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6 luglio 2008

La strada è di TUTTI. TUTTI in bici!

Incredibile, ogni giorno, dalle 7 alle 9 e dalle 17 alle 19 circa, le strade delle città sono assediate delle auto.
Le auto che dovrebbero regalarci una veloce mobilità ci imprigionano con gravi conseguenze, sia mentali che di salute generale.

L'italiano medio (o meglio dire italiani, tutti quanti, siccome l'Italia è il paese con più mezzi motorizzati procapite in Europa e di questo Berlusconi se ne vanta!) non riesce a modificare lo stato attuale delle cose, non capisce che ciò che abbiamo è frutto di cambiamenti e quindi solo altri cambiamenti sono possibili.
Questo è il progresso!

Quindi basta sprecare soldi in auto che non fruttano niente, investiamo nella bici, il nostro spirito si risolleverà (guardate, sopra, l'espressione gioiosa del nostro amico-eroe) , non faremo rumore, non inquineremo, non spenderemo mai niente se non pochi spiccioli per la manutenzione, ogni giorno potremo percorrere nuove vie e ricevere il vento in faccia che ci rinfresca le idee, fermarci per ammirare alcuni scorci e magari trovare nuovi amici! Mentre in auto...che ve lo dico a fare, è sempre una guerra!
Insomma, un modo nuovo di vivere la città. Nuovo, anche se la bici è più antica dell'auto!

Costruire o allargare le strade non serve a niente, perchè questa sarà presto invasa. Perchè? Perchè nuove corsie sono uno stimolo, un incentivo all'uso dell'auto. Tutti quelli che prendevano l'autobus, prenderanno l'auto. Certo, molti arrivano da paesi limitrofi. Il centro si svuota, diventa il luogo del lavoro e del divertimento, così la gente, anche per via dei prezzi, deve allontanarsi dalla città per poi invaderla inquinandola! E qui la colpa non è però certo degli automobilisti...Inoltre, guardate la prima foto, la bici occupa metà spazio di una piccola utilitaria e al posto di una monovolume ci stanno almeno 6 bici...

Notare l'auto che coi fanali accesi sembra che si stia fermando in un grandioso atto di saggezza!

Daniele

Ne approfitto per salutare il Presidente della Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), ovvero Luigi Riccardi, che ci ha lasciati a metà giugno :( Link della triste notizia.

4 luglio 2008

Architettura moderna.

Dopo il palazzo di vetro girato, strizzato e manipolato a mio piacimento:


Ecco il pala Isozaki rivisto da me:

Le elaborazioni non le ho già in mente prima della foto, ma mi vengono in mente, come un'illuminazione, solo quando le vedo a casa. Così preso dalla foga del momento ci metto più voglia.

Spero piacciano.

Daniele

La fotografia può essere un Film?

Si afferma che il bello della fotografia sia cogliere l'attimo.
Ma qual è questo attimo. Beh, posso immaginare il volo di un airone sopra un lago su cui si specchia il sole al tramonto, o un bambino che si sporca col gelato o un bell'incidente stradale...no questo no, dai.

Ma più generalmente viene usata questa frase per ogni foto. A questo punto dovremmo tenere in mano sempre la macchina fotografica per riprendere vari attimi, tanti attimi, come quando accarezziamo il gatto o bagnamo le piante. E perchè non immortalare l'attimo in cui obliteriamo il biglietto del tram?


Così ho deciso di scattare varie foto consecutivamente, dopo non mostro un solo attimo importante ed unico, ma tanti attimi. D'altronde, chi decide, esempio, che il primo attimo ripreso sia più importante dell'ultimo, ecc? Stanno tutti sullo stesso piano per me (tranne ovviamente per certi casi come l'airone che vola al tramonto, quello sicuramente è favoloso ed unico, soprattutto per me cittadino), cosi ho unito questi scatti. Se mi fossi impegnato per scattare solo una foto, magari mi sarei accontentato di quella e non avrei realizzato l'ultima che è la più bella secondo me. Bella per modo di dire, è solo un esempio, sono scatti rubati fatti dal balcone verso il cortile. Niente di che, solo un esempio.

