In un mondo che ci mostra incessantemente volgari foto a colori (adoro la fotografia a colori, non pensate male, ma dev'essere fatta in modo appropriato, ad esempio scegliendo pochi colori e la giusta ora quando il sole impregna di vita ogni cosa) del nostro mondo urbanizzato pieno di auto nuove e persone intente a sopra-(v)vivere (direi sottovivere) nel consumismo che se ne frega delle conseguenze, non può che essere un'ottima cosa quella di liberare la mente da queste volgarità distruttive, tramite le fotografie dei "new topographer" statunitensi che ci mostravano l'urbe per quella che era e che è, un deserto da noi creato, nel quale però neanche le nostre vite possono attecchire.
Asfalto bollente, geometrie ripetitive, invasione del consumismo, super razionalizzazione e apparente ordine che ha come contromossa una massa immane di rifiuti per terra e nei fiumi, mega industrie e depositi nucleari, tutte cose che cancellano ogni vero piacere. Sono fotografie che eliminano ogni illusione moderna.
Essendo un appassionato topografo ed avendo, i vecchi neotopografi, festeggiato l'anniversario della loro prima mostra, vi propongo due libri..due libri su, appunto, i saggi neo topografi come
Robert Adams, Lewis Baltz, Frank Gohlke, Joe Deal, riguardanti in particolar modo le loro fotografie, e relative mostre, degli anni '70:
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