Realizzare fotografie di impatto è un'arte, bisogna trovare la giusta inquadratura, angolatura, luce (o luci se adoperiamo i flash o luci da studio), soggetto, tematica, colori, ecc.
Ma lo è altrettanto il saperle vendere.
Certo, prima di tutto uno potrebbe essere tentato dal sapersi vendere per trovare clienti in ambito commerciale (still-life ad esempio) o cerimoniale (ci sono sempre più fotografi matrimonialisti, incredibile la passione delle "nuove leve" verso questo genere bistrattato da tutti), ma se si punta invece alla vendita delle proprie fotografie tramite un'agenzia siamo liberi di variare soggetti e tematiche, ma non lo saremo altrettanto dal punto di vista della scelta dell'inquadratura.
Vediamo il perché.
Noto che c'è una pletora di fotoamatori che tanto per unire l'utile al dilettevole prova a vendere le proprie foto online, ma, essendo per l'appunto amatori, commettono degli errori grossolani: soggetti inutili, soggetti magari utili ma troppo lontani, soggetti utili ma lontani e con luce veramente scadente, soggetti utili, ottima luce ma spazi ristretti così la foto sarà invendibile per una pubblicità o per una copertina.
Come diceva Robert Capa, il soggetto dev'essere vicino al fotografo.
Questo vale soprattutto per chi le venderà online e per chi avrà le sue poche foto in mezzo a milioni di altre foto: se le vostre foto non sono lucenti, contrastate, colorate, con un soggetto facilmente rintracciabile e apprezzabile, come potete sperare di campare di fotografia???
Alla gente che acquista foto non interessa il vostro lato malinconico, il vostro voler copiare qualche fotografo-artista rinomato.. voi siete lì per vendere foto commerciali e/o editoriali, non arte o i vostri sentimenti.
E se vi piace la street photography, anziché riprendere gruppi di gente a caso che si scaccola per la strada, fotografate qualche evento magari fresco, colorato, magari tralasciando gli eventi folkloristici che non hanno alcun legame col presente e figurarsi col futuro.
Il segreto sta nel concentrarsi e nel pensare di fare professionalmente una cosa anche quando la si fa amatorialmente o comunque a tempo perso come terzo o quarto lavoro.
Questi sono consigli che non dò soltanto a chi mi legge, ma anche a me stesso, dato che nel mio recente e breve passato ho commesso tanti errori!
Questo blog utilizza solo strumenti di Google, non sono presenti software, app, plugin o altro di fornitori terzi.
27 giugno 2015
26 giugno 2015
Basta con le foto di matrimonio
OK, un giorno magari anche io cercherò clienti per essere pagato alla grande grazie ai servizi fotografici dei matrimoni, però non li sopporto davvero i siti dei fotografi matrimoniali perché fino ad ora ho sempre e solo visto le solite coppie M + F felici.
Secondo voi matrimonialisti, se IO mi dovessi sposare, perché mai dovrei scegliere uno di voi se questi vostri servizi/reportage sono tutti UGUALI? Non è certo usando il B/N che uno si differenzia.
Innanzitutto io eliminerei le banalissime, stupidissime e inutilissime foto degli sposi nella loro vecchia casa dei genitori.. mi sa di un italico puzzolente mammismo allucinante. Mammismo non perché uno prima del matrimonio abiti ancora coi genitori (se uno non ha soldi o sta bene con loro liberissimo di vivere così!), ma perché si sente la presenza ossessiva dei genitori che scrutano i loro figli con fare malinconico (oddddio, uscirà da casa per sempre!!!), anziché levarsi dai maroni che tanto li vedremo anche in chiesa/comune e al ricevimento. Non è il soggetto il problema, quanto la modalità con cui questa/e persona/e si presenta-no all'interno dell'immagine.
Dopodiché, per pubblicizzarmi, cercherei le coppie più particolari, prendendo sia le più belle che le più buffe (quindi strafighi che sembrano di plastica e cicciotelli ridanciani vestiti di rosso e blu, boh, sto dicendo due cose stupide a caso, non fateci.. caso). Eviterei il black and white da inviato di guerra che A non si capisce un cazzo (ma fa figo...boh?!?!) e B è ormai una cosa svalutata (molti vorrebbero fare i fotoreporter ma sia per la comodità sia per il vil denaro preferiscono virare sui matrimoni).
E poi andiamo giù di gay lesbian e transex!!!!!!!
Secondo voi matrimonialisti, se IO mi dovessi sposare, perché mai dovrei scegliere uno di voi se questi vostri servizi/reportage sono tutti UGUALI? Non è certo usando il B/N che uno si differenzia.
Innanzitutto io eliminerei le banalissime, stupidissime e inutilissime foto degli sposi nella loro vecchia casa dei genitori.. mi sa di un italico puzzolente mammismo allucinante. Mammismo non perché uno prima del matrimonio abiti ancora coi genitori (se uno non ha soldi o sta bene con loro liberissimo di vivere così!), ma perché si sente la presenza ossessiva dei genitori che scrutano i loro figli con fare malinconico (oddddio, uscirà da casa per sempre!!!), anziché levarsi dai maroni che tanto li vedremo anche in chiesa/comune e al ricevimento. Non è il soggetto il problema, quanto la modalità con cui questa/e persona/e si presenta-no all'interno dell'immagine.
