Secondo la vulgata popolare, una persona che passa dall'hobby alla professione è fortunata.
In realtà sono due cose diametralmente diverse, infatti l'hobbysta realizza fotografie che piacciono a lui ma soprattutto solo quando va a lui. Se fanno pena, e se non ha voglia di uscire (o se vuole uscire per fare altro), non cambia nulla. L'hobbista ha il suo lavoro si spera sicuro e si spera con tanto di tredicesima, ferie, contributi, malattia, ecc.
Il professionista per proporsi come tale inizialmente non verrà pagato da nessuno, e in più dovrà ovviamente investire una cospicua cifra in attrezzatura che, sia chiaro, non comprende solo corpi macchina e obiettivi, ma anche tanti più o meno piccoli/grandi oggetti.
Il professionista inizialmente quando è un signor nessuno deve sgobbare alla grande a tal punto che rischierà di svenire e di schifare la fotografia, anche perché magari lavorerà in perdita, magari farà foto di cose (persone, oggetti, eventi) che gli fregano meno di nulla o magari dovrà cercare lui degli argomenti, delle tematiche che possano interessare ad agenzie e ai clienti di queste, ecc.
Inoltre, il professionista, lavorerà almeno inizialmente quasi tutti i giorni e quando non verrà pagato lavorerà comunque perché all'inizio dovrà magari impratichirsi nell'uso di tutta l'attrezzatura compresa quella digitale (la cosidetta camera chiara).
Fare fotografie lungo più giornate di fila, magari sotto il sol-leone, dopo aver dormito poco perché una volta terminata la sessione fotografica (ovvero lo "shooting", come amano dire i giovani fotografi fighetti per dare una grande importanza a ciò che hanno fatto, come se a Londra o a New York importasse qualcosa di loro..) bisogna tornare in ufficio/negozio/studio/casa a scaricare, guardare, eliminare, elaborare, magari rielaborare per vedere le differenze tra un'elaborazione e l'altra, convertire, magari stampare o ordinare stampe da andare poi a prendere e chissà quante altre cose, vi giuro che è dura.
L'ideale, ad un certo punto, se possibile, è scremare i clienti, scegliersi i più danarosi, facendo di conseguenza pochi lavori ma buoni, in modo tale da dare il massimo in un numero inferiore di occasioni che però ci daranno maggiori soddisfazioni e buon umore.
Quest'ultimo punto è ovviamente un sogno. Con tutti i fotografi che ci sono in giro, che magari hanno più soldi di te e sanno relazionarsi meglio di te, perché mai una grande ditta dovrebbe volerti, specie se lavori da solo?
L'ideale è specializzarsi in uno o max due settori e lavorare con un'altra persona. Quel settore però dev'essere in espansione.
Comunque se avessi un figlio gli direi di andare a lavorare in banca. Ovviamente io non ci andrei neanche sotto tortura e la stanchezza è soltanto una sensazione temporanea! Domani grandi foto!
Perché il bello della fotografia è che a differenza del commesso, dell'impiegato, dello spazzino, dell'insegnante, ecc., ogni giorno puoi avere dinnanzi a te nuove sfide, stimoli, emozioni, persone!!
Nessun commento:
Posta un commento