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14 giugno 2024

Non mi piace fotografare gli eventi

Quando sento il termine 'Evento' mi viene in automatico la nausea.

Non ho mai capito perché, ma finalmente ce l'ho fatta.

Infatti, dopo tanti eventi a cui non ho partecipato, l'altro giorno ho optato per andare a vedere le auto della 1000 Miglia arrivate a Torino.

Non l'avessi mai fatto.

Pieno zeppo di gente che fotografava con altri di fianco o davanti, in pratica facevano tutti le stesse foto (il che non è per forza detto, perché quando mi recai a Venezia per il Carnevale, fotografai la gente normale dallo sguardo un po' triste, operatori ecologici e immondizia, scarpe strane, gente che fumava e appunto gruppi di fotografi assembrati intenti a fotografare la stessa maschera), per non parlare di chi stava sempre in piedi facendo le foto in verticale col telefonino. 

Lì ho proprio visto la morte della fotografia!

Come dire: "Massì, c'è il telefonino che fa tutto, io posso stare col cervello spento!"

Ormai la gente non si impegna neanche più per fare bene una foto. 

A me gli eventi non piacciono perché tu fotografo non decidi niente e neanche puoi 'dire' qualcosa di tuo, in quanto sei totalmente passivo, proprio come durante le manifestazioni sportive o i congressi, ecc..

Posto, orario di inizio e fine, orario in cui far partire le varie cose, luce/luci, soggetto, abbigliamento, colori, posture, 'storytelling' e qualsiasi altra cosa su cui in altri ambiti puoi mettere mano, lì negli eventi scompare.

Devi fare il reporter.

Ma che ci vuole a fare il reporter? Vai lì dove già sai che succederà qualcosa e fai clic a ripetizione come tutti. Poi, certo, puoi fare molte foto migliori di quelle altrui, ad esempio avvicinandoti ai soggetti, ma rimangono pur sempre foto di fatti evanescenti e in cui non hai applicato alcun concetto esistenziale che invece possiamo rintracciare ad esempio nella fotografia urbana alla Gabriele Basilico.

La stessa vacuità di pensiero che alla fine possiamo ritrovare anche nelle fotografie di reportage impegnato in cui compaiono poveri sotto i portici o bambini africani. 

Si tratta di soggetti facili con cui colpire la massa, sentendosi buoni, ma non si fa altro che rinfacciare a queste persone la loro condizione, senza però poter offrire una soluzione, ritenendoli per forza sfortunati, quando magari molti bimbi africani sono felici pur non avendo i computer e le scarpe firmate perché stanno sempre all'aria aperta con gli amici mentre noi soffochiamo isolati dentro 4 mura, così come i senza tetto, dato che molti di loro hanno proprio scelto quella vita lì. E noi 'normali', invece, sempre a catalogare e a reputare inferiori i 'diversi'.

Tutt'altro spessore, invece, le foto di chi vuole esaltare stili di vita diversi. Quelle sì che mi piacciono, proprio perché si nota davvero il rispetto e una mentalità aperta.

13 giugno 2024

Il fotografo è un autore

Il fotografo, quando è un professionista dell'immagine, deve immaginare e creare una nuova immagine.

Per questo motivo dico che il fotografo deve essere un autore.

E per esserlo non conta l'attrezzatura, che la si può sempre noleggiare o farla usare da qualcun altro, così come non conta l'esperienza, conta invece l'immaginazione, il pensiero, l'autorialità.

Si fa presto a dire: "Io sono un fotografo perché con le macchine fotografiche ci lavoro dal 1980, mentre oggi bla bla bla"

Chi dice così è chi in realtà si limita a banali aspetti tecnici e spesso, purtroppo, per sopperire all'autorialità usa pessimi espedienti tipo far virare i colori sul seppia, trasformare le foto in bianco e nero lasciando a colori i fiori degli sposini e altre cavolate simili.