Dopodiché, per pubblicizzarmi, cercherei le coppie più particolari, prendendo sia le più belle che le più buffe (quindi strafighi che sembrano di plastica e cicciotelli ridanciani vestiti di rosso e blu, boh, sto dicendo due cose stupide a caso, non fateci.. caso). Eviterei il black and white da inviato di guerra che A non si capisce un cazzo (ma fa figo...boh?!?!) e B è ormai una cosa svalutata (molti vorrebbero fare i fotoreporter ma sia per la comodità sia per il vil denaro preferiscono virare sui matrimoni).
E poi andiamo giù di gay lesbian e transex!!!!!!!
1 marzo 2015
Semplicità e bellezza in fotografia
Nel post dedicato a HCB di un sito di fotografia, da me
appena scoperto, si parla di semplicità.
Quella che molti fotografi attuali non hanno.
Molti pensano che per fare BELLE fotografie siano necessarie
macchine fotografiche costose e non un solo obiettivo costono, anzi, tutt’altro,
almeno 2 se non 3 obiettivi in modo tale da poter effettuare ogni tipo di “scatto”,
dal paesaggio al reportage, dallo sport alla natura.
La bella fotografia è una BALLA, come si dice dalle mie
parti, cioè un’invenzione negativa, una bugia, una falsità.
La bellezza in fotografia, secondo tutti questi dispendiosi
fotografi schiavi della tecnica, del consumismo, dei soldi e della quantità
(son tutte cose legate tra loro), la si trova soltanto con le foto montane o
marittime durante le ore dell’alba o del tramonto, meglio se il paesaggio ci
sembra tridimensionale, meglio se la gamma dinamica è molto ampia, meglio se il
fotografo/autore/artista ha colto il momento.. decisivo (ops) della luce. Fa
bene a cercare la luce migliore, ma il troppo storpia.
Avete presente i pittorialisti e i poeti? Ecco, i fotografi
di cui parlo sono uguali a loro, gente che vive fra le nuvole, che attraverso
queste fotografi pompate e pompose, il mondo sia bello, bellissimo, anzi di
più. Non c’è alcuna ricerca né di stile personale né di semplicità. Perché mai
il mondo dovrebbe essere bello solo quando così tanta luce ci investe? E nel
resto della giornata? Perché il fotografo artista pittorialista medio deve
banfare così tanto? Tutte le volte che son andato al mare e in montagna o in
altri posti, quella calda luce solare l’ho vista per pochi attimi, ma l’ho
vista anche in città o in campagna. Questo per dire che noi se vogliamo essere
originali in fotografia e non seguire come pecore la propaganda e gli stereotipi (che però potremmo benissimo seguire e copiare per fare i soldoni!!), dovremmo saper cogliere la bellezza in maniera meno
banale e anche in altri orari.
Rifletteteci su, grazie.
Cerchiamo la bellezza
IO sono convinto che molte persone vengano spinte a fotografare dalla bellezza, o dalla ricerca della bellezza, o, ancora meglio, dalla voglia di bellezza!
La cerchiamo perché siamo attorniati dal brutto che ci viene sbattuto di fronte sia dai telegiornali sia dalle nostre città, con la bellezza, che è la cosa che ci spinge a stare in vita, nascosta chissà dove, ma il fotografo col suo grandioso occhio e le sue potenti macchine e lenti, ha il bellissimo compito di scovarla, non importa secondo se andando in posti naturali conosciuti o meno, l'importanti è che siano vicino alle città, perché anche nelle zone urbane o nei loro pressi, ci sono dei tesori naturali che molti snobbano ma che in realtà andrebbero valorizzati.
Soltanto valorizzando, la gente se ne prenderebbe maggiormente cura e vivrebbe meglio la propria vita in città.
La cerchiamo perché siamo attorniati dal brutto che ci viene sbattuto di fronte sia dai telegiornali sia dalle nostre città, con la bellezza, che è la cosa che ci spinge a stare in vita, nascosta chissà dove, ma il fotografo col suo grandioso occhio e le sue potenti macchine e lenti, ha il bellissimo compito di scovarla, non importa secondo se andando in posti naturali conosciuti o meno, l'importanti è che siano vicino alle città, perché anche nelle zone urbane o nei loro pressi, ci sono dei tesori naturali che molti snobbano ma che in realtà andrebbero valorizzati.
Soltanto valorizzando, la gente se ne prenderebbe maggiormente cura e vivrebbe meglio la propria vita in città.
27 febbraio 2015
Come sbagliare un PORTFOLIO
In questi giorni, forse per masochismo o per divertimento, chissà, sto guardando un po' di gallerieeeees dei vari fotografi italiani professionisti o semi-professionisti, ma comunque per nulla conosciuti al grande pubblico (che poi chi è il grande pubblico? E' quello che conosce solo O. Toscani e Corona che comunque non è un fotografo ma soltanto un ?), e riscontro quasi sempre lo stesso errore:
GALLERIE UNITE CORRETTAMENTE DAL PUNTO DI VISTA DELLA TEMATICA, ma completamente sgangherate dal punto di vista ESTETICO.
Che senso ha mettere 20 foto di cui 18 a colori e 2 in bianco e nero, con una di queste un po' magenta?
Che senso ha mettere 18 foto a colori di cui alcune virate e sovraesposte (tocco d'artista o di fotografo annoiato e scarso?), quando i tuoi clienti difficilmente ti chiederanno queste cavolate?
E che senso ha dire che si è pubblicato sul National Geographic, quando la fotografia in questione, appartiene non ad un servizio fotografico ma al concorso annuale? Ok, la pubblicazione della foto c'è stata, ma non vuol dire essere un professionista (anche perché la foto non te l'hanno pagata!), un reporter ambientale e/o naturalistico..
