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31 maggio 2017

La noiosa retorica sui poveri

Solitamente per fotografia impegnata si intende quella sociale, che viene intesa come reportage o ritratti di poveri, meglio se in giro per il mondo.

I poveri vengono visti come innocenti vittime di abusi di potere di vario tipo, ed è anche vero, ma ci sono aspetti che non sopporto:

prima di tutto, ci lamentiamo del consumismo, della banalità del consumo che ci massifica e del relativo inquinamento e abbruttimento del paesaggio (si pensi ai supermercati coi posteggi, alle strade, ecc.), però poi anziché fare un passo indietro e decidere di vivere in maniera rustica, vorremmo che tutti quanti consumassero come noi, perchè altrimenti pare che la vita non possa essere degna di essere vissuta.

Non sopporto anche il fatto che i poveri nel mondo vengano ritenuti innocenti e buonissimi, quando invece, ad esempio, ci sono tribù, fazioni, ecc., che se ne danno di santa ragione.
Non è certo la quantità (minore) di denaro e beni che rende buona una persona! La ricchezza o povertà centrano niente.

Possiamo trovare molto spesso vari esempi di cattiveria da parte dei poveri.
In India, ad esempio, troviamo migliaia di persone che si divertono a maltrattare i tori creando una corrida deprimente per la quale sono scesi in piazza distruggendo di tutto e di più, solo perché l'avevano vietata per maltrattamenti animali.



In Calabria, ultimo dei tanti casi, un gruppetto di ragazzini ha malmenato, mandandolo quasi all'altro mondo, un prete che gli aveva chiesto di non fare baccano di notte.

10 novembre 2015

Prot

Perché 8 fotografi di matrimoni su 10 sono degli imbecilli totali?

A me, alla fin fine, piacerebbe realizzare anche dei servizi matrimoniali, ma viste le foto dell'80% di matrimonialisti, mi vergognerei alquanto a far parte di questa cricca.

Il brutto è che è la proprio la gente comune che cerca foto orrende con effetti ancora più orrendi.

30 ottobre 2015

Fare le FOTO per incassare SOLDI

Scommetto che tutti quanti voi siete capitati qui, vorreste scoprire il metodo per fare soldi con le vostre foto.

Allora avete sbagliato.. "location", come amate definire i vostri posti e siti (reali, non virtuali, s'intende).

Infatti voglio fare un discorso complesso ma breve. Vediamolo:

se io voglio campare con la fotografia, se voglio cioè ricevere dei soldini con la fotografia, dovrò fare dei piccoli e continui servizi per attività più o meno piccole che mi faranno perdere tanto tempo in cambio di pochi soldi.
Badando a questi pochi soldi e a tutti questi servizietti, non avrò tempo per fare le foto che più piace fare a me e che soddisfano i miei gusti e mi solleticano l'ego, e non avrò tempo per pensare in generale ad altre cose.

E' sbagliatissimo vedere la fotografia come un mestiere qualunque, perché nessuno dice di amare il CLICK, tutti amano fotografare, che è un'attività che si trova agli antipodi rispetto al CLICK. Tutti sono capaci a fare click, ma se io voglio fare delle fotografie, le voglio fare per esigenze personali, intellettuali, artistiche, per esigenze dovute a ciò che ho letto, che ho visto, a quello che penso, a quello che vedo intorno o a quello che voglio far trasparire da ciò che mi sta intorno. La fotografia, cioè, è un fatto personale, molto personale, intimo!
Non bisogna dire: questo mi paga per fare questo, quest'altro invece non mi ha ancora pagato e comunque mi darà pochi soldi, mannaggia, cribbio! Chissenefrega, sono stronzate, un artista se ne frega, va oltre la miseria umana e guarda oltre!

Quando TU impugni la tua fotocamera penserai già alle fotografie che vorrai realizzare.
Per cui TU SEI fotografo da quel momento, indipendentemente dalla commerciabilità delle tue foto, dai clienti che hai o non hai e dalla loro situazione finanziaria, ecc.
Se quando la IMPUGNI non previsualizzi oggetti, soggetti, scenari e scene, beh, non sei un fotografo, sei solo uno che schiaccia un bottone a comando. Sei come un timbratore di cartellini, sei un TRAVET della fotografia.

