A Senigallia, paese d'origine di Mario Giacomelli, si tiene fino al 14 dicembre una mostra in cui è possibile vedere 10 sue fotografie ancora inedite.
Cliccate qui, nel sito della galleria d'arte dov'è anche possibile leggere l'articolo di Repubblica uscito qualche settimana fa.
Link:
"Giacomelli merita di più"
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26 novembre 2010
16 novembre 2010
Foto così non ne vedremo più
Ogni tanto guardo delle partite di calcio e vedo fotografi con dei bei supertele (non il pallone, ahah) poco dietro la porta e qualche altro sparuto fotografo con dei mediotele dietro la linea laterale, però mai nessuno può muoversi e andare oltre (anche perché rischierebbe di essere d'intralcio e di farsi male) e quindi foto spettacolari come questa (trovata nel blog di Joe McNally) non ne vedremo mai:
11 novembre 2010
Scenari semi-collinari
L'altro giorno salgo in collina e vuoi per la luce, la stagione e piccole cose che prima c'erano e che fra poco alcune di queste non ci saranno più, mi sono sorpreso di aver visto ciò che fino ad ora, pur facendo spesso questa strada, non avevo ancora colto:








Se fino a poco tempo fa caricavo file Rgb che poi sul web avrebbero tramutato la loro "natura" in sRgb, ora li carico già in sRgb, in questo modo prima di metterli online cerco di rendere il rosso come quello dell'immagine originale, rosso che molte volte dà un tocco in più alla fotografia.Tutte le foto sono state realizzate con una Canon 20d (del 2005!) con obiettivo Canon FD 35mm f/2 quasi sempre ad f/4.
10 novembre 2010
Il sogno é riprendere il magico banale
Il sogno di un fotografo autentico é il voler riprendere, quindi memorizzare (non per sé ma per tutti quanti), ogni cosa piccola e grande che gli si para dinnanzi agli occhi, a volte banale e riprodotta su scala industriale, altre cose originali, ma sempre se una certa luce é presente. Perché? In omaggio alla luce che ha creato la vita sicuramente, e per mostrare tutto ciò che guardiamo con fini utilitari e non per bellezza, e sicuramente per ricordare in futuro com'era il mondo intorno a noi e perché no, com'eravamo pure noi stessi.
Link:
"Che democratica quella foto"
(15 scatti di William Eggleston su L'Espresso online)
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"Che democratica quella foto"
(15 scatti di William Eggleston su L'Espresso online)
8 novembre 2010
Sorrisi finti
C'é poco da fare: i maestri della fotografia sono quelli che ci mostrano ciò che non riusciamo a vedere, ciò cui non dedichiamo tempo ed attenzione, ed é dunque grazie a questi benefattori dell'occhio umano se io, e alcuni altri, riesco ad andare oltre i cliché, le banalità del bello. Un esempio é la mia serie "Private nature" o alcune foto sull'urbanizzazione nelle colline del Nord-Ovest, oppure i vari ritratti compiuti ai turisti mentre si sentono spersi o stanchi e annoiati.
Scrivo questo perché in questi giorni mio padre sta realizzando degli slideshow per un suo amico dove le persone ritratte sono sempre in posa e sorridenti, ma la realtà é ben diversa, quando uno gira il mondo per la maggior parte del tempo dorme, cammina, fa finta di interessarsi e studiare, si stanca e per ben pochi attimi é preso dalla gioia della "scoperta" (tra virgolette perché un turista non scopre nulla) Foto sui turisti, sulla natura recitanta e sull'urbanizzazione ne ho già inserite in questo blog, potete facilmente trovarle scorrendo le varie pagine, e ora mi piace reinserire queste due del dicembre 2008 realizzate in un punto panoramico dove, come potete vedere, mi concentro su ciò che viene nascosto nei depliants per i turisti, i quali vengono attratti tramite foto idilliache:


La realtà é questa, e chi vuole ammirare la bellezza naturale deve andare oltre i luoghi turistici dove di spazio per le persone ce n'é ben poco.
A proposito di automobili, in questi giorni mi é venuta in mente una serie che potrei realizzare, ma non riguarda i ritratti degli automobilisti come scritto nel post precendente.
Scrivo questo perché in questi giorni mio padre sta realizzando degli slideshow per un suo amico dove le persone ritratte sono sempre in posa e sorridenti, ma la realtà é ben diversa, quando uno gira il mondo per la maggior parte del tempo dorme, cammina, fa finta di interessarsi e studiare, si stanca e per ben pochi attimi é preso dalla gioia della "scoperta" (tra virgolette perché un turista non scopre nulla) Foto sui turisti, sulla natura recitanta e sull'urbanizzazione ne ho già inserite in questo blog, potete facilmente trovarle scorrendo le varie pagine, e ora mi piace reinserire queste due del dicembre 2008 realizzate in un punto panoramico dove, come potete vedere, mi concentro su ciò che viene nascosto nei depliants per i turisti, i quali vengono attratti tramite foto idilliache:


La realtà é questa, e chi vuole ammirare la bellezza naturale deve andare oltre i luoghi turistici dove di spazio per le persone ce n'é ben poco.A proposito di automobili, in questi giorni mi é venuta in mente una serie che potrei realizzare, ma non riguarda i ritratti degli automobilisti come scritto nel post precendente.
7 novembre 2010
La solitudine dei tempi moderni
A ben vedere, ci sono più automobilisti solitari che pedoni, che persone.
E' un concetto sicuramente già ben espresso da Andrew Bush (anche se fotografò un po' di tutto)..
..e soprattutto da un altro fotografo (di cui non ricordo il nome e le cui foto quindi ora non saprei trovare e mostrare) che ha realizzato dei ritratti secondo me fantastici, ai semafori, molto ravvicinati in cui si nota lo sguardo perso delle varie persone, molto simili fra di loro, perse nell'asfalto o se non perse con in mente la stessa strada da percorrere quotidianamente in nome di non si sa bene cosa. Sopravvivenza? Decisa dall'alto però.
Ultimamente, girando per la città di notte, si é meno distratti dalle luce che illumina tutto e tutto quindi ci fa vedere, e ci possiamo concentrare a vedere le facce dei nostri simili inscatolati.
Devo riuscire a realizzare qualcosa, tipo questa foto realizzata nel luglio 2009 (wait wait wait..):
E' un concetto sicuramente già ben espresso da Andrew Bush (anche se fotografò un po' di tutto)..
..e soprattutto da un altro fotografo (di cui non ricordo il nome e le cui foto quindi ora non saprei trovare e mostrare) che ha realizzato dei ritratti secondo me fantastici, ai semafori, molto ravvicinati in cui si nota lo sguardo perso delle varie persone, molto simili fra di loro, perse nell'asfalto o se non perse con in mente la stessa strada da percorrere quotidianamente in nome di non si sa bene cosa. Sopravvivenza? Decisa dall'alto però.
Ultimamente, girando per la città di notte, si é meno distratti dalle luce che illumina tutto e tutto quindi ci fa vedere, e ci possiamo concentrare a vedere le facce dei nostri simili inscatolati.
Devo riuscire a realizzare qualcosa, tipo questa foto realizzata nel luglio 2009 (wait wait wait..):
5 novembre 2010
Particolari notturni
In attesa di mettere insieme tutte le foto notturne che sto realizzando da poco più di 2 mesi, penso che al momento possa essere carino inserirne alcune, ma di quelle più incentrate sui particolari che sul paesaggio urbano di cui mosterò i risultati più avanti:











Ciao, Danx











Ciao, Danx
1 novembre 2010
Dentro un palazzo
Piove e non hai voglia di fare le foto con l'ombrello? Divertiti lungo le scale del tuo condominio:









Abbiamo un bel da fotografare mari, monti, laghi e colline, tanto alla fine si torna tutti a casuccia, ahahCiao, Danx
Modelle schiave del sistema
Mi sto divertendo a fotografare le pubblicità che compaiono sui giornali seri, perché sono molto rappresentativi del Patriarcato che impera ancora oggi.Donne belle e uomini ricchi. Ricchezza come trucco per attirare la bellezza.
Non conta se sei bello, bravo e buono (o comunque con un carattere che piace a quella certa donna), conta l'immagine, l'immagine della ricchezza per l'uomo e l'immagine della bellezza plastificata per le donne. Ambo le immagini cambiano leggermente ogni anno (moda), così la ricchezza economica può perpetuarsi.
E soprattutto, siccome ho fatto riferimento al Patriarcato, notiano in molte foto tante donne servizievoli, che vivono per un uomo, adulando in realtà il suo ruolo in questa società comandata ovviamente dai maschi. Per farsi strada ci si deve fare notare dai maschi, ci si deve vendere a loro, anche tramite un "fantastico" matrimonio. Si possono fare anche altre cose, ad esempio parlare, aridaje, di moda, basta non rompere lo status-quo!
Ecco alcuni ritratti di questo tempo che, rispetto al passato, ha solo cambiato immagine, creando un giro d'affari pazzesco:












E' anche vero che sono sempre più numerose le pubblicità con dei bei ragazzoni, ma si vede che ammiccano ad un pubblico gay, non certo alle donne che stanno a guardare le scarpe degli uomini (è come dicevo prima: chissenefrega delle qualità di quell'uomo!), gli sorridono e li accolgono calorosamente se hanno un bel biglietto di "prima classe".PS: la dominante blu è voluta.
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