Poi capito nel sito di un 20enne americano e.. SBAM..
La perfezione! E compare pure il tariffario. In Italia, invece, tutti hanno "paura" di mostrare quanto chiedono, forse perché sanno che non esiste cultura dell'immagine e la gente appena sente certi prezzi scappa. Io direi: peggio per loro.
Qua facciamo le cose un po' a casaccio, diciamo la verità. E abbiamo pure paura di divenire fotografi professionisti a tutti gli effetti mollando il vecchio lavoro. Il problema è che là sono soliti rischiare, per loro è normale, qua siamo tutti mammoni e più si hanno soldi e posti di lavoro sicuri, meno si rischia per evitare di cadere dalla padella alla brace!
GALLERIE UNITE CORRETTAMENTE DAL PUNTO DI VISTA DELLA TEMATICA, ma completamente sgangherate dal punto di vista ESTETICO.
Che senso ha mettere 20 foto di cui 18 a colori e 2 in bianco e nero, con una di queste un po' magenta?
Che senso ha mettere 18 foto a colori di cui alcune virate e sovraesposte (tocco d'artista o di fotografo annoiato e scarso?), quando i tuoi clienti difficilmente ti chiederanno queste cavolate?
E che senso ha dire che si è pubblicato sul National Geographic, quando la fotografia in questione, appartiene non ad un servizio fotografico ma al concorso annuale? Ok, la pubblicazione della foto c'è stata, ma non vuol dire essere un professionista (anche perché la foto non te l'hanno pagata!), un reporter ambientale e/o naturalistico..
Poi capito nel sito di un 20enne americano e.. SBAM..
La perfezione! E compare pure il tariffario. In Italia, invece, tutti hanno "paura" di mostrare quanto chiedono, forse perché sanno che non esiste cultura dell'immagine e la gente appena sente certi prezzi scappa. Io direi: peggio per loro.
Qua facciamo le cose un po' a casaccio, diciamo la verità. E abbiamo pure paura di divenire fotografi professionisti a tutti gli effetti mollando il vecchio lavoro. Il problema è che là sono soliti rischiare, per loro è normale, qua siamo tutti mammoni e più si hanno soldi e posti di lavoro sicuri, meno si rischia per evitare di cadere dalla padella alla brace!
Arte o reportage?
FOTOGRAFIA COME ARTE O COME DOCUMENTO? E I DOCUMENTARISTI-ARTISTI come Basilico e Vitali?
Vediamo un po' se riesco ad elaborare per bene il mio pensiero..
Quando ho in mente la parola fotografia e quando voglio eseguire fotografie, mi vengono sempre in mente i grandi nomi che ci hanno mostrato il mondo nella sua crudezza, principalmente durante le guerre e le carestie. Da noi queste cose, per fortuna, non ci sono più, ma è fondamentale riprenderle?
SI' e NO.
Sì, perché la gente deve sapere e deve vedere per avere delle prove certe (anche se ogni fotografia può benissimo essere stata realizzato in realtà da un'altra parte del globo e con attori, o anche più semplicemente può mostrare X con, nella didascalia, scritto Y...), No, perché tanto ormai i fotografi di guerra et similia sono davvero tantissimi, rischiano la vita e la rischiano anche per pochi soldi (così dicono...).
Io purtroppo mi sento sempre in colpa perché anziché riprendere i poveri, riprendo un po' quello che capita in giro e che va a me (non proprio quello che capita, diciamo quello che mi colpisce, anzi che mi incuriosisce, e anche se sono cavolate, si tratta sempre di cose presenti nel mondo, quindi di realtà, della nostra realtà), però alla fine cos'è una fotografia?
E' un quadrato o un rettangolo che ha la stessa funzione di un altro rettangolo simili, ovvero la tela del pittore, sulla quale vengono impressi dei colori per dare forma soltanto ad alcune cose esistenti o irreali.
Per cui una fotografia non deve per forza mostrare l'orrere, la disperazione, la violenza e la povertà, anche se praticamente tutti ci hanno insegnato che essere impegnati socialmente è non solo utile, ma essenziale.
La fotografia, quindi, la si può ritenere semplicemente un prodotto al pari del pane, dello champagne e di una Ferrari. D'altronde le fotografie di guerre non cambiano la vita delle vittime, cambiano semmai la vita dei fotografi che le venderanno a tutti i giornali del modno.
Secondo voi, io dovrei autocondannarmi perché non riprendo i poveri e gli sfruttati?
E tutti quelli che fotografano gli aironi, le modelle (con ovviamente la pelle liscissima!), le automobili (ovviamente quelle nuove, mica quelle arrugginite, abbandonate, bruciate, o accatastate nelle autodemolizioni) le sfilate, i vip (mica i poveri e i disoccupati o i loro colleghi fotografi senza una lira come me), le gare sportive, ecc., secondo voi si sentono in colpa? Ma và, riprendono quello che vogliono e vengono ben pagati!
E sempre secondo voi, un panetterie, un industriale che incassa miliardi vendendo champagne e auto di lusso, si duole perché il suo business non aiuta i poveri, e figurarsi le vittime di guerre?
NO!!! Ognuno pensa al proprio business.
E che dire dei foto-artisti?
Fanno arte, fanno documenti, fanno foto utili, fanno foto inutili?
