21 giugno 2009

Torino satellitare

E' risaputo che le mappe sono fredde e per nulla descrittive di un territorio, infatti possiamo vedere una zona residenziale o varie zone verdi, ma senza sapere che tipo di gente vi vive, che rapporto c'è fra una casa e l'altra, le piccole particolarità o di che alberi si tratta, quanti rusceli vi scorrono attraverso, ecc.

Lo stesso discorso vale per le fotografie satellitari: anche in questo caso non viene fuori un'anima e non otteniamo neanche una descrizione. Recentemente, all'interno di Google Maps, troviamo le foto panoramiche chiamate "Street View", ma una foto per trasmettere qualcosa, deve essere scattata quando il fotografo sente che c'è un qualcosa di speciale fra le costruzioni, la presenza umana e/o i suoi simboli, i colori delle costruzioni umane, l'atmosfera naturale (se riesce a trovare uno scampolo)
e, se tutto ciò non può venire fuori da una foto panoramica (che io infatti non amo, poichè l'unione fra diversi fotogrammi non genera un'attenzione simile a quella che compare quando se ne guarda uno solo, ma, in questo caso, si punterà molto sullo stupore del visitatore, forse più stupito dalla tecnica che da ciò che dovrebbe guardare. Lo stesso discorso vale per il fish-eye, che ha la cattiva abitudine di rendere magico anche ciò che dovrebbe essere ripreso in maniera lineare, reale, per mostrare l'impatto quotidiano di una data costruzione verso gli esseri umani e l'ambiente, ad esempio), a maggior ragione non può comparire quando a riprendere è un tecnico o comunque una persona costretta a percorrere in fretta e furia una città per dare al datore di lavoro sempre più materiale per completare l'opera. Le immagini che vediamo quindi da questi programmi satellitari risultano lontane dalla realtà, e perchè lontane nel primo caso e perchè o edulcoranti attraverso la tecnica della foto a 360° o perchè fatte troppo velocemente, senza attenzione verso la strada, le case, le persone, l'ambiente intero. In entrambi i casi si nota un distacco fra chi riprende e la città.

Quindi ho pensato bene di salvare alcune riprese satellitari, scegliendo ovviamente un certa composizione per riappropriarmi di una visione della mia città che non sentivo affatto mia. Queste sono dunque le mie stupide elaborazioni:





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