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18 ottobre 2015

DIVENTARE UN FOTOGRAFO PROFESSIONISTA

Ogni tanto sento qualcuno che vuole diventare un professionista nel campo della fotografia, ovvero un fotografo che viene pagato per realizzare delle fotografie (e, come si usa ora, anche dei video, sigh), e che giustamente si sarà anticipatamente dotato di partita IVA, anche se è possibile lavorare con la ritenuta d'acconto, ma senza però spammare il proprio nome in giro (sigh).

Come si fa a diventare dei professionisti o magari anche degli artisti, cioé dei fotografi che riescono a trovare acquirenti che non gli commissionano dei servizi e che non gli dicono come effettuare le riprese, ma che vendono, meglio ancora a dei collezionisti di opere d'arte, i loro progetti fotografici?

Molto semplice: BASTA FOTOGRAFARE!
Grande segreto di Pulcinella! :)

Quando? Nel tempo libero?
Anche, ma ancora meglio se lo si fa tutti i giorni.
Lo scopo da raggiungere è quello di divenire una cosa sola con la macchina fotografica e l'obiettivo, in maniera tale da neanche accorgersi di avere l'attrezzatura.
Steve McCurry lo dice chiaramente: vuoi diventare un fotografo. Fotografa tutti i giorni, realizza 20 mila fotografie, dopo forse potrai avere una buona mole di lavoro e considerarti un professionista.
Ci vuole qualità e quantità. Ma anche queste due cose ormai non bastano. Infatti col digitale, le schede e gli hard disk sempre più capienti, tutti possono realizzare 2000 foto al giorno, e tutti con gli automatismi possono realizzare foto che possono piacere al vicino di casa. Bisogna ovviamente fare un passo in avanti, senza più badare ai gusti di gente estranea a questo campo e anche ai propri, specie se si è appena iniziato e non si conosce la storia della fotografia.
Io, ad esempio, all'inizio mi gasavo molto per alcune mie foto sportive di moto e di bici, in realtà dopo 1 anno, ho capito che facevano pena, così ho optato per scegliere ambientazioni e luci migliori e ho capito di aver fatto finalmente bene. Non sono un campione di fotografia sportiva (e ora non la pratico neanche più, in futuro chissà, alla fine mi piace sempre!), ma saper cogliere il momento non vuol dire niente. Bisogna dar valore alla scena e al soggetto.
Se non avessi scattato per un anno di fila, se non avessi visto le foto dei pro, forse non mi sarei mai accorto di quanto molte mie foto degli inizi fossero scialbe, piatte e banali! Io ho avuto la fortuna di conoscere un ragazzo, un atleta, che mi ha fatto notare questa cosa: ok, hai colto l'attimo, ma queste foto devono avere più carattere. Alcuni fotografi magari possono sentirsi offesi. Io invece ho subito compreso le sue esigenze, che poi erano anche le mie e gliene sarò sempre grato anche se ora è da tanti anni che non lo sento più.

Se si ha un altro lavoro si è fortunati perché si può vivere tranquillamente, con però il conseguente problema che la fotografia troverà uno spazio ristretto tra tutti i vari impegni, perciò si riuscirà a fare il grande salto aspettando più tempo e anche con maggiore difficoltà, osando di meno.
Chi ha già un altro lavoro, specie se sicuro e full-time (5 o 6 giorni la settimana, 8 ore al giorno, tempo indeterminato), difficilmente si licenzierà per inseguire il suo sogno (c'è chi lo fa, ma si contano sulle dita di una mano) e dovrà essere davvero determinato per farcela.
Io non conosco nessun vero professionista (cioé uno che ha ottime entrate grazie alle fotografie) che ha un altro lavoro! Anche un matrimonialista che lavora il sabato o la domenica, non ha tempo per un altro lavoro se vuole fare seriamente il fotografo di matrimoni, infatti terminato l'evento dovrà elaborare tutti i file raw, dare un senso alla storia ritratta, e se deve tirare fuori il massimo da ogni foto scelta, ci vuole davvero tanto tempo, poi deve cercare fornitori per i book, deve prima ancora conoscere tutti i possibili clienti, andare a visitare i luoghi (chiesa e ristorante per capire la luce, l'architettura, per trovare i punti dove eventualmente mettere gli sposi, parlare col prete, ecc.), deve badare al proprio sito, alla pubblicità (e non basta solo pagare, bisogna trovare frasi-foto-colori-pubblico giusto), badare al fisco e andare dal commercialista, insomma, riprendere anche solo un misero matrimonio di provincia è un lavoro.
Comunque, trovare qualcuno che in cambio di €50 o €100 ci chieda di realizzare foto in un locale non è un'impresa impossibile anche se abbiamo appena iniziato a fotografare, ma in questo caso non ci chiamano certo per la nostra bravura, quanto per l'esigenza di avere delle foto-ricordo a basso prezzo, in orario serale se non notturno, il cui prezzo, chiamando un professionista, sarebbe giustamente molto più alto (suppongo €300 per 4 ore di serata), anche se appunto si tratta di banali foto-ricordo. Tanti ragazzi (anche abbastanza grandi) iniziano così. Prendono confidenza con la macchina foto, col flash, con le persone, però è un inizio che non approvo. Dopo ne parlerò..