Per i galleristi e i collezionisti, oltre che per loro stessi, non si tratta certamente di foto inutili, dato che danno gloria e danari. Riprendono morti e poveri? No. Molto spesso riprendono semplicemente dei muri, o una serie di cose ben ordinate. Ciò che conta è il pensiero (cioè l'idea e il concetto), la serialità e le poche copie numerate e ovviamente non stampate in maniera classica su dei fogli.
Un foto-artista magari nasce semplicemente come documentarista, ma visto che il suo lavoro viene poco retribuito o non sovverte l'ordine delle cose, non cambia lo stato delle cose, allora beh, dice, quasi quasi provo a vendermi meglio, dato che comunque questo per me è un business, un lavoro e con le foto ci devo campare e spero di farlo pure bene!
Allora il fotografo documentarista diventa artista, non chiedetemi come si fa, forse cercando amicizie fra i galleristi, ma ormai penso che il treno sia passato, ora i foto-artisti son davvero tanti e le gallerie d'arte non mi pare ne cerchino altri, perché più ce ne sono, più si svalutano.
Questo per ribadire che ognuno pensa alle propri tasche, anche quelli che riprendono le guerre, perché lo fanno principalmente per il loro ego: Avete visto quanto son figo ad andare sotto le bombe? Ora sì che sono un vero fotografo della Magnum! E sti cazzi, tanto domani nascerà un'altra guerra!
E tutti i giovani fotografi perchè fanno le fotografie secondo voi?
Molto semplicemente perché qualcuno ha detto loro che vendendo le fotografie è possibile fare una bella vita divertendosi faticando il giusto (cioè poco).
Ora son tutti dei grandi fotografi o comunque dei fotografi molto esperti, super tecnici, peccato che senza multiscatto e senza possibilità, che ne so, di cambiare istantaneamente la sensibilità e senza la possibilità di "pacioccare" le fotografie al computer aggiustando l'esposizione e i colori, se ne starebbero tutto il giorno rinchiusi in fabbrica o in miniera.
Scusate questa pappardella ma mi serviva per capire se posso continuare a riprendere comodamente sotto casa i cestini della spazzatura. Grazie.
Vediamo un po' se riesco ad elaborare per bene il mio pensiero..
Quando ho in mente la parola fotografia e quando voglio eseguire fotografie, mi vengono sempre in mente i grandi nomi che ci hanno mostrato il mondo nella sua crudezza, principalmente durante le guerre e le carestie. Da noi queste cose, per fortuna, non ci sono più, ma è fondamentale riprenderle?
SI' e NO.
Sì, perché la gente deve sapere e deve vedere per avere delle prove certe (anche se ogni fotografia può benissimo essere stata realizzato in realtà da un'altra parte del globo e con attori, o anche più semplicemente può mostrare X con, nella didascalia, scritto Y...), No, perché tanto ormai i fotografi di guerra et similia sono davvero tantissimi, rischiano la vita e la rischiano anche per pochi soldi (così dicono...).
Io purtroppo mi sento sempre in colpa perché anziché riprendere i poveri, riprendo un po' quello che capita in giro e che va a me (non proprio quello che capita, diciamo quello che mi colpisce, anzi che mi incuriosisce, e anche se sono cavolate, si tratta sempre di cose presenti nel mondo, quindi di realtà, della nostra realtà), però alla fine cos'è una fotografia?
E' un quadrato o un rettangolo che ha la stessa funzione di un altro rettangolo simili, ovvero la tela del pittore, sulla quale vengono impressi dei colori per dare forma soltanto ad alcune cose esistenti o irreali.
Per cui una fotografia non deve per forza mostrare l'orrere, la disperazione, la violenza e la povertà, anche se praticamente tutti ci hanno insegnato che essere impegnati socialmente è non solo utile, ma essenziale.
La fotografia, quindi, la si può ritenere semplicemente un prodotto al pari del pane, dello champagne e di una Ferrari. D'altronde le fotografie di guerre non cambiano la vita delle vittime, cambiano semmai la vita dei fotografi che le venderanno a tutti i giornali del modno.
Secondo voi, io dovrei autocondannarmi perché non riprendo i poveri e gli sfruttati?
E tutti quelli che fotografano gli aironi, le modelle (con ovviamente la pelle liscissima!), le automobili (ovviamente quelle nuove, mica quelle arrugginite, abbandonate, bruciate, o accatastate nelle autodemolizioni) le sfilate, i vip (mica i poveri e i disoccupati o i loro colleghi fotografi senza una lira come me), le gare sportive, ecc., secondo voi si sentono in colpa? Ma và, riprendono quello che vogliono e vengono ben pagati!
E sempre secondo voi, un panetterie, un industriale che incassa miliardi vendendo champagne e auto di lusso, si duole perché il suo business non aiuta i poveri, e figurarsi le vittime di guerre?
NO!!! Ognuno pensa al proprio business.
E che dire dei foto-artisti?
Fanno arte, fanno documenti, fanno foto utili, fanno foto inutili?
Per i galleristi e i collezionisti, oltre che per loro stessi, non si tratta certamente di foto inutili, dato che danno gloria e danari. Riprendono morti e poveri? No. Molto spesso riprendono semplicemente dei muri, o una serie di cose ben ordinate. Ciò che conta è il pensiero (cioè l'idea e il concetto), la serialità e le poche copie numerate e ovviamente non stampate in maniera classica su dei fogli.