29 ottobre 2015

E' bello fotografare le persone

Ammetto che questo titolo sia un po' elementare, ma allo stesso tempo nasconde una verità alquanto profonda.

Or-ora sto giusto guardando uno speciale del National Geographic sui suoi grandi fotografi che hanno girato il mondo e ho notato una presenza quasi incessante di volti di popoli diversi, e già solo questo rende una foto speciale, ma guardando bene non si tratta di persone diverse da noi, infatti sono delle vere e proprie persone proprio come noi.. basta guardarli negli occhi! C'è chi, come capita dalle nostre parti, sorride al fotografo e chi, proprio come capita qui, guarda con stupore o un po' preoccupato. Grandi o piccoli, bianchi o neri, vestiti in borghesi o mezzi nudi, non c'è alcuna differenza!

A me piace molto la street photography, un genere in cui è obbligatorio riprendere le persone a loro insaputa, ma col passare del tempo sentivo e sento che manca qualcosa. Infatti, se io faccio una foto più o meno di nascosto, riprenderò sì una scena reale e naturale, ma mancherà l'essenza di quelle persone catturate. Invece è meglio farsi catturare dagli sguardi delle persone. Mi spiego: se parlo con delle persone e nel mentre gli faccio delle foto, non sarò più uno "streepher", ma un reportagista/ritrattista, in questo caso ho il privilegio, forse (di solito sì), di vedere un sorriso sui volti ed è questo che vado cercando, mi sa.

Con tutte le notizie tragiche che vengono diffuse, vedere ancora pace, serenità e un pizzico di felicità per il semplice fatto di essere vivi e in compagnia, mi dà tanta gioia, voglia di uscire e fotografare.
Le persone sono davvero importanti ed è bello poter immaginare un mondo in cui la gente è tranquilla e sorridente. Noi fotografi abbiamo questo dono, quello di regalare un sorriso semplicemente ponendo il nostro obiettivo tra i nostri occhi e gli occhi altrui.
E' una cosa a cui per anni non ci ho pensato, ma ora che ne ho preso consapevolezza mi sento migliore e ancora più desideroso di fare tante foto (cosa che per alcuni anni, per un motivo o per l'altro, mi era passata).

" Il legame tra le persone ritratte e l’ambiente è sempre molto forte nelle mie immagini. L’uomo è parte dell’ambiente in cui vive, parte della comunità. A volte la gente mi chiede come mai io fotografi sempre i miserabili... Ma i soggetti delle mie immagini sono semplicemente persone che hanno meno mezzi materiali a disposizione. Non si tratta di “poveri”, ma di gente con una dignità, una profonda nobiltà. Persone che fanno parte di un gruppo e magari sperano, intensamente e con determinazione, di poter costruire qualcosa nella loro vita: un ambiente migliore, una vita diversa per il gruppo sociale di cui fanno parte. Io cerco l’uomo, nelle mie foto. Al fondo di tutto, bisogna capire che la realtà è fatta dall’uomo e che l’uomo è sempre lo stesso identico essere, al di là del colore di pelle. Lo stesso animale, che si organizza in comunità simili in tutte le parti del mondo."
Salgado, fonte: NikonSchool

18 ottobre 2015

DIVENTARE UN FOTOGRAFO PROFESSIONISTA

Ogni tanto sento qualcuno che vuole diventare un professionista nel campo della fotografia, ovvero un fotografo che viene pagato per realizzare delle fotografie (e, come si usa ora, anche dei video, sigh), e che giustamente si sarà anticipatamente dotato di partita IVA, anche se è possibile lavorare con la ritenuta d'acconto, ma senza però spammare il proprio nome in giro (sigh).

Come si fa a diventare dei professionisti o magari anche degli artisti, cioé dei fotografi che riescono a trovare acquirenti che non gli commissionano dei servizi e che non gli dicono come effettuare le riprese, ma che vendono, meglio ancora a dei collezionisti di opere d'arte, i loro progetti fotografici?

