Trovo sia bellissimo fotografare la gente comune, ovviamente quando magari ha qualche particolare che risalta o quando è particolarmente simpatica, quando ci sono i giusti colori e la giusta luce, perché tra giornali e tg leggiamo e vediamo cose tragiche che ci portano a non fidarci più di nessuno, per cui ad alcuni di noi può venire meno la voglia di andare in giro, invece non bisogna farsi sconfiggere dalle brutture umane mondiali!
Non solo da oggi, anche se ora in maniera differente rispetto a qualche anno, mi piace vedere e fotografare la gente nel proprio tempo libero, mi piacerebbe anche seguirla nel resto della propria vita, seguire la vita di gruppi di persone che si associano per fare qualcosa di bello-nuovo-curioso-divertente, insomma, io ho questa curiosità verso alcune persone del mio tempo e del mio luogo.
C'è chi cerca l'esotico, beh, per mostrare un mondo bello e vario non sarebbe male ogni giorno riuscire a fotografare soggetti più unici che rari, ma in generale è difficile e comunque dicevo che cercando l'esotico c'è il rischio di lavorare male perché non si conosce quella data cultura e perché magari alle volte si pensa che quei tratti caratteristici ben ripresi bastino ad avere una fotografia acclamata da tutto il resto del mondo. Invece quell'esotico ben ripreso è già stato documentato e quindi bisogna andare oltre, cercando le giuste azioni ed atmosfere. Insomma, è una cosa mooolto impegnativa e una persona normale come me con pochi spiccioli in tasca non può certo girare il mondo e se lo farebbe, lo farebbe solo per tentare il colpo di "fortuna" per poi vendere le foto e fare i soldi.
Come quelli che vanno in zone di guerra..
Mi si potrebbe replicare che denunziare è una cosa buona e giusta, e sono d'accordo, ma secondo voi chi va in zone di guerra ci va per cambiare il mondo, o perché pensa che una buona foto sia quella in realtà più bella che buona e per bella intende spettacolare, scioccante, ecc.? E soprattutto, non pensate che questo tipo di fotoreporter faccia queste foto cercando gloria e soldi (concorsi internazionali, pubblicazioni su riviste cosidette autorevoli, ecc.)? Ma certo che sì! C'è più passione verso la fama e i soldi che verso la fotografia in sé e le persone ritratte! Questo perché il fotografo è un professionista, e un professionista con partita I.V.A. e quel singolo lavoro, prima di tutto deve pensare alla propria pancia, e se nel mondo tirano sempre le foto di bimbi poveri, anoressici o ancora peggio morti ammazzati, loro ne andranno in cerca!
Io fotografo quel che mi va, se mi porta soldi bene, se non me li porta non importa, e non perché sia ricco, tutt'altro, semplicemente perché vivo la fotografia come un fatto personale.. abito in una città italiana, cammino in questa città italiana, e riprendo quello che capita cercando di fare in modo che comunque le varie foto siano legate da una certa tematica o da un certo stile, anche se è difficile riuscirci!
Documentare un dato evento non mi interessa, sia esso una competizione sportiva o una battaglia, perché il mondo è pieno di fotografi che riprendono tutti i vari eventi della pazza umanità mondiale, io magari approfitto di un evento, anche piccolo, per girare intorno e cercare qualcosa di particolare.
Mi si può obiettare che non è da professionista, che per farsi conoscere e per vendere foto ci sia il bisogno di riprendere più eventi possibili così poi magari si verrà ingaggiati da qualcuno (chi? boh!) per seguirne poi altri con spese già pagate, ecc., però se vediamo le riviste propongono sempre le stesse foto.. cielo blu, gente sorridente, atleti che fanno le stesse azioni, raramente si vede qualcosa di particolare. Ma se ne vediamo altre, tipo National Geographic, oltre ad incredibili foto naturali così incredibili che sembrano irreali, ci sono anche bellissimi scorsi di città con gente comune che cammina, lavora, si diverte, persone e attimi che senza la sensibilità di quel fotografo (non reporter e documentarista) sarebbero andati persi, invece lui è andato oltre i centri di potere, le battaglie e gli eventi, per regalarci quei piccoli e magari commoventi attimi di vita quotidiana che ci fanno venire voglia di uscire e ricercarli anche sotto casa nostra!
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