13 marzo 2012

Ghirri - Rivoli. Piccola stranezza e altro.

Interessante la mostra di Ghirri al castello di Rivoli (terminata l'11 marzo 2012), arricchita da pannelli con alcuni suoi discorsi, sue frasi (d'altronde, la comunicazione verte principalmente sulle parole che sulle immagini, le quali, molto spesso, senza una didascalia, possono voler dire ben poco).

Non mi sovviene il senso di una cosa: perchè tutte quelle stampe miniaturizzate?
Su Internet ho visto alcune di quelle foto in un formato nettamente più grande (non tutte, purtroppo/per fortuna. Per fortuna perchè così la gente è spinta ad uscire di casa per vedere le mostre dove ci sono rarità e solitamente stampe di dimensioni notevoli). Certo, è un'opzione simpatica quella di spingere il visitatore ad avvicinarsi alla stampa per cercarne le particolarità, ma dev'essere appunto un'opzione, non l'unico modo.

Un'altra cosa: nel museo d'arte contemporanea del castello di Rivoli c'erano due mostre, una è questa legata alla fotografia (oltre a Ghirri c'erano opere di Ruff, Struth, Pellone e Mussat Sartor), la seconda invece verteva sull'arte povera. Purtroppo il biglietto era unico (e penso sarà così anche in futuro), così anche chi voleva vedere solo una mostra, non poteva fare altro che sganciare fuori la somma del biglietto pieno, in barba al fatto che magari il visitatore è uno studente, un disoccupato, ecc. Ecco qui un'altra nota dolente relativa ad ogni museo: perchè uno ricco, pieno di soldi ma di tesserine, deve ottenere sconti, mentre uno povero no? Davanti a me c'era una famigliola infighitettata pronta a chiedere sconti grazie alle sue varie tessere. Barboni!

Inutile dire che Ghirri me lo sono "goduto" molto più leggendo il suo libro intitolato "Lezioni di fotografia" che non visitando questa mostra. Bella, però le foto piccolissime mi hanno davvero infastidito, la goduria non c'era, ma forse è anche un problema mio: nei musei non riesco mai a leggere i vari pannelli e fogli, perchè sono troppo abituato a sofferarmi, riflettere e sottolineare.

6 commenti:

Alfonso ha detto...

Come immaginavo. Spingono la gente ad arrivare alle tue (logiche) conclusioni perchè non hanno l'onestà intellettuale di dire che quelli sono provini a contatto non pensati per essere esposti. Se lo avessero almeno scritto. Ciao.

Danx ha detto...

Sì, sono provini. Il titolo parla chiaro: "Project prints", anche se per project si può intedere progetto inteso come collezione/serie di fotografie relative ad un tema o sensazione.
Mettiamo che cmq fosse stato specificato ciò, ma perchè 6,5 euro per dei provini??? Poi me lo pagano l'oro l'oculista, 100 euro a botta???

sandro ha detto...

E' che purtroppo di Ghirri il materiale che ci è rimasto è quello che è, col problema aggiuntivo che molte stampe son già deteriorate.
Va detto però che Ghirri non amava i grandissimi formati, quindi presumo, a meno che non esca qualcosa da una cantina di Reggio, che non vedremo mai gigantesche foto alla Gursky.
Per il discorso dei biglietti dei musei, concordo, ma hanno molte spese e devono pur tirare avanti. Le riduzioni però si devono applicare solo a chi realmente se lo merita ;-)

Danx ha detto...

Grazie del commento Sandro.

In effetti scattava un po' con tutto, anche le Polaroid (c'è un suo famoso ritratto), si dice fosse disordinato, non attento al marketing, con una casa editrice fallita, quindi si può ben pensare che in effetti il suo archivio sia in parte andato a farsi benedire, e come ho scritto nel commento prima, probabilmente il titolo "project prints" doveva già farmi pensare a dei provini e non a chissà quali ingrandimenti.

Il prezzo, PER ME, è alto, il museo può essere in crisi ma se un singolo ha un'attività in crisi non aumenta i prezzi ma li diminuisce. E se ci sono due mostre e sono interessato solo ad una, o una me la offrono, o ne scelgo solo una e quindi ne pago solo una.
E non capisco proprio perchè ci siano sconti, lì come in tutti gli altri posti, solo per ricchi pieni di tessere.
Così il museo ha perso un cliente.
Preferisco vedere le foto su di un libro pagato 3-4 volte di più, ma che mi rimane, che delle miniature per un'ora col tizio che all'ingresso dice di non fare foto e controlla lo zaino, ma baff!

sandro ha detto...

Il problema del prezzo dei musei purtroppo c'è, inutile negarlo.
Pensa che a Firenze il bellissimo Museo Nazionale Alinari della Fotografia (MNAF) presenta delle mostre temporanee a cadenza bi-trimestrale, che però puoi vedere solo pagando il biglietto intero che comprende la visita del'intero museo. E son ben 9 euro!
Il museo l'ho giù visto tre volte, è bellissimo nel suo allestimento cinematografico e molto curato, ma se volessi vedere solo le mostre temporanee il biglietto è fin troppo caro, considerato anche che le suddette mostre non sono mai di grandi dimensioni, ma occupano solo un paio di stanze.
E' anche per questo che spesso il museo è vuoto ed è un gran peccato perché dovrebbe essere frequentato spesso e molto di più, per la ricchezza della sua collezione e la cura per i dettagli.

Danx ha detto...

Probabilmente dagli Alinari il prezzo è così alto perchè devono mantenere migliaia di vecchie stampe e apparecchi.
Al castello di Rivoli ciò che mostrano di fotografia non mi pare appartenga a loro.

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