
Si può dire o non si può dire? Io lo dico: finalmente la stampa s'è accorta di Vivian Maier, probabilmente la più grande streepher che ha ripreso volti di persone che vorremmo non vedere mai, operai oberati di lavoro, bambini che piangono a iosa, disperati, ubriachi, ma non solo, anche piacevoli combinazioni e contrasti che un occhio ben allenato e una mente desiderosa di trovare qualcosa di bello intorno a sè riesce a cogliere.I recenti articoli dedicati a lei sono de La Stampa e La Repubblica. Li potete leggere cliccando qui e qui.
Ovviamente han badato bene a selezionare solo le foto che disturbano meno la vista (oltre alla nostra idea di America), giusto due gemellini un po' diabolici e basta.
La sua storia è all'incirca questa: nata nel 1926 e morta nel 2009 (83 anni), scattò con solerzia per decenni, ma facendo sempre il mestiere di badante.
Un signore pochi anni fa comprò i suoi negativi et voilà, da 1 o 2 anni è diventata un must sul web! Leggendo nel blog a lei dedicato, si apprende che la signorina Vivian morì 1-2 giorni prima che questo appassionato di fotografie compisse una ricerca per potersi mettere in contatto con lei...da brividi!
5 commenti:
Una storia straordinaria... piena di speranza, a suo modo!
Anna
Caspita, nemmeno io la conoscevo. Grazie ;-)
Qualche giornalista però se n'era accorto un anno fa...
http://smargiassi-michele.blogautore.repubblica.it/2010/01/30/vivian-mistero-glorioso/
saluti
m.s.
Sì lo conosco, ma ultimamente vedo che se ne parla molto come fosse una scoperta recente.
belle immagini su di tutte quella del tipo seduto e della bambina. mi piace questa ricerca delle espressioni umane presa al volo
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