04 maggio 2009

Turisti in action

Divertito dalle fotografie di Martin Parr, in questi 3 giorni di vacanza mi sono dedicato a ritrarre le persone in centro città.

Il turista. Il turista deve dire che è tutto bello.
Potrei terminare qua le mie parole, invece voglio approfondire la tematica.

Il turista è l'amabile rappresentazione dell'uomo-medio che cerca la scoperta, la novità nel di già conosciuto. I turisti sono docili persone che vogliono godersi il tempo libero in modo facile, ammirando la bellezza dei centri storici delle città, posticipando a data da (mai) destinarsi i vari e veri problemi di queste, in cui i sindaci e le giunte possono continuare a fare il loro (bello e) cattivo tempo mostrando agli stranieri le splendide facciate del centro tirate a lucido.

I turisti sono in cerca di un riscontro di ciò che leggono su riviste, guide e depliants. Letture veloci o approfondite sul nostro imperioso passato che oggi, per fortuna, non ci dona più miseria e terrore, ma solamente i capolavori per la libidine visiva collettiva.
Il turista non è un indagatore, un attento osservatore, ma si riversa automaticamente nei centri storici e mi domando se è conscio dell'operato dell'uomo nella contemporaneità.
Forse sì, altrimenti non si spiegherebbero le masse in centro, come se stessero cercando un rifugio nei lembri di antichità restante.



Una persona, per vivere appieno la sua condizione temporanea di visitatrice, dovrebbe prendere coscienza della realtà del luogo nella sua interezza, poichè il pensare, o peggio il credere, di essere sommersi dalla bellezza, può essere una schifosa scusa da indifferenti per lasciare libero di agire l'impero della distruzione che si espande con parcheggi, centri commerciali, capannoni grigi e omologati anche nelle zone più belle.
L'indifferenza è borghese e il turista, come il migliore borghese, crede (non pensa!) di vivere nel migliore dei mondi possibili.
Indifferenti a tutto, tranne che nell'avere un panino da azzannare (questa foto mi manca, ma ne ho due con gelati, possono andare bene?), una cartina da contemplare, un figlio da rimproverare, una donna da palpare, ecc.



Il turista è una persona semplice che vaga in buona fede, si veste con cura anche sotto un sole caldissimo o con noncuranza pur entrando nei templi del nostro magico passato. Si stupisce poche volte di ciò che vede, perchè ciò che ammira (o guarda obbligato dalla guida turistica) l'ha visto già tante volte attraverso foto e video. Il turismo, quindi, viene usato come passa-tempo dalla gente comune: oltre a ciò elencato prima, lo si nota nelle persone stufe mentre aspettano di attraversare la strada, in quelle annoiate nelle panchine, nelle altre in fila indiana ormai insolenti l'un l'altro dopo ore di viaggio e cammino assieme.
Nonostante la possibilità di vedere belle fotografie su riviste e calendari, imperterriti i turisti scattano foto ad ogni monumento e palazzo, meglio se mettendosi in posa (foto già realizzate in dicembre), forse per rappresentare la staticità di quei soggetti che in questo caso diventerebbero complementi, o forse per avere la prova della loro presenza in loco.





L'Italia è famosa per le piazze, ma, nei miei 3 giorni che ho passato nella piazza più famosa della mia città, non ho visto persone incontrarsi, ma singoli, coppie e gruppi uniti nel non interagire (e fin qui può essere normale) e, addirittura, quasi nell'essere indispettite (non sempre, per fortuna) da personaggi bizzarri che, per fortuna a mio avviso, animano la città con fantasia. Parlo di mimi, giocolieri ai semafosi e pittori. Sono riuscito a cogliere un "momento decisivo" che esplica questo mio sentire: un bambino, traviato dalla nostra società (con infatti addosso un cappellino di una squadra di calcio), mostra insoddisfazione nell'assistere al concertino di un gruppo di pellerossa che suonavano loro musiche tradizionali, anche se infuse con un pò di rock.
Se si ha bisogno di un riscontro dei vari appelli di esperti che parlano di insoddisfazione del reale, di rifugio nel virtuale, i turisti ne sono una prova. Sognano, ma non si stupiscono, viaggiano e per questo vogliono andare via.