A questa gente frega niente di avere un pensiero, di voler dire qualcosa. Gli basta soltanto fare clic e si sentono realizzati perché in cambio gli danno qualche soldino.

10 giugno 2024

Fotografi matrimonialisti permalosi

I fotografi sono davvero molto permalosi.

Io nei miei confronti sono da sempre molto critico, specie da quando un amico mi fece notare una mia carenza. Da quel momento mi son detto: "Posso sempre far meglio".

Invece ci sono molti fotografi professionisti, soprattutto nel campo delle cerimonie tipo i matrimoni, che quando ricevono critiche, rispondono in maniera aspra.

Non accettano le critiche, neanche quelle costruttive o quelle un po' spiritose, pensando che loro non sbagliano mai e fanno sempre ottimi lavori.

La realtà è ovviamente ben diversa, basta ad esempio andare su matrimonio.com o siti simili per vedere gallerie dell'orrore e dell'assurdo. 

Foto insensate, irreali e impostate malissimo in maniera perfino un filo sessista (ad esempio uomini in piedi che festeggiano tra di loro e donne messe in basso inginocchiate che guardano felici nell'obiettivo), foto a colori trasformate per metà in bianco e nero con i soliti fiorellini, creazione di situazioni assurde e forzate che si vedono solo in quel campo (tipo gente che sta sulle scalinate della chiesa leggendo il giornale con forse la notizia di quel matrimonio ahah). 

Insomma, si capisce che sono fotografi davvero scarsi, convinti però di essere nel giusto, di essere sia bravi tecnicamente che geniali nell'ideazione dello scatto.

Si credono bravi perché hanno la loro attività dal 1980, perché i loro clienti gli danno tanti soldi. Non lo metto in dubbio che guadagnino bene, ma non è merito loro, bensì colpa del settore che finanzia ingiustamente alla grande i fotografi e tutti gli altri scarsi pseudo professionisti, pensiamo a certi cantanti e band ridicole. Purtroppo nell'italietta cattotalebana si spendono tanti soldi per un'istituzione ridicola come il matrimoni, che a me fa cagare per diversi motivi.

Guarda caso questi fotografi matrimonialisti, che hanno clienti sempre e solo del loro paesello o del loro quartierino periferico, non vengono mai ingaggiati per altri servizi, magari per qualche bella pubblicità famosa.

Strano, perché si credono così bravi e rinomati LOL

3 giugno 2024

Svelata cos'è la Street Photography

Da secoli anzi millenni tutti si chiedono cosa diavolo sia la street photography.

O per meglio dire, tentano di darne una definizione, ma con poca convinzione.

Per fortuna vostra ci sono qua io a darvi la sua vera definizione.

Street Photography significa fotografare a caso, così come viene, cose e persone a caso, in situazioni a caso, creando immagini di cui frega un... caso a nessuno! 

Qualsiasi cosa può andare bene, non c'è un concetto, un'idea, un progetto, niente, tutto a casaccio!

1 giugno 2024

Assenza di creatività. Ecco una causa.

In giro si vedono molti articoli e video relativi ai più svariati aspetti tecnici della Fotografia.

Non certo da ora.

Penso che sia così da sempre.

Ci sono sempre state tante riviste che recensiscono i nuovi arrivi, così come si parla delle stampe, così come c'erano e ci sono libri tecnici su come ad esempio usare bene i flash in manuale, impostare l'iperfocale e mille altre cose.

Da qualche anno si sono aggiunti video di questo tipo su YouTube e sui social in generale.

Tutto bene?

Non direi affatto. Sapete perché?

Perché Fotografia significa memorizzare cose che si vedono nel mondo.

Non significa prendere delle macchine, studiare, aprirle, diventare dei tecnici o degli scienziati di ottica.

Significa soltanto (tra virgolette, dato che le cose immateriali sono le più difficili da spiegare e fare proprie) mostrare in un certo modo la realtà e cercare di dire la propria, rappresentando una fetta ben selezionata di mondo in un certo modo.