Molto semplice: BASTA FOTOGRAFARE!
Grande segreto di Pulcinella! :)

Quando? Nel tempo libero?
Anche, ma ancora meglio se lo si fa tutti i giorni.
Lo scopo da raggiungere è quello di divenire una cosa sola con la macchina fotografica e l'obiettivo, in maniera tale da neanche accorgersi di avere l'attrezzatura.
Steve McCurry lo dice chiaramente: vuoi diventare un fotografo. Fotografa tutti i giorni, realizza 20 mila fotografie, dopo forse potrai avere una buona mole di lavoro e considerarti un professionista.
Ci vuole qualità e quantità. Ma anche queste due cose ormai non bastano. Infatti col digitale, le schede e gli hard disk sempre più capienti, tutti possono realizzare 2000 foto al giorno, e tutti con gli automatismi possono realizzare foto che possono piacere al vicino di casa. Bisogna ovviamente fare un passo in avanti, senza più badare ai gusti di gente estranea a questo campo e anche ai propri, specie se si è appena iniziato e non si conosce la storia della fotografia.
Io, ad esempio, all'inizio mi gasavo molto per alcune mie foto sportive di moto e di bici, in realtà dopo 1 anno, ho capito che facevano pena, così ho optato per scegliere ambientazioni e luci migliori e ho capito di aver fatto finalmente bene. Non sono un campione di fotografia sportiva (e ora non la pratico neanche più, in futuro chissà, alla fine mi piace sempre!), ma saper cogliere il momento non vuol dire niente. Bisogna dar valore alla scena e al soggetto.
Se non avessi scattato per un anno di fila, se non avessi visto le foto dei pro, forse non mi sarei mai accorto di quanto molte mie foto degli inizi fossero scialbe, piatte e banali! Io ho avuto la fortuna di conoscere un ragazzo, un atleta, che mi ha fatto notare questa cosa: ok, hai colto l'attimo, ma queste foto devono avere più carattere. Alcuni fotografi magari possono sentirsi offesi. Io invece ho subito compreso le sue esigenze, che poi erano anche le mie e gliene sarò sempre grato anche se ora è da tanti anni che non lo sento più.

Se si ha un altro lavoro si è fortunati perché si può vivere tranquillamente, con però il conseguente problema che la fotografia troverà uno spazio ristretto tra tutti i vari impegni, perciò si riuscirà a fare il grande salto aspettando più tempo e anche con maggiore difficoltà, osando di meno.
Chi ha già un altro lavoro, specie se sicuro e full-time (5 o 6 giorni la settimana, 8 ore al giorno, tempo indeterminato), difficilmente si licenzierà per inseguire il suo sogno (c'è chi lo fa, ma si contano sulle dita di una mano) e dovrà essere davvero determinato per farcela.
Io non conosco nessun vero professionista (cioé uno che ha ottime entrate grazie alle fotografie) che ha un altro lavoro! Anche un matrimonialista che lavora il sabato o la domenica, non ha tempo per un altro lavoro se vuole fare seriamente il fotografo di matrimoni, infatti terminato l'evento dovrà elaborare tutti i file raw, dare un senso alla storia ritratta, e se deve tirare fuori il massimo da ogni foto scelta, ci vuole davvero tanto tempo, poi deve cercare fornitori per i book, deve prima ancora conoscere tutti i possibili clienti, andare a visitare i luoghi (chiesa e ristorante per capire la luce, l'architettura, per trovare i punti dove eventualmente mettere gli sposi, parlare col prete, ecc.), deve badare al proprio sito, alla pubblicità (e non basta solo pagare, bisogna trovare frasi-foto-colori-pubblico giusto), badare al fisco e andare dal commercialista, insomma, riprendere anche solo un misero matrimonio di provincia è un lavoro.
Comunque, trovare qualcuno che in cambio di €50 o €100 ci chieda di realizzare foto in un locale non è un'impresa impossibile anche se abbiamo appena iniziato a fotografare, ma in questo caso non ci chiamano certo per la nostra bravura, quanto per l'esigenza di avere delle foto-ricordo a basso prezzo, in orario serale se non notturno, il cui prezzo, chiamando un professionista, sarebbe giustamente molto più alto (suppongo €300 per 4 ore di serata), anche se appunto si tratta di banali foto-ricordo. Tanti ragazzi (anche abbastanza grandi) iniziano così. Prendono confidenza con la macchina foto, col flash, con le persone, però è un inizio che non approvo. Dopo ne parlerò..