Molti commettono l'errore di riempirsi di materiali, oggetti, insomma della sopracitata attrezzattura. Penso che questo sia sintomo di una profonda insicurezza, credo che il loro pensiero sia il seguente: "Non sono un professionista, i professionisti che conosco spendono tantissimi soldi in attrezzatura, per cui la compro e divento come loro", ma questo è uno s-ragionamento sbagliato, infatti ci sono anche tantissimi professionisti con un'attrezzatura ridotta al minimo, questo per vari motivi: sanno gestire e preferiscono la luce naturale, non usano ad esempio i teleobiettivi perché non ne apprezzano i risultati, vogliono stare vicino all'oggetto e all'azione, non usano il flash esterni perché non fanno foto di posa, di moda e perché hanno trovato metodi alternativi per diffondere la luce (cartoncino bianco davanti al flash pop-up oppure pannello riflettente), sempre che la voglia diffondere.

Io sono convinto che la fotografia deve rispecchiare la persona che realizza le fotografie.
Se non mi piace la moda, il suo ambiente, l'essere per forza belli, addirittura lucidi e sempre sereni, sorridenti, ricchi al punto da avere tantissimi vestiti ovviamente costosi, se non mi piacciono le pose, se trovo tutto ciò assurdo, inutile e irreale, beh, non proverò mai invidia verso i fotografi di moda (grandi o provinciali che siano) e mai vorrò prendere spunto da loro per divenire come loro.
Ci sono ragazzi che vogliono diventare dei professionisti e come prima cosa pensano ad ingaggiare delle modelle o sedicenti tali, per realizzare fotografie che non troveranno mai spazio nel mondo della moda, finendo poi per realizzare i cosidetti book delle aspiranti modelle. Queste foto sono tutte uguali, modella perfetta, lucida, vestita benissimo, tutto ben illuminato, lei che guarda l'obiettivo, seria, sexy. Tutto qua. E' un lavoro oserei dire da catena di montaggio. L'anti-foto.

La stessa cosa può avvenire, e anzi avviene, nell'altro settore molto remunerativo, ovvero quello cerimonialista, e penso ovviamente in primis ai matrimoni: anche qua troviamo infatti tanti corpi macchina, obiettivi, flash, pannelli e chissà quante altre cose. Per cosa? Per riprendere due perfetti sconosciuti che, sposandosi, trovano il loro giorno di gloria, gloria che però non varcherà le soglie di casa loro e di qualche parente. Per carità, se uno mi paga per realizzare foto simili (anche qui in posa), ben venga, ma loro non diverranno mai dei modelli e delle celebrità, e io non diverrò mai un fotografo famoso e continuerò a riprendere gente come loro (ripeto, ben venga, niente di male, ma quando penso ai professionisti non penso al fotografo con negozio che fa i matrimoni a chi abita nel palazzo dove ha lo studio..).

