZA OGNI GIORNO

"E' NECESSARIO CREDERE, BISOGNA SCRIVERE", canta Fabri Fibra

E io posso dire:

"E' necessario credere.. che sia possibile trovare qualcosa di bello ogni giorno, bisogna scrivere con la luce per scolpire nell'illusoria eternità cotanta bellezza"

Secondo me il fotografo, quello che fa spinto da una sete infinita di bellezza e vita, e non il commerciante e il commerciale, fa uno dei lavori più belli del mondo!!!
Io quando passo belle giornate da fotografo, come quelle che sto vivendo in questi giorni al sapore dolce di rinascita, ho i brividi sia quando faccio le foto sia quando le riguardo perché vedo nelle persone riprese qualcosa di speciale! E i brividi li porto con me anche quando non le posso vedere, quando cammino fuori, specie quando c'è un po' di vento.. mi faccio trasportare chissà dove.

Non so se sono riuscito a spiegarmi, di sicuro voglio dire che questo è un lavoro/secondo lavoro/passatempo stupendo perché ci mette in diretta comunicazione col prossimo in linea paritaria se lo svolgiamo al meglio con empatia. Ci si scambiano opinioni, pareri, idee, gusti, poi si lavora assieme con l'altro (es: modella/o) per raggiungere un obiettivo comune e alla fine vedo la bellezza sopra l'odiosa urbe, con questa pronta a soccombere con tutti i suoi insulsi rumori, puzze, urla, ecc.

Penso di essere cambiato, una volta cercavo o il degrado o la fredda quotidianità, forse per tentare di convincere il prossimo (ma chi di preciso?) che viviamo in posti assurdi totalmente innaturali dove tutto è regolamentato, classificato e ha un prezzo, ora me ne frego di ciò, non posso cambiare il mondo, per cui vado oltre.. e ringrazio le persone che in questi giorni ho conosciuto!

28 giugno 2015

IL BELLO DEL FOTOGRAFARE

Secondo me ogni tipo di fotografia può essere bellissimo, è bello prendersi cura di ogni oggetto e soggetto, luce, ambiente, scenario, colori, ecc., ecc.! E' bello vedere qualsiasi tipo di foto se fatta bene, anche se ultra commerciale, l'importante è vedere la giusta inquadratura, i contrasti, come si rapportano le cose inquadrate, vedere cosa fa la gente, ecc.

Ma la cosa ancora più BELLA è il potersi permettere il LUSSO di uscire da casa, dallo studio o da quello che avete voi (negozio, sala pose, garage o che ne so io!) e rapportarsi col prossimo e non per scattare snapshot ma per INCONTRARE gente nuova e di volta in volta anche solo leggermente diversa da quella incontrata in precedenza e riprederli in posti altrettanto diversi, in condizioni diverse.

Ogni persona sa regalare tante emozioni.. sembra strano in questa società dove si è incastrati in schemi mentali e ingabbiati fisicamente (casa, uffici, fabbriche, bus, auto e le stesse strade) e dove viene tutto calcolato, catalogo e dove ci si basa sulla quantità, ma è davvero così, o perlomeno è quello che sto provando io ora che sto cercando di RINASCERE come fotografo.

Avevo smesso per tanto tempo sia per una questione di soldi sia per questioni più intime, personali, etiche ed emotive che non sto qua a spiegare (in breve: mi interessavano svariati argomenti e verso certi che reputavo superiori non sapevo come rapportarmici) perchè tutt'ora sono confuso, ora però so che voglio cercare il bello nelle persone perché per cambiare il mondo dobbiamo dare valore alla gente giusta e alle cose giuste. Non si può sperare di cambiare se si è diciamo così depressi pensando alle disgrazie e alla cose che non vanno.

E poi gente bella e cose belle sono piacevoli da vedere e fanno girare l'economia, anche la mia, vabbé ora no, però non si sa mai :P

27 giugno 2015

FERRAGOSTO


Seduto a ferragosto lungo viali alberati
di alberi di plastica tutti muti
vola aria ripiena di idrocarburi
Dalle gabbie di mattoni escono topi
corrono in moto faranno la fine dei birilli
di un bowling devastato in periferia
Come elefanti incazzati dalle articolazioni arrugginite
arrivano i camioncini della nettezza urbana
Vecchie aspettano l'oro alla fermata del bus
E poi tutti come amebe, zombie o replicanti
ben programmati al centro commerciale
a mandare avanti questo circolo vizioso
dove i vizi vengono nascosti
Esci infuriato dal bagno
sei sommerso dai cartellini
Tutto ha un prezzo ma tu non incassi mai danaro
tanto poi lo butti come un sacchetto
o come la tua testa che di volta in volta
viene riempita di bisogni dagli spot
E continui a rimanere fermo passando
da una gabbia all'altra in panorama
di un Bronx fatto di Rolex di carta
attaccati ad un cancello marrone arrugginito
che mostra i difetti solo da vicino
Arrivano gli imbianchini solerti
costretti a scavalcarne altri tre o quattro
Non s'è mai vista una cavia
pulire il laboratorio dove viene seviziata
Non s'è mai vista una cavia
pulire il laboratorio dove viene seviziata
Non s'è mai vista una cavia
pulire il laboratorio dove viene seviziata

Copyright DANIELE COMOGLIO 2015

COME VENDERE FOTO ONLINE

Realizzare fotografie di impatto è un'arte, bisogna trovare la giusta inquadratura, angolatura, luce (o luci se adoperiamo i flash o luci da studio), soggetto, tematica, colori, ecc.