Molti commettono l'errore di riempirsi di materiali, oggetti, insomma della sopracitata attrezzattura. Penso che questo sia sintomo di una profonda insicurezza, credo che il loro pensiero sia il seguente: "Non sono un professionista, i professionisti che conosco spendono tantissimi soldi in attrezzatura, per cui la compro e divento come loro", ma questo è uno s-ragionamento sbagliato, infatti ci sono anche tantissimi professionisti con un'attrezzatura ridotta al minimo, questo per vari motivi: sanno gestire e preferiscono la luce naturale, non usano ad esempio i teleobiettivi perché non ne apprezzano i risultati, vogliono stare vicino all'oggetto e all'azione, non usano il flash esterni perché non fanno foto di posa, di moda e perché hanno trovato metodi alternativi per diffondere la luce (cartoncino bianco davanti al flash pop-up oppure pannello riflettente), sempre che la voglia diffondere.

Io sono convinto che la fotografia deve rispecchiare la persona che realizza le fotografie.
Se non mi piace la moda, il suo ambiente, l'essere per forza belli, addirittura lucidi e sempre sereni, sorridenti, ricchi al punto da avere tantissimi vestiti ovviamente costosi, se non mi piacciono le pose, se trovo tutto ciò assurdo, inutile e irreale, beh, non proverò mai invidia verso i fotografi di moda (grandi o provinciali che siano) e mai vorrò prendere spunto da loro per divenire come loro.
Ci sono ragazzi che vogliono diventare dei professionisti e come prima cosa pensano ad ingaggiare delle modelle o sedicenti tali, per realizzare fotografie che non troveranno mai spazio nel mondo della moda, finendo poi per realizzare i cosidetti book delle aspiranti modelle. Queste foto sono tutte uguali, modella perfetta, lucida, vestita benissimo, tutto ben illuminato, lei che guarda l'obiettivo, seria, sexy. Tutto qua. E' un lavoro oserei dire da catena di montaggio. L'anti-foto.

La stessa cosa può avvenire, e anzi avviene, nell'altro settore molto remunerativo, ovvero quello cerimonialista, e penso ovviamente in primis ai matrimoni: anche qua troviamo infatti tanti corpi macchina, obiettivi, flash, pannelli e chissà quante altre cose. Per cosa? Per riprendere due perfetti sconosciuti che, sposandosi, trovano il loro giorno di gloria, gloria che però non varcherà le soglie di casa loro e di qualche parente. Per carità, se uno mi paga per realizzare foto simili (anche qui in posa), ben venga, ma loro non diverranno mai dei modelli e delle celebrità, e io non diverrò mai un fotografo famoso e continuerò a riprendere gente come loro (ripeto, ben venga, niente di male, ma quando penso ai professionisti non penso al fotografo con negozio che fa i matrimoni a chi abita nel palazzo dove ha lo studio..).

Nei matrimoni, però, a differenza delle foto di moda, è possibile divertirsi cercando la vita e l'azione, tralasciando quindi la posa ai fotografi mediocri che inseguono la sicurezza affidandosi alle solite cose, ai cliché, alla celebrazione/esaltazione di questo evento. Ci sono, per fortuna, alcuni fotografi matrimonalisti che si definiscono reportagisti. E' gente che anziché mettere in posa gli sposa e anziché fare le solite foto di gruppo, cerca l'azione, la vita, gli sguardi, le emozioni, l'atmosfera di questa giornata per molti considerata speciale. Grazie a questo stile, dove regna il bianco e nero, il mosso, la grana, le ombre, il mistero, ecc., viene davvero fuori un servizio autentico, dinamico, vitale, fondamentale oserei dire. Facendo posare gli sposini non si ottiene nulla, non sono neanche foto ricordo, sono semplicemente immagini artificiali.

Dicevo, come iniziare?
Dal mio punto di vista svendersi per realizzare servizi che né ci piacciono e né ci faranno crescere è sbagliato. Vero che bisogna pur iniziare e farsi conoscere, ma se voglio diventare un noto naturalista, non andrò in discoteca, se voglio diventare un ritrattista, non riprenderò lo sport.
Ecco, trovo che ogni fotografo debba specializzarsi in alcuni settori. Infatti, se tutti i giorni o quasi si fotografa una determinata cosa, si possono avere più chance di diventare davvero bravi in quel campo! Ci sono fotografi, anche giovanissimi, che concentrandosi su un solo tipo di fotografia sono diventati ricchi e famosi! Non è importante diventare ricchi e famosi, lo é ciò che viene prima, ovvero il venire riconosciuti come bravi, seri, affidabili, importanti e originali fotografi. Questi ragazzi e queste ragazze impiegano ore per elaborare le loro fotografie, ci tengono davvero tanto e alla fine questi sforzi pagano in tutti i sensi.