Un foto-artista magari nasce semplicemente come documentarista, ma visto che il suo lavoro viene poco retribuito o non sovverte l'ordine delle cose, non cambia lo stato delle cose, allora beh, dice, quasi quasi provo a vendermi meglio, dato che comunque questo per me è un business, un lavoro e con le foto ci devo campare e spero di farlo pure bene!
Allora il fotografo documentarista diventa artista, non chiedetemi come si fa, forse cercando amicizie fra i galleristi, ma ormai penso che il treno sia passato, ora i foto-artisti son davvero tanti e le gallerie d'arte non mi pare ne cerchino altri, perché più ce ne sono, più si svalutano.
Questo per ribadire che ognuno pensa alle propri tasche, anche quelli che riprendono le guerre, perché lo fanno principalmente per il loro ego: Avete visto quanto son figo ad andare sotto le bombe? Ora sì che sono un vero fotografo della Magnum! E sti cazzi, tanto domani nascerà un'altra guerra!
E tutti i giovani fotografi perchè fanno le fotografie secondo voi?
Molto semplicemente perché qualcuno ha detto loro che vendendo le fotografie è possibile fare una bella vita divertendosi faticando il giusto (cioè poco).
Ora son tutti dei grandi fotografi o comunque dei fotografi molto esperti, super tecnici, peccato che senza multiscatto e senza possibilità, che ne so, di cambiare istantaneamente la sensibilità e senza la possibilità di "pacioccare" le fotografie al computer aggiustando l'esposizione e i colori, se ne starebbero tutto il giorno rinchiusi in fabbrica o in miniera.
Scusate questa pappardella ma mi serviva per capire se posso continuare a riprendere comodamente sotto casa i cestini della spazzatura. Grazie.
21 febbraio 2015
Faccio foto inutili
Io penso di aver fatto tante foto inutili.
Quanti di voi sono disposti a fare un'affermazioni simile?
Inutili nel senso di invendibili e il mio portafoglio vuoto ne è la conferma, anche se a dire il vero un fotografo medio potrebbe benissimo averlo svuotato per acquistare tantissimi copri macchina-obiettivi-flash-treppiedi, ecc. Credo che molti entrino nella fotografia perché vogliono mostrarsi in giro pieni di attrezzattura, per sentirsi sia dei ricchi, sia dei lavoratori autonomi, quando nella vita di ogni giorno sono dei dipendenti. Ma le foto utili, che vengono vendute ogni giorno, voi riuscireste a realizzarne sempre con costanza? Io vedo solo alienazione e schiavitù!
Non certo inutili, però, per me stesso.
Infatti ogni capitolo della mia vita fotografica mi riporta a dei momenti di solitudini lancinanti in cui mi informavo molto sulle scelte stilistiche e dei soggetti da riprendere dei fotografi-artisti che stavo conoscendo in quei periodi, sia italiani che stranieri.
Io, per fortuna, non ho mai pensato che la fotografia significasse riprendere i matrimoni o le modelle, infatti fin da piccolo ho usato la macchina fotografica per riprendere, ad es., i miei compagni di scuola che cantavano nel pulmann durante le gite oppure fuori mentre si rincorrevano!
Vado orgoglioso della mia inutilità, perché vedendo le mie foto rivedo la mia vita, anche se le foto che ho in mente non ritraggono me, i miei amici, i miei famigliari, ecc., ma la rivedo lo stesso perché penso a come vivevo quei periodi, cosa mi frullava per la testa e perché penso a cosa.. pensavo :)
Ricordo le prime foto alle persone (candid/snapshot/street ph) e durante la mia prima uscita non son mai stato fermo per cercare di inquadrare bene, ma no che mi fregava, io camminavo e scattavo utilizzando un telecomando in tasca, eheheh, volevo autenticità, volevo rivedere in foto le persone che sfrecciavano dinnanzi a me con naturalezza.
Ricordo le prime foto notturne compiute ovviamente da solo in periferia.
Nel buio più totale, ma non avevo paura di nessuno perché non c'era nessuno. Pazzesco, ho praticamente sempre scattato nella solitudine più totale!
Ricordo le foto urbane in bianco e nero realizzate di giorno per imitare i new topographers.
Ricordo altre foto di street ph alle persone, questa volta a colori e anche un po' da fermo, perché più convinto del mio ruolo (???) e perché meno timido.. ma ricordo anche tutte le volte che uscii per andare a scattare alle persone per poco dopo tornarmene indietro schifato dall'atmosfera ma anche da me stesso non essendo riuscito a tirare fuori la macchina dallo zaino. A volte mi son sentito una vera merda.
Volevo fare il fotografo eppure non facevo le foto (che volevo fare!).
E come dimenticare tutte le foto sportive fatte ad amici e non, che bei momenti!!
I momenti belli capitavano durante le prove e gli errori, anche perché a me delle foto da copertine non me n'è mai fregato un cazzo di niente, il mondo è pieno di foto da copertina, perché devo farle anche io? Tanto nessuno mi paga, per cui fanculo!
A proposito di foto non copertina e non cartolina, ricordo anche delle mie panoramiche tutte sballate, fatte con la macchina storta e con l'esposizione e messa a fuoco sbagliata, per prendere in giro i turisti che cercano una perfezione che tanto non otterranno mai. Che poi che se ne fanno di riprendere un monumento che hanno già visto nei libri, su internet, nelle cartoline? Io dico: a sto punto tanto vale riprenderlo in maniera personale.
Non ho mai capito se le persone mi attirano o meno, fotograficamente parlando.
Penso di no.
