Molte fotografie hanno l'effetto nostalgia perchè ritraggono luoghi modificati e persone che non ci sono più e il ricordo su un pezzo di carta accentua questo notorio fatto perchè lì vediamo ma non ci sono, mentre se pensiamo a loro con la mente possiamo in un certo senso far finta che non siano mai esisti ma che siamo frutto della nostra fantasia o un ricordo di una nostra vita passata (un po' contorto o strano? Semplicemente penso che la materializzazione, in questo caso su carta, di un ricordo sia molto potente), ma la nostalgia può cogliere le persone anche con fotografie recenti di allegri capodanni e compleanni di pochi anni prima in cui tutte le persone erano apparentemente sorridenti.
Sì, apparentemente, perchè la fotografia viene intesa dai dilettanti e da molti professionisti come mezzo per ottenere dei ricordi positivi (per quanto riguarda i paesaggi, invece, le cartoline o poster con luoghi idilliaci ricchi di blu) e verranno scattate solo quando tutti saranno d'accordo, quindi quando si saranno messi in posa e avranno sorriso.
Tornando brevemente alle foto vecchie, antiche, la nostalgia vi è anche per lo stesso motivo per cui proviamo l'identico sentimento verso le foto recenti: la gente quando non è sorridente, sembra comunque serena, non importa se quei nostri nonni di campagna d'inverno rischiavano l'assideramento. Noi rimpiangiamo quei tempi a causa della propaganda compiute attraverso quelle fotografie in buona parte finte, costruite.
La realtà è questa fatta di sorrisi? Oh, no!!!
La realtà è fatta di gente che ad esempio non sta tutta assieme, ma si divide in gruppettini, con un gruppo che sparla di un altro, con uno più allegro e un altro più taciturno; la realtà è fatta di singoli, all'interno di questo gruppone, che per la maggioranza dei giorni dell'anno non vedranno questi loro amici e parenti e la realtà è fatta soprattutto di sciatteria, monotonia, sporcizia, ma come ho già detto vengono fotografati, memorizzati, ricordati solo i giorni di festa, i festoni, i lustrini, i regali, non l'immondizia, non le malattie, non la depressione, non la propria miseria.
La fotografia può riprendere sia la realtà (anche se essendo un riquadro, un ritaglio quindi, certe cose che non sono consone al messaggio che vogliamo dare le eliminiamo dall'inquadratura) che finzione (quando sorridiamo per forza, quando le pubblicità ci mostrano coppie felici e non coppie che si tirano i piatti o che sbuffano, o automobili che viaggiano in strade deserte e non le code chilometriche), per questo se è vero che sembra necessario per il nostro umore fotografare cose belle (io sono contro la divisione fra bello e brutto, perchè la cima di una montagna può essere intesa da molti come cosa bella, ma solo se si è un turista urbano, altrimenti se si vive e lavora in montagna la si vedrà come un qualcosa che non ti consente di andare facilmente al di là, o come una delle tante cose del tuo quotidiano con pregi e difetti) e persone sorridenti, è anche necessario analizzarci fotografando noi e chi ci sta intorno nei momenti bui o banalmente quotidiani, affinchè si possa guardare la vita a 360° e fare qualcosa per non essere più come in quei momenti tetri.
Finchè la maggioranza delle persone userà la fotografia come strumento di propaganda della propria finta felicità per non sentirsi alienata e distrutta da questa società, sarà costretta a continuare a fingere fino alla morte.
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