Mea culpa, mea maxima culpa!!!E' vero, era chiaro che la mostra di Luigi Ghirri al castello di Rivoli era incentrata sui suoi provini realizzati da un solerte stampatore suo amico e stampatore anche di altri grandi come Olivo Barbieri.
Bene, detto ciò, vi invito caldamente ad ascoltare questa lunga presentazione (secondo me ne vale la pena) della mostra. Il video ovviamente non è di questi giorni, ma dei primi di febbraio:
Vi invito a farlo perchè si dice una cosa molto interessante: Ghirri non ci ha mai mostrato alcun dramma, non ha mai compiuto alcuna denuncia forte, ma ci ha insegnato a guardare il nostro mondo, rendendoci quindi tutti indipendenti.
E si noti anche come si evidenzi il fatto che a Ghirri interessava vedere, sentirsi stimolato dall'ambiente circostante, mentre della perfezione e delle stampe non gliene importava nulla. Mi ricorda un po' lo stile di Cartier-Bresson che affermava che della fotografia non gli importava nulla, ciò che conta è la vita!
Ottimo insegnamenti per i giovani che pensano che la fotografia non riguardi la vista e la mente, ma il prezzo degli obiettivi (che ovviamente devono essere nuovissimi).
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