Ma lo è altrettanto il saperle vendere.

Certo, prima di tutto uno potrebbe essere tentato dal sapersi vendere per trovare clienti in ambito commerciale (still-life ad esempio) o cerimoniale (ci sono sempre più fotografi matrimonialisti, incredibile la passione delle "nuove leve" verso questo genere bistrattato da tutti), ma se si punta invece alla vendita delle proprie fotografie tramite un'agenzia siamo liberi di variare soggetti e tematiche, ma non lo saremo altrettanto dal punto di vista della scelta dell'inquadratura.

Vediamo il perché.

Noto che c'è una pletora di fotoamatori che tanto per unire l'utile al dilettevole prova a vendere le proprie foto online, ma, essendo per l'appunto amatori, commettono degli errori grossolani: soggetti inutili, soggetti magari utili ma troppo lontani, soggetti utili ma lontani e con luce veramente scadente, soggetti utili, ottima luce ma spazi ristretti così la foto sarà invendibile per una pubblicità o per una copertina.

Come diceva Robert Capa, il soggetto dev'essere vicino al fotografo.
Questo vale soprattutto per chi le venderà online e per chi avrà le sue poche foto in mezzo a milioni di altre foto: se le vostre foto non sono lucenti, contrastate, colorate, con un soggetto facilmente rintracciabile e apprezzabile, come potete sperare di campare di fotografia???
Alla gente che acquista foto non interessa il vostro lato malinconico, il vostro voler copiare qualche fotografo-artista rinomato.. voi siete lì per vendere foto commerciali e/o editoriali, non arte o i vostri sentimenti.

E se vi piace la street photography, anziché riprendere gruppi di gente a caso che si scaccola per la strada, fotografate qualche evento magari fresco, colorato, magari tralasciando gli eventi folkloristici che non hanno alcun legame col presente e figurarsi col futuro.

Il segreto sta nel concentrarsi e nel pensare di fare professionalmente una cosa anche quando la si fa amatorialmente o comunque a tempo perso come terzo o quarto lavoro.

Questi sono consigli che non dò soltanto a chi mi legge, ma anche a me stesso, dato che nel mio recente e breve passato ho commesso tanti errori!

26 giugno 2015

Basta con le foto di matrimonio

OK, un giorno magari anche io cercherò clienti per essere pagato alla grande grazie ai servizi fotografici dei matrimoni, però non li sopporto davvero i siti dei fotografi matrimoniali perché fino ad ora ho sempre e solo visto le solite coppie M + F felici.

Secondo voi matrimonialisti, se IO mi dovessi sposare, perché mai dovrei scegliere uno di voi se questi vostri servizi/reportage sono tutti UGUALI? Non è certo usando il B/N che uno si differenzia.

Innanzitutto io eliminerei le banalissime, stupidissime e inutilissime foto degli sposi nella loro vecchia casa dei genitori.. mi sa di un italico puzzolente mammismo allucinante. Mammismo non perché uno prima del matrimonio abiti ancora coi genitori (se uno non ha soldi o sta bene con loro liberissimo di vivere così!), ma perché si sente la presenza ossessiva dei genitori che scrutano i loro figli con fare malinconico (oddddio, uscirà da casa per sempre!!!), anziché levarsi dai maroni che tanto li vedremo anche in chiesa/comune e al ricevimento. Non è il soggetto il problema, quanto la modalità con cui questa/e persona/e si presenta-no all'interno dell'immagine.

Dopodiché, per pubblicizzarmi, cercherei le coppie più particolari, prendendo sia le più belle che le più buffe (quindi strafighi che sembrano di plastica e cicciotelli ridanciani vestiti di rosso e blu, boh, sto dicendo due cose stupide a caso, non fateci.. caso). Eviterei il black and white da inviato di guerra che A non si capisce un cazzo (ma fa figo...boh?!?!) e B è ormai una cosa svalutata (molti vorrebbero fare i fotoreporter ma sia per la comodità sia per il vil denaro preferiscono virare sui matrimoni).

E poi andiamo giù di gay lesbian e transex!!!!!!!

1 marzo 2015

Semplicità e bellezza in fotografia



Nel post dedicato a HCB di un sito di fotografia, da me appena scoperto, si parla di semplicità.