Se, ad esempio, un fotografo vuole ritrarre bene e ci riesce pure il centro storico di Torino, cosa avrà mai fatto? Avrà fotografato il centro storico per bene. Ma non sta dicendo nulla di suo e niente di nuovo e neanche in modo nuovo o diverso dal solito o anche soltanto dal suo solito. Anzi, più si fissa con la tecnica e con i maestri pedanti, più per lui sarà peggio!

Inutile che mi dilunghi a proposito, è così e basta.

Voi dovete sentirvi ed essere liberi di guardare ed esprimervi.

La tecnica lasciatela ai tecnici e agli scienziati dell'ottica. Voi uscita e realizzate fotografie per comunicare. O se non per comunicare, per divertirvi. O ancora meglio per venderle, senza però fare le solite foto perfettine, fighettine, in cui tutto è lucido e perfette e si vede sempre e solo la Mole, la Luna, il Monviso, Superga, l'alba e il tramonto... avete rotto il cazzo!

30 maggio 2024

Non devi essere un fotografo

Ciao!

Oggi voglio parlare anzi scrivere di ciò che dovete/dobbiamo essere.

Molti non fanno altro che dirsi FOTOGRAFI, ma cosa vuol dire?

Vuol dire saper fare fotografie come tanti altri? Se sì, allora non vale la pena dannarsi per fare carriera in questo settore.

Se invece vuol dire avere un proprio stile, voler dire qualcosa, avere una propria visione, allora va bene definirsi fotografo... ma anche no.

Perché anche NO?

Per il semplice fatto che una persona di questo tipo, in pratica un AUTORE (da alcuni potrebbe essere definito un artista), in quanto autore è qualcosa in più di un fotografo, questo deve essere chiaro.

In questo modo non verrà chiamato per fare matrimoni o peggio ancora fototessere, ma verrà ingaggiato o per meglio dire commissionato per lavori abbastanza importanti.

Ovvio che trovare ottimi clienti/committenti è difficile, ma non sono certo qui per dirvi come si fa (che cavolo ne so, se lo sapessi ora non perderei tempo a scrivere e vi venderei invece un bel corso o workshop ahah, ma davvero c'è gente che compra corso sull'abc della fotografia? Poveri illusi!).

Perciò se volete differenziarvi, specie in quest'epoca in cui TUTTI fanno fotografie e gli vengono anche discretamente bene (pensiamo a tutte le influencer che riescono anche a fars ottimi selfie notturni), dovete diventare autori, oppure dei super tecnici dell'immagine, ma ci va una grande precisione e apparecchiature molto costose.

Insomma, non è un modo semplice. L'ideale sarebbe avere già un ottimo lavoro e fare qualche foto a tempo perso ahahahahah

 

Mi fermano tutti per strada

Stasera mi sono sentito una star ahah

No vabbé non esageriamo.

Però nel giro di pochi minuti sono stato fermato da 3 persone o forse 4 neanche ricordo più bene, mentre stavo realizzando delle fotografie in centro.

Cosa fai, come le fai, ma me ne fai una, e via dicendo.

Innanzitutto grazie per avermi sempre dato del TU, e poi caspita che bello, tante persone gentili, altri che passavano davanti e poi tornavano indietro per non disturbare, davvero, sono rimasto stupito e contento dal comportamento di tante persone.

27 maggio 2024

Avete rotto con questo Luigi Ghirri

Mi capita spesso di imbattermi, quando vado sul Tubo aka YouTube, in video piuttosto recenti dedicati a Luigi Ghirri.

C'è, potremmo anche dire finalmente, una grande considerazione verso questo fotografo anni 70-80 morto prematuramente mi pare nel 1992.

Fanno bene a realizzare video di cultura fotografica e alla poesia di questo autore, ma non tutti sanno che lui come lavoro faceva il professore, mi pare all'Università.

In pratica non viveva di fotografia, perciò se voi pensate di diventare degli autori ben pagati perché scopiazzate da lui, beh fatevi furbi.