Quando mi sono affacciato e ho visto i bambini correre, ho avuto quest'idea.
Vorrei realizzarne altre dello stesso tipo, ovviamente più belle. Ma non è facile...Un incrocio coi pedoni che attraversano sarebbe banale. Forse la ripresa di un mercato dall'alto...

Daniele

2 luglio 2008

Realtà o Manipolazione?

Si dice che la fotografia riproduca la realtà, ma sarà vero?

Quando si fotografano le persone queste si mettono in posa (un buon metodo è scattare foto in un periodo di tempo abbastanza lungo, affinchè esse si abituino e non vedano più la macchina come un gioco, ma come parte dell'ambiente). Se pensiamo alle fotografie degli eventi con i grandi personaggi presenti, le foto che li ritraggono al meglio verranno pubblicate, le altre che riescono a cogliere aspetti non presentabili, rimangono negli archivi...certo, ora con le riviste di gossip che puzzano di pornografia non è più totalmente cosi, ma se pensiamo ai re ed ai politici si.

Anche nella ripresa documentaristica dei luoghi non è sempre vero ciò che si riprende: ad esempio a me piace molto inquadrare eliminando le auto. Ma facendo così è come se dicessi una bugia al futuro turista di quel paese (meglio dire quel luogo, quel paese sembra un'offesa, ahah).

Oggi mi sono scattato delle foto in rapida sequenza dove cambiavo espressione. Nessuna di questa rappresenta il mio essere, nel senso che non avevo alcun motivo per fare quelle facce.

Prima di dire FOTOGRAFIA = REALTA' bisognerebbe contare fino a 10.
In REALTA' quello che non si vede e non si vuole mostrare è VERO.


La fotografia purtroppo viene usata da sempre anche per la pubblicità (purtroppo non certo per il portafoglio dell'autore:)). In questo caso la realtà è completamente estranea. Così come nel fotogiornalismo i reporter e le riviste molte volte non analizzano le cause che hanno portato al fatto ritratto, non mostrano foto del fatto che ha scatenato il fatto attuale, così nella pubblicità non si ritraggono le conseguenze delle mode, dei prodotti inutili o inquinanti. Pensiamo all'anoressia, al bullismo, alle discariche abusive, agli incidenti stradali, alla produzione con sfruttamento del suolo e dell'uomo, ecc.

Tornando ai miei post precendenti sulla periferia, penso siano questi i motivi che mi spingono a riprendere la realtà, ovviamente dal mio punto di vista, che a volte è tetro a volte giocoso, ma pur sempre vero.

Questo post è dedicato a Ugo Mulas. Link alla foto dell'Archivio Alinari in cui parla dell'uso della fotografia, nell'esempio propagandistico dove il vero viene nascosto.

Daniele

30 giugno 2008

3, anzi 4, foto per il mio Index

Ho fatto una modifica all'index del mio sito.
Ora entrandovi non ci sarà più solo una foto, ma 4 che ruoteranno e compariranno a caso (shuffle).
Ecco le 4 fotografie che ho scelto:




Anche la terza è un'elaborazione, infatti ho pitturato l'arco, siccome presentava, seppur sia quasi nuovo, diverse righe.

Ciao,
Daniele

20 giugno 2008

Nuove foto urbane

Nuove foto urbane

Non so perchè riprendo spesso le estremità della città...probabilmente per due motivi:
affrontare di petto la periferia guardandola dritta negli occhi, per battere la desolazione che trasforma le nostre vite da sognanti a rassegnate e per mostrare schiettamente ciò che l'uomo contemporaneo ha costruito, sprezzante di ogni buon gusto e anche senso sociale.


Nei secoli passati, c'erano solo paesi (e piccole città) che adesso vengono visitati con ammirazione dai turisti cittadini. Questi erano composti da case basse, cascine, ville. Ognuno, certamente chi più chi meno, aveva i suoi spazi, dati dal proprio lavoro.
Nell'era industriale, ma anche in questa era post-industriale, la gente è ingabbiata allo stesso identico modo, tranne quando si arricchisce ed invade le campagne, lasciando il suo segno per centinaia di anni, restringendo se non annullando la vita naturale.
Le costruzioni moderne sono omologate, piatte, ogni minima fantasia e tocco di genio è lasciato fuori dalla porta d'ingresso degli studi di architettura.


