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25 marzo 2010

Social network: dove mi trovate :)

Ciao a tutti :)

Dal 2006 sono registrato su Flickr, con lo pseudonimo di Danximage, ma solo recentemente ho riempito lo spazio free di 200 foto.
Qui il link.
Quindi, da qualche settimana, ora ho creato un altro account col nick di Danx Comix.
Qui il link.

Ogni tanto scrivo anche su Twitter, linkando fotografi fotogiornalisti/documentaristi/artisti e magari anche qualche concorso e premio interessante :)
Qui il link

22 marzo 2010

Vota le mie foto

A Torino c'è un premio fotografico abbastanza importante dedicato a Luca Pron, il quale ha lavorato anche per il cinema...

Se vi va, votate la mia singola foto qui:
http://www.premiolucapron.it/show.php?cat=o&id=630
e la mia "storyboarding" (un progetto che, nel mio caso, riguardo i bordi della città, la periferia di Torino) a cui tengo maggiormente qui:
http://www.premiolucapron.it/show.php?cat=s&id=630
(Il codice per votare lo trovate al fondo)

Ciao e grazie!

15 marzo 2010

Belle interviste

Horvat intervista Rubinstein
Link: http://www.horvatland.com/pages/entrevues/10-rubinstein-it_en.htm
Piccolo estratto:
Eva Rubinestein: Ho bisogno che una parte di me divenga l'altra persona. Dopo una seduta fotografica come la intendo io, mi sento come se avessi fatto l'amore per un giorno intero, spossata, appagata e sul punto di crollare. È anche per questo che non so fotografare il primo venuto, che riesco così male a far lavori su commissione: è come dover far l'amore con qualcuno che non si è scelto. A volte vorrei che la macchina fotografica scomparisse, per fotografare solo con i miei occhi o col mio corpo. Fotografare può essere davvero come far l'amore: talvolta mi capita di tremare come una foglia.
...
Eva Rubinstein:
E se non mi fossi rotta le vertebre il giorno in cui ho fotografato la vecchia del Kentucky...
Frank Horvat :
... non ti saresti sentita in diritto di farlo!
Eva Rubinstein :
Neanche adesso so se ne avevo il diritto. Ma so che non l'ho fatto alla leggera.

Marka intervista Emanuele Colombo
Link: http://www.marka.it/index.php?target=clicart.htm
"Per me è stato fondamentale l'incontro con Edward Rozzo, che, come insegnante, devo dire che mi ha dato tanto, mi ha fatto capire che non c'è un modo di fare la fotografia, ma la fotografia è semplicemente un mezzo per esprimersi. Se non avete niente da dire, non fate i fotografi, perché a cosa serve? E' inutile che fate fotografia solo per fare la bella fotografia"..."Come compito a casa, dovevamo fare delle foto con l'intenzione di Atget, non con l'estetica di Atget, ma con la sua intenzione. la fotografia ha senso se è un documento o se racconta qualcosa. L'estetica fine a se stessa non mi interessa."

14 marzo 2010

Privatized nature

Salendo dalla mia città, Torino, verso la collina, ho notato che affianco alle varie strade, vi sono solo muri o recinti. La collina è verde, ma molto di questo verde è a disposizione di pochi. Da qui le prime foto di "Privatized Nature", natura privatizzata.









Danx

12 marzo 2010

Riciclo

Ciao!

Chissà quanti di voi aprendo qualche cassetto in cantina o in sgabuzzino, han trovato vecchie macchine fotografiche che vanno a pellicola, sia reflex sia automatiche: Canon, Nikon, Leica, Hasselblad, Polaroid, Ricoh, Kodak, ecc.


Bene, perchè buttarle rischiando di ritrovarle in qualche spiaggia africana o cercare di venderle al prezzo di un sacchetto di patatine?


Regalatemele!!!
Scrivete a Danx

20 febbraio 2010

Resti

Dopo 15 mesi sono tornato a vedere i lavori di demolizione dello stadio Delle Alpi di Torino.
Qui le foto del novembre 2008.
Qui sotto, invece, quelle di febbraio 2010:

I lavori proseguono e del poco glorioso stadio (poco glorioso perchè senza storia: non fu uno stadio che rappresentava una certa squadra come invece avvenne per il rimpianto Filadelfia per il Torino Calcio o come il Comunale che era ed è sito in un quartiere posto fra la Fiat di Agnelli e il quartiere La Crocetta dove venne fondata la Juve; perchè costruito per i mondiali spreconi di Italia '90; perchè sito non in periferia, ma addirittura oltre questa, infatti sorge dopo il quartiere popolare Le Vallette, fra la zona industriale di Torino e di Venaria. Qui la mappa) rimangono poche cose: una piccola e bianca opera d'arte in corso Grande Torino, dei blocchi di cemento armato che servivano per i tiranti d'acciaio, qualche albero oltre la distesa di cemento del parcheggio e del passaggio dei tifosi (non ho mai compreso la necessità di tutto quel cemento intorno agli stadi: sembra di entrare/uscire in/dalla fabbrica! Si dice che certi stadi come questo o quello di Bari siano cattedrali nel deserto. Eh no, il deserto è dato da questi e dal loro asfalto e cemento, mentre intorno, a volte, ci sono fertili campi).
Ci sono anche ovviamente giganti cumuli di terra, transenne, barriere e visioni di escavatrici.
Metafisiche le apparizioni di cartelloni pubblicitari ovviamente senza pubblicità e di cartelli con su il prezzo del parcheggio.