Nei matrimoni, però, a differenza delle foto di moda, è possibile divertirsi cercando la vita e l'azione, tralasciando quindi la posa ai fotografi mediocri che inseguono la sicurezza affidandosi alle solite cose, ai cliché, alla celebrazione/esaltazione di questo evento. Ci sono, per fortuna, alcuni fotografi matrimonalisti che si definiscono reportagisti. E' gente che anziché mettere in posa gli sposa e anziché fare le solite foto di gruppo, cerca l'azione, la vita, gli sguardi, le emozioni, l'atmosfera di questa giornata per molti considerata speciale. Grazie a questo stile, dove regna il bianco e nero, il mosso, la grana, le ombre, il mistero, ecc., viene davvero fuori un servizio autentico, dinamico, vitale, fondamentale oserei dire. Facendo posare gli sposini non si ottiene nulla, non sono neanche foto ricordo, sono semplicemente immagini artificiali.

Dicevo, come iniziare?
Dal mio punto di vista svendersi per realizzare servizi che né ci piacciono e né ci faranno crescere è sbagliato. Vero che bisogna pur iniziare e farsi conoscere, ma se voglio diventare un noto naturalista, non andrò in discoteca, se voglio diventare un ritrattista, non riprenderò lo sport.
Ecco, trovo che ogni fotografo debba specializzarsi in alcuni settori. Infatti, se tutti i giorni o quasi si fotografa una determinata cosa, si possono avere più chance di diventare davvero bravi in quel campo! Ci sono fotografi, anche giovanissimi, che concentrandosi su un solo tipo di fotografia sono diventati ricchi e famosi! Non è importante diventare ricchi e famosi, lo é ciò che viene prima, ovvero il venire riconosciuti come bravi, seri, affidabili, importanti e originali fotografi. Questi ragazzi e queste ragazze impiegano ore per elaborare le loro fotografie, ci tengono davvero tanto e alla fine questi sforzi pagano in tutti i sensi.

Per cui, se vuoi diventare un fotografo professionista, devi focalizzare la tua attenzione su alcuni generi senza divagare (a meno che quella divagazione non ti attragga.. col tempo poi si cambia e una cosa che ci sembra impossibile da non fotografare, la si potrà abbandonare) e dare il massimo, badando al minimo dettaglio. Se vuoi fotografare certe persone o eventi, chiedi il permesso e se lo ottiene le riprendi. Lo fai gratuitamente perché hai bisogno di realizzare questi servizi per avere un portfolio iniziale col quale poi dopo qualche tempo potrai proporti a possibili clienti. Se vuoi fare il fotografo del genere A, non ha senso iniziare facendo il genere B solo perché ti danno 20 euro. Buttati a capofitto nel genere A e poi per realizzare foto di queste genere, anziché 20, un giorno te ne daranno 200 e poi 2.000. Mentre se vai nel B, che non ti piace, dopo un mese ne assolderanno un altro, anche perché magari vogliono solo foto-ricordo e spendere poco, mentre tu ora ti senti esperto e hai chiesto più soldi ricevendo calci in faccia. Vai dove ti piacerebbe essere, fotografo quello che ti appassiona, conosci quello che fotografi, così avrai conoscenze e ganci!

Se vuoi diventare un artista devi crederci nella stessa maniera.
Quando penso agli artisti fotografi penso a due giapponesi: Araki e Moriyama. Conosco meglio il secondo. Lui è da 50 anni che fa sempre e soltanto street photography, sempre e soltanto in bianco e nero e praticamente sempre e solo in Giappone, ancora meglio in un ben determinato quartiere.
Si può dire che il grigio nelle sue fotografie non esista, il suo è un bianco e nero molto aggressivo, puoi vedere tanti sentimenti nelle sue foto, ognuno può farsi una propria idea, ognuno può tuffarsi in quel suo mondo.
Questa è una persona da cui prendere spunto: solo bn, solo street ed è diventato famoso in tutto il mondo.
La tecnica non conta se si vuole proporre una propria visione. Se invece si vuole incassare lo stipendio come un impiegato, allora è meglio proporsi ai clienti come dei bravi fotografi di posa dove è tutto ben calmo, definito, visibile, ecc.
Sconsiglio a tutti di inseguire la mera bellezza, avete presente i mari setosi? Lasciateli stare, quelli sono diventati un cliché e ormai ne é così pieno il mondo che nessuno ha tempo di filarsi i vostri mari lisci e setosi!

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