C'è bisogno di qualche anima generosa che si occupi delle periferie, prima che diventino, come già in passato negli anni bui '70-'80, luoghi dove regna la violenza generata dallo sconforto nel vedere degrado, sporcizia, distruzione e data dalla voglia di eliminare il proprio vicino che rappresenta la propria immagine, i propri fallimenti e tutto quel mondo da cui si vuole scappare.


Si dice che "la storia insegna, ma mai nessuno impara".
Infatti , anche se per fortuna da più di 60 anni sul suolo italico non ci sono state guerre (tranne le stragi), i luoghi destinati alle abitazioni e al vivere quotidiani sono andati scemando.
I luoghi senza anima si riproducono veloci e ogni città perde le proprie caratteristiche.
Stiamo diventando dei grigi magazzini e la storia, ricca anche per fortuna di virtù e beltà (non solo di guerre), la consideriamo solo in termini politici generici di pace.

Così com'è generico parlare di asfalto, guardate questo pezzo di strada visto dall'alto com'è bello: sembra di vedere un fiume che attraversa una città con ai lati insediamenti industriali. Il tutto in mezzo ad un deserto soffocante, rosso come il fuoco!

La terza e la quarta sono state elaborate per trasmettere meglio la mia sensazione verso la forte luce che batte sulle periferie, luce non filtrata dagli alberi e non colorata dai prati, che rappresenta perfettamente il nulla nel quale ci ritroviamo.

Daniele

16 giugno 2008

Modern times

Tempi moderni

La tecnologia ci scavalca, si impossessa di noi, anzi noi dobbiamo farle da baby sitter, prendendola pure in bocca se no si disintegrerebbe in mille pezzi.
Magari! Invece no, dobbiamo per forza comunicare sempre sempre sempre per dire che arriveremo all'appuntamento che entrerà di sicuro nella storia del mondo in ritardo di 2 minuti o per chiedere se c'è il sole anche laggiù alle Hawaii...beh, ad occhio e croce direi di si.


Seconda foto modifica in stile meccanico...meccanico con grandi contatti col mercato parallelo pronto a dare l'ok per nuovi motorini ed auto rubate, ahah


Daniele

7 giugno 2008

Elaborazione foto antiche

Oggi ho elaborato per la mia prima volta una foto "antica".
Antica per modo di dire siccome ha appena compiuto 30 anni. Infatti, per fortuna, non presentava righe, parti stracciate, come le classiche foto anni 20, ecc.

I problemi erano questi: forte predominante rossa, puntini, macchie, colori sbiaditi, cielo bianco, sfondo con poco contrasto.

Qua potete vedere le due foto, PRIMA e DOPO, ravvicinate:

Per modificarla ho creato diversi livelli per lavorare solo sulla giacca di mio padre, poi il vestito di mia madre, lo sfondo, il cielo, ecc.
Gli strumenti che ho usato sono stati i classici: lazo poligonale per scontornare, timbro clone per eliminare puntini e macchie più grandi presenti sulla giacca scura, tonalità saturazione sia composita che sul rosso, maschera di contrasto per i volti, curve per contrastare lo sfondo e in parte i vestiti.

Ciao!
Daniele
PS: ho fatto anche l'editor di moda allungando i capelli a mio papà, eheh

5 giugno 2008

Ultime foto elaborate.

Traffico "lomofotografico"
Con la selezione ellittica ed un'ampia sfumatura ho creato la vignettatura (in precedenza era laterale, ma la preferisco cosi che cinge in un modo molto apprezzabile il cofano della Punto), ho desaturato i colori e cercato una forte dominante, dopodichè ho contrasto parecchio et voilà!


Supermotard in action!
C'è una differenza abissale tra la foto originale e questa.