Dopo un po' di street photography ho capito che le persone non aggiungo niente.
Invece le foto che faccio al mio cane mi fanno capire che lui è tutta la mia vita e quando penso ai quei paesaggi senza di lui sento un vuoto pazzesco dentro di me, mi sento bruciare come se qualcuno mi stesse dando fuoco per ammazzarmi sul colpo.. amo lui, delle persone non mi interessa più nulla!
Mi vogliono? Ma chi mi vuole? Mai un attestato di stima, mai due soldi. Per cui fanculo un'altra volta!
Natura..
E certo che ho fatto uscite in natura!
E non parlo della campagna di Orbassano :P
Son stato in montagna anche d'inverno da solo e anche col brutto tempo. Bellissimi momenti, mi han fatto sentire grande e mi han fatto sentire bene. Non ho mai capito il bisogno del sole e del caldo per stare bene. Il sole uno deve avercelo dentro! E il caldo? Per stare bene basta muoversi, ma la gente è pigra, deve stare ferma, al sicuro, e incassare tanti soldi. Così la gente pensa che ci si goda la vita.
Che noia!! Zero intrapredenza, zero rischio. Poi però son questi impiegatucci a dirti che non sei intraprendente solo perché non incassi soldi.
Mont Avic, Gran Paradiso, Valsesia, Orsiera, Val Germanasca, bei posti, belle atmosfere, bei ricordi.
Avrei voluto viverli anche con al mio fianco qualche persona, ma non si può avere tutto dalla vita.
Quanti di voi sono disposti a fare un'affermazioni simile?
Inutili nel senso di invendibili e il mio portafoglio vuoto ne è la conferma, anche se a dire il vero un fotografo medio potrebbe benissimo averlo svuotato per acquistare tantissimi copri macchina-obiettivi-flash-treppiedi, ecc. Credo che molti entrino nella fotografia perché vogliono mostrarsi in giro pieni di attrezzattura, per sentirsi sia dei ricchi, sia dei lavoratori autonomi, quando nella vita di ogni giorno sono dei dipendenti. Ma le foto utili, che vengono vendute ogni giorno, voi riuscireste a realizzarne sempre con costanza? Io vedo solo alienazione e schiavitù!
Non certo inutili, però, per me stesso.
Infatti ogni capitolo della mia vita fotografica mi riporta a dei momenti di solitudini lancinanti in cui mi informavo molto sulle scelte stilistiche e dei soggetti da riprendere dei fotografi-artisti che stavo conoscendo in quei periodi, sia italiani che stranieri.
Io, per fortuna, non ho mai pensato che la fotografia significasse riprendere i matrimoni o le modelle, infatti fin da piccolo ho usato la macchina fotografica per riprendere, ad es., i miei compagni di scuola che cantavano nel pulmann durante le gite oppure fuori mentre si rincorrevano!
Vado orgoglioso della mia inutilità, perché vedendo le mie foto rivedo la mia vita, anche se le foto che ho in mente non ritraggono me, i miei amici, i miei famigliari, ecc., ma la rivedo lo stesso perché penso a come vivevo quei periodi, cosa mi frullava per la testa e perché penso a cosa.. pensavo :)
Ricordo le prime foto alle persone (candid/snapshot/street ph) e durante la mia prima uscita non son mai stato fermo per cercare di inquadrare bene, ma no che mi fregava, io camminavo e scattavo utilizzando un telecomando in tasca, eheheh, volevo autenticità, volevo rivedere in foto le persone che sfrecciavano dinnanzi a me con naturalezza.
Ricordo le prime foto notturne compiute ovviamente da solo in periferia.
Nel buio più totale, ma non avevo paura di nessuno perché non c'era nessuno. Pazzesco, ho praticamente sempre scattato nella solitudine più totale!
Ricordo le foto urbane in bianco e nero realizzate di giorno per imitare i new topographers.
Ricordo altre foto di street ph alle persone, questa volta a colori e anche un po' da fermo, perché più convinto del mio ruolo (???) e perché meno timido.. ma ricordo anche tutte le volte che uscii per andare a scattare alle persone per poco dopo tornarmene indietro schifato dall'atmosfera ma anche da me stesso non essendo riuscito a tirare fuori la macchina dallo zaino. A volte mi son sentito una vera merda.
Volevo fare il fotografo eppure non facevo le foto (che volevo fare!).
E come dimenticare tutte le foto sportive fatte ad amici e non, che bei momenti!!
I momenti belli capitavano durante le prove e gli errori, anche perché a me delle foto da copertine non me n'è mai fregato un cazzo di niente, il mondo è pieno di foto da copertina, perché devo farle anche io? Tanto nessuno mi paga, per cui fanculo!
A proposito di foto non copertina e non cartolina, ricordo anche delle mie panoramiche tutte sballate, fatte con la macchina storta e con l'esposizione e messa a fuoco sbagliata, per prendere in giro i turisti che cercano una perfezione che tanto non otterranno mai. Che poi che se ne fanno di riprendere un monumento che hanno già visto nei libri, su internet, nelle cartoline? Io dico: a sto punto tanto vale riprenderlo in maniera personale.
Non ho mai capito se le persone mi attirano o meno, fotograficamente parlando.
Penso di no.
Dopo un po' di street photography ho capito che le persone non aggiungo niente.
Invece le foto che faccio al mio cane mi fanno capire che lui è tutta la mia vita e quando penso ai quei paesaggi senza di lui sento un vuoto pazzesco dentro di me, mi sento bruciare come se qualcuno mi stesse dando fuoco per ammazzarmi sul colpo.. amo lui, delle persone non mi interessa più nulla!
