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2 luglio 2008

Realtà o Manipolazione?

Si dice che la fotografia riproduca la realtà, ma sarà vero?

Quando si fotografano le persone queste si mettono in posa (un buon metodo è scattare foto in un periodo di tempo abbastanza lungo, affinchè esse si abituino e non vedano più la macchina come un gioco, ma come parte dell'ambiente). Se pensiamo alle fotografie degli eventi con i grandi personaggi presenti, le foto che li ritraggono al meglio verranno pubblicate, le altre che riescono a cogliere aspetti non presentabili, rimangono negli archivi...certo, ora con le riviste di gossip che puzzano di pornografia non è più totalmente cosi, ma se pensiamo ai re ed ai politici si.

Anche nella ripresa documentaristica dei luoghi non è sempre vero ciò che si riprende: ad esempio a me piace molto inquadrare eliminando le auto. Ma facendo così è come se dicessi una bugia al futuro turista di quel paese (meglio dire quel luogo, quel paese sembra un'offesa, ahah).

Oggi mi sono scattato delle foto in rapida sequenza dove cambiavo espressione. Nessuna di questa rappresenta il mio essere, nel senso che non avevo alcun motivo per fare quelle facce.

Prima di dire FOTOGRAFIA = REALTA' bisognerebbe contare fino a 10.
In REALTA' quello che non si vede e non si vuole mostrare è VERO.


La fotografia purtroppo viene usata da sempre anche per la pubblicità (purtroppo non certo per il portafoglio dell'autore:)). In questo caso la realtà è completamente estranea. Così come nel fotogiornalismo i reporter e le riviste molte volte non analizzano le cause che hanno portato al fatto ritratto, non mostrano foto del fatto che ha scatenato il fatto attuale, così nella pubblicità non si ritraggono le conseguenze delle mode, dei prodotti inutili o inquinanti. Pensiamo all'anoressia, al bullismo, alle discariche abusive, agli incidenti stradali, alla produzione con sfruttamento del suolo e dell'uomo, ecc.

Tornando ai miei post precendenti sulla periferia, penso siano questi i motivi che mi spingono a riprendere la realtà, ovviamente dal mio punto di vista, che a volte è tetro a volte giocoso, ma pur sempre vero.

Questo post è dedicato a Ugo Mulas. Link alla foto dell'Archivio Alinari in cui parla dell'uso della fotografia, nell'esempio propagandistico dove il vero viene nascosto.

Daniele

3 commenti:

Titti ha detto...

Un blog della tua passione, come il mio. Un saluto :-)

Titti ha detto...

se fossi di bologna volentieri...ma mi sembra tu sia di torino...linkiamoci (aggiungi blogroll) se ti va, mi pare utile per farci pubblicità vicendevole ;-)

Titti ha detto...

sono proprio contenta che ci siamo aggiunti. bye!

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