In questi giorni, forse per masochismo o per divertimento, chissà, sto guardando un po' di gallerieeeees dei vari fotografi italiani professionisti o semi-professionisti, ma comunque per nulla conosciuti al grande pubblico (che poi chi è il grande pubblico? E' quello che conosce solo O. Toscani e Corona che comunque non è un fotografo ma soltanto un ?), e riscontro quasi sempre lo stesso errore:
GALLERIE UNITE CORRETTAMENTE DAL PUNTO DI VISTA DELLA TEMATICA, ma completamente sgangherate dal punto di vista ESTETICO.
Che senso ha mettere 20 foto di cui 18 a colori e 2 in bianco e nero, con una di queste un po' magenta?
Che senso ha mettere 18 foto a colori di cui alcune virate e sovraesposte (tocco d'artista o di fotografo annoiato e scarso?), quando i tuoi clienti difficilmente ti chiederanno queste cavolate?
E che senso ha dire che si è pubblicato sul National Geographic, quando la fotografia in questione, appartiene non ad un servizio fotografico ma al concorso annuale? Ok, la pubblicazione della foto c'è stata, ma non vuol dire essere un professionista (anche perché la foto non te l'hanno pagata!), un reporter ambientale e/o naturalistico..
Poi capito nel sito di un 20enne americano e.. SBAM..
La perfezione! E compare pure il tariffario. In Italia, invece, tutti hanno "paura" di mostrare quanto chiedono, forse perché sanno che non esiste cultura dell'immagine e la gente appena sente certi prezzi scappa. Io direi: peggio per loro.
Qua facciamo le cose un po' a casaccio, diciamo la verità. E abbiamo pure paura di divenire fotografi professionisti a tutti gli effetti mollando il vecchio lavoro. Il problema è che là sono soliti rischiare, per loro è normale, qua siamo tutti mammoni e più si hanno soldi e posti di lavoro sicuri, meno si rischia per evitare di cadere dalla padella alla brace!
Nessun commento:
Posta un commento