Guardando questa fotografia, sicuramente scattata con le lacrime agli occhi da parte di Amy Helene Johansson in India nel 2009 e chiamata "Unsafe Journey" (io avrei scelto "Unsafe Life"), ho pensato a quanto non sia il fantomatico DNA ad influenzare le nostre vite, ma l'ambiente nel quale viviamo, infatti questa donna, come tante altre, può essere bella e intelligente (predisposta allo studio, a lavorare manualmente e/o di concetto, etc.), ma difficilmente potrà sottrarsi alla vita che da sempre conduce fra povertà, sfruttamento nell'ambiente di lavoro e pericoli vari (pensate che in India sono almeno 100 milioni le ragazze rapite e sfruttate sessualmente), perchè la nostra vita è influenzata dall'ambiente nel quale viviamo a parte dalla famiglia: ad esempio il figlio di Berlusconi non fa mica l'operaio, non abita mica in periferia, non ha mica frequentato scuole coi tetti d'amianto e che crollano.Una ragazza può essere bella in maniera inaudita, ma se nasce in Romania o Ucraina ci saranno più probabilità che finisca sulla strada che su una passerella, a differenza di una bella ragazza italiana, tedesca, etc.
La fotografia è visibile, insieme a tanti altri ritratti, presso il National Portrait Gallery di Londra fino al 20 febbraio 2011
PS: molto interessante una serie sull'appartenenza chiamata "Belco Pride", by Lee Grant
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