Non so perchè riprendo spesso le estremità della città...probabilmente per due motivi:
affrontare di petto la periferia guardandola dritta negli occhi, per battere la desolazione che trasforma le nostre vite da sognanti a rassegnate e per mostrare schiettamente ciò che l'uomo contemporaneo ha costruito, sprezzante di ogni buon gusto e anche senso sociale.

Nei secoli passati, c'erano solo paesi (e piccole città) che adesso vengono visitati con ammirazione dai turisti cittadini. Questi erano composti da case basse, cascine, ville. Ognuno, certamente chi più chi meno, aveva i suoi spazi, dati dal proprio lavoro.Nell'era industriale, ma anche in questa era post-industriale, la gente è ingabbiata allo stesso identico modo, tranne quando si arricchisce ed invade le campagne, lasciando il suo segno per centinaia di anni, restringendo se non annullando la vita naturale.
Le costruzioni moderne sono omologate, piatte, ogni minima fantasia e tocco di genio è lasciato fuori dalla porta d'ingresso degli studi di architettura.

C'è bisogno di qualche anima generosa che si occupi delle periferie, prima che diventino, come già in passato negli anni bui '70-'80, luoghi dove regna la violenza generata dallo sconforto nel vedere degrado, sporcizia, distruzione e data dalla voglia di eliminare il proprio vicino che rappresenta la propria immagine, i propri fallimenti e tutto quel mondo da cui si vuole scappare.

Si dice che "la storia insegna, ma mai nessuno impara".
Infatti , anche se per fortuna da più di 60 anni sul suolo italico non ci sono state guerre (tranne le stragi), i luoghi destinati alle abitazioni e al vivere quotidiani sono andati scemando.
I luoghi senza anima si riproducono veloci e ogni città perde le proprie caratteristiche.
Stiamo diventando dei grigi magazzini e la storia, ricca anche per fortuna di virtù e beltà (non solo di guerre), la consideriamo solo in termini politici generici di pace.
Così com'è generico parlare di asfalto, guardate questo pezzo di strada visto dall'alto com'è bello: sembra di vedere un fiume che attraversa una città con ai lati insediamenti industriali. Il tutto in mezzo ad un deserto soffocante, rosso come il fuoco!
La terza e la quarta sono state elaborate per trasmettere meglio la mia sensazione verso la forte luce che batte sulle periferie, luce non filtrata dagli alberi e non colorata dai prati, che rappresenta perfettamente il nulla nel quale ci ritroviamo.Daniele
3 commenti:
Belle le foto, soprattutto la prima.
Comunque hai ragione, le architetture moderne sono tutte molto simili, piatte, poco "costruite", poco "pensate". Cioè, possono sembrarti tanto "strane", però in realtà ti accorgi subito che dietro non c'è un'idea di fondo, ma solo la voglia di stupire.
Ci sono, invece, alcuni paesi, ma anche cittadine, antichi, che hanno mantenuto tutto il loro fascino, e per questo li preferisco quando devo scegliere la meta di un mio viaggio... ;)
Più che belle, inquietanti!ahah
le magliette le ho stampate e comunque la scritta di sotto si legge bene
se ti interessa fammi sape
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