Forse i suoi eredi riescono a guadagnare bene dalla vendita di stampe e libri, ma non mi pare ci sia un grande mercato per il suo tipo di foto in cui risalta la desolazione, la solitudine o i particolari di cose vetuste.

Se volete vivere di fotografia dovete sì certamente proporre qualcosa di vostro, ma allo stesso tempo proporre al mercato ciò che il mercato richiede.

Se ci sono clienti disposti a spendere per le foto di, che ne so, gente che si bacia al parco o di cani che si rotolano felici nell'erba (sempre quella del parco, eh, non altro tipo di erba ihih), beh fate quel tipo di foto, poi magari attuate delle modifiche, tipo non più M+F che si baciano ma M+M e F+F, insomma, cercate anche di capire come si evolvono i tempi, e se per voi questa non è evoluzione quanto meno dei costumi, beh chiudete un occhio e fate foto per guadagnare, mica siamo qui per giudicare!

Quindi basta con questo Luigi Ghirri e tutti gli altri fotografi dei bei tempi andati in cui pochi facevano le foto e quei pochi venivano ben pagati.

Ora la situazione è molto dura a causa dell'inflazione, nel senso che tutti fanno foto, perciò bisogna impegnarsi a trovare nicchie da approfondire, evitando di essere egocentrici e quindi di realizzare e mostrare foto che a noi piace realizzare.

Al mercato frega nulla di noi/voi, frega solo di trovare le foto che gli piacciono e servono.

25 aprile 2024

Inutile polemica sul World Press Photo

Su YouTube Italia è comparso un nuovo personaggio, questa volta legato alla fotografia.

Venne intervistato da un tipo famoso, uno che parla sempre di finanza pur non avendo una laurea in economia/finanza, pur non lavorando nella finanza... sì, insomma, uno che vuole fare soldi con le sponsorizzazioni di carte di credito et similia... il nome non mi sovviene ma voi avete già capito di chi si tratta, di quel giovane romano dei Parioli (credo) col ciuffo che gira l'Europa e il mondo facendo tanti blablabla.

Ma torniamo al tipo che si occupa di fotografia.

Afferma di essere un fotografo italiano professionista che lavora in Germania, nazione famosa da sempre per il grande gusto estetico LOL, quindi è normale che un PH PRO lavori lì.

Vabbé dai scherzo, là di sicuro ci sono tante aziende e clienti seri e importanti e si guadagna bene, perciò condivido in parte la sua scelta di essere trasferito lassù.

In un suo video ha affermato, con titolo roboante, che il WORLD PRESS PHOTO non è importante. O meglio, ha scitto e detto che non se lo CXXA PIU UN CAXXO DI NESSUNO (il titolo non è così, non me lo ricordo esattamento ma il significato è questo e compare la parola CAXXO che fa figo e non impegna, mah).

E ha poi fatto un secondario relativo video a questo, perché reso non visibile ai minorenni e a chi non ha un account Google/YT.

E giù commenti di gente indignata che urla contro la censura imperante.

Censura perché, come già saprete, la foto vincitrice mostra una donna palestinese con in braccio il corpo morto di una bambina avvolta da un telo bianco in ospedale.

Ma se così fosse, la foto o non avrebbe vinto o non sarebbe stata diffusa alla grande anche dai principali TG come ad esempio il TG1.

Questi complottisti non hanno capito che su un sito simile non si possono dire ma soprattutto scrivere nei titoli e nelle descrizioni le parolacce come appunto cxxxo.

La cosa più importante resta però confutare la tesi di questo ph pro.

Non so perché abbia affermato che il WPP non se lo fili nessuno (dando come al solito la colpa ai social...in cui lui campeggia sempre!) anche se le fotografie sono importantissime perché ci hanno mostrato il vero volto delle guerre. Anche secondo lui c'è un complotto? Come ho appena scritto, non c'è alcun complotto.