E' impressionate codesta visione perchè, a parte il pensiero che volge alle vecchie giocate dei nostri idoli di un tempo (con le demolizioni risultano come di un tempo antico), è una rappresentazione del nostro lascito: una distesa di nulla in un mondo violentato e non più fertile.

La Juventus, anzichè continuare a giocare nello Stadio Comunale (ora Olimpico, ristrutturato per le Olimpiadi 2006), ha pensato di costruirsi uno stadio di sua proprietà (se non erro, novità assoluta in Italia copiata dall'Inghilterra) sulle ceneri del Delle Alpi, mentre i tifosi del Torino dovranno continuare a sognare il nuovo Filadelfia.
Con la questione degli stadi di proprietà, bisogna fare attenzione a tutti i nuovi insediamenti che invaderanno territori "vergini". A Firenze ne sanno già qualcosa (indagini). E chissà a Roma!

19 febbraio 2010

Natura morta

Queste foto di natura morta, nel vero senso della parola, risalgono allo scorso autunno e furono eseguite negli stessi giorni in cui ne feci altre riguardanti la bellezza dell'autunno con boschetti magici, caldi colori e giochi di luce che stimolano la camminata (link).
La mia attenzione è stata prevalentemente colta dai possenti alberi caduti di cui rimangono solo le radici (in 6 foto).












Danx

8 febbraio 2010

Nuovi progetti

Negli ultimi tempi ho ripreso il mio progetto sull'URBE, sulla città, sulla sua periferia, sulle zone non per forza decadenti, ma che evitiamo di guardare accuratemente, nelle quali passiamo (e magari ci abitiamo), ma di cui non ci importa lo stato di salute e l'evoluzione (o decadenza suprema).
In questo insieme di foto, ci sono due stili: uno più freddo e geometrico, ed uno improntato verso l'immediatezza.
Una parte finirà nel gruppo Architecture/Cityscape, mentre l'altra ed ultima parte finirà nel gruppo Architecture/Urban.

A breve caricherò foto di "natura morta" (realmente morta: alberi divelti e così via), foto dello scorso autunno, ma ho in mente nuovi progetti che saranno così titolati:
"La città delle automobili" e "Amerikanization".
Nel primo, non ci saranno fotografie di code stradali, ma dei luoghi della propaganda su quattro ruote e del "rapporto d'amore" fra automobilisti e automobili e di come questo insieme "interagisce" col paesaggio
Il secondo, invece, è più complicato: non ho ancora ben chiare le fotografie che dovrò scattare, forse perchè il nostro stile di vita è così simile a quello nordamericano da non riuscire a trovare novità che rendano patetici o irriconoscibili gli italiani scimmiottanti gli americani...
Sicuramente qualche fast-food, suv o campo da basket faranno al caso mio :)

Un terzo progetto riguarderà solamente le persone: i langaroli. Vedremo...

Certamente, devo sempre completare la serie riguardanti i cani da guardia :)

Un brutto ed un bel risotto

Vi sono alcuni fotografi, come Martin Parr, che compiono dei primi piani a delle pietanze banali o particolari o particolarmente colorate, durante la realizzazione dei loro lavori, tramite i quali indagano sui costumi della società contemporanea.
Fra l'altro, noto che molte foto di questo genere, sono orizzontali. Ma le trovo tristi: col verticale, non so perchè, non sento questa sensazione.

Io invece propongo questa fotografia di un bel piatto di risotto, preparato/servito da/in un bellissimo ristorante di Bene Vagienna (Langhe), solamente per mostrarvi la differenza fra lo scatto originale, realizzato con la debole luce ambiente, e lo scatto finale.

Come spero ben saprete, le pellicole, quelle più a buon mercato (ricordo che prendevo per i miei primi scatti delle Kodak prodotte in massa, per la massa), hanno già un ottimo contrasto ed un ottima saturazione, mentre i file digitali necessitano sempre di un pizzico di post-produzione, anche se saturate già abbastanza il file raw, quando lo tramute in TIFF o in JPG.

Provate a "smanettare" con la "regolazione curve" attraverso i canali dei colori (RGB: rosso, verde e blu). In questo caso ho lavorato sugli ultimi due. Per mostrarvi al meglio i colori attraverso i nostri monitor, ho cambiato il profilo colore del file, passando da RGB a sRGB. Se fate/farete anche voi quest'azione, mi raccomando, ricordatevi di aumentare la saturazione per un'ultima volta :)

Danx

PS: ovviamente, nessuno delle due immagini rappresenta la realtà, che sta sempre nel mezzo :)

2 febbraio 2010

Galleria d'Arte Moderna

Un pò di foto fatte all'interno della GAM di Torino verso la fine del 2009:















Saluti,
Danx

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