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5 gennaio 2009

2009 nebbioso, colorato e naturale

AGGIORNAMENTO DEL 17 NOVEMBRE 2009.
Qualcuno ha cercato su Internet "foto collina torino free" ed è entrato nel mio blog. Si noti bene che le mie foto NON sono FREE. Chi le prende e le usa senza dirmi nulla verrà denunciato. Le mie foto sono in vendita presso Alamy (cercare Danximage e Comoglio) e presso la
World Photography Collection (cercare Danx)

Il primo giorno dell'anno ho girato nella mia zona sommersa dalla nebbia e, ispirato dal libro "Ritratti di fabbriche" di Gabriele Basilico, ho fotografo una parte della Fiat che mostra pienamente le sue fattezze, infatti si nota bene la forma e lo "stile" del muretto e dei capannoni.
Ecco com'è e come dovrebbe essere secondo me :)

Sicuramente non sarà mai così, perchè un duro luogo di lavoro non deve creare speranze nei lavoratori, ma opprimerli. Cosa c'è di meglio di una zona industriale che sembra viva in un bruttissimo mondo tutto suo, con lunghi viali che non portano da nessuna parte? Si potrebbe pensare che il colore serva per attirare ed invogliare i lavoratori, invece penso che il grigio ed i colori sbiaditi in genere funzionino meglio. Infratti creano quel distacco dalla vita, intesa come vitalità, utile, anzi necessario (il distacco), per lavorare.
Quando si è in un momento di crisi si vede tutto nero, si amplificano le nostre sensiblità verso ciò che sentiamo opprimerci e che non sopportiamo e questo nero (o questo grigio), non ci sprona a lottare, ma ci fa vivere come zombie. E una grande azienda preferisce avere 1.000 gioiosi operai che non vedono l'ora di uscire per andare al mare (e che quindi una volta al mare potrebbe non tornare più, data la loro vitalità che li potrebbe portare a fare altri lavori magari nel settore turistico), o 1.000 zombies ormai adattati alla routine in un luogo pericoloso e insalubre?

Dopo queste considerazioni sullo schifo di metropoli in cui siamo confinati, ora posto fotografie naturali di campagna che ci fanno sentire in pace col mondo:

La giornata era anche questa un pò nebbiosa, però l'atmosfera cupa è ovviamente meno banale di una soleggiata! Perchè non unire il mistero della nebbia a quello di strade sconosciute della collina? Così, recatomi nei pressi di un paese che conosco, ho preso strade a caso che mi sembravano carine e meritavano davvero, primo perchè secondo me la natura, sia antropizzata che non, cambia sempre e quindi mi colpisce sempre (basta essere curiosi), secondo per i panorami: si vedevano estensioni di vigneti, campi e colline che sembravano finire solo nell'infinito grazie alla nebbia e alle nubi basse. Atmosfera che mi ha colpito veramente.

Questo rametto sembra voglia scappare dalla massa scura dei suoi simili

Mi stupisce non aver trovato nessun altro che si sia fermato ad ammirare i tenui colori coperti dalla neve, questa "lotta" tra poli e monocromia: il marrone/rosso dei tronchi e dei rami, il verde e il giallo dell'erba e il bianco della neve e della nebbia misto all'azzurrino.

Simpatico ex pupazzino di neve

Danx

4 commenti:

Caty ha detto...

...non credere , è che spesso la gente non "ha tempo di esprimere " pensieri sul mondo che lo circonda e si accontenta di - c'era la neve per strada-; poi apri un blog a caso e scopri invece che le persone pensano ,ammirano il mondo che hanno intorno, lo sentono ..;e riguardo alle fabbriche ...devo dirti che spesso è più quello che ci aspetta dentro ai posti di lavoro che ci rattrista più che altro ...la struttura dove lavoro io è semicircolare ( e dentro già ti viene il mal di mare le prime volte )..magari un giorno ti faccio una mezza foto...ciao e scusa le chiacchiere ( e adoro la foto del ramo , mi sento un po' come lui ..)

Danx ha detto...

eheh spero che molti si sentano come quel ramo curioso di andarsene a scoprire il mondo:)

Luca and Sabrina ha detto...

A me è piaciuta molto la tua versione in technicolor della fabbrica, ma sono d'accordo con Caty, è il dentro che andrebbe curato e di sicuro non solo dal punto di vista architettonico. Dalla città non si vede l'ora di scappare, fino a qualche anno fa abitavo a Bologna, in un quartiere centrale e molto caotico. Due anni fa il trasloco ad una decina di chilometri dalla città, immersa nella pace, nel verde. L'asfalto, il cemento e lo smog, col loro grigio incolore ed anonimo non fanno che risucchiarti, opprimerti, farti sentire una macchina, un numero. Sei circondato da ritagli, di verde, di cielo, di aria. Ma come esci fuori e ti sposti verso la campagna ritorni a respirare, immerso dentro spazi immensi, che si perdono all'orizzonte. Ti senti umano, ti senti libero. Mi sono piaciute molto queste tue ultime foto, mi sono soffermata a lungo a guardarle.....
Baci da Sabrina

Danx ha detto...

L'interno, considerando che è una grande azienda internazionale, è sicuramente curato o cmq a norma di legge. L'esterno cmq lo "subiscono" tutti e siccome è colpa della fabbrica l'esistenza dei quartieri dormitorio, sarebbe bello se facesse qualcosa per migliorarne l'aspetto, anzichè spendere soldi solo per super pubblicità e sponsorizzazioni!

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