Mi vogliono? Ma chi mi vuole? Mai un attestato di stima, mai due soldi. Per cui fanculo un'altra volta!
Natura..
E certo che ho fatto uscite in natura!
E non parlo della campagna di Orbassano :P
Son stato in montagna anche d'inverno da solo e anche col brutto tempo. Bellissimi momenti, mi han fatto sentire grande e mi han fatto sentire bene. Non ho mai capito il bisogno del sole e del caldo per stare bene. Il sole uno deve avercelo dentro! E il caldo? Per stare bene basta muoversi, ma la gente è pigra, deve stare ferma, al sicuro, e incassare tanti soldi. Così la gente pensa che ci si goda la vita.
Che noia!! Zero intrapredenza, zero rischio. Poi però son questi impiegatucci a dirti che non sei intraprendente solo perché non incassi soldi.
Mont Avic, Gran Paradiso, Valsesia, Orsiera, Val Germanasca, bei posti, belle atmosfere, bei ricordi.
Avrei voluto viverli anche con al mio fianco qualche persona, ma non si può avere tutto dalla vita.
Cosa fa il fotografo?
Essere dei fotografi vuol dire in poche parole venire pagati per eseguire delle fotografie, siano esse ritratti, reportage, pubblicità, ecc.
Ma una persona che viene pagata per eseguire fotografie è un fotografo superiore a chi non viene pagato?
Non penso.
Non penso perché un fotografo è colui che esce di casa con in mano la sua macchina fotografica con la voglia di esplorare e scoprire, andando in giro un po' alla rinfusa e facendosi guidare anche da ciò che ha visto nel suo passato e per raggiungere certi posti a volte ci va in maniera automatica e magari vuole riprendere quei posti per tornare indietro nel tempo con la speranza di fermarlo..
Purtroppo una persona, un fotografo simile, se non viene alzato sul piedistallo degli artisti, non verrà mai pagato, ed è un vero peccato, perché il mondo ha bisogno di persone sognatrici e visionarie, non certo di replicanti.
Purtroppo (di nuovo!) molti vogliono fare i fotografi non per le potenzialità della macchina fotografica e di questo linguaggio visivo, ma perché è un modo come un alto per poter campare (o tirare a campare).
Per cui ecco il popolo dei replicanti che anziché indagare, avere idee proprie più o meno originali, voler andare contro lo status quo e la propaganda, si mettono proprio a copiare chi fa foto di propaganda, per il semplice motivo che hanno visto solo quel tipo di fotografia (magari sanno tutto di tecnica fotografica e faranno dei grandissimi still-life, ma di foto-artisti sanno nada de nada perché pur essendo il nulla totale sono molto egocentrici) e che quella fotografia lì rende più o meno ricchi, o comunque non spiantati.
Ormai siamo nell'era dei mollaccioni, quelli che si comprano l'auto nuova perché ha il volante riscaldato ... , per cui non mi stupisco se per molti fotografi, la fotografia sia solo: modelle-matrimoni-cartoline-poveracci.
Ma una persona che viene pagata per eseguire fotografie è un fotografo superiore a chi non viene pagato?
Non penso.
Non penso perché un fotografo è colui che esce di casa con in mano la sua macchina fotografica con la voglia di esplorare e scoprire, andando in giro un po' alla rinfusa e facendosi guidare anche da ciò che ha visto nel suo passato e per raggiungere certi posti a volte ci va in maniera automatica e magari vuole riprendere quei posti per tornare indietro nel tempo con la speranza di fermarlo..
Purtroppo una persona, un fotografo simile, se non viene alzato sul piedistallo degli artisti, non verrà mai pagato, ed è un vero peccato, perché il mondo ha bisogno di persone sognatrici e visionarie, non certo di replicanti.
Purtroppo (di nuovo!) molti vogliono fare i fotografi non per le potenzialità della macchina fotografica e di questo linguaggio visivo, ma perché è un modo come un alto per poter campare (o tirare a campare).
Per cui ecco il popolo dei replicanti che anziché indagare, avere idee proprie più o meno originali, voler andare contro lo status quo e la propaganda, si mettono proprio a copiare chi fa foto di propaganda, per il semplice motivo che hanno visto solo quel tipo di fotografia (magari sanno tutto di tecnica fotografica e faranno dei grandissimi still-life, ma di foto-artisti sanno nada de nada perché pur essendo il nulla totale sono molto egocentrici) e che quella fotografia lì rende più o meno ricchi, o comunque non spiantati.
Ormai siamo nell'era dei mollaccioni, quelli che si comprano l'auto nuova perché ha il volante riscaldato ... , per cui non mi stupisco se per molti fotografi, la fotografia sia solo: modelle-matrimoni-cartoline-poveracci.
11 novembre 2014
Fotografia per fare facili soldini
Quanto mi fa schifo il mondo della fotografia semi professionistica.
Il perché è presto detto! La fotografia viene vista da svariate agenzie senza alcuna arte (ma con una parte!), come un modo per fare business, cioè soldi, con poca difficoltà.
Prima dell'inverno e dell'estate, vengono infatti diffusi annunci su Internet di queste agenzie, totalmente sconosciute, che cercano ragazzi anche alla PRIMA ESPERIENZA, per realizzare fotografie nel settore turistico, praticamente per riprendere la gente che si diverte negli hotel, sulle piste da sci o in spiaggia.. per poi vendergliele.