Per cui, se vuoi diventare un fotografo professionista, devi focalizzare la tua attenzione su alcuni generi senza divagare (a meno che quella divagazione non ti attragga.. col tempo poi si cambia e una cosa che ci sembra impossibile da non fotografare, la si potrà abbandonare) e dare il massimo, badando al minimo dettaglio. Se vuoi fotografare certe persone o eventi, chiedi il permesso e se lo ottiene le riprendi. Lo fai gratuitamente perché hai bisogno di realizzare questi servizi per avere un portfolio iniziale col quale poi dopo qualche tempo potrai proporti a possibili clienti. Se vuoi fare il fotografo del genere A, non ha senso iniziare facendo il genere B solo perché ti danno 20 euro. Buttati a capofitto nel genere A e poi per realizzare foto di queste genere, anziché 20, un giorno te ne daranno 200 e poi 2.000. Mentre se vai nel B, che non ti piace, dopo un mese ne assolderanno un altro, anche perché magari vogliono solo foto-ricordo e spendere poco, mentre tu ora ti senti esperto e hai chiesto più soldi ricevendo calci in faccia. Vai dove ti piacerebbe essere, fotografo quello che ti appassiona, conosci quello che fotografi, così avrai conoscenze e ganci!

Se vuoi diventare un artista devi crederci nella stessa maniera.
Quando penso agli artisti fotografi penso a due giapponesi: Araki e Moriyama. Conosco meglio il secondo. Lui è da 50 anni che fa sempre e soltanto street photography, sempre e soltanto in bianco e nero e praticamente sempre e solo in Giappone, ancora meglio in un ben determinato quartiere.
Si può dire che il grigio nelle sue fotografie non esista, il suo è un bianco e nero molto aggressivo, puoi vedere tanti sentimenti nelle sue foto, ognuno può farsi una propria idea, ognuno può tuffarsi in quel suo mondo.
Questa è una persona da cui prendere spunto: solo bn, solo street ed è diventato famoso in tutto il mondo.
La tecnica non conta se si vuole proporre una propria visione. Se invece si vuole incassare lo stipendio come un impiegato, allora è meglio proporsi ai clienti come dei bravi fotografi di posa dove è tutto ben calmo, definito, visibile, ecc.
Sconsiglio a tutti di inseguire la mera bellezza, avete presente i mari setosi? Lasciateli stare, quelli sono diventati un cliché e ormai ne é così pieno il mondo che nessuno ha tempo di filarsi i vostri mari lisci e setosi!

22 luglio 2015

La fotografia per le capre ignoranti

Ormai son tutti grandi fotografi. Specie quando hanno 20 anni, i ragazzi, anche per colpa dei millemila "like/mi piace" ricevuti su Facebook dagli amiconi amichetti e conoscenti (che non lavorano nel campo fotografico!), pensano di poter fare i fotografi, senza neanche considerare le spese e le imposte/tasse, solo perché espongono bene, i soggetti sono a fuoco e non sono mossi.

Come dire: visto che guido bene la mia fiammante Fiat Punto, potrei benissimo candidarmi come provetto pilota di Rally o F1!

Inutile, o forse no?, dire che per divenire ed essere un fotografo professionista non bisogna confrontarsi con gli altri utenti dei forum o di Facebook, ma confrontarsi coi professionisti e coi maestri. E soprattutto, se gli amatori dicono che è bene sviluppare varie capacità nelle varie tematiche, io dico invece che bisogno darci dentro soltanto in 2 campi/settori, ad esempio uno potrebbe fare matrimoni + ritratti, oppure still life + interni/architettura, oppure sport + eventi vari, insomma, cose che siano abbastanza legate tra loro.

