26 ottobre 2009

Topographics (Urban)

(English version here)

Se è vero che le periferie sono squallide, è vero anche che sono zone che registrano molto bene, purtroppo, il progresso/regresso della società.

"Segni del lavoro"

"No work, no goods, no spot. No life?"

Ogni cosa, infatti, è tirata su per mero scopo utilitaristico e niente e nessuno si rivolge a noi per elevarci culturalmente. Ogni spazio vitale, sembra che la gente debba sempre sudarselo.
E' da quando son nato che abito in periferia (per fortuna non l'estrema), ma è solo negli ultimi 5 anni che c'è un minimo di cura per la vita sociale. Ad esempio, come può succedere in altre zone e città, c'è stata una rinaturalizzazione di un grande parco, la costruzione di uno skate park, ecc.
Un grosso problema è la cosidetta "riqualificazione" di aree ove sorgevano vecchie fabbriche. Dismesse, distrutte, sorgono nuovi palazzi o centri commerciali, nonostante i cittadini, forse solo flebilmente, affermino di voler un'area verde (poichè può capitare che, per raggiungere anche solo la più prossima, ci sia la necessità di dover attraversare un corso stradale da 6, ripeto 6, corsie e senza semaforo). Palazzi, mostrati con bei disegnini computerizzati, che invece poi mostrano "allegramente" la realtà dei fatti: balconi con vista su piazzali d'asfalto che non registrando il passare delle stagioni e non apportando beltà visiva e frescura in estate, sono il simbolo del nostro disfacimento e menefreghismo. Penso che i giardinieri dovrebbero crearsi una lobby potente anche solo la mettà di quella dei cementificatori e palazzinari...

"Useless asphalt"

Oltre ad essere testimoni del cambiamento del costume,
le periferie sono anche, all'interno dei quartieri dormitorio, delle zone senza tempo in cui con l'immaginazione è possibile vedere vite di famiglie proletarie di ogni passato decennio che si rincorrono alla ricerca di una vita migliore, ma che non cambia mai.

"Verso la fabbrica"

"Dormo o lavoro?"

Ma, come dicevo inizialmente, si notano i cambiamenti che investono la società nella sua totalità. Questo ovviamente non all'interno delle zone popolari, ma lungo le arterie principali che consentono di evadere dalla città, strade in cui "fioriscono" cartelloni pubblicitari e centri commerciali che ci mostrano i "costumi" odierni della plebe moderna, probabilmente più propensa a ravvivare la vita e la vista attraverso la finzione del cinema (multisala e non italiano),
che a lottare per dei quartieri migliori (cosa noiosa solo per pochi "pazzi bolscevichi").

"Illusions"

A parte tutto ciò, mi affascina, e mi spaventa allo stesso tempo, la "maestria" degli umani nel prendere pieno possesso di un determinato spazio, per modificarlo secondo i propri scopi di cui sopra.
Fabbriche, posteggi, cartelloni (per non parlare di cavi, pali, ovviamente palazzi e muri, tv buttate per terra, ecc) che intasano la nostra vista per tutta la vita e il tutto senza originalità e personalizzazione/personalità alcuna. Tutto omologato, dunque.
Però, con una certa luce del tardo pomeriggio, ogni cosa assume un aspetto diverso, ogni cosa sembra più docile e più vicina all'animo umano che l'homo faber fa di tutto per nascondere.

La luce, il sole, quindi la natura, concorrono nel migliore la nostra vita al pari del nostro reddito e della nostra salute e, grazie al loro beneficio, ogni giornata passata in città, in certi orari, è un pò meno pesante.


"Space for what?"

Tutte le foto qui sopra presenti sono di ottobre 2009.
A riguardo del tema mi piace inserire anche queste:
Sempre di questo genere paesaggistico-indagativo-realistico, potete povere le mie gallerie Cityscape e Urban.
Danx

8 commenti:

Paolo ha detto...

sembrano tutte uguali le periferie delle città, e per certi versi anche le città stesse mostrano eguali segni : occasioni di creare spaziverdi ci sono ma come mostrano le tuefoto, sono sempre partite perse.
Purtroppo. The new mafia empire vince sempre, il verde non porta interessi immediati, ma solo il cemento.
ciao

Danx ha detto...

Ciao, grazie della visita.
Come vedi, infatti, non ho inserito nomi di città, zone, vie appositamente, perchè son luoghi senza storia.

Danx ha detto...

La storia ci sarebbe ma è nascosta.
Non a caso la FIAT ha inserito dei pannelli in zona, son contento :)
Più che altro manca identità, ma è ovvio.
Cmq se vedi le ultime 2 foto di quelle nuove, Illusions e Space for what, hanno una "marcia in più" grazie a quelle particolari pubblicità. Son stato fortunato :)
Si può dire che anche nelle foto "URBAN" ci sia un momento, anzi un giorno decisivo, quasi come fosse street ph.?

Paolo ha detto...

Può essere dal punto divista di cui parli tu, si.
Stavo leggendo su fotologie la nota su Basilico, in cui ice che le città s i assomigliano...sono completamente d'accordo guarda a caso possiamo trovare elementi comuni anche nelle nostre due città. Mi sta venendo voglia anche a me di perlustrare le zone "alterate" dall'uomo, e spesso tristemente lasciate a metà. Ovvero, zone in cui si è inziato a malmenare il paesaggio sol o x recargli "fastidio"...fine a se stesso.

Danx ha detto...

Le zone di produzione ovvio che non danno segni di riconoscimenti.
Il problema è che queste creano anche zone residenziali lontane però dai centri che sono anche centri vitali.

Paolo ha detto...

Dopo la creazioen della sezione cityscape ,con i paesaggi urbani noti delle città, quelli che la gente va in una città x ammirare, (duomo? chiese? panorami? Pointi^?)
insomma, le opere finite, ho deciso di creare finalmente anche io la sezione topographic. Non so il titolo , pensavo "appunto Urban-topographic", all'internodella sezione cityscape. Ma una cosa a partem, appunto!
Inoltre, la sezione "documenti" che creo tra breve parlerà di questa nuova corrente con le relative foto che aggiungero'.
Se ti va citero' anche la tua opera come new topographer! ok?
Cosi allarghiamoi sempre di piu la rete d i conoscenza. cche ne pensi?
CiaoOOO!
P.

Danx ha detto...

SICURO!
Come ti dicevo su Flickr ci son vari autori interessanti (tutti in b/n tranne uno che però non mostra disprezzo verso ciò che vede, dicendo che si limita a registrare il paesaggio per quel che è, cosa che non sopporta, perchè siamo uomini, non macchine, infatti noi pensiamo e le macchine le utilizziamo), quindi un giorno o l'altro chissà se sarebbe possibile realizzare una collettiva europea!

Paolo ha detto...

Ciao, mi incuiriosisce la cosa, se riesci mi mandi il link su flickr dei NT?
ciao