Eh già, perché col cacchio che vi daranno un compenso fisso da fotografo professionista (se dovessi fare una trasferta di lavoro da fotografo professionista, della durata di due settimane, chiederei una bella somma specie se queste foto hanno valenza turistico-commerciale), vi useranno e sfrutteranno come ultima ruota del carro che giustamente siete, invogliandovi a realizzare MIGLIAIA di fotografie al giorno ("Perché tanto col digggitale non costa fare tante foto!!!"), basandosi solamente sulla quantità e non sulla qualità (vogliono appunto una mole impressionante di foto al giorno e, quando gli inviate il c.v., non richiedono un vostro "portfolio" con foto belle grandi, ma le accettano anche in bassa risoluzione, sarà o no sinonimo di poca serietà e professionalità?), sperando che poi voi le vendiate, per cui dovrete fare due lavori: un lavoro tecnico e un lavoro commerciale.
Beh, ho scritto ciò perché mi sono appena imbattuto in un annuncio di questo tipo e volevo invitarvi a stare alla larga!
Il perché è presto detto! La fotografia viene vista da svariate agenzie senza alcuna arte (ma con una parte!), come un modo per fare business, cioè soldi, con poca difficoltà.
Prima dell'inverno e dell'estate, vengono infatti diffusi annunci su Internet di queste agenzie, totalmente sconosciute, che cercano ragazzi anche alla PRIMA ESPERIENZA, per realizzare fotografie nel settore turistico, praticamente per riprendere la gente che si diverte negli hotel, sulle piste da sci o in spiaggia.. per poi vendergliele.
Eh già, perché col cacchio che vi daranno un compenso fisso da fotografo professionista (se dovessi fare una trasferta di lavoro da fotografo professionista, della durata di due settimane, chiederei una bella somma specie se queste foto hanno valenza turistico-commerciale), vi useranno e sfrutteranno come ultima ruota del carro che giustamente siete, invogliandovi a realizzare MIGLIAIA di fotografie al giorno ("Perché tanto col digggitale non costa fare tante foto!!!"), basandosi solamente sulla quantità e non sulla qualità (vogliono appunto una mole impressionante di foto al giorno e, quando gli inviate il c.v., non richiedono un vostro "portfolio" con foto belle grandi, ma le accettano anche in bassa risoluzione, sarà o no sinonimo di poca serietà e professionalità?), sperando che poi voi le vendiate, per cui dovrete fare due lavori: un lavoro tecnico e un lavoro commerciale.
Beh, ho scritto ciò perché mi sono appena imbattuto in un annuncio di questo tipo e volevo invitarvi a stare alla larga!
10 novembre 2014
Foto spettacolare? Meglio la foto fatta col "cuore"
Spesso un (foto)amatore che si crede un (foto)artista, pensa che l'unica cosa che conti sia l'impatto visivo, pensa che la foto debba essere o perfetta tecnicamente o spettacolare, quindi non noiosa o banale.
Un vero artista in senso lato, cioè colui che passa molto tempo a riflettere e pensare e a cui vengono in mente delle idee da (magari) realizzare, va oltre questo banale concetto di fotografia e di arte.
Perché se vogliamo la foto più spettacolare, allora andiamo nello spazio o andiamo a vedere quelli che tagliano le gole.. !
Poi c'è il concetto della fotografia che deve comunicare. Non basta rappresentare? La gente, e chi pensa questa cosa, deve per forza vedere un altro essere felice o triste per provare qualcosa a sua volta? Mi sembra, ancora una volta, un pensiero molto banale!
Su Exibart, preso ad Artissima, c'è un servizio sull'artista Joan Jonas, all'interno del quale ho trovato una bellissima frase della giornalista Francesca Pasini che ha scritto quanto segue:
"La ringrazio perché con cadenza regolare nelle sue performance appaiono i suoi cani, come testimonianza di uno scambio con altri esseri che popolano il pianeta, che lei tratta come oggetti di affetto e non come elementi visivi del paesaggio".
Capito? Sta proprio qui la differenza tra spettacolarità o scena simpatica e non noiosa, e arte che nasce da un concetto di empatia ben più profondo dell'andare in giro a cercare cose simpatiche.
Un vero artista in senso lato, cioè colui che passa molto tempo a riflettere e pensare e a cui vengono in mente delle idee da (magari) realizzare, va oltre questo banale concetto di fotografia e di arte.
Perché se vogliamo la foto più spettacolare, allora andiamo nello spazio o andiamo a vedere quelli che tagliano le gole.. !
Poi c'è il concetto della fotografia che deve comunicare. Non basta rappresentare? La gente, e chi pensa questa cosa, deve per forza vedere un altro essere felice o triste per provare qualcosa a sua volta? Mi sembra, ancora una volta, un pensiero molto banale!
Su Exibart, preso ad Artissima, c'è un servizio sull'artista Joan Jonas, all'interno del quale ho trovato una bellissima frase della giornalista Francesca Pasini che ha scritto quanto segue:
"La ringrazio perché con cadenza regolare nelle sue performance appaiono i suoi cani, come testimonianza di uno scambio con altri esseri che popolano il pianeta, che lei tratta come oggetti di affetto e non come elementi visivi del paesaggio".
Capito? Sta proprio qui la differenza tra spettacolarità o scena simpatica e non noiosa, e arte che nasce da un concetto di empatia ben più profondo dell'andare in giro a cercare cose simpatiche.
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