Semplicemente si tratta di uno dei tanti CONCORSI FOTOGRAFICI che esistono nel mondo, in un mondo ormai pieno sia di foto sia soprattutto di video di guerra che vengono usati dagli stessi TG che parlano cmq di questo concorso... ma loro hanno ore e ore di girato, non è che possono stare lì a parlare per ore di una foto. 

Ogni anno si parla di questo concorso e non mi pare che 10 anni fa se ne parlasse di più o che qualche foto abbia trasformato e migliorato il mondo.

Ricordate la foto del povero bimbo siriano morto in una spiaggia mentre con la famiglia tentava la salvezza in Europa?

Beh, cos'è cambiato? Niente. Ogni anno muoiono migliaia di migranti e le ONG vengono addirittura ostacolate da 'governi democratici' di Stati 'democratici, liberali' e bla bla ba perché secondo alcuni geni - tutti di Destra guarda caso, ed ex FASCISTI - si macchierebbero del reato di favoreggiamento della immigrazione clandestina. Così come in altri Paesi vengono prese decisioni drastiche: filo spinato in Ungheria, espulsione in Rwanda dall'Inghilterra, ecc.

Concludo affermando quindi che è importante sicuramente testimoniare, ma che non mi pare che il WPP abbia perso importanza... ha sempre la sua relativa importanza e le foto vincitrici o meno non possono cambiare il mondo. Abbiamo foto della 1^ e della 2^ GM ma non mi pare che siano finite le guerre. Da quando sono nato ho visto in TV, sui giornali e sul web guerra in Iraq nel 91, in Afghanistan e Iraq dal 2001, nei Balcani intorno al 95, in Ruanda sempre negli anni 90, in Ucraina dal 2022, in Siria dal 2011, senza dimenticarci del Myanmar e del Tibet in anni recenti, della dittatura putiniana, erdogoniana, mubarakiana prima e alsisina ora, ecc., ecc., per non parlare da noi dei governi guidati da un pluri-inquisito, piduista, corruttore, evasore, bugiardo patentato, ecc.

MAGARI LE FOTO POTESSERO CAMBIARE IL MONDO!

Il mondo è sempre, da sempre e per sempre in mano agli STRONZI!

7 aprile 2024

Valerio Minato ci ricasca e mostra Superga col Cervino gigantesco

Ci risiamo con l'ennesima fotografia paesaggistica ed edulcoratrice del territorio torinese/piemontese e non solo di tal Valerio Minato, che viene ovviamente incensata dalla massa sui social, in quanto non aspetta altro che vedere l'ennesima cartolina che esalti Torino e il Piemonte.

Nell'ultima fotografia che ho avuto modo di vedere, vediamo la solita basilica di Superga - devo dire molto contemporanea ah ah ah - e il Cervino aka Matterhorn (ovviamente rivolgendosi ad italioti sia mai usare anche l'altro nome), come se fosse normale vedere il C./M. osì bene e così grande da Superga, tra l'altro con quelle dimensioni davvero gigantesche, caratteristica che ormai è il suo 'marchio di fabbrica'.

Ricordate la foto con Superga e il Monviso gigantesco? Ecco, la solfa è quella. La solita solfa totalmente innaturale e inutile.

Come già scrissi a gennaio '24, da Superga si vede il Monviso e si vedono le Alpi, ma non così grandi. Proprio in quei giorni ero andato a fare un giro in collina, passando anche da Superga, notando il sole tramontare dietro il Monviso. 

Fantastico!

Peccato che la montagna e le montagne fossero giutsamente piccole. Vero che è lecito usare un teleobiettivo per mostrare la realtà a proprio modo, ma esagerare è assurdo specie quando si realizzano fotografie descritte e didascaliche, non artistiche.
Mostrarle giganti è un gioco stupido perché non mostra le reali proporzioni, ma simula una vicinanza falsa, che non esiste.

Il Minato vuole farci credere che Torino sia composta totalmente, ma non è il solo, da tanti vecchi monumenti simbolo, tutti tirati a lucido e da una natura fantastica a portata di mano. 


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