Infatti, se l'originale era perfetta per l'esposizione della moto e la messa a fuoco, non si poteva certo dire che il contesto risaltasse, infatti col rider in ombra, il resto illuminato dal sole perde sostanza.Prima di tutto duplicai l'immagine base (la foto è di aprile), contrastai e saturai, cancellando parte della sagoma della moto e del pilota (le parti interne, ad esempio la tuta, le ho contrastate un pò), oggi invece ho usato l'effetto sfocatura-movimento per dare maggior pathos all'azione. Grazie ai livelli creati in precedenza è stato facile, ho solo dovuto cancellare alcuni bordi della moto e del pilota.

Vi rimando al post precedente, dove ho appena modificato la terza foto del "car parking".
(ho altre due foto elaborate ma sono molto stupide, quindi evito di postarle:))

Spero le mie foto ed elaborazioni vi piacciano, quindi chiamatemi per riprendervi durante il vostro lavoro o la pratica del vostro sport preferito!

Daniele

3 giugno 2008

Dall'originale alla foto finale

Di notte si colgono belle atmosfere tetre e quando scatto fotografie notturne devo sempre lavorare sul colore predominante dato dalla luce artificiale (di base regolo la macchina sulla temperatura più bassa: 2800k), dai riflessi dati sia dalla luce frontale che da quella laterale (specialmente con obiettivi zoom), e sul contrasto di cui se ne ha un grande bisogno fotogrando col diaframma parecchio chiuso per avere tempi lenti.

La prima è la foto originale, la seconda, ovviamente, quella modificata.
  1. innanzitutto ho desaturato tutti i colori tranne il rosso, che l'ho aumentato, come potete vedere dai fari;
  2. col timbro clone ho eliminato parte del riflesso frontale;
  3. ho aumentato il contrasto con la maschera apposita per dare sostanza all'asfalto;
  4. ho duplicato il livello;
  5. col filtro sfocatura/effetto movimento ho creato un effetto panning;
  6. con la gomma ho eliminato l'auto nera mossa che si anteponeva a quella ferma della foto originale, per dare l'idea di averla seguita fino a parcheggio ultimato...schiantandosi contro il muro,eheh;
  7. ho schiarito la ruota anteriore, altrimenti sembrava sporca:)
  8. Ho provato a creare una versione col "Metodo due tonalità" (Immagine/Metodo/Due tonalità). E' la terza immagine.
Penso sia abbastanza facile curare un pò le proprie foto per ottenere atmosfere professionali o quasi, l'importante è regolarsi con gli effetti e cercare la foto adatta, quindi bisogna partire da una buona base!

Ci sono luoghi senza personalità che però impongono la loro presenza con la loro grandezza e la loro illuminazione, riproducibili in ogni parte del globo: case popolari, strade a veloce percorrenza, capannoni industriali e posteggi coperti.

Una volta si faceva la spesa sotto casa, si stringeva amicizia coi negozianti che quindi consigliavano e facevano piccoli regali, ora invece sono scomparsi perchè schiacciati dalla concorrenza delle multinazionali del commercio: grandi luci e tanta musica ci fanno sentire coccolati e ci spingono ad acquistare in serenità. Però c'è un lato nascosto, c'è una conseguenza, ovvero l'occupazione di terreno per la creazione di luoghi privati che, oltre ad aver eliminato la possibilità della creazione di un bel giardino, incrementano il traffico. Infatti è scientificamente provato che strade e posteggi nuovi inducono l'uomo medio ad usare l'auto.
La cosa "buffa" di questi posti è che sono grandi quanto il centro commerciale stesso e quindi necessistano di indicazioni stradali come frecce orizzontali e verticali come fosse una vera città! Una città, orrenda, dentro un'altrettanto orrenda città di periferia!

Usando le parole di una canzone dei Queen, "Who needs you" mi viene da dire:

Io credevo in te
venni da te in ginocchio
Quanto mi fidai di te!
Ma tu mi butti giù
E' una lotta al successo
che mi lascia sanguinante per terra
stendo la mia mano in cerca d'aiuto
ma dov'è questa mano generosa?

Daniele

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