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10 novembre 2014

Foto spettacolare? Meglio la foto fatta col "cuore"

Spesso un (foto)amatore che si crede un (foto)artista, pensa che l'unica cosa che conti sia l'impatto visivo, pensa che la foto debba essere o perfetta tecnicamente o spettacolare, quindi non noiosa o banale.
Un vero artista in senso lato, cioè colui che passa molto tempo a riflettere e pensare e a cui vengono in mente delle idee da (magari) realizzare, va oltre questo banale concetto di fotografia e di arte.
Perché se vogliamo la foto più spettacolare, allora andiamo nello spazio o andiamo a vedere quelli che tagliano le gole.. !
Poi c'è il concetto della fotografia che deve comunicare. Non basta rappresentare? La gente, e chi pensa questa cosa, deve per forza vedere un altro essere felice o triste per provare qualcosa a sua volta? Mi sembra, ancora una volta, un pensiero molto banale!

Su Exibart, preso ad Artissima, c'è un servizio sull'artista Joan Jonas, all'interno del quale ho trovato una bellissima frase della giornalista Francesca Pasini che ha scritto quanto segue:

"La ringrazio perché con cadenza regolare nelle sue performance appaiono i suoi cani, come testimonianza di uno scambio con altri esseri che popolano il pianeta, che lei tratta come oggetti di affetto e non come elementi visivi del paesaggio".

Capito? Sta proprio qui la differenza tra spettacolarità o scena simpatica e non noiosa, e arte che nasce da un concetto di empatia ben più profondo dell'andare in giro a cercare cose simpatiche.

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