Quella che molti fotografi attuali non hanno.

Molti pensano che per fare BELLE fotografie siano necessarie macchine fotografiche costose e non un solo obiettivo costono, anzi, tutt’altro, almeno 2 se non 3 obiettivi in modo tale da poter effettuare ogni tipo di “scatto”, dal paesaggio al reportage, dallo sport alla natura.

La bella fotografia è una BALLA, come si dice dalle mie parti, cioè un’invenzione negativa, una bugia, una falsità.
La bellezza in fotografia, secondo tutti questi dispendiosi fotografi schiavi della tecnica, del consumismo, dei soldi e della quantità (son tutte cose legate tra loro), la si trova soltanto con le foto montane o marittime durante le ore dell’alba o del tramonto, meglio se il paesaggio ci sembra tridimensionale, meglio se la gamma dinamica è molto ampia, meglio se il fotografo/autore/artista ha colto il momento.. decisivo (ops) della luce. Fa bene a cercare la luce migliore, ma il troppo storpia.

Avete presente i pittorialisti e i poeti? Ecco, i fotografi di cui parlo sono uguali a loro, gente che vive fra le nuvole, che attraverso queste fotografi pompate e pompose, il mondo sia bello, bellissimo, anzi di più. Non c’è alcuna ricerca né di stile personale né di semplicità. Perché mai il mondo dovrebbe essere bello solo quando così tanta luce ci investe? E nel resto della giornata? Perché il fotografo artista pittorialista medio deve banfare così tanto? Tutte le volte che son andato al mare e in montagna o in altri posti, quella calda luce solare l’ho vista per pochi attimi, ma l’ho vista anche in città o in campagna. Questo per dire che noi se vogliamo essere originali in fotografia e non seguire come pecore la propaganda e gli stereotipi (che però potremmo benissimo seguire e copiare per fare i soldoni!!), dovremmo saper cogliere la bellezza in maniera meno banale e anche in altri orari.

Rifletteteci su, grazie.

Cerchiamo la bellezza

IO sono convinto che molte persone vengano spinte a fotografare dalla bellezza, o dalla ricerca della bellezza, o, ancora meglio, dalla voglia di bellezza!

La cerchiamo perché siamo attorniati dal brutto che ci viene sbattuto di fronte sia dai telegiornali sia dalle nostre città, con la bellezza, che è la cosa che ci spinge a stare in vita, nascosta chissà dove, ma il fotografo col suo grandioso occhio e le sue potenti macchine e lenti, ha il bellissimo compito di scovarla, non importa secondo se andando in posti naturali conosciuti o meno, l'importanti è che siano vicino alle città, perché anche nelle zone urbane o nei loro pressi, ci sono dei tesori naturali che molti snobbano ma che in realtà andrebbero valorizzati.

Soltanto valorizzando, la gente se ne prenderebbe maggiormente cura e vivrebbe meglio la propria vita in città.

27 febbraio 2015

Come sbagliare un PORTFOLIO

In questi giorni, forse per masochismo o per divertimento, chissà, sto guardando un po' di gallerieeeees dei vari fotografi italiani professionisti o semi-professionisti, ma comunque per nulla conosciuti al grande pubblico (che poi chi è il grande pubblico? E' quello che conosce solo O. Toscani e Corona che comunque non è un fotografo ma soltanto un ?), e riscontro quasi sempre lo stesso errore:

GALLERIE UNITE CORRETTAMENTE DAL PUNTO DI VISTA DELLA TEMATICA, ma completamente sgangherate dal punto di vista ESTETICO.

Che senso ha mettere 20 foto di cui 18 a colori e 2 in bianco e nero, con una di queste un po' magenta?
Che senso ha mettere 18 foto a colori di cui alcune virate e sovraesposte (tocco d'artista o di fotografo annoiato e scarso?), quando i tuoi clienti difficilmente ti chiederanno queste cavolate?
E che senso ha dire che si è pubblicato sul National Geographic, quando la fotografia in questione, appartiene non ad un servizio fotografico ma al concorso annuale? Ok, la pubblicazione della foto c'è stata, ma non vuol dire essere un professionista (anche perché la foto non te l'hanno pagata!), un reporter ambientale e/o naturalistico..

Poi capito nel sito di un 20enne americano e.. SBAM..
La perfezione! E compare pure il tariffario. In Italia, invece, tutti hanno "paura" di mostrare quanto chiedono, forse perché sanno che non esiste cultura dell'immagine e la gente appena sente certi prezzi scappa. Io direi: peggio per loro.

Qua facciamo le cose un po' a casaccio, diciamo la verità. E abbiamo pure paura di divenire fotografi professionisti a tutti gli effetti mollando il vecchio lavoro. Il problema è che là sono soliti rischiare, per loro è normale, qua siamo tutti mammoni e più si hanno soldi e posti di lavoro sicuri, meno si rischia per evitare di cadere dalla padella alla brace!

Sito personale

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