Di turisti ce ne sono tantissimi, di viaggiatori purtroppo una quantità inversa.
Io vorrei vedere stranieri percorrere l'intera città, fino all'estrema periferia, là dove oltre all'odore di cemento in putrefazione vi è solo il nulla. In questo modo la magica aurea di bellezza che copre come un manto vellutato il nostro bel stivalone verrebbe tirata via ed i nostri politici potranno finalmente adoperarsi nell'evitare altre distruzioni nei nostri territori martoriati dallo "sviluppo", ovviamente sempre e solo economico e sempre e solo per i soliti noti.

Concludo con due simpatiche foto:


Copyright Danx

PS: avendo selezionato dopo questa 3 giorni, 75 fotografie, è probabile che presto ne realizzerò un libro.

9 commenti:

Gunther ha detto...

i turisti in genere cercano delle conferme a cio che hanno letto prima di partire e magari anche delle sorprese, belle le foto

Luce ha detto...

caro Danx, questo reportage è bellissimo, così come le riflessioni sul turista borghese.. complimenti!
comunque non ti ho cancellato, Facebook ha cancellato me... spero mi riattiveranno presto, in caso contrario mi creerò un nuovo account e ti riaggiungerò!!!sigh sob.. mi hanno cacciato anche da lì :-(

Danx ha detto...

Grazie Gunther e Luce.
Luce, non ti ho mica accusato di avermi cancellato, anzi...ti ho chiesto come mai ti abbiano cancellato l'account su face...cosa hai combinato? Non riesco a capire...strano!
Baci

simon ha detto...

E' bello il turista...sempre con quel sorriso sulle labbra...mette allegria!
IO vivo a Firenze, e mi riempie d' orgoglio vedere la mia citta' piena di gente cosi' sorridente e spensierata!

Danx ha detto...

Simon, lo dici con tono sarcastico?
Io non vedo tutta questa allegria, neanche nei bambini!
Che se ne stiano a casa a guardare la tv :P

simon ha detto...

No perche'...ero sincero.
MI piace vedere famiglie, bambini, scolaresche, nelle piazze della mia citta'..non so spiegarti perche' e come ma mi trasmetto sensazioni positive.

Danx ha detto...

Di positivo c'è che vedi tanta gente normale, quindi a dispetto delle notizie tragiche che senti in tv, ti rassereni, ti rincuori sulla natura del prossimo.
L'allegria la vedo nei bambini, non per ciò che vedono, ma per il semplice fatto che sono così di natura.
Per quanto riguarda gli altri, gli adulti, ho già scritto.
Io sicuramente preferisco fare come faccio: andarmene da solo o con pochi altri in posti poco conosciuti.

Paolo ha detto...

Ciao Dan, sai, io ho nel sangue l'hobby dei viaggi e capisco la smania di molte persone.
Mi ha colpito quando dici che molti si accalcano nel centr della città, il turismo "convenzionale" è piu' comodo. A me piace spesso anche andare oltre il solito giro che fanno tutti e a volte se vado in un posto nuovo la prima cosa che faccio è cercare mete diverse, magari parlando con gente del posto. ANgoli della città dimenticati ma ugualmente suggestivi. e per noi fotoamatori, spesso notevole fonte di ispirazione.
Saluti

Danx ha detto...

Come ho scritto la gente va in cerca del già conosciuto, cerca conferme, cerca il bello, non cerca la VERA REALTA' e ciò comporta un continuo menefreghismo da parte delle autorità competenti delle zone non turistiche sempre più dimenticate come la mia periferia, un ricettacolo di supermercato del CAZZO, scusami il francesismo e di strade che sembrano autostrade pronte a desertificarsi durante i w.e.
Danx