Non basta saper rispettare le regolette, ormai è troppo facile fare una foto bella, piacevole, perfetta, c'è la messa a fuoco e l'esposizione automatica, c'è Lightroom e Photoshop per raddrizzare le linee, sistemare i colori e anche per sistemare le zone bruciate o scure, ecc.

Bisogna invece avere una propria visione e saper gestire le luci, tanto per dire due cose.

Uno, tanto per iniziare e darsi da fare, accetta i più svariati lavori (o lavoretti, diciamo la verità), cadendo nel ridicolo, eseguendo lavori che non aveva mai fatto neanche da amatore, con un risultato poi che lascia a desiderare. Ecco, io vi invito ad immedesimarvi col cliente, entrare nella sua testa, vedere come vede lui le vostre foto, quando lui aveva un'idea diversa perché, a differenza vostra che siete delle saccenti ed egocentriche capre ignoranti, aveva visto foto di questo genere realizzate da altri (veri) professionisti.
La vostra fortuna (???) è che costate poco, per cui qualche fesso lo troverete sempre. Peccato che non farete mai il salto di qualità.

20 luglio 2015

FOTOGRAFI MATRIMONIALISTI SCARSI: NON FATEVI FOTTERE I SOLDI DA QUESTI STRONZI

No ragazzi, no vabbè, no no no dai non scherziamo.. Ehy ma che scherziamo?.. State dicendo sul serio?

Torno a parlare (poche righe!) dei matrimoni.. o meglio (ehm, anzi, peggio, ops) dei fotografi matrimonialisti, intendo quelli col negozietto pieno di foto di bimbi appiccicati ai cuscinetti che se non fosse per le mammine non incasserebbero neanche 5 euri al giorno.

Ecco, allora.. non so come dirvelo...

Le loro foto fanno CAGARE.
Ma ci può stare. Nessun fotografo obbliga la gente a rivolgersi a loro per le loro foto di MERDA.
Il problema è che questa gente, una volta diventata cliente, sgancia più di 1.000 euro per VOMITO+DIARREA che dovrà sorbirsi non per 5 secondi, non per 5 minuti, non per 1 giorno, bensì per TUTTA LA VITA

Ragazzi non scherziamo, ragaaaaasssi, se vi sposate o se fate altro e volete un servizio fotografico, non andate dal primo pirlo sotto casa che vi sembra tanto bravo e simpatico, perché anche se ha la p.IVA e se dice di fare lavori PROFESSIONALI, in realtà è un mentecatto che non verrebbe assunto manco come postino o sturacessi! Oppure nel caso venisse assunto nei mitici (?) uffici del Catasto, non riuscirebbe a fare manco una mostra condominiale tanti sarebbero gli sputi e gli insulti dei vicini e conoscenti.

Ovviamente non inserirò link né foto di questi GRANDI fotografi PROFESSIONISTI, ma sicuramente dei vostri parenti saranno finiti nelle grinfie di questi STRONZI CIUCCIA SOLDI, i quali talmente sono vogliosi di soldi che a volte hanno la luminosa idea di "assumere" (tra virgolette perché lo faranno sicuramente in NERO) dei ragazzi (non ragazzini) dandogli €150 quando loro se ne prendono più €1.000.

Ma sta gente non va finanziata, non va difesa, non va aiutata e un giovane fotografo neanche deve lontanamente pensare di poter fare esperienza con questi loschi e lugubri figuri da serie D, questa gente va semplicemente presa a CALCI IN CULO.. e se non bastasse pure in FACCIA..

Scusate il mio sfogo e la mia volgarità, ma se c'è gente che intasca €4.000 euro al mese facendo foto da cani ai matrimoni, non capisco perché IO non debba incassarne manco uno (e intendo proprio 1, non 1.000).
Possibile che in Italia la gente che cerca un fotografo si rivolga ancora al negozietto del cazzo sotto casa? Usate Internet, sfogliate i cosidetti PORTFOLI, confrontateli, svegliatevi gente!!!
Non fatevi fottere i soldi che non è che vi sposate tutti i giorni! Le lacrime e i sorrisi di quel giorno non torneranno mai più!

19 luglio 2015

I segreti della fotografia stock

Prima di tutto, cosa si intende per fotografia stock?

