31 maggio 2009
New landscape
Alcuni paesi della collina attorno alla città di Torino, sono vittime e/o carnefici di una costante urbanizzazione che definirei "snaturalizzazione", estirpazione della fresca e fantasiosa natura, poichè non vi è considerazione per la vita naturale e per il paesaggio in generale. Vi è un aumento di complessi abitativi per cittadini che incrementeranno l'inquinamento e il consumo idrico in questa preziosa barriera naturale fra la città e la campagna.
In queste foto è presente un accostamento tra ciò che realizza l'uomo per fini privati e la debole indifferenza, ma piena di vita, della natura, bene collettivo, sempre più spremuto e sfruttato da menti, la cui unica visione è quella utilitaristica, economica, che vede in ogni zona verde un qualcosa di non degno di esistere. Viene spontaneo chiedersi fino a quando le zone panoramiche (notare, nella seconda foto della galleria, il cartello con scritta "Zona panoramica") rimarrano tali. Si ammireranno ancora maestosi boschi o il massimo che sarà concesso ai non residenti, sarà la visione di una piccola aiuola, meglio se soffocata da pacchetti di sigarette e delimitata da un muretto, metafora predominante in un mondo in cui si pensa che la natura debba essere controllata e sopraffatta. Io odio i giardini :)
C'è una contrapposizione dai contrasti molto forti fra le tenui tinte della natura, rilassanti, fresche, attraenti e la grigia, pesante, invasione umana che, a differenza della natura, necessita di privatizzare, delimitare, nascondere senza farsi scoprire (a differenza della natura che è pronta ad accogliere, se trattata con rispetto, ogni avventuriero), controllare, bloccare. Zone prima verdi, ora coperte di mattoni, sono abitate da ex (?) cittadini che, in quanto tali, sono timorosi del prossimo e quindi pronti a scacciare attraverso ringhiosi cani, allarmi, telecamere e polizia, "intrusi" che in realtà non sono altro che camminatori, "paesaggisti", amanti del paesaggio che vogliono esorcizzare la bruttura e la depravazione umana verso il mattone, guardando e scattando foto (come successe al famoso fotografo Robert Adams negli anni '70, anche io son stato guardato con sospetto, come se fossi un ladro, da "gente del posto" che mi ha chiesto cosa stessi facendo...avrei dovuto chiedere io cosa han fatto loro alla collina...no comment!).
Non c'è più una visione del bene comune, non c'è più volontà di condividere il bello, c'è solo bramosia di possesso e di alienazione: alienarsi fra le proprie "ricche" mura e alienare il prossimo escludendolo da una porzione di territorio prima libera.
La decisione di desaturare e virare i colori verso una tonalità smunta, deriva da questi pensieri che portano a pensare ad una natura morente.
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