Si intende quel tipo di fotografia che può ad esempio riguarda la vita quotidiana (lifestyle), realizzabile ognivolta che uno può, per farla entrare/ammassare negli archivi digitali di "millemila" agenzia fotografiche.

E' pieno di siti e blog che non solo ci spiegano ma addirittura ci svelano i segreti (seeeee!) per avere successo nel mondo del microstock o del macrostock, ma principalmente del micro perché è un mondo nel quale molti amatori fanno i primi passi da semi pro (parolone!) e, proprio per questo motivo, un sito riguardante questo argomento e mondo rende molto. Ma a parte ciò, quali sono questi segreti indipendentemente dal sito di agenzia scelta?

Così come nelle foto di guerra o comunque nei reportage sui più poveri e disgraziati bisogna 9 volte su 10 usare un tetro bianco e nero per enfatizzare la disperazione senza fine, nella fotografia di stock vanno molto i colori accesi, una luminosità ampia e facce sempre sorridenti.

Purtroppo per vendere in questo mondo bisogna per forza di cose REPLICARE ciò che migliaia di fotografi hanno già fatto 10 e pure 20 anni fa. Ma lo stesso lo si può dire per ogni altro genere fotografico, purtroppo. Non bisogna mai discostarsi troppo dalla riconoscibilità di genere. Anche se ultimamente si è incredibilmente svegliato un settore che reputavo noioso e moribondo come quello dei matrimoni (di cui sto parlando spesso ultimamente, e non certo perché io ne voglia far parte, ma giusto perché ne sto leggendo), dove infatti va di moda uno stile reportagistico, dove vengono bandite le pose, le finzioni e dove il fotografo non sarà mai munito di trepiedi e illuminazione, in modo tale da essere veloce e pronto a cogliere l'attimo come durante un evento sportivo o una manifestazione! Ottimo.

Nello stock invece no, se non metti una giovane donna bionda che sorride con di fianco un piatto, un'auto, un bambino, un cane, ecc., non venderai mai!
A me piace molto correre in natura e cosa sto notando nelle varie pubblicità? Foto diverse, ma fatte in maniera uguale: ripresa dal basso col modello/atleta che corre in diagonale verso l'orizzonte, con una suola ben visibile e un po' di terra che si solleva. Stop.

Vuoi mostrare la gioia, la soddisfazione, la fatica, espressioni legate all'avventura e al pericolo, un po' di nebbia, neve o pioggia? Vuoi mostrare l'ambiente? No, devi solo riprendere la suola che si alza et voilà, forse venderai anche tu.

Terribile! Terribile verità! Da artista il fotografo diventa un impiegato. Che lavoro brutto brutto! Molto meglio a sto punto fare l'impiegato, almeno c'è lo stipendio sicuro, la malattia, le ferie e la pensione assicurati!

Fotografi matrimonialisti scarsi

A me gli abusivi, cioé quelli che si propongono in nero, mi stanno veramente sul culo, ma possibile che i matrimonialisti professionisti presumibilmente non esosi facciano così pena?
Piatte, scialbe, rumorose, mosse, sfocate, tristi, con soggetti lontani, con fastidiosi particolari che sputano un po' qua e un po là, poi ci sono quelle storte, esposte scorrettamente, quelle dunque veramente fastidiose alla vista! Solo da me a Torino non ne ho ancora trovato uno decente. E ne ho appena trovato un altro di Milano il cui sito è la fine del mondo, il contrario delle sue foto (le inquadrature sono ok, il resto no).

Le foto del vostro matrimonio sono importantissime, ragazzi non affidatevi al negoziante sotto casa, guardate tantissime foto, confrontatele caspita, non badate solo al prezzo, non state mica comprando junk food in offerta al supermercato!

18 luglio 2015

CORRIERE DELLA SERA: manette censurate

Avete presente la storia di quello schifosissimo militare della Marina finito per fortuna quasi subito in gattabuia dopo aver stuprato (!!!) una 15enne (!!!)?


Ecco, c'è questa foto presente nel sito del Corriere della Sera in cui lo si vede entrare nell'auto della Polizia con i polsi vicini, il problema è che come potete vedere proprio quella parte lì è censurata.

Come mai? C'è forse una legge che vieta di riprendere dei militari arrestati?
Ma che cazzo succede in sto Paesucolo